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FUORIPAGINA
19/05/2011
  •   |   redazione
    Scuole a pezzi Bersani: "rimedieremo"

    Orologi da tavolo, da parete, sveglie. a decine. E tutte segnavano le 16:30. L'orario in cui, in una paese normale, i genitori che lavorano - e magari, perché no, anche quelli che non lavorano -  dovrebbero avere la possibilità di andare a prendere i figli a scuola. Figli che, da parte loro, avrebbero il diritto di poter usufruire di una didattica distesa, di qualità, di una scuola in cui sia possibile apprendere anche mettendo in piedi progetti, prevedendo del tempo libero, senza ansie e magari in classe che non siano strapiene. E gli insegnanti a lavorare  senza dovere fare i salti mortali, e passare da una classe all'altra per garantire il servizio. Ma siccome le cose non vanno così, i gentori della scuola Di Donato di Roma - che fa parte dell'Istituto comprensivo Manin - hanno "dato la sveglia" all'ufficio scolastio regionale del Lazio.

    "A fronte di una richiesta di 17 classi a tempo pieno nella primaria per l’anno scolastico 2011-2012, le classi assegnate sono state in tutto 15, di cui solo 14 a tempo pieno denunciano i genitori della Di Donato -  Un taglio drastico inaccettabile che comporterà l’accorpamento di due classi con la certezza di avere così “aule bestiame” con più di venticinque alunni con grave pregiudizio per la didattica. Questa decisione è inoltre particolarmente grave perché in queste classi sono presenti bambini con disabilità e con situazioni socio-famigliari complesse." "La nostra è una scuola che ha sempre saputo accogliere e questo per noi è sempre stato un punto di forza - spiega Maura Mazzetti - ma non si può fare una scuola di qualità senza investimenti.

     

    Lazio a pezzi. Nel Lazio ci sono 5.967 cattedre a rischio, circa il 9% del totale. Numeri che però ricadono sulle famiglie: ormai lo sa chiunque abbia  ache fare con la scuola pubblica. Ovunque si chieda il tempo pieno ci si sente rispondere che, quando e se può essere garantito, occorre rinunciare alle compresenze degli insegnanti. Mentre sempre più frequenti sono i casi delle classi che vengono accorpate. Un disagio che si ripercuote sulle scuole di ogni ordine e grado, da quelle delle infanzia a quelle dsecondarie. Dal 23 al 27 maggio il coordinamento delle scuole primarie ha organizzato una mobilitazione. Ieri, invece, la Cgil Flc ha organizzato un presidio sotto la giunta regionale e i lavoratori della scuola sono irusciti a incontrare la giunta. Che ha preso impegni affinché i problemi della regione siano presto rappresentati al governo, ma certo non ci si può aspettare nulla se non l'elemosina di qualche posto in organico di diritto.

     

    Il risiko delle regioni. Ed è proprio sull'assegnazione dell'organico di diritto che si sta giocando una partitaben strana. Per la verità si ropete ogni anno: mancano i posti? Il ministero lo sa bene, e allora tampona laddove può - e dove vuole - assegnando qualche posto "stabile". Per ora è accaduto in Lombardia, Piemonte, Calabria, Emila Romagna. Per questo le altre regioni si stanno mobilitando: con la speranza di guadagnare almeno qualche posto, nonostante si tratti di interveti che non possono certo risolvere il problema. Esempio ne è proprio l'Emilia Romagna: il ministero ha confermato che 200 cattedre diventeranno "stabili". Ma i problemi rimangono: tanto che alcuni genitori sono addirittura in sciopero della fame. Ieri a incontrarli il leader del Pd Pierluigi Bersani che ha firmato il loro "registro delle presenze" scrivendo: "quando toccherà a noi rimedieremo".


    "Ci vuole un tavolo". Ma questo modo di gestire la situazione a fronte della terza tarnche di tagli della riforma gelmini, che toglie 9 mila posti alla scuola primaria e quasi 9 mila a quella secondaria, non piace alla Cgil Flc che ha chiesto un incontro urgente con il ministero, adombrando addirittura il dubbio che la "compensazione" dei posti in organico di diritto sia mossa (anche) da logiche elettorali. Chiedendo conto della fondatezza delle notizie sull'assegnazione  di posti in deroga in organico di diritto ad alcune Direzioni Scolastiche Regionali, il sindacato chiede di sapere quali sono stati i criteri applicati. «Tutto questo, in modo particolare, in un periodo elettorale quale quello attuale, onde - spiega la Flc - fugare sospetti di favoritismi clientelari come si evince dalle tante notizie di stampa che si leggono, e non solo».


I COMMENTI:
  • Vorrei che si riflettesse anche sugli effetti che questa situazione porterà sulla già difficilissima integrazione dei bambini zingari a scuola. Nella scuola dei miei figli, all'uscita delle graduatorie che sancivano l'esclusione di decine di bambini che pure avevano richiesto il tempo pieno, la reazione di molti genitori è stata di protesta nei confronti dei bambini stranieri che avevano ottenuto il posto; figuriamoci se qualche dirigente scolastico si azzarda ad inserire anche i bambini zingari, che quindi si concentreranno tutti nelle classi a tempo ridotto. Ulteriore conseguenza dello scempio della scuola pubblica voluto da questo governo sarà quindi quella di scatenare guerre tra poveri e fomentare ulteriormente l'odio razziale. 21-05-2011 17:09 - roberta
  • “L'incontro di ieri mattina tra il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e i sindacati della scuola è stato il detonatore che ha fatto esplodere l'inquietudine sotterranea che da settimane attraversava l'intero versante sindacale di fronte all'incognita della Finanziaria (2007, nda). Il confronto si è arroventato di colpo quando Enrico Panini, leader della FlcCgil, ha estratto dalla sua cartellina un foglio contenente le misure che la prossima Finanziaria dedica alla scuola. Sotto accusa tre articoli: 17, 18 e 19. Il primo stabilisce che, dal 2007/08 al 2012/13, sarà innalzato progressivamente fino a 12 il rapporto tra alunni e docente… un giro di vite che alla fine porterebbe alla riduzione di quasi 100mila posti per gli insegnanti. Inoltre, stretta sui posti di sostegno e sul personale Ata… provvedimenti che potrebbero costare la cattedra a circa 10mila docenti. E altrettanti potrebbero essere cancellati dalla paventata abolizione della deroga nella formazione delle classi nelle quali sono presenti alunni con handicap. «Più che una proposta dilegge Finanziaria siamo di fronte a un chiaro esempio di come si può far impallidire anche un concetto come quello di macelleria sociale» (da il "Sole 24 ore" del 27 settembre 2006)


    Con quale faccia quell'IPOCRITA Prodiano(= svenditore neoliberista di risorse pubbliche)
    di un Piddino si permette di dire "quando toccherà a noi provvederemo" ? 21-05-2011 16:02 - Federico
  • Tanto i bambini dei ricchi le classi dove si parla solo italiano e l' inglese si impara sul serio se le potranno sempre pagare. 21-05-2011 10:08 - bozo4
  • Si' rimedieranno; riempiendo le classi di bambini che non parlano italiano. E chi non e' d' accordo e' un razzista. Anzi fascista. Anzi nazista. 21-05-2011 10:07 - bozo4
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