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FUORIPAGINA
27/04/2011
  •   |   redazione
    Avviso ai lettori, cerchiamo risposte

    Il manifesto festeggia i suoi primi 40 anni con una nuova rubrica di dialogo con i lettori e con i navigatori del sito. Vogliamo tenere una finestra aperta per ascoltare cosa avete da dire, scambiarci riflessioni e opinioni. Ogni sera troverete sul manifesto.it una nuova domanda, uno spunto di riflessione. Partecipate utilizzando lo spazio dei commenti che trovate qui sotto. Avete a disposizione tutta la notte e il giorno successivo. Alcuni dei vostri commenti troveranno spazio nell'edizione in edicola la mattina seguente. E noi, tenteremo di dare delle risposte.

     

     

    Ecco la domanda del giorno, ispirata da un'intervista con Umberto Eco che potrete leggere integralmente oggi sul manifesto in edicola:

     

     

    Le risposte di Umberto Eco a Valentino Parlato rappresentano uno spunto utile per una discussione a 360 gradi sul manifesto dei prossimi 40 anni. «Il manifesto sembra aver perduto la sua funzione storica, come il Pci e tutti i gruppi di sinistra», dice Eco. Che poi aggiunge: «Direi che non siete più un partito ma resistete ancora in questo generale tracollo come coscienza culturale». Valentino Parlato pensa invece ancora a un giornale-partito e a un recupero della funzione originaria del manifesto.

    Da qui la prima domanda: è bene che il manifesto torni a essere un giornale-partito oppure svolga un ruolo da coscienza culturale nel panorama attuale del pensiero critico?

    Un altro argomento di discussione è la crisi della carta stampata e il ruolo del web. Secondo Eco la carta non scomparirà, tutt’altro. La proposta è la seguente: «Se è vero che i giovani sono più attenti ai contenuti culturali, l’unica possibilità del manifesto è quella di settimanalizzarsi, non diventare settimanale ma fare continuamente azione di approfondimento. È l’unica possibilità di sopravvivere».

    Da qui la seconda domanda: un giornale generalista o di commento, approfondimento, proposta?


I COMMENTI:
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  • Abbiamo letto l'articolo di Eco, e riteniamo che lo stesso un sintomo d ignoranza e di mancanza di rispetto verso l'avversario politico. A parte il fatto che il nostro giudizio sullo scrittore è negativo, non ci piacciono i suoi scritti, non per questo nessuno lo ha mai offeso. E' comunista e pertanto un uomo con le sue idee dovrebbe rispettare le idee altrui, e non dare offensivi giudizi sull'idee altrui.Un vero uomo sia di destra che di sinistra o di centro se è tale rispetti le idee altrui, se non vuole essere giudicato un piccolo ignorante presuntuoso di essere solo lui nel giusto e gli altri nel torto.Noi abbiamo combattuto la guerra partigiana, abbiamo rischiato la nostra vita per un'italia migliore, ma ora si ritroviamo dei piccoli borghesi che vogliono imporre la loro ideologia politica, senza rispetto delle ideologie altrui. Piccoli uomini con il cervello annebbiato.
    Italialibera 28-04-2011 16:43 - italialibera
  • Due osservazioni preliminari:1)in un'epoca di presumibili, rapidi mutamenti di fase, parlare di un progetto per i prossimi 40 anni mi pare un discorso privo di senso; equivale a parlare di un futuro indeterminato; 2) una proiezione ragionevole sui prossimi cinque-dieci anni deve tener conto (almeno finché è in gioco la esistenza stessa del giornale) non solo dei lettori potenziali da conquistare (è sempre una scommessa che si può perdere), ma anche della composizione del suo attuale pubblico che non ci si può permettere il lusso di perdere in ragione di scelte politico/editoriali poco meditate: nuova composizione del "pubblico", maggiore incidenza dell'aliquota operaia? Per quanto importanti, e non solo numericamente, non possiamo fare un giornale plasmato su studenti e acculturati in genere. Il giornale-partito va inteso nell'unica maniera oggi (e nel prossimo futuro) praticabile: affinare il proprio punto di vista sul mondo, renderlo un marchio riconoscibile, senza peraltro appiattire ad una "reductio ad unum" l'inevitabile, ma circoscrivibile, pluralismo interno alla redazione e alla più vasta cerchia dei collaboratori; 2) il giornale, per come è oggi, risulta, a parte ovviamente le pagine culturali e delle "visioni", un giornale post-televisivo come tutti gli altri, cioè un giornale già vecchio come notiziario nel momento in cui viene fruito dai lettori. Ben venga dunque il giornale di approfondimento, dove il notiziario sia ridotto ad una ricapitolazione di quanto si è già appreso dalle comunicazioni "in tempo reale": ma l'approfondimento deve avere un target ed un linguaggio non omologato alle pagine culturali e teoriche. Deve saper cogliere dagli eventi spunti per affrontare, che so?, temi come il reddito sociale, la dimensione necessariamente europea dei processi di riconversione ecologica, la rifondazione della "politica diffusa" attraverso i beni comuni e la loro gestione comunitaria, ecc. Sento poi due esigenze: 1) questa direttamente legata alla scelta del giornale-partito, e cioè di una rubrica di "battaglia delle idee", dentro e fuori la sinistra; 2) un lavoro di inchiesta che, anziché mostrare esemplarmente "l'altra Italia", scavi nell'intreccio degli interessi e dei blocchi sociali a livello locale, individui puntualmente, per quanto è possibile, la trama dei rapporti economico/consociativi che coinvolgono anche forze della vecchia come della nuova sinistra, senza guardare in faccia nessuno: forse riusciremmo a capire meglio che cos'é quel monstrum politico che si chiama PD. 28-04-2011 16:22 - giacomo casarino
  • Sulla prima domanda: diventare un giornale-partito? per favore, un partito no.
    si se diventa una lista, o comunque una maniera per veicolare proposte
    in Parlamento, ma "il manifesto" deve restare soprattutto un giornale, che faccia pensare,
    con il suo carattere critico, su tutti e tutto. Non un partito (peraltro sarebbe il millesimo partito di sinistra).
    Per quanto riguarda la domanda: carta o internet? io rispondo tutti e due. la carta non sparirà, internet è semplicemente un mezzo (formidabile) in più, ma la carta rimarrà.
    Io comunque sono un giovane e decisamente trovo più interessanti i reportage, gli approfondimenti e le analisi critiche, piuttosto che il semplice racconto dei fatti del giorno prima,che per conto mio già leggo la sera precedente su internet. se le forze in campo nel giornale fossero abbastanza, io spingerei per un giornale che rimanga quotidiano, semplicemente più ricco di approfondimenti.
    C'è sete di informazione critica, chiavi di lettura diverse, tutte cose assenti nei giornali più letti.
    c'è bisogno di analisi, critiche, e anche di quel sano parlare di cose di cui gli altri non parlano.
    In tal senso i circoli del manifesto e la rete di associazioni sparse nel territorio possono
    essere una fonte di informazioni importante.Da studente universitario in materie scientifiche vi dico anche che mi
    piacerebbe molto vedere un giorno una buona pagina di informazione scientifica e sull'ambiente, nel manifesto.
    Infine, io vi leggo da quando avevo 13 anni, adesso ne ho 25, e sono felice e orgoglioso di potervi ancora leggere.
    Un caloroso saluto alla Redazione e avanti così, sempre meglio.
    Hasta siempre
    Lorenzo 28-04-2011 15:13 - Lorenzo Pasqualini
  • il manifesto partito? Non scherziamo, ci sono e ci sono stati già abbastanza partiti nella storia italiana, fra l'altro la maggior parte inutili o, peggio, dannosi. Il manifesto va bene così: un giornale, diverso come è sempre stato in quanto indipendente.
    La linea politica è quella della sinistra, altro non serve.
    Anche come tipo di giornale deve mantenersi uguale, fare approfondimento, raccontare i fatti, esprimere opinioni. Ed essere sul web, come è.
    Grazie per ciò che è stato e auguri per ciò che sarà. 28-04-2011 14:58 - ahrno
  • Lettore dal primo numero e abbonato da più di dieci anni trovo che non vi sia nulla da festeggiare. Negli ultimi tempi ho stentato a perdonarvi il culto di Obama e l'appiattimento su Vendola come in anni più lontani ho stentato a perdonarvi molte altre cose pur continuando a rinnovare l'abbonamento. Peccati forse veniali, peché con il vostro approccio alla guerra di Libia avete probabilmente superato il punto di non ritorno. Quei pochi di voi che non si identificano nella linea Rossanda abbiano il coraggio di abbandonare un giornale che è diventato organo di confusione di massa. E per favore, per rispetto dei pochi (?) comunisti rimasti, cancellate quella piccola scritta in alto a sinistra. 28-04-2011 14:57 - Abbonato 950409
  • Credo che il Manifesto debba svolgere la sua parte nel mettere in contatto le tante realtà "resistenti" in Italia, dando loro sulle sue pagine quello spazio che altrove non hanno.
    Contribuire a ricostruire una sinistra che forse noon c'è mai stata.
    E i circoli del Manifesto possono essere, da questo punto di vista molto importanti. 28-04-2011 14:46 - Mattia Magagna
  • Ho letto volentieri l'intervista di Parlato ad Eco e condivido la tesi di Umberto Eco quando dice che si dovrebbe dare spazio agli approfondimenti, che sono il vero sistema che aiuterebbe a formare e riformare la sinistra. E' importante che ciascuno di noi debba essere libero di giudicare individualmente ciò che accade, ma le nostre critiche sono spesso mediate da ciò che sentiamo intorno. Perhé non deve esserci una voce di "sinistra" autorevole e convincente? Auguri per i 40 anni. 28-04-2011 14:31 - Enzo
  • Ma non vi vergognate a chiamarvi ancora "quotidiano comunista" con tutti i milioni, e ribadisco, milioni di morti che ha generato il comunismo e affini???
    Con tutte le private libertà sociali e religiose che ha comportato!?!?
    Possibile la vostra coscenza non provi nulla!!
    La falce il martello come il fascio e la svastica.. niente di più, niente di meno....
    Ecco questa è la cosa che mi lascia davvero sconcertato!
    Abbiate almeno il coraggio e l'umiltà di togliere quello squallido vergognoso appellativo dal vostro giornale.
    Un caro abbraccio da un vostro fratello (nè di destra nè di centro nè di sinistra) 28-04-2011 14:28 - SiateCoscienziosi
  • Io credo sia necessario che il Manifesto esprima una sua linea politica. Cosa vuole il manifesto, quali sono i suoi obiettivi politici? Gli opinionisti che scrivono periodicamente sono bravissimi, ma il Manifesto manca di sintesi e sì, di proposta. Non credo che debba diventare settimanale, ma potrebbe riempire lo spazio del lunedì con un giornale interamente dedicato alla ri-costruzione della sinistra. Ma davvero, non come la "rivista" che era solamente, di nuovo, un contenitore di opinioni. No, ci vuole un progetto, e la visione di come perseguirlo. Oltretutto non sarebbe necessario mandarlo in stampa la domenica, lasciandovi comunque il giorno di meritato riposo.
    Quanto al formato io credo che la carta non abbia futuro e che bisogna trovare il modo di sviluppare di più il sito sul modello del new york times, anche come organizzazione dei blog. In futuro la rete sarà più diffusa, e si potrà fornire di adeguate copie cartacee chi non sarà in grado di connettersi. Sennò che comunità siamo? 28-04-2011 14:04 - Paolo Bonazzi
  • Mi trovo perfettamente d'accordo con Eco. Il manifesto deve diventare un quotidiano più attento agli approfondimenti e all'interazione con i lettori. E' inoltre importantissimo che svolga un ruolo da coscienza culturale nel panorama attuale del pensiero critico. Infine, continuandosi giustamente a definire "comunista", dovrebbe dare uguale spazio a tutte le forze comuniste attualmente presenti in Italia, come la FdS (PRC + PDCI), il PCL e altre. Insomma, rappresentare veramente una certa area di pensiero. Ricordo che, in questo panorama, SEL non è comunista pur essendo di sinistra, il PD non è nemmeno di sinistra, l'IDV forse una sinistra liberale.
    P.S. E' troppo chiedervi anche la pubblicazione del quotidiano il lunedì? 28-04-2011 13:35 - Simone
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