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FUORIPAGINA
24/05/2011
  •   |   Riccardo Chiari
    La ribellione degli operai di Fincantieri

    Nella notte l’assedio non del tutto pacifico al municipio di Castellamare di Stabia, conquistato dagli operai del cantiere navale più antico al mondo dopo alcuni contatti con le forze dell’ordine (quattro poliziotti contusi), e con il corollario di alcuni evitabili atti vandalici all’interno del palazzo comunale. Al mattino le manganellate della celere agli operai liguri (due feriti) del cantiere di Sestri Ponente, raccolti numerosi in presidio sotto la Prefettura di Genova dopo un lungo e affollato corteo per la strade del capoluogo. E ancora prolungati blocchi stradali sulla strada statale Sorrentina in Campania, e al casello autostradale di Sestri Levante, quest’ultimo da parte dei lavoratori del altro cantiere ligure di Riva Trigoso.

     

    Sono questi i primi effetti collaterali del piano industriale di Fincantieri, ufficializzato ieri dall’amministratore delegatro Giuseppe Bono. Il piano prevede di tagliare 2.550 posti di lavoro, la chiusura dei cantieri di Castellamare di Stabia e di Sestri Ponente, e la semichiusura dell’altro cantiere ligure di Riva Trigoso, ridotto a presidio meccanico con lo spostamento di 500 operai su 800 nel cantiere spezzino di Muggiano.

     

    Di fronte al licenziamento di un terzo degli addetti dello storico polo navalmeccanico pubblico italiano, e alla chiusura di due stabilimenti simbolo della cantieristica tricolore, ora il governo cerca di correre ai ripari.

     

    Dopo essere stato assente per quasi un anno, nonostante la richiesta ufficiale di Fiom, Fim e Uilm del novembre scorso di aprire un tavolo di discussione su Fincantieri, le fortissime proteste operaie, affiancate a quelle delle istituzioni liguri e campane, hanno convinto il ministro ello Sviluppo economico Paolo Romani a convocare il 3 giugno prossimo un incontro fra il management Fincantieri e i sindacati metalmeccanici. “Mentre negli altri paesi si investe per uscire dalla crisi – ha osservato un operaio ligure al presidio di Genova – da noi il governo manda la gente a casa”. Operai con un’età media di 40 anni, famiglie che senza poter lavorare entrano anch’esse ufficialmente nel tunnel della povertà.


I COMMENTI:
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  • Non faro' nemmeno 5 minuti di sciopero per questi operai che guadagnano 2000 euro al mese,e non parlo delle ditte esterne ma dei dipendenti diretti fincantieri.Sono un operaio di una ditta privata e il mio stipendio è di 1300 euro al mese.Gli operai della fincantieri quando le piccole imprese sono in difficolta' non le considerano nemmeno.E' giusto che tutti i soldi che hanno guadagnato ingiustamente negli anni passati,ora li caghino con gli interessi. 31-05-2011 01:04 - heinrich
  • Questa mi mancava: poichè una fabbrica produce armamenti è un bene che sia chiusa!
    E gli operai rimasti a spasso?
    Con il loro lavoro contribuivano a "opprimere" i popoli! Così imparano, 'sti reazionari!

    Sveglia! Le armi e le navi (che fra l'altro vendevano bene) le costruiranno altrove.
    E ciò che rimarrà sarà un'altra sconfitta.
    Non dei "popoli" (strano concetto per chi dovrebbe ragionare in termini di classe) ma degli operai.
    E della sinistra. 24-05-2011 22:55 - Galaverna
  • chiudiamo tutte le fabbriche di armi, ma quegli imprenditori sanno fare solo quello?.propongo dei corsi di formazione per imprenditori e operai,.mia madre ha trovato lavoro in germania a 55 anni dopo aver fatto corsi di formazione , altro che legge biagi mai interamente applicata perche faceva comodo. 24-05-2011 22:42 - luigia
  • Rimane un problema semplice-semplice: se c' è la crisi, a chi si vendono poi le navi? ...A meno di voler ancora far finta di credere alla bella favola del tempo che fu che gli operai (ma anche i managers, di conseguenza!) abbiano una specie di diritto inviolabile ad un posto di lavoro a vita, a prescindere dalla congiuntura economica, dal mercato di riferimente e dell' andamento economico dell' azienda stessa... Quella "robba" lì si chiamava invece "socialismo reale", se ricordo bene - una specie oggigiorno di residuato bellico, per l' appunto!; mi sembra però che tale strambo sistema politico / economico sia già stato spazzato via e iquidato dalla storia, venti e più anni or sono. Ora, l' altra domanda è: la cantieristica della Fincantieri è realmente in crisi, oppure è tutta un' invenzione dell' ingegnere Giuseppe Bono, per poter licenziare un po' di operai, magari scelti pure a caso (però non si capisce poi perchè, a meno di voler credere ad una specie di "sadismo" dello stesso...).

    PS: Forse "Gundam" sarà anche scemo (ma a me non sembra!), però in ogni caso il "marxista" dovrebbe essere più coerente e conseguente con le proprie idee; infatti, delle due l' una: o lì si costruiscono navi da guerra ed allora poi il marxista eviti almeno di scendere in piazza x la pace e simultaneamente di difendere anche il lavoro di quegli operai, lì impiegati a costruire quel tipo di navi!; ma se lo fa, non si meravigli se gli operai verranno prima o poi licenziati, qualora le sue idee "pacifiste", alla fin-fine prevalessero: se le navi servono esattamente a quello, ovvero a fare la guerra, il "marxista" non può più fingere di non sapere che gli operai lavorano fintanto che c' è ... Parbleau!!!, proprio la guerra!!! (Mi viene in mente, al riguardo, il famoso film di Alberto Sordi "Finchè c' è guerra, c' è speranza..."). Quanto poi ad una eventuale, del tutto ipotetica, quanto mai fantomatica e futuribile "riconversione", si torna ancora alla domanda originaria: a chi venderebbe il "marxista" le nuove navi, sicuramente "riconvertite" e magari pure "green", immagino quindi per totali impieghi "civili" e pure eco-compatibili, a volere esagerare un po'??? Se ce li mettesse LUI tutti quei bei soldoni, allora il problema sarebbe bello che definitivamente risolto!!!... 24-05-2011 22:18 - Fabio Vivian
  • Non potremmo fabbricare armi per la liberazione della Libia? In fondo le costruivano anche i compagni sovietici ... 24-05-2011 22:13 - bozo4
  • no alla guerra; al massimo se c e da farla le comperiamo se qualcuno ce le vende... 24-05-2011 20:44 - luigi
  • ho sentito ora il sindaco di Genova dichiarare che un piano industriale che prevede solo le dismissioni è un atto di guerra e concordo con lei; le scelte di fincantieri non tiene conto dell' importanza della cantieristica per il nostro paese e per il futuro del mediterraneo; scelte dettate da quel falco di Tremonti , vero proprietario dell'azienda pubblica che come la Fiat sposta il suo core business in USA con una miopia pericolosa. Gli operai e le comunità di Genova e C.mmare non accetteranno mai tali prospettive di distruzione di una civiltà produittive ultracenteneria oltre che di posti di lavoro 24-05-2011 20:21 - nello
  • Quello che si sta verificando non è che una parte del problema,nel senso che l'assenza di una politica rivolta alla soluzione dei problemi(e non solo a fare propaganda)ha come risultante l'abbandono a loro stessi di quegli strati della popolazione piu' vulnerabili. Ritengo siano scandalosi i commenti fatti dal presidente della regione Campania il quale afferma in sostanza che riporrà attenzione al problema ma che allo stesso tempo non può delineare eventuali proposte per il contenimento della situazione;questo stà ad evidenziare ed è di esempio palese di come il sistema politico attuale sia fortemente compiacente nient'altro che delle poltrone sulle quali poggiano i loro sederi.
    E' il momento d'essere uniti,d'avere coraggio e di ritornare a credere che le cose possono anzi devono cambiare! Nel mio piccolo voglio manifestare tutta la mia solidarietà a tutti gli operai in protesta ed alle loro famiglie che oramai da mesi devono affrontare una situazione così difficile. 24-05-2011 20:20 - Luigi
  • Gli operai sono in piazza.
    Finalmente hanno capito che è solo la lotta che paga!
    La lotta è iniziata e ormai non la blocca più nessuno.
    Berlusconi con la sua armata di zoccole e papponi,ha fatto uscire gli operai dalle loro "galere"(fabbriche).
    Adesso l'operai stanno con i bastoni e con le fionde.
    Domani diventeranno pistole e fucili!
    vedrete che in men che non si dica festeggeremo anche noi la nostra rivoluzione come i nostri fratelli tunisini!
    Viva il lavoro e la classe che tutto produce e genera ricchezza sociale per tutti,compresi per i figli di papà,che si scandalizzano tanto,se gli operai fanno bombe.Gli operai sanno fare le bombe,ma le sanno anche usare,quando c'è un tiranno! 24-05-2011 20:16 - mauriziomariani
  • Controllo operaio della produzione di guerra? E tu saresti un marxista? Sei un topo di fogna criptofascista e servo di berlusconi e della sua cricca. 24-05-2011 17:58 - GUNDAM
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