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Adriana Pollice
Napoli, due parole su Lettieri e i suoi
«Lo sviluppo ce l'ho in testa»: Gianni Lettieri, l’imprenditore colto dal sacro fuoco della politica, gli affari li sa fare, garantisce per lui l’amico Gianni Letta. Vuole fare il sindaco di Napoli perché la sua è una storia di successo, lo sviluppo ce l’ha in testa appunto, nella sfida al ballottaggio con Luigi de Magistris è anche la sua biografia che mette sul piatto. Del resto le sue imprese sono sempre andate a braccetto con la politica.
Gianni Lettieri
La sua cavalcata nel mondo degli affari comincia a 19 anni quando, con il diploma tecnico in tasca, diventa direttore commerciale della Ima Tessile Spa, un’azienda di La Spezia specializzata in abbigliamento militare che, dopo qualche anno, fallisce. Nel 1979 mette su due fabbriche, con un socio lombardo, a Casandrino, in provincia di Napoli, e a Monza, specializzate nella lavorazione di tessuti, tintoria e finissaggio. Sul suo sito ufficiale non si specifica il nome della ditta, del socio o da dove siano venuti i capitali ma, come insegna Berlusconi, gli inizi pionieristici sono sempre un po’ avvolti dal mistero.
Da qui in avanti i fatti diventano più chiari e comincia quella carriera di ‘prenditore’ di soldi pubblici più che di imprenditore, secondo l’accusa di de Magistris.
Nel 1989 rileva la Cdi di Calitri, un’industria tessile dell’avellinese.
A metà degli anni 2000 per i 240 dipendenti comincia un calvario di cassa integrazione e tentativi di riconversione a suon di finanziamenti pubblici, che terminano con il fallimento dell’impresa nel 2010, macchinari venduti all’asta e primo giorno di mobilità per i lavoratori scattato il 6 maggio scorso, proprio in occasione dello sciopero generale Cgil.Nel 1992 comincia la scalata alla Mcm - Manifatture Cotoniere Meridionali, attraverso l’asta pubblica per la privatizzazione dell’impresa dell’Eni. “Un sogno nel cassetto” lo definisce sul suo sito, un sogno che termina con il rinvio a giudizio insieme al sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Secondo i pm la variante urbanistica per la delocalizzazione delle ex Mcm nell’area Asi, e la contestuale riconversione del sito di Fratte in un centro polifunzionale con ipermercato, strutture di servizio e verde attrezzato, fu il frutto di un accordo politico-affaristico basato su una serie di falsi e truffe.
Intanto, diventa presidente degli industriali di Avellino (dove pare cominci una solida inimicizia con Ciriaco De Mita) e poi di Napoli. Nel 2006 decide di investire nelle energie rinnovabile e, nel 2007, fonda la holding di famiglia Meridie Investimenti Spa. Secondo il settimanale l’Espresso, il 7% di Meridie è in mano allo Yoda Trust dell'avvocato calabro-milanese Nicola Squillace, amministrato dal commercialista svizzero Sergio Pezzati, arrestato all'aeroporto Jfk su mandato del procuratore distrettuale di Brooklyn con l'accusa di essere il fiduciario del clan Arena di Isola Capo Rizzuto.
Nel Pdl qualcuno gli vuole bene. Nel 2009 al prezzo simbolico di 10 euro acquisisce l’Ati tech, società che si occupa di manutenzione aeronautica, sede principale Napoli Capodichino, nell’ambito della più ampia svendita di Alitalia agli imprenditori amici del presidente del Consiglio. La società napoletana è talmente decotta da chiudere il bilancio successivo con 36 milioni di euro di attivo, senza aver investito nemmeno un soldo dei 12 milioni promessi.
Nel 2010, complice il falso dossier confezionato da Nicola Cosentino e Denis Verdini, prova a scalzare Stefano Caldoro per la corsa alla presidenza della regione Campania. La manovra non riesce ma Cosentino lo riporta a Roma per l’investitura a candidato sindaco di Napoli. In tutto questo vai e vieni gli sfuggono gli impresentabili finiti nelle liste che lo appoggiano, nonostante la campagna "liste pulite" che avrebbe dovuto caratterizzare questa campagna elettorale.
Ecco i nomi e le biografie:
Marco Nonno
Consigliere rampante, con oltre 3.600 preferenze è stato il più votato in assoluto dell’ultima tornata elettorale. Esordi nella sezione del Msi di Pianura, il quartiere napoletano dove è nato, poi An e infine approdo al Pdl, è sotto processo per concorso in devastazione: sarebbe stato tra gli organizzatori della guerriglia da parte di ultras e neofascisti pianuresi nel gennaio 2008. Motivo scatenante l’opposizione alla riapertura della discarica ma nel quartiere tutti sanno delle amicizie con gli ambiente dei costruttori, una realtà economica opaca in un quartiere quasi completamente abusivo, che l’ha premiato con oltre 2.200 preferenze.
Maurizio Matacena:
Ancora nel Pdl, troviamo il commercialista indagato insieme al senatore collega di partito Vincenzo Nespoli, sindaco di Afragola, per bancarotta fraudolenta e riciclaggio di denaro. Matacena è accusato di aver fatto sparire circa 300mila euro nell’ambito delle indagini sulla bancarotta fraudolenta degli istituti di vigilanza riconducibili a Nespoli e sul dirottamento dei loro fondi verso alcune speculazioni immobiliari ad Afragola. Con quasi 2mila voti, è dodicesimo in lista.
Achille De Simone:
Capolista di Alleanza di Centro, uno degli 11 raggruppamenti a sostegno di Gianni Lettieri, è inquisito per connivenze col clan Sarno. E’ stato nella Dc, nel Psdi, poi in Alleanza Democratica Federalista, persino nei Comunisti Italiani perché, con il suo pacchetto di voti, era sicuro della rielezione. Ma è stata solo una sortita tecnica a sinistra, per poi tornare in Forza Italia e, infine, nell’Adc di Francesco Pionati. E’ l’unico da cui Lettieri ha preso ufficialmente le distanze. Con 414 voti è il primo del suo partito.
Enrico Tarantino:
Capitolo Municipalità, cioè i parlamentini in cui sono accorpati i quartieri napoletani. Il 24enne Tarantino è un militante di Casapound, candidato della lista civica «Liberi con Lettieri» per la municipalità Stella-San Carlo all’Arena (sesto con 60 voti racimolati). Il giorno del compleanno di Hitler si è preoccupato di fare gli auguri al defunto sul suo profilo facebook, dopo qualche giorno si è presentato davanti la facoltà di lettere con due sodali accoltellando tre studenti dei collettivi universitari.
Nunzia Solder:
Per il Pdl nella municipalità San Lorenzo, Vicarìa, Poggioreale, cuore della città antica, si è classificata nona con 216 la figlia del boss della camorra di Forcella Raffaele Stolder. E’ la sua seconda campagna elettorale, racconta di aver preso le distanze dalla famiglia ormai da anni. Lettieri, anche in questo caso, dice non sapere nulla: “ha deciso il Pdl”.
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Manca nei passaggi della vita dell'imprenditore con vocazione della politica il richiamo all'intervento tenuto all'Unione degli industriali napoletani del 2010, quando alla presenza del cav.di Arcore, della presidente di Confindustria e se non ricordo male del card.Sepe, relazionò del futuro di Napoli. Ebbene il sig.Lettieriallora disse che l'areoporto di Capodichino andava trasferito a Grazzanise, lo stadio San Paolo andava rimosso così come la Nato di Bagnoli. I terreni "recuperati" dovevano essere trasformati in nuovi insediamenti urbani, necessari, secondo l'imprenditore-possibile sindaco per allargare Napoli.
C'è un precedente a Napoli di questa volontà di nuova urbanizzazione ed è il tempo di Lauro e della DC dei costruttori. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la distruzione della città.
antonio 29-05-2011 12:45 - antonio -+caserta
Sono in Inghilterra da otto anni, significa che non potrò tornare in Campania per i prossimi otto? 24-05-2011 13:41 - Antonio
E' molto difficile sperare da gente che non ha il minimo scrupolo a cancellare scuole,servizi e assistenza a tanta povera gente in nome di una ripresa economica che andrebbe a vantaggio dei soli padroni.No non credo che un Cosentino,aiuti un poveraccio a discapito dei suoi amici mafiosi.
Quindi invito,tutti i napoletani onesti a recarsi alle urne e votare in massa per il magistrato.
Lui almeno è contro il canagliume napoletano della camorra!
Certo,sarebbe meglio che ci facciamo giustizia da soli,ma diamo un ultima oppurtunità allo STATO! 24-05-2011 13:10 - mauriziomariani