-
|
La domanda del giorno: che fine ha fatto il movimento pacifista?
Attenzione, Gheddafi potrebbe portare la guerra in Italia, aveva detto al manifesto due giorni fa lo storico Angelo Del Boca. Detto, fatto, ieri il raìs ha annunciato che l’«amicizia tra i due popoli (sancita da un Trattato firmato dallo stesso Gheddafi e da Berlusconi due anni fa, ndr) è finita» e che i libici potrebbero «trasferire la battaglia nei territori nemici», cioè da noi. Nel frattempo la Lega, che si è dichiarata contraria all’intervento militare, invita tutta l’opposizione a votare la sua mozione che fissa una data per la cessazione delle ostilità. Il Pd, spronato dal presidente della Repubblica Napolitano, si prepara a fare da stampella al governo sostenere l’intervento militare. I raid, anche italiani, continuano.
La prospettiva non violenta appare completamente schiacciata e il popolo arcobaleno che si mobilitò in massa contro la guerra in Iraq nel 2003 si è dissolto nel nulla, anche se il conflitto è geograficamente alle porte di casa e l’Italia è direttamente impegnata, più che in Iraq. Meglio Baghdad che Tripoli, Gheddafi di Saddam? Cos’è cambiato in questi otto anni? Dov’è finito il movimento pacifista?
- 30/04/2011 [7 commenti]
- 30/04/2011 [66 commenti]
- 30/04/2011 [12 commenti]
- 30/04/2011 [11 commenti]
- 28/04/2011 [37 commenti]
- 28/04/2011 [11 commenti]
- 28/04/2011 [0 commenti]
- 28/04/2011 [27 commenti]
- 27/04/2011 [2 commenti]
- 27/04/2011 [5 commenti]
- 27/04/2011 [40 commenti]
- 26/04/2011 [3 commenti]
- 26/04/2011 [14 commenti]
- 26/04/2011 [60 commenti]
- 26/04/2011 [2 commenti]
- 26/04/2011 [1 commenti]
- 26/04/2011 [22 commenti]
- 25/04/2011 [17 commenti]
- 25/04/2011 [8 commenti]
- 24/04/2011 [18 commenti]
- 24/04/2011 [32 commenti]
- 24/04/2011 [13 commenti]
- 24/04/2011 [0 commenti]
- 23/04/2011 [15 commenti]
- 23/04/2011 [9 commenti]
- 23/04/2011 [14 commenti]
- 23/04/2011 [1 commenti]
- 22/04/2011 [13 commenti]
- 22/04/2011 [10 commenti]
- 22/04/2011 [8 commenti]
- 22/04/2011 [3 commenti]
- 21/04/2011 [12 commenti]
- 21/04/2011 [13 commenti]
- 21/04/2011 [18 commenti]
- 20/04/2011 [21 commenti]
- 20/04/2011 [7 commenti]
- 19/04/2011 [33 commenti]
- 18/04/2011 [130 commenti]
- 18/04/2011 [14 commenti]
- 18/04/2011 [5 commenti]
- 18/04/2011 [1 commenti]
- 18/04/2011 [9 commenti]
- 18/04/2011 [2 commenti]
- 17/04/2011 [1 commenti]
- 17/04/2011 [13 commenti]
- 17/04/2011 [51 commenti]
- 16/04/2011 [8 commenti]
- 16/04/2011 [12 commenti]
- 16/04/2011 [0 commenti]
- 15/04/2011 [58 commenti]
- 15/04/2011 [27 commenti]
- 15/04/2011 [140 commenti]
- 15/04/2011 [1 commenti]
- 14/04/2011 [10 commenti]
- 14/04/2011 [12 commenti]
- 14/04/2011 [1 commenti]
- 13/04/2011 [25 commenti]
- 13/04/2011 [7 commenti]
- 13/04/2011 [1 commenti]
- 12/04/2011 [32 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Dogfighters
di Filippo Brunamonti - 19.09.2013 01:09
-
Confronto pubblico a Roma sul decreto 93 (DL femminicidio V parte)
di Luisa Betti - 18.09.2013 15:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












...sì... ma, sia detto senz'offesa, quanto valgono le "previsioni" di Del Boca?
Non era lui che in febbraio scriveva "Le notizie che arrivano sono di vera e propria guerra contro civili in rivolta, quindi di massacro. Quel che Gheddafi aveva sempre promesso, che mai avrebbe rivoltato le armi contro il suo popolo, anche questa è una promessa non mantenuta. È TEMPO CHE SE NE VADA, È TEMPO CHE SI INTRAVVEDA OLTRE IL BAGNO DI SANGUE UNA SOLUZIONE DI MEDIAZIONE CHE, COME IN EGITTO E TUNISIA, NON PUÒ NON COMINCIARE CHE CON L'USCITA DI SCENA DI MUAMMAR GHEDDAFI AL POTERE ASSOLUTO DA QUARANTUNO ANNI. È tempo che l'Occidente scopra nel nuovo processo di democratizzazione avviato con le rivolte di massa in Medio Oriente non il pericolo dell'integralismo islamico, ma una risorsa per pensare diversamente quel mondo e insieme le nostre società blindate. Ora che finalmente anche le Nazioni unite alzano la voce, chi ha amato quel popolo e quel paese non può tacere" ?
E queste cosa sono, se non le parole di chi stia invocando una qualche forma d'intervento da parte dell'ONU? Ebbene: l'intervento c'è stato. E non poteva che essere un intervento di questo genere: perché pensare che Gheddafi si sarebbe pacificamente fatto da parte alla semplice vista di una delegazione dell'ONU inviata in Libia con pure finalità di "mediazione" sarebbe stato altrettanto illusorio che autoconvincersi che bastasse, al tempo della 2^ guerra del Golfo, o basti oggi appendere le bandiere della pace ai balconi per far recedere anche solo di un millimetro i guerrafondai dai propri propositi.
Dunque, l'intervento c'è stato: adesso che vogliamo?
"Detto, fatto, ieri il raìs ha annunciato che l’«amicizia tra i due popoli (sancita da un Trattato firmato dallo stesso Gheddafi e da Berlusconi due anni fa, ndr) è finita» e che i libici potrebbero «trasferire la battaglia nei territori nemici», cioè da noi."
..hm... e come? Anziché limitarsi a fare, sic et simpliciter, da cassa di risonanza del vecchio trombone di Tripoli, se voi foste davvero lo strumento di analisi rinnovato che pretendete di essere dovreste avere la capacità di darci delle STIME di quanto verosimile sia la sua minaccia. E QUANTO lo è?
"La prospettiva non violenta appare completamente schiacciata e il popolo arcobaleno che si mobilitò in massa contro la guerra in Iraq nel 2003 si è dissolto nel nulla, anche se il conflitto è geograficamente alle porte di casa e l’Italia è direttamente impegnata, più che in Iraq. Meglio Baghdad che Tripoli, Gheddafi di Saddam? Cos’è cambiato in questi otto anni? Dov’è finito il movimento pacifista?"
...mah... non sarà, appunto, che finalmente ha compreso - il movimento pacifista - che appendere anche dieci milioni di bandiere ad altrettanti balconi, e poi scendere in piazza, per le solite oceaniche adunate che a gran voce chiedono "PACE!!", non serve letteralmente a NULLA? Perché la pace si ottiene se si riesce ad intervenire, in qualche modo, DIRETTAMENTE NEI MECCANISMI che portano alla guerra?
O non sarà forse davvero che, come dice - ORRORE!! - un reazionario qui sotto, stavolta nessuno scende in piazza né c'è chi si schieri in maniera aperta perché non ci sono PLATEALMENTE di mezzo gli odiati americani? ;)
"non c'è il pacifismo perché manca un soggetto politico di trasformazione [...] la domanda è: perché in questo paese, con una guerra in corso, con il lento ma inesorabile scardinamento dei diritti del lavoro e di civiltà, al bivio tra apartheid e multiculturalità, con le diseguaglianze che esplodono, con i beni pubblici che vengono appropriati da pochi, perché non esiste un soggetto politico collettivo di trasformazione?"
Perché un "soggetto politico di trasformazione" può aggregarsi se - come minimo - è chiara la definizione di "trasformazione". Trasformare COSA in CHE? Se non si comincia per lo meno a definire chiaramente i termini del problema, come ci si può aspettare che qualcuno possa avere la benché minima voglia di mobilitarsi? Mobilitarsi SU COSA: sul nulla?!
E via, diciamocelo: qui sono anni che si va avanti a cianciare di "altri mondi possibili" senza prendersi - MAI! - la briga di dire anche solo all'ingrosso in cosa consisterebbero questi formidabili "mondi altri". Evidentemente, quelle che una volta si soleva chiamare "masse popolari" non sono più disposte a "spendersi" su questo genere di "chiamate alla mobilitazione": e non credono più a palingenesi, tanto radicali e "trasformative" sulla carta quanto "farlocche" e improponibili in pratica, e che infatti puntualmente non avvengono mai.
Non sarebbe incredibilmente più proficuo e produttivo, dunque, invece di evocare palingenetiche "trasformazioni radicali", delle quali si sa già in anticipo (o, per lo meno, evidentemente lo sanno, nella loro arcana sapienza "pratica", le "masse popolari") che MAI avranno luogo, dire semplicemente - tanto per fare qualche esempio - "la normativa sul lavoro attualmente vigente noi la vogliamo TRASFORMARE nei seguenti modi: 1... 2... 3...", "le norme che regolano la concessione dei mutui sulla casa noi le vogliamo TRASFORMARE in questi sensi: 1... 2... 3..."? Oppure, per fare un altro esempio, spiegare dettagliatamente IN CHE SENSO si ritiene che il non-welfare realizzato in questi ultimi quindici anni dalle destre sia pernicioso: e poi precisare secondo quali modalità si vorrebbe TRASFORMARLO, una volta che eventualmente si fosse raggiunto il potere?
Parlare di QUESTE trasformazioni: molto più banale, più terra-terra, meno "alato"... ma non sarebbe molto più "aggregante" dei soliti cumuli di chiacchiere sui massimi sistemi che siamo tanto bravi a produrre in quantità industriali, e che non portano letteralmente mai a nulla? 01-05-2011 15:31 - Harken
Ma voi del Manifesto siete troppo impegnati a pensare a quelle feccie di Vendola, Saviano e Fazio. 01-05-2011 14:13 - Mirko P.
la domanda è: perché in questo paese, con una guerra in corso, con il lento ma inesorabile scardinamento dei diritti del lavoro e di civiltà, al bivio tra apartheid e multiculturalità, con le diseguaglianze che esplodono, con i beni pubblici che vengono appropriati da pochi,perché non esiste un soggetto politico collettivo di trasformazione? 01-05-2011 11:59 - francesco