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La domanda del giorno, lavoro o non lavoro?
Alcuni dei vostri commenti saranno pubblicati, con una risposta, sul giornale in edicola sabato.«Ma si può andare avanti così? Si può aprire una querelle politica sul
sacrilegio di aprire i negozi il primo maggio a Firenze, Roma e
Milano?». A chiederselo qualche giorno fa sul Corriere della Sera era il
vicedirettore Dario Di Vico. Era accaduto infatti che il sindaco di
Firenze Matteo Renzi, del Pd, aveva deciso di mantenere aperti i negozi
della città nel giorno della festa dei lavoratori. Ancora una volta, a
spianare la strada alla destra iper-liberista ci ha pensato un esponente
del centrosinistra. E infatti a ruota è seguita Letizia Moratti, sindaco
di Milano in piena campagna elettorale. Cgil, Cisl e Uil territoriali
hanno invece proclamato, in risposta, uno sciopero (cui ieri è arrivato
anche il sostegno della Fiom), e per la «domenica senza lavoro» si sono
mobilitate anche molte associazioni cattoliche, a partire dalle Acli.
Nel lontano 1980 il manifesto organizzò un convegno intitolato «Liberare
il lavoro o liberarsi dal lavoro?», che si concluse, ricorda Loris
Campetti in un commento pubblicato ieri sul giornale, più o meno così:
«Liberare il lavoro dal profitto». 31 anni dopo, ci pare il caso di
riformulare la domanda: «Liberare il lavoro o liberarsi dal lavoro?»
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è a me che ti riferisci nella risposta a proposito dell'appropriazione della chiesa della festa. Dici che non c'entra. Invece c'entra e come. Il capitalismo se non ci fosse quel potente strumento di controllo delle coscenze, non potrebbe fare alcunchè. Il Vaticano, lo ricordo per quanti lo avessero dimenticato, è stato sempre l'amico più fedele dei dittatori fascisti. Credo sia l'ora di iniziare ad attaccare questo stato parassita( Il Vaticano) che sottrae allo stato italiano una ingente somma (tasse non pagate, finanziamenti, insegnanti di religione).
Per quanto riguarda gli operai poi...Io sono stato operaio nelle FFSS (ndr) e sinceramente mi è passata da tempo la voglia di difendere i lavoratori. Dopo tante assemblee, riunioni, lotte etc, me li ritrovo che votano Lega e Berlusconi! Sai nuova c'è? Ognuno per conto suo! Si facessero difendere da Calderoli o dal trota!
Perdona la mia incazzatura, ma non posso farne a meno! 29-04-2011 19:53 - stefano carpi
marx non era un poeta, era uno scienziato che analizzava il mondo e cercava una via per cambiarlo.
senza visioni.
al massimo con qualche estrapolazione delle situazioni studiate assunte come tendenze più o meno lineari. 29-04-2011 18:48 - valerio caciagli
Fu scelto a suo tempo quel giorno perchè nel 1886 una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue e si decise dunque che in quella data migliaia di lavoratori si sarebbero riuniti in tutto il mondo per chiedere ai loro governanti la riduzione dell'orario e migliori garanzie.
Non si può barattare un simbolo con qualche moneta spicciola di incasso in più.
Non si può monetizzare tutto.
La Festa del 1° maggio deve restare tale, i forsennati dello shopping, ahimè! comprerano il giorno prima o il giorno dopo.
Non si libera il lavoro e non liberiamoci dal lavoro in questa maniera
Donatella Castellucci 29-04-2011 18:30 - donatella castellucci
per me si puo' anche lavorare il primo maggio, l'importante è che il numero complessivo di ore lavorate non aumenti, ossia se uno lavora un giorrno considerat di feria deve poi avere un giorno di riposo in un altro giorno
più in generale io toglierei tutte le feste comandate e lascerei ad ognuno di scegliere quando usare quei giorni liberi 29-04-2011 15:09 - marco
Suvvia, non si può essere anticapitalisti, come molta gente qui attorno spero sia, senza comportarsi in maniera un pochino antagonista al sistema. Almeno per un giorno. 29-04-2011 14:54 - federico
Semplicemente, a me sembra vero invece proprio l’ opposto: la solita vostra solfa, per cui quando qualcuno propone qualcosa di nuovo (solo per l’ Italia, per altro!) in tema di lavoro, ecco che subito puntalmente urlate alla presunta “lesa maestà”, quasi una specie d’ attacco a priori ad inesistenti ed insussistenti “diritti civili e politici” !!!
Fuori dall’ Italia in moltissimi paesi, specie nelle grandi città – e maggiormente se pure turistiche, l’ apertura dei negozi 24 ore al giorno è da sempre dall’ ordine del giorno...
Naturalmente poi non è detto che questa misura sia per forza necessaria e desiderabile “erga omnes”, tutto l’ anno ed ovunque; ne che serva poi realmente a risollevare eventualmente consumi stagnanti. Questi dubbi sono più che legittimi, specie per i piccoli negozi che si accollerebbero spese sicure a fronte di incassi incerti, senza anche dimenticare i disagi indubitabili per i lavoratori coinvolti (da compensare, sicuramente, tramite maggiorazioni ed eventuali premi “una tantum”).
Penso invece che la cosa possa disturbare solo chi ha una visione arcaica e realmente ’ “vetero” delle relazioni lavorative, sindacali, sociali, , ecc.
Quindi, in conclusione, si faccia questo tentativo e se ne valutino i risultati, senza facili entusiasmi ma anche senza (i vostri soliti!) anatemi preventivi... 29-04-2011 14:47 - Fabio Vivian