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La domanda del giorno: che fine ha fatto il movimento pacifista?
Attenzione, Gheddafi potrebbe portare la guerra in Italia, aveva detto al manifesto due giorni fa lo storico Angelo Del Boca. Detto, fatto, ieri il raìs ha annunciato che l’«amicizia tra i due popoli (sancita da un Trattato firmato dallo stesso Gheddafi e da Berlusconi due anni fa, ndr) è finita» e che i libici potrebbero «trasferire la battaglia nei territori nemici», cioè da noi. Nel frattempo la Lega, che si è dichiarata contraria all’intervento militare, invita tutta l’opposizione a votare la sua mozione che fissa una data per la cessazione delle ostilità. Il Pd, spronato dal presidente della Repubblica Napolitano, si prepara a fare da stampella al governo sostenere l’intervento militare. I raid, anche italiani, continuano.
La prospettiva non violenta appare completamente schiacciata e il popolo arcobaleno che si mobilitò in massa contro la guerra in Iraq nel 2003 si è dissolto nel nulla, anche se il conflitto è geograficamente alle porte di casa e l’Italia è direttamente impegnata, più che in Iraq. Meglio Baghdad che Tripoli, Gheddafi di Saddam? Cos’è cambiato in questi otto anni? Dov’è finito il movimento pacifista?
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La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
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Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
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La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
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Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
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Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
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E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
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Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
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Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
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Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
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Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
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Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
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La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
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Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Nelle alleanze tra SEL e il PD.
Leggetevi l'articolo di Manuele Bonaccorsi e Rocco Vazzana su Left
http://www.napolionline.org/new/la-fabbrica-delle-alleanze
La “bella politica” di Sinistra e libertà? Poca poesia e molto commercio. «Per valorizzare il nostro ruolo all’interno della coalizione il candidato sindaco ha garantito un coinvolgimento di Sel nel futuro assetto delle società partecipate», sostengono i dirigenti vendoliani. Traduzione: voti ai candidati Pd in cambio di posti di sottogoverno. Accade a Torino, dove il partito di Nichi Vendola appoggia Piero Fassino, l’uomo che “se fosse stato operaio” a Mirafiori avrebbe votato per Marchionne. Qualcosa del genere succede anche a Napoli, dove Sel ha spaccato il partito pur di non appoggiare Luigi De Magistris, con la sua posizione di rottura col potere bassoliniano; e ancora a Reggio, dove la forza politica nata per farla finita coi partiti del ’900 appoggia un ex esponente dell’Mpa del governatore siciliano indagato per mafia Raffaele Lombardo. A Cosenza, dove i voti della sinistra andranno al presidente dell’associazione imprenditoriale della sanità privata, quello che rappresenta, per intenderci, gli Angelucci e i Don Verzè. O a Salerno, dove Sel sostiene Vincenzo De Luca. Uno che oltre a un processo per truffa e falso, era solito rivolgersi con questo tono ai migranti: «Io smonto i campi dei rom e me ne frego di dove quella gente va a finire. Io li prendo a calci nei denti». La politica che fa della diversità una ricchezza? Se ne parla nelle Fabbriche di Nichi, nelle convention che acclamano il candidato destinato a cambiare la sinistra e magari anche il mondo. Ma visto da vicino il partito di Vendola è molto più dozzinale. Notabilati locali, fatti da maestri della contrattazione politica. E tanti patti sottobanco. Specialmente, accordi a ogni costo col Pd. Anche coi suoi esponenti più lontani dalla sinistra. La linea, calata dall’alto, è stata pedissequamente seguita in periferia... 02-05-2011 12:15 - Greta
Il diritto internazionale umanitario è l'insieme delle norme di diritto internazionale che riguarda la protezione delle cosiddette vittime di guerra o vittime dei conflitti armati.
Comprende anche il cosiddetto diritto bellico, che tratta dei doveri comportamentali dei combattenti in un conflitto e dei mezzi e metodi di guerra.
La base fondamentale del diritto umanitario è attualmente costituita dalla I Convenzione di Ginevra del 22 agosto 1864 (data di nascita del Diritto Internazionale Umanitario) e dalle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 e dai successivi due Protocolli aggiuntivi dell'Aja (non ratificati da Usa e Israele, tra gli stati che non vi hanno aderito).
Nello specifico, la quarta convenzione di Ginevra ha come oggetto le persone che non partecipano direttamente alle ostilità, compresi i membri di forze armate che abbiano deposto le armi e le persone messe fuori combattimento.
Tra i principi fondamentali del diritto internazionale si sancisce il rispetto, la difesa e il trattamento umanitario degli individui che partecipano, o hanno preso parte, ad azioni di ostilità, garantendo loro l’assistenza necessaria, senza alcuna discriminazione.
Si afferma anche che, allo scopo di evitare vittime tra i civili, le forze combattenti devono sempre fare distinzione tra popolazione e oggetti civili da colpire da una parte, ed obiettivi militari dall’altra. Né la popolazione civile, né singoli cittadini od obiettivi civili devono costituire il bersaglio di attacchi militari.
Se dunque vogliamo sostenere la validità di questi principi universali, non possiamo legittimare il raid aereo della Nato che questa notte pare abbia ucciso uno dei figli di Gheddafi e tre suoi nipoti. Diversamente, significherebbe fare carta straccia del diritto internazionale umanitario. Queste azioni sono crimini contro l'umanità. La guerra non può e non deve consentire la violazione dei diritti universali dell'uomo, sia esso amico o nemico. Nei preamboli della risoluzione ONU 1973/2011 si dichiara: "Richiamando la sua decisione di deferire la situazione nella Jamahiriya Araba di Libia al Procuratore del Tribunale Penale Internazionale, e sottolineando che chiunque sia autore o complice di attacchi mirati alla popolazione civile, ivi compresi attacchi aerei o navali, ne deve essere tenuto responsabile". Questo principio deve valere anche e soprattutto per la Nato, altrimenti è solo retorica di parte.
Fermo restando che, sinceramente, mi sfugge che tale risoluzione abbia dato mandato alla Nato di mandare osservatori internazionali in Libia, nonché di andare a bombardare, al fine di eliminarlo, il colonnello Gheddafi. 02-05-2011 10:49 - raffaella
« prospettiva non violenta » ? Data la crescente
polisemìa dei termini, aggravata dal fatto che sempre più “ognuno” pretende che il suo proprio idioletto sia considerato – per essenza, qualità, legittimità – “la lingua dell’Uomo”, “oggettivamente Universale”, o comunque Esperanto ;
dato che, per conseguenza, un numero crescente di “soggetti” pratica quella che Henri Léfebvre, sulla scorta di De Rougemont, definiva « misologia », in opposizione alla « filologia », sentendosi ciascuno, in gruppo o anche solo, solutus – libero, non tenuto, al di sopra – di dizionarî e altre convenzioni ; dato l’effetto di “Babele di…tutto”, o giù di lì, in una generale risultante di “autismo comunicativo” e di anomia ;
e poi che, oltretutto,
« diritto contro diritto – e “semantica contro semantica”, “Verità contro Verità”, “nov.lingua” contro nov.lingua, sofisma contro sofisma –, … è la forza che ‘trancia’ »,
ci pare si possa dire che tutto questo, oltretutto, finisce per risultare, negli effetti, perfettamente conforme all’imperio di sovrastante ‘principio attivo’ di sussunzione, di “[ri]formattazione” e [ri]semiotizzazione.
Altra 'cosa' è la considerazione, che poi questo dominio sia l’estremo dispotismo da dipendenza, “dipendenza” dalla forza vitale, « potenza », persistenza, dunque “riflesso vampirico” di un buco di niente, che si fa risucchio, dispositivo che si nutre e riproduce e sviluppa nel senso del trasferimento incessante dal ‘vivo’ al ‘morto’ – come accade del « lavoro vivente » in « lavoro cristallizzato » in ‘cose’, protesi mercantili, lavoro trascorso, trapassato, mortificato, « morto », che « si erige come un incubo… », come ‘manque’, realtà e spostamento continuo in avanti di senso di indigenza, “scimmia [sulla schiena]”, insoddisfazione, desiderio già frustrato e ridesiderio insoddisfatto, come di tossicòmane e bulimico, realizzato o mancato ; o come accade dello spasimo di “farsi o aver « Giustizia »”, sentirsi risarciti, consolarsi da Vendetta, condanna e punizione ‘mai abbastanza’, insoddisfacente sempre, pozzo nero senza fondo distruttivo e autodistruttivo – … che si tratti in realtà di un “Vampiro impersonale”, inerzia risultante da una microfisica di disseminazione generale della medesima natura di relazione, specularmente e ‘transitivamente’, in una linea comunque chiusa, « viziosa » come un cappio fatto di cappî, che essendo incontrollabile, “fuori controllo” e controllabilità possibile,domina chi crede controllarlo, dominarlo,
usarlo ; e che alla fine si risolva, dopo una lunga accelerazione “entropica” agònica, in 'qualcosa' come una simultanea serie di “iniezioni di nulla”, pandemìa di nulla contagioso e che perciostesso “aspira”, capta, sussume, succhia, “ingoia” il via via ‘nullificato’, annichilito a sua volta “annichilante”, come « replicante » capitalizzato, cioé reso “della stessa natura ed effetto” […].
Questo è altro, e successivo, discorso. Fino all’estremo, non foss’altro che ‘per scommessa’, scommettiamo sulla scommessa che non sia ‘già tutto avvenuto’, oltre il punto di irreparabilità in cui una probabilità o improbabilità elevatissime diventano « certezza [di possibilità] » o d’ « impossibilità ». Per usare un paio di similitudini-metafore : scommessa che… “le genti” possano sfondare i finestrini sigillati del treno di « Cassandra crossing » e, pur con alti rischî e costi, gettarsi fuori prima del finecorsa che nessuno più controlla e può utilizzare ; scommessa che, difronte a Mastro don Gesualdo di Verga – mi pare sia il finale di “Gesualdo”, non dei « Malavoglia »… –, che, sentendosi morire, si mette a correre in tondo, e qua e là, tentando di ammazzare polli, galline e altri animali gridando « Roba mia, vientene cu ‘mme ! », possa sfuggirgli, separare il proprio destino dal suo, e – pur in definitiva cosciente della mortalità, “persistere quanto possibile nel suo essere”, e al meglio, persistere nel vivere…).
Ecco : dato (o quantomeno ‘concesso’ in linea d’ipotesi) anche “solo” tutto questo, ed altro ancora, forse converrebbe risolutamente e ‘da subito’ vedere di “disaggregare” i grumi terminologici-concettuali, e circostanziare, ridefinire in modo pertinente, innanzitutto i “termini” – i “termini-del-discorso”…
Grazie delle delucidazioni che vorrete fornirci
Oreste Scalzone, Zeno Scola
Paris, 2 maggio 2011 02-05-2011 10:32 - Oreste Scalzone
Secondo Motivo : perché non esistono valori etici di riferimento, non si sa cosa sia il "bene" dell'umanità , molti pensano semplicemente che sia la democrazia , che poi si riduce alla possibilità di partecipare periodicamente ai "riti" eletorali.
Dove non si vota non c'è democrazia, quindi è giusto bombardare.
Leggetevi Canfora, andate oltre, usate il cervello. 02-05-2011 08:58 - Adriano