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FUORIPAGINA
20/05/2011
  •   |   Elio Di Bella
    La provocazione di Agrigento: "tutti in tenda"

    Ha sbarrato l’ingresso al palazzo comunale ed è pronto a trasferirsi in una tendopoli con i tremila abitanti a cui potrebbe ordinare di sgombrare le case.
    Passando da una sceneggiata ad una provocazione, il Sindaco di Agrigento, Marco  Zambuto, ha intanto ordinato a trentacinque famiglie di lasciare le case e di trasferirsi in un albergo della città dopo i crolli nel centro storico. Un giorno sì e uno no porta l’intera giunta a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della regione siciliana, e chiede al governatore Raffaele Lombardo i soldi necessari per rimuovere le macerie dei palazzi caduti e mettere in sicurezza quelli pericolanti. Nei fine settimana partecipa alle marce cittadine di protesta e alle assemblee nelle chiese, unici edifici del vecchio centro storico in gran parte in buona salute perché negli anni solo la Curia agrigentina ha ricevuto  finanziamenti per il recupero dei monumenti.

     

    Rischia anche l'arcivescovo: L’ arcivescovo di Agrigento, monsignor Franco Montenegro,

    sta con il giovane sindaco. Non può far altro: la sua cattedrale sta franando e ha dovuto spostare  la sua camera da letto ubicata nell’ala del palazzo vescovile in pericolo perché il costone roccioso su cui sorge sta franando. Poco più in là, lungo lo stesso costone ,  c’è una antica chiesa barocca dedicata alla madonna dell’Odigitria che, nonostante sia stata imbrigliata con un’armatura di tubi, sta crollando e gli autobus urbani non salgono più sino quassù, sulla via Duomo perché gli autisti temono che venga giù il muro della chiesa. La gente però per la via Duomo continua a passare, perché per i passanti non c’è alcun divieto.
    Ma forse ancora per poco.

     

    Tutti in tenda: Il Sindaco infatti vuole chiudere la strada e  trasferire tutti i residenti, arcivescovo compreso, in una tendopoli. L’ultima  tendopoli, in questa capitale dell’abusivismo, venne allestita nel luglio del  1966 quando, per una rovinosa frana, andarono giù palazzi e strade. Arrivarono allora il capo del governo, Moro, e il presidente della repubblica, Saragat, e  promisero aiuti.  Arrivarono in realtà quegli aiuti, in tutti i modi, ma una  buona parte si persero per strada per l’incapacità dell’amministrazione di
    presentare in tempo i progetti. E ancora oggi l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Pier Carmelo Russo, al sindaco  Zambuto che chiede finanziamenti, ha detto:  "si è dovuto, purtroppo, prendere atto che, a distanza di anni, il Comune di Agrigento non ha ancora oggi un quadro operativo progettuale sufficientemente definito".

     

    Rimuovere le macerie: Mancano i progetti, insomma, per  giustificare le spese necessarie a mettere in sicurezza il centro storico. E il  sindaco replica: “ Noi i progetti li abbiamo presentati e sono ben  trentacinque. Comunque al momento si tratta innanzitutto di avere i soldi per  rimuovere le macerie dei palazzi crollati e  metterne in sicurezza altri”. 

     

     

    Cassa vuota: Tra una polemica e l’altra, in questi primi cinque mesi dell’anno sono crollati
    tre palazzi del centro storico e un palazzo di cinque piani è stato sgombrato
    per evidentissime lesioni. La situazione più critica è lungo la via Duomo, qui
    sorgono antichi edifici medievali e del barocco siciliano, come la cattedrale,
    il palazzo vescovile e la Chiesa della madonna dell’Odigitria.  Solo l’arrivo
    di finanziamenti freschi da Palermo potrebbe rasserenare il clima. Ma il
    governatore Lombardo che aveva promesso due milioni di euro subito, con la
    nuova finanziaria,  non ha previsto la spesa in finanziaria. Il Comune  non ha
    un soldo in cassa. I tecnici della Procura,  intervenuti dopo il crollo di un
    palazzo barocco ( avvenuto la scorsa pasquetta) per appurare se vi sono
    responsabilità,  hanno dato l’autorizzazione a rimuovere le macerie, ma gli
    amministratori dicono che servirebbero 800 mila euro e non li hanno. E così il
    Sindaco ha  tappezzato la città di manifesti: “Salviamo il centro storico con
    il cinque per mille”.  Chiede ai suoi concittadini contribuenti, che
    prossimamente presenteranno la dichiarazione dei redditi, di dare il cinque per
    mille al Comune di Agrigento per salvare il centro storico. “Salveranno le case
    ma faranno morire di fame i poveri”, dicono nella Città dei Templi. Tanti
    Agrigentini,  infatti, da diversi anni scelgono di dare il cinque per mille
    alla mensa della solidarietà che ogni giorno sfama duecento poveri e non si
    tratta solo di extracomunitari. Il Comune quindi si mette in concorrenza col
    volontariato locale. Una guerra tra poveri, insomma, nella provincia italiana
    più povera d’Italia. Piove sul bagnato.

     

    GUARDA LE IMMAGINI

     

     


I COMMENTI:
  • http://it.wikipedia.org/wiki/Valle_dei_Templi .la valle dei templi lo sapevate che e il parco archeologico piu grande del mondo un bel business.chi se ne frega dei mortaccioni che vivono ad agrigento,via tutti.(e una provocazione) 23-05-2011 00:28 - benny
  • povera italia 21-05-2011 14:09 - ermenegilda
  • la situazione di Agrigento è drammatica perchè irrecuperabile. Frana la collina sui cui è costruita la città ed il suo centro storico. Certo bisogna provvedere subito a dare un tetto agli abitanti che sono stati sgomberati ma sarebbe il caso di cominciare ad organizzare il ritorno della città alla sua sede primigenia in pianura attorno ai tempi e nella sua ridente valle.Piuttosto che puntellare edifici fradici che poggiano su terreno instabile cominciare a pensare ad una rifondazione della città. I soldi che si spenderanno per puntellare se poi si dovrà abbattere lo stesso sono soltanto buttati al vento. 21-05-2011 02:28 - pietro ancona
  • E' incredibile!!!! Qua ci scappa...vabbe' non lo voglio dire 21-05-2011 02:05 - sara
  • Ma costoro come spendono i giganteschi fondi che ricevono, senza nulla produrre in proprio??? In assistenzialismo, falsi invalidi, finti lavori socialmente (in)utili, guardie forestali, cattedrali nel deserto, autostrade (?) i cui viadotti s' interrompono nel nulla, ecc. ecc.??? Poi però quando c' è un' emergenza vera, come questa, la cassa è puntualmente vuota... 20-05-2011 23:51 - Fabio Vivian
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