sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
30/04/2011
  •   |   Martina Iannizzotto
    I Fratelli musulmani: Assad se ne vada

    Temporale su Damasco nel «venerdì della collera», il giorno di mobilitazione in solidarietà con Daraa in cui la Fratellanza musulmana, illegale, per la prima volta dopo sei settimane dall'inizio delle proteste in Siria ha ufficialmente lanciato un appello alla popolazione a manifestare contro Bashar Al Assad. Da Daraa - la città al confine con la Giordania assediata da lunedì dall'esercito - giungono notizie (che non possono essere verificate per le limitazioni imposte ai giornalisti) di una situazione terribile per la popolazione civile: elettricità e comunicazioni bloccate, scarseggiano cibo ed acqua potabile, oltre 50 le vittime secondo gli attivisti. Gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni contro Damasco. Il presidente Usa, Barack Obama, ha firmato un ordine esecutivo contro agenzie d'intelligence e il fratello di Assad, ma non direttamente nei confronti del suo omologo siriano.

    «Abbiamo paura di uscire - riferisce un abitante ad Al Jazeera - per la presenza di cecchini sui tetti. Ci sono cadaveri per strada». I feriti vengono curati in casa perché ai medici dell'ospedale locale verrebbe intimato di assistere solo i militari. Ieri le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro migliaia di persone confluite dai villaggi vicini verso Daraa, per rompere l'assedio: almeno 16 le vittime, secondo Al Jazeera. Nonostante la violenta repressione e l'avviso del ministro degli interni che le manifestazioni sarebbero state considerate illegali, migliaia di persone sono scese in piazza in oltre 50 località del Paese, tra cui Latakia, Qameishli (città dell'est curdo), Homs, Hama, Banias. Significative le manifestazioni in diverse aree di Damasco, come Zablatani, Harasta, Barzeh e nel quartiere di Midan, sempre più vicino al centro, disperse dalle forze dell'ordine con lacrimogeni.
    La capitale ieri era militarizzata, con la presenza ben visibile di polizia e milizie pro Assad di fronte alle moschee e i posti di blocco delle forze di sicurezza intorno alla città. Uno lo abbiamo incontrato in mattinata sulla circonvallazione per arrivare in città da Sanahaya, a sud-ovest, in taxi perché i «servis», i pulmini del trasporto pubblico, non viaggiano; due poliziotti e due civili armati ci hanno controllato i documenti, lasciandoci passare problemi.


    In segno di protesta contro la violenta repressione si sono dimessi nei giorni scorsi due deputati di Daraa e oltre 200 membri del partito Baath. Arrivano voci di defezioni anche nell'esercito, in maggioranza composto da coscritti (dunque sunniti, il 75% della popolazione), con notizie di scontri a Daraa tra il 5° reggimento, passato in parte con la popolazione, ed il 4° reggimento di Maher Al Assad. Sul frequentato blog Syria comment di Joshua Landis un diplomatico insinua che «molti dei soldati morti più che da gruppi terroristici, come accusa il regime, siano stati uccisi dai commilitoni perché si erano rifiutati di sparare sulla popolazione».
    Divisioni nell'esercito costituirebbero un serio problema per il regime, ai cui vertici siedono fedelissimi di Bashar provenienti da clan alauiti e spesso con legami familiari, a partire dal fratello minore Maher Al Assad, capo delle guardie repubblicane e del quarto reggimento, incaricato della repressione di Daraa, e dal cognato Asef Shawaqt, capo dei potenti servizi segreti.


    Ma secondo il quotidiano egiziano Al Ahram a sparare sui manifestanti è soprattutto la shabiha, milizie pro regime, 10.000 effettivi in maggioranza alauiti, in abiti civili scuri, ma armati e addestrati, e visti in azione a Latakia, città di origine degli Assad.
    Oltre mille persone, soprattutto donne e bambini, hanno attraversato il confine nei giorni scorsi per cercare rifugio nel nord del Libano da scontri nella città siriana di Tal Kalach. «Se oggi le persone sono scese in piazza in solidarietà con Daraa nonostante il timore di essere uccise, non finirà qui» dice Omar, studente ventenne. Dai primi slogan per riforme e libertà, le proteste ormai chiedono esplicitamente la fine del regime.


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • A quale tempo allude Alberto Asor Rosa? (il Manifesto)

    Ho l’impressione che i timori di AAR siano piuttosto esasperati e che certe soluzioni catartiche auspicate per le democrazie inadempienti (a suo parere), abbiano molto a che vedere con quelle forme autoritarie di governo che, il perbenismo insofferente di certa “destra”, invoca ogniqualvolta le cose non vanno nel modo che avrebbe desiderato. Per farla breve, “democrazia”, sarebbe solo un’etichetta che il professore appiccica sul vaso di Pandora nel quale è contenuto l’ancien regime con tutte le sue nequizie.
    Le stesse prevaricazioni praticate dai governi autoritari, se non dall’assolutismo monarchico, si ripeterebbero, “mutato nomine”, gestite dai carabinieri sempre pronti – a chiamata telefonica – all’intervento fucilatorio per imporre la “legittimità etica” della democrazia. E non sono uno che batte i piedi indispettito dalla tracotanza del “gran visir” che stanzia a Palazzo Grazioli, sostengo soltanto (scusate se è poco) che dichiararsi democratici e negare i valori intrinseci della democrazia, è gran torto che si fa ad ella, omologandola a quello stereotipo di governo che opprime da millenni “l’homo sapiens”, libero per genesi ancestrale.
    Ed anche se il movente è nobile – impedire il suicidio della democrazia – resta sempre una tracotanza esercitata senza delega popolare (chi decide qual è il momento del “113”?): che, in fin dei conti, è l’etica democratica.
    Se non si comprende l’ispirazione (metafisica) della democrazia, è vaniloquio dichiararsi di “sinistra”, di “destra”, dell’ultrasinistra o dell’ultradestra, restiamo degli attaccabrighe che nel politicare hanno riposto le loro speranze di successo: “Io speriamo che me la cavo”.
    CF 01-05-2011 12:04 - lectiones
  • Per troppi anni si è atturata la bocca ai popoli,credendo che la nostra civiltà,fosse la migliore e la preferita tra i popoli.Invece abbiamo visto delle donne che non si vogliono denutare.Abbiamo visto degli indios scappare nelle foreste e scappare al progresso.
    Abbiamo visto in questi anni persone inginocchiarsi e pregare,invece di umbriacarsi con i nostri liguori...
    Ma allora,non è il migliore dei mondi possibili,il nostro....
    Mi sa tanto,che a umbriacarsi e a morire di cerrosi,questa volta saremo solo noi! 01-05-2011 11:14 - mauriziomariani
  • amcora credete alla causa-effetto 01-05-2011 03:41 - giò
  • Nei paesi islamici, è come gettare perle ai porci parlare di democrazia, libertà, rispetto dei diritti civili, parità tra i sessi, libertà di espressione, di scelta anche religiosa, ecc. ecc.! Ma chi credono di prendere in giro.Abbiamo visto quello che è successo in Tunisia, altro che "primavera", per non parlare dell'Egitto con l'arresto e la perquisizione delle donne che erano scese in piazza, con la repressione di scegliersi chi amare, con l'istituzione di comitati per la tutela della morale. L'Islam è la negazione di tutto ciò che è democratico e liberale, non ci facciamo illusioni. 30-04-2011 23:41 - daniele
  • Ci si deve ribellare alla dittatura, con fermezza e pacatezza (se si viene uccisi è nel conto)e non bruciando e distruggendo il patrimonio comune. Non è la rivoluzione sanguinaria che ristabilirà gli equilibri sconvolti dal dittatore. 30-04-2011 22:03 - lectiones
  • cominciamo a spulciare il caso Siria. Le TV ed i giornali non parlano d'altro. Sfacciatamente la stampa ignora quanto accade dappertutto in Yemen in Barhein in Marocco. I giornalisti raccontano la cronaca quotidiana degli scontri inSiria con voce cantante come si raccontasse una tragedia di Sofocle. Non dubito che avremo altra escalation dopo le sanzioni.
    Io mi schiero dalla parte del Presidente contestato che ha la disgrazia di essere inviso ad israele che a quanto pare ha nelle mani Obama assai di più di quanto Sharon avesse nelle mani Bush.
    Avremo bombardamenti su terreno siriano,.
    I fratelli musulmani a quanto pare sono stati ingaggiati come AlQaeda dalle agenzie occidentali. Complimenti! La Clinton ha fatto un lavoro straordinario e con risultati brillanti! 30-04-2011 20:43 - pietro ancona
  • per Fabio: se qualcuno vede la democrazia imperialista come il bene assoluto a cui tutto deve essere concesso e i regimi non strettamente funzionali ad essa etichettati come "dittature" da abbattere con ogni mezzo ed a qualunque costo e' un problema suo. Ma voler dare la patente di rivoluzionari a forze reazionarie, neocolonialiste che diventano coscientemente manutengoli dell'imperialismo e' in malafede e mistificante. Allora erano rivoluzionari anche i Vandeani in Francia perche' contro la "dittatura" giacobina, le armate bianche in Russia contro la "dittatura dei Soviet", Noske in Germania ed i contras in Nicaragua. Ma per favore... 30-04-2011 16:38 - alex1
  • A MORTE IL TIRANNO!
    Gheddafi è pronto a dialogare a condizioni che …
    Non so se per impedire che il tiranno faccia 100 morti fra la sua gente sia onesto farne 1000 per combatterlo. Sembra che le democrazie (anch’esse totalitarie) di questo Occidente, siano fermamente decise a liberare il mondo dalla presenza di troppi “illuminati” che s’immaginano unti del Signore per condurre i loro popoli verso la “Terra promessa”.
    Nel frattempo in Siria la gente muore per la protervia di quel despota (Bahar el-Assad) che rifiuta categoricamente di lasciare il potere dopo decenni di tirannia. Nello Yemen non è che le cose vadano meglio, né in Somalia è ritornata la pace. Non senza dimenticarci (se è vero) della Cina, della Corea del Nord oppressa dal 1945 da un governo dittatoriale che però ha dotato quel Paese della sua bomba atomica: strumento convincente per le ragioni demagogiche del tiranno.
    Insomma, diciamo che c’è gran confusione negli alti piani dei Palazzi dove si concertano i destini dei popoli oppressi. E non sarà certo la democrazia a liberare l’umanità dagli oppressori (coadiuvati dai soliti collaboratori), anche la democrazia ha le sue tare e se le conserva nel sangue degli oppressi.
    Governare democraticamente un popolo sarebbe il massimo che potremmo ragionevolmente auspicare, purtroppo non è che all’etimologia classica faccia seguito un potere che attinga nella volontà popolare l’ispirazione a governare. Le solite oligarchie radicate nelle congreghe corporative si coalizzano e fanno della democrazia una prateria di scorribande immorali e vessatrici.
    Allora? Cento morti per protervia del tiranno o mille per riscattare quei cento? Il dilemma non è di quelli risolvibili con un “sì” o con un “no”. Chi legittima le democrazie a intervenire militarmente contro le dittature? Non dimentichiamo che la dittatura è una forma di governo che nella Roma repubblicana designava l’ufficio e la durata del governante (autoritario) che accentrava tutto il potere in un solo organo.
    Problemi di etica sociale si ergono nella loro complessità e pare che, fare la GUERRA per liberare l’uomo da una schiavitù conclamata per portarlo a una schiavitù simulata non sia, in fin dei conti, la soluzione gratificante per governare l’uomo cittadino di una democrazia. Nel bilancio del dare e dell’avere non prevale la libertà soggettiva e tutto resta affidato alla sensibilità dei singoli che sapranno amministrare la loro libertà con oculata lungimiranza.
    Per il momento è la guerra quella che vince, con tutte le conseguenze malefiche che l’esodo d’intere popolazioni è costretto a subire e a farci subire. 30-04-2011 14:54 - lectiones
  • certo, bella idea! chiunque si ribelli alle dittature è un antirivoluzionario! ma per favore ! 30-04-2011 12:04 - fabio
  • Avanti tutta. A quando la guerre umanitarie in Libano e in Iran? Dobbiamo preparare in tempo le brigate internazionali d'appoggio.
    Siete diventati un piccolo supponente organo di disinformazione, basta leggere i commenti dei vostri lettori ingenui per constatarlo.
    A proposito, a quando almeno una notizia sul cheek to cheek tra Vendola e Israele? A quando la museificazione di Vittorio Arrigoni? 30-04-2011 11:47 - Abbonato 950409
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI