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FUORIPAGINA
22/05/2011
  •   |  
    Domanda del giorno: Spagna, alle porte di una primavera?

    Centomila giovani «indignados» si sono accampati alla Puerta del Sol, nel cuore di Madrid, alla vigilia delle elezioni amministrative in Spagna. Chiedono «democrazia reale ora», dicono di non essere «né di destra né di sinistra», rappresentano una generazione precaria che non vede alcun futuro davanti a sé e hanno stilato un documento in 24 punti che è un vero e proprio programma politico: si va dalla richiesta di un sistema elettorale proporzionale al divieto di candidarsi per i politici con precedenti giudiziari, dal referendum su monarchia o repubblica alla richiesta di un affitto sociale per i giovani. Contestano l’impoverimento del paese (dove la disoccupazione giovanile è al 45%) e la collusione della politica con il sistema bancario, chiedono più democrazia diretta. Il loro modello è la piazza Tahrir egiziana. Il premier Zapatero ha espresso «comprensione» per il movimento e annunciato che non si userà la forza contro di loro. Da qui le nostre domande: sta nascendo una «primavera araba» all’europea o è solo l’ennesimo movimento destinato a sgonfiarsi un giorno dopo il voto? Una generazione in rivolta o «grillini» in versione spagnola?


I COMMENTI:
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  • Ma come !!!! .... e Zapatero il grande leader socialista osannato dalla sinistra italiana che fine ha fatto?? ( ve lo ricordate il grido : vogliamo uno Zapatero Italiano !!!!!)Ma siate coerenti almeno una volta e ditelo che Zapatero ha fallito ! 21-05-2011 11:33 - unsaggio
  • Sì, l'insorgenza araba ha volato sopra Gibilterra per insediarsi, in maniera credo non effimera, in terra iberica. E' la risposta "pratica" all'interrogativo circolato sui nostri media più avvertiti nelle ultime settimane: che non sia mai che l'Europa o, meglio, l'Unione Europea(a-democratica, monetarista, neoliberista) debba prendere lezioni di democrazia da movimenti nati alla periferia dell'Impero? Sorti nel contesto di dittature feroci, per lo più connotate, a differenza del Vecchio Continente, da fragilità quanto a strutturazione della "società civile"? E' quel che è accaduto, sotto la spinta omologante della globalizzazione, divoratrice di futuro, che erige, dunque, le nuove generazioni a vittime sacrificali di una crisi sistemica dalla quale non sa come uscire, se non perpetuandola e "istituzionalizzandola". Certo, le motivazioni dei giovani tunisini e di quelli egiziani possono apparire diverse e meno consapevolmente articolate di quelle che muovono gli "indignados" nelle piazze metropolitane di Madrid e di Barcellona( ma anche di altre 164 città e centri minori della Spagna). Ma ci dicono, a me pare,che nessuna "muraglia cinese" separa le corrotte autocrazie del cosiddetto Terzo Mondo dalle democrazia dette avanzate dell'Occidente sviluppato. E che le "post-democrazie", con le loro torsioni oligarchiche, pongono inconsapevolmente le condizioni per la nascita, al di qua e al di là delle sponde del Mediterraneo, e oltre, di un soggetto politico giovanile, che non vedevamo più all'opera dal lontano '68. Una politicità diffusa che credevamo sepolta da decenni di passivizzazione e di conformismo rispetto al "pensiero unico". La vecchia talpa ha scavato tanto in profondità che nessuno, quindi neppure la piccola Izquierda Unida, poteva accorgersene: lo spiraglio della rivolta (o della rivoluzione), si apre quando meno te lo aspetti, ancor più negli scenari della globalizzazione. Fare in modo che il contagio si allarghi in Europa credo sia il compito primario di una sinistra che si rispetti, che deve anzitutto "andare ad imparare", umilmente da questo movimento giovanile, come per il passato avrebbe dovuto andare ad imparare dalla classe operaia. Il contagio "deve" espandersi, se vogliamo impedire che le uniche reazioni incisive alla deriva politica europea sia la crescita, pericolosissima in tempi di crisi economica e di inarrestabili ondate migratorie dal Sud del mondo, delle destre nazionaliste e xenofobe. 21-05-2011 11:08 - Giacomo Casarino
  • Quando leggo "ne di destra ne di sinistra" mi viene un attacco di orticaria. 21-05-2011 07:48 - giuseppe tagomi
  • Finalmente si muove!!!!!!!!!I giovani ormai in sintonia tra loro stanno decidendo di far vedere i sorci verdi a queste poliche sterili globalizate....Vedi iG8:Nazzioni che con la loro sfaciattagine e ipocrisia Hanno portato alla fame il resto del Mondo.Oggi, con effeto boomerang ricade sulle loro nazioni creando un disaggio da FUTURO incerto!!!!!!!Forza!! Giovani:tiratte su' la testa fattavi valere per quello che siete,mandando al diavolo questi politici portatori di disperazione. GIOVANI!!!!! FORZA PARIS... 21-05-2011 07:46 - Giuseppe
  • A Fabio:
    prima, durante e dopo la manifestazione del 15 M, é stato proprio un gruppo di giovani cittadini che, con il loro sforzo e il loro impegno, sono riusciti a smuovere montagne di passivitá.
    Adesso, i cittadini hanno reagito e hanno espresso la loro non conformitá al sistema attuale.
    Comincia un grande rinnovamento e non solo con slogan estriscioni.
    Ora viene il momento delle proposte concrete. 21-05-2011 03:05 - Paola
  • secondo me non solo in spagna ma ci sara in tutta l'europa,problemi sociali ,economici,leader non rapresentano l'idee della gente tutto questo crea una miscella per una nuova era:primavera 21-05-2011 00:46 - faraj ibrahim
  • è il "que se vayan todos" madrileno che echeggia simile ai caserolazos e alle puebladas portena del dicembre 2001 in Argentina quando un paese che si credeva sulla strada dello sviluppo economico si ritrovò improvvisamente povero e pieno di dissocupati cacciando i politici che avevano legato il paese al dollaro e alle scelte del FMI. Il pasrallelismo è forte e non vedo analogie invece con le parodie di rivolta da palco alla Grillo ma una seria "indignazione" di una generazione che come quella del magreb e quelle sudamericane vede compromesso il suo futuro dalle scelte scellerate di un modello economico che non ha alcuna considerazione della dignità umana; un nuovo umanesimo rivoluzionario sta scuotendo il mediterraneo ma per ora non vedo all' orizzonte un Babeuf o un Gramsci a dare rspiro ideologico alla sete di rinnovamento politico ed ececonomico dei giovani di Puerta del Sol 21-05-2011 00:29 - nello
  • Penso che con le proteste e con le critiche al sistema ed ai massimi sistemi non si rivolva MAI nulla!

    Servirebbero invece idee, proposte concrete, iniziative, azioni, impegno personale, ecc., ovvero esattamente tutto ciò che NULLA ha a che vedere con l' "indignazione" in piazza (per altro, un sentimento inutile, puerile ed involontariamente ridicolo!).

    Il confronto poi con le rivolte arabe è francamente fuori luogo: in quei paesi c' erano (e ci sono ancora tutt' ora, in largissima parte!) regimi realmente dittatoriali, oppressivi, polizieschi, ecc., mentre in Europa la democrazia liberale è il sistema politico in vigore ovunque, pur con tutti i limiti e le critiche del caso.

    In Spagna, poi, governa da ben due legislature il PSOE e c' è un leader, un certo Zapatero, che fino a poco tempo fa era osannato, specia a sinistra, come una specie di genio e di campione delle libertà individuali, sociali, collettive, ecc.

    Insomma: meno chiacchiere inutili e proteste con slogan e striscioni; invece, più impegno personale concreto e diretto. Questo, sì, potrebbe essere un "programma", in grado di migliorare almeno un po' la situazione generale e lo scenario... 20-05-2011 23:41 - Fabio Vivian
  • non sono un "grillino", non l'ho mai votato, ma questo velato ma continuo attacco da parte delle sinistre al m5s è sintomatico della vostra povertà allorquando sempre continuamente cercate di costringere le esternazioni popolari, generazionali etc. all'interno del vostro 'racconto', dall'alto di una presunzione di avere in pugno, solo voi, le redini della 'vera' storia. 20-05-2011 23:33 - marco
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