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FUORIPAGINA
30/04/2011
  •   |  
    Per cambiare. Appello per i Referendum

    La politica italiana si è allontanata dalla società come mai era successo in passato. L’azione del governo è sempre più segnata dagli interessi personali del Presidente del Consiglio, da derive autoritarie, da minacce alla Costituzione.

    L’economia del paese non riesce a uscire dalla crisi iniziata tre anni fa, e la politica non riconosce il fallimento di vent’anni di privatizzazioni, che hanno lasciato a poche grandi imprese – sempre più spesso straniere – decisioni chiave sul nostro futuro.

    Tutto questo aggrava le minacce alla democrazia, il declino del paese e l’insostenibilità del nostro modello di sviluppo.

    Contro questa deriva, negli ultimi anni milioni di uomini e donne – con movimenti, reti, associazioni, sindacati - hanno alzato la loro voce, manifestato e costruito alternative. L’abbiamo fatto sui temi della democrazia, della partecipazione, della giustizia, dell’informazione. L’abbiamo fatto sui temi del lavoro, dei diritti sindacali, dei contratti, del precariato dei giovani. L’abbiamo fatto sui diritti delle donne e sulle disuguaglianze. L’abbiamo fatto sui temi della scuola, dell’università, della ricerca, della cultura. L’abbiamo fatto sulla tutela dell’ambiente e sulla sostenibilità dello sviluppo. L’abbiamo fatto sui temi della legalità e della lotta alle mafie. L’abbiamo fatto sui temi dei diritti, dell’antirazzismo, della solidarietà con profughi e immigrati. L’abbiamo fatto sui temi della pace, del rifiuto delle guerre, della solidarietà con chi lotta per la democrazia in altri paesi.

    La politica istituzionale – finora – non ci ha ascoltato. La distanza tra le decisioni del governo e il consenso nella società non è mai stata così grande.

    Tutto questo può cambiare. Abbiamo una possibilità nuova per imporre alla politica la volontà dei cittadini, per riprendere il potere di decidere che tipo di democrazia e di sviluppo vogliamo avere.

    Il 12-13 giugno 2011 si terranno i Referendum per cancellare le leggi sull’energia nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il “legittimo impedimento” che mette i ministri al riparo dalla giustizia.


    Il nucleare. Il governo ha voluto riportare l’energia nucleare in Italia dopo un referendum nel 1987 che l’aveva rifiutata. Il nucleare è un cattivo affare: costa troppo, quasi tutti i paesi lo stanno abbandonando e in Italia le centrali non entrerebbero in funzione che tra quindici anni. Dopo gli incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima l’energia nucleare si è dimostrata una minaccia per la salute delle persone. L'efficienza energetica e le energie rinnovabili come il solare sono la strada che l’Italia deve seguire. Ora il governo – vista l’impopolarità del nucleare - ha fatto una retromarcia che potrebbe far saltare il referendum. E’ un primo parziale successo, ma la decisione del governo non dà garanzie per il futuro. Serve l'impegno perché i cittadini si pronuncino con il voto contro il nucleare.


    L’acqua. Il governo impone il passaggio a imprese private del controllo e della gestione dell’acqua, considerandola una merce come le altre, dimenticando che l’acqua è un servizio essenziale, un diritto dei cittadini, un bene comune. Qui i referendum sono due: uno sulla gestione privata e l’altro sui profitti delle imprese - la legge prevede per i gestori un rendimento non inferiore al 7%. La privatizzazione non porterebbe a un miglioramento dell’efficienza, ma alla perdita del controllo da parte delle comunità locali su una risorse essenziale, all’aumento dei profitti e del potere delle multinazionali dell’acqua, al moltiplicarsi dei prezzi pagati dai cittadini. Anche sull’acqua il governo ha prospettato modifiche alla legge per evitare i due referendum senza fare marcia indietro sulla privatizzazione. Anche sull’acqua serve l'impegno perché i cittadini si pronuncino con il voto contro la privatizzazione.


    Il legittimo impedimento. Il governo ha introdotto il “legittimo impedimento” che permette al Presidente del Consiglio e ai Ministri di non comparire in udienza penale per la durata della loro carica. E’ un segno dell’arbitrio del potere politico e dell’”impunibilità” dei potenti. La Corte costituzionale ne ha già abrogato le norme portanti; bocciando quel che resta della legge, il referendum metterebbe fine alla legislazione “su misura” fatta apposta per evitare che Silvio Berlusconi affronti i processi in corso.


    Per queste ragioni è importante fermare le manovre del governo che puntano a cancellare i referendum su nucleare e acqua. Sarà la Corte di Cassazione a decidere se il voto su questi temi si terrà o meno, mentre si voterà comunque sul “legittimo impedimento”.

    Per queste ragioni è importante – il 12-13 giugno - raggiungere il quorum di 25 milioni di votanti ai Referendum e scegliere il SI a tutti i quesiti.

    E’ un voto che può porre alcuni limiti a un modello di sviluppo insostenibile, che ignora i costi ambientali, sociali e i beni comuni, e a un potere politico che calpesta giustizia e democrazia.

    Un successo dei SI al Referendum costringerebbe la politica – sia del governo che dell’opposizione – a fare i conti con la volontà dei cittadini. L’impegno delle mobilitazioni sociali non si limiterebbe a manifestazioni finora inascoltate, ma cancellerebbe alcune delle peggiori leggi introdotte dal governo. Oggi è possibile un impegno comune di cittadini, movimenti, reti, associazioni, sindacati per arrivare a una larghissima partecipazione al voto del 12-13 giugno, che porti a raggiungere il quorum e al successo dei SI. Noi vogliamo impegnarci per quest’obiettivo: per mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata.


    Primi firmatari


    don Aldo Antonelli, parroco di Antrosano, L'Aquila

    Andrea Bagni, Rete@sinistra

    Laura Balbo, sociologa

    Loris Campetti, Il Manifesto

    Roberta Carlini, Sbilanciamoci.info

    Alessio Ciacci, Comuni Virtuosi

    Mariano di Palma, Unione degli studenti

    Tonio Dell’Olio, Libera

    Monica Di Sisto, Fair

    Anna Donati, ambientalista

    don Paolo Farinella, parroco di San Torpete, Genova

    Gianluca Felicetti, presidente LAV

    don Walter Fiocchi, parroco di Castelceriolo, Alessandria

    Paolo Flores d’Arcais, direttore di Micromega

    Luciano Gallino, Università di Torino

    don Raffaele Garofalo, prete

    Paul Ginsborg, Libertà e Giustizia

    Roberto Iovino, Rete della Conoscenza

    Maurizio Landini, Segretario generale Fiom Cgil

    Flavio Lotti, Tavola della Pace

    Giulio Marcon, Coordinatore Campagna Sbilanciamoci

    Gianni Mattioli, Comitato Vota SI per fermare il nucleare

    Grazia Naletto, Lunaria

    Davide Orecchio, direttore Rassegna.it

    Mimmo Pantaleo, Segretario generale Flc Cgil

    Massimo Paolicelli, Associazione Obiettori Nonviolenti

    Giorgio Parisi, fisico

    Mario Pianta, Sbilanciamoci

    Sergio Andreis, Lunaria

    Anna Picciolini, Associazione per una sinistra unita e plurale, Firenze

    Gabriele Polo, Il Manifesto

    Guglielmo Ragozzino, Sbilanciamoci.info

    Claudio Riccio, Link-Coordinamento universitario

    Gianni Rinaldini, Coordinatore “La Cgil che vogliamo”

    Edo Ronchi, ambientalista

    Rossana Rossanda, Il Manifesto

    Massimo Scalia, Comitato Vota SI per fermare il nucleare

    Paolo Serventi Longhi, direttore di Rassegna Sindacale

    Gianni Silvestrini, direttore scientifico QualEnergia

    Massimo Torelli, Rete@ sinistra

    Guido Viale, economista

    Sara Vegni, Comitato 3 e 32 L'Aquila



    Per sottoscrivere l’appello e per promuovere iniziative:

    referendumpercambiare(at)gmail.com


    Per saperne di più:

    www.referendumacqua.it

    www.fermiamoilnucleare.it

    www.ilmanifesto.it

    www.micromega.net

    www.rassegna.it

    www.reteasinistra.it

    www.sbilanciamoci.info



I COMMENTI:
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  • Sì, ai referendum. Ricostruiamo una democrazia. 02-05-2011 14:34 - paola francesconi
  • Sono a favore, per il sì, a tutti i referendum. Possono, devono essere il banco di prova che questo governo ha le ore contate e che deve andarsene via, per evitare altri guai e guasti all'Italia, alla sua immagine nel mondo e agli italiani che non vogliono perdere la dignità di uomini, di donne, di cittadini. 01-05-2011 09:52 - Paolo Fai
  • Perchè non vogliono ascoltare le VOCI ? Vogliono forse lo scontro? Spero di no. 01-05-2011 08:49 - almagemme
  • Più perniciosa ancora della già vergognosa "azione del governo è sempre più segnata dagli interessi personali del Presidente del Consiglio" è però la finta opposizione della finta sinistra rappresentata dal PD. Loro non tengono alta l'attenzione sui referendum perché il raggiungimento del quorum non lo vogliono, ma non hanno il coraggio di dirlo apertamente ai loro elettori (già è difficile confermarsi per l'ennesima volta guerrafondai... come se le bombe del Nobel abbronzato Obama fossero più democratiche di quelle di Bush); il PD è a favore dell'acqua privata, e anche del nucleare (e della TAV, degli inceneritori...). E anche della perpetuazione della leadership screditata del debosciato di Arcore che rende così semplice la vita alla NATO, ai francesi, alla Goldman Sachs, alla Rotschild e alla JP Morgan, cioè a coloro dei cui interessi il PD è garante politico, come lo è il presidente Napolitano.
    Al PD io dico ad alta voce: "Voi con noi non c'entrate nulla! VOI CON NOI NON C'ENTRATE NULLA! La vostra idea di democrazia è l'opposto di quello di cui c'è bisogno nel nostro Paese!". Sono io che lo urlo al PD. E rinvio così al mittente quella tetra invettiva del nipote dello Zio, Enrico Letta (Torino 08/09/2010), che resta un monumento all'arroganza della Casta padrona, persino peggio del "si può avere dell'olio?" di craxiana memoria.
    Chi ancora crede che l'alternativa a Berlusconi si possa fare con il PD sbaglia di grosso. O forse è stuzzicato alla prospettiva di provare a vedere come si sta passando dalla padella alla brace. 30-04-2011 18:51 - Alessandro B.
  • cari amici ormai non siamo più cittadini ,siamo diventati un popolo,sudditi,una massa,dei numeri.la stampa la televisione,giornalisti/e,professori/esse,studiati e da studiare,ci menano tutti per il naso.non parliamo dei politici,del resto debbono salvaguardare la rendita vi invito a guardare la foto sulla stampa di torino per vedere i volti nuovi.intellettuali che firmano manifesti perchè condividono? o per esserci!!.si vogliono celebrare 3 referendum energia atomica.acqua e impedimento giustissimo ma a chi servono ai disoccupati,pensionati,ammalati,studenti!!! no è una questione politica Berlusconi.Per l'acqua in tutto il mondo si sa che assieme all'aria al mare al cielo non sono privatizzabili.in Africa nelle zone desertiche quando c'è la stagione delle piogge tutti all'aria aperta a bagnarsi e ringraziare per il dono,finita la stagione e asciugatosi le pozze fanno decine di km per cercarla perciò non è l'acqua che viene privatizzata ma il servizio cioè aprire il rubinetto e vedere scorrere il nettare.tutti sanno meno i firmatari che viene sprecato il 60% dell'acqua dall'ormai esauste tubature. allora si vuole il referendum benissimo si dica di votare no alla privatizzazione e si all'aumento di almeno 300 euro annui pro capite per ristrutturare ed evitare le perdite.lo stesso vale per l'energia oggi è la più sicura che esiste tant'è che non parlano della produzione ma delle scorie.quanto è successo in Giappone ci fa capire che si possono fare ed essere sicuri per spaventarci ci parlano di cernobyl dimenticando un particolare che in russia di manutenzione e sicurezza non gliene fregava a nessuno tant'è che è esplosa,in giappone ci è voluto un terremoto dell'8°ricter e maremoto con onde di 15 metri.non ci parlano delle tonnellate di gas nocivi che gli idrocarburi lasciano nell'aria.dell'aumento delle malattie respiratorie dei tumori al polmone e chi ne ha più ne metta.avete mai sentito dire che a Ny si viaggia in inverno a targhe alterne?beh!! chi vuol capire capisca 30-04-2011 17:42 - totareo
  • L'istituto del referendum, così com'è, serve a poco...ma è meglio di nulla.
    Proporrei, quale prima legge d'iniziativa popolare, la trasformazione del referendum, da abrogativo qual è oggi, a propositivo e impositivo, qual è, ad esempio, in Svizzera, dove si usa tale istituto spesso e volentieri e con grande partecipazione dei cittadini elettori.
    Le porcate della dx a governo Berlusconi-Bossi sono ormai arrivate oltre la soglia della decenza politica per sconfinare, apertamente, nell'arroganza e nello strapotere....è tempo di fermare la deriva populista di questa compagine di incapaci cronici e di rimandarli TUTTI A CASA! 30-04-2011 11:12 - Marco Cossu
  • Cambiare le regole durante la partita era già prerogativa di re silvio,e dei bambini ricchi e viziati dell'occidente(un esclusiva di pochi anche per "STATURA")ma governare facendosi forti della sovranità popolare impedendo al popolo proprio di esercitare il diritto di voto....beh allora questa mi sa che è proprio una simpatica dittatura (come direbbe elio). 29-04-2011 14:00 - giorgio
  • Neanche ai tempi di Scelba succedevano cose del genere. ...Ed è quanto dire! 29-04-2011 12:37 - antoniocastaldo
  • Io dico che oltre ad essere contro bisognerebbe essere anche per.
    due proposte:
    1 - meno referendum e più leggi di iniziativa popolare.
    2 - una legge che innalzi il numero delle firme necessarie per indire un referendum (diciamo da 500.000 a 2/3.000.000 e contemporanea abolizione del quorum. 29-04-2011 11:12 - Teodorico Zurlo
  • i referendum potrebbero dare alle persone la possibilità di esprimere il loro pensiero 29-04-2011 08:12 - al.fio
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