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La domanda del giorno: santo subito o santo dubbio?
«Il pastore tedesco» è uno dei titoli di maggior successo del manifesto degli ultimi dieci anni. Riguardava la nomina di Joseph Ratzinger a successore di papa Wojtila. Benedetto XVI, teologo conservatore, ha impresso alla Chiesa cattolica una svolta nel senso della conservazione e della revisione del Concilio Vaticano II: no alle coppie di fatto, al riconoscimento dei diritti degli omosessuali, all’aborto, alla fecondazione assistita, a qualsivoglia legge sul fine vita. Più controversa la figura di Giovanni Paolo II: più aperto, più popolare, più «simpatico» come fa notare Filippo Gentiloni su questo giornale, contro le «guerre umanitarie». Ma allo stesso tempo picconatore del comunismo realizzato e della teologia della liberazione, sotto diversi aspetti un conservatore. Roma in questi giorni è invasa dalla «figura sorridente e accattivante» del papa polacco e dalle migliaia di fedeli arrivati per assistere alla beatificazione, che scalzerà l’abituale concertone dei sindacati a piazza San Giovanni.
Poco male, ma quello che ci chiediamo è: fu vera gloria quella di Giovanni Paolo II? Non è forse, come spiega Ermanno Rea nel suo recentissimo «La fabbrica dell’obbedienza», la Chiesa cattolica dalla controriforma a oggi (senza soluzione di continuità) all’origine dell’ «italiano medio» di oggi, la cui natura è plasticamente rappresentata da Silvio Berlusconi come già fu per Mussolini? Insomma, santo subito o santo dubbio?
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(Elisabeth Barrett Browing, 1857) 30-04-2011 17:22 - Stefano
(ma forse basta riguardarsi La vita di Brian.... però che peccato....ho detto "peccato"?) 30-04-2011 17:22 - Spartacus
Come mai l'impegno e le grandi opere umane di grandi UOMINI debbano essere santificate sempre e soltanto all'atto della loro scomparsa?
Io credo che grandi UOMINI abbiano dovuto appartenere ad organizzazioni religiose quanto politiche(condividendone putroppo gli ideali di status)per poter riuscire nella loro impresa; dato che, se avessero deciso di esternare i loro pensieri in piena autonomia sarebbero stati tranquillamente isolati o e/o ancor peggio uccisi!
Personalmente credo in Dio come ad una formula che permette il risultato di una calcolo matematico e per tale non condivido il potere di molte organizzazioni che hanno fatto di Dio un culto per il potere congiunto con la politica nei confronti delle debolezze umane di noi UOMINI.
Wojtila non era Dio, era un UOMO come tutti noi, nella sua vita ha compiuto e dato forza a molte persone che al di là della religione hanno potuto trovare forza e coraggio a fronte di tante malattie quanto disperazioni.
Sicuramente avrà commesso anche tanti errori, ma chi al mondo non sbaglia mai?
Fu Wojitila stesso a dire: che il fumo di satana era entrato persino nel Vaticano, e questo attesta che forse anche lui stesso negli ultimi temppi capi di essere stato una pedina usata per i scopi dei potenti della terra.
Ma questo non cambia nulla sul fatto che qualcuno ne abbia potuto trovare dei benefici personali quanto spirituali e che per tale è giusto lasciare esprimere il desiderio di molte persone che lo vogliono imbalsamare Santo, come se cambiasse qualcosa, come se anche a Gesù Cristo potesse importargli qualcosa di essere rappresentato ancora e ancora (DOPO 2011 ANNI)inchiodato sopra una Croce.
Altri furono e continuano ed essere i desideri di grandi UOMINI scomparsi quanto presenti, ma fino a quando l'imputu originario verrà soppresso dalla logica delle altrui menti; Beh..difficilmante si compieranno le grandi verità espresse da grandi UOMINI.- 30-04-2011 12:40 - Marco M.-
in parole povere: convertitevi atei e finalmente non sarete più dei rimbambiti.
proprio un atto di tolleranza del papa buono..... 30-04-2011 12:32 - S.B
no, per l'ennesima volta quì la religione non centra niente, non è il dio cristiano che vuole questo uomo in paradiso ma sono gli uomini che per l'ennesima volta vogliono divinizzare un leder,beatificare un altro padrone.
i santi dubbi non esistono, se è sento per le masse,è santo in tutto. 30-04-2011 12:27 - Samuele Bianciardi