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FUORIPAGINA
24/05/2011
  •   |   Cinzia Gubbini
    Per forza, non per amore

    Di matrimoni forzati in Italia si è parlato non poco negli ultimi anni. Sì, ma alla fine il discorso finisce per essere sempre legato, solo ed esclusivamente, ai "fattacci" di cronaca: il padre che ammazza senza scrupolo la figlia, il marito che uccide la moglie, la ragazza immigrata che scappa di casa col suo fidanzato italiano. E dopo, che succede? Dopo aver scoperto, con orrore, che le pratiche di matrimonio forzato - o "combinato", una differenza sottile e non granitica - esistono ancora perché questa pratica viene ancora utilizzata abitualmente  da alcune comunità immigrate, che facciamo? Tanto più che le vittime di questo "costume", incistato nelle tradizioni patriarcali, sono sempre più spesso ragazze - ma anche ragazzi - nate e cresciute in Italia.
    Oltre a inorridirsi e a condannare, oltre a chiedere - neanche tanto ad alta voce - la creazione di un nuovo reato cosa ne sappiamo di queste pratiche? In quali comunità sono maggiormente diffuse? Quali ruoli di genere vengono giocati all'interno della famiglia? E fuori? Esistono percorsi di accoglienza adeguati? Gli operatori della sanità, della giustizia, della scuola, del terzo settore sono formati adeguatamente per riconoscere e rispondere casi del genere?

     

    Il convegno: Venerdì 27 maggio a Imola, in provincia di Bologna, prova a dare una risposta a tutto questo l'associazione Trama di Terre con un convegno internazionale sul tema dei matrimoni forzati dal titolo "Per forza, non per amore". La giornata si propone di fornire informazioni, analisi, dati e un approfondimento degli aspetti giuridici e teorici in Europa e in Italia sulla prevenzione e la protezione delle vittime del matrimonio imposto (qui il programma). Il giorno dopo si svolgerà invece un seminario gratuito (a cui è necessario iscriversi) dal titolo "Quanto influsicono religione e tradizione nella piena attuazione dei diritti delle donne?". Il seminario è rivolto a operatori e operatrici dei cnetri interculturali, delle strutture di accoglienza per le donne e per i minori, dei servizi socio-sanitari, delle scuole e del terzo settore.

     

    L'associazione: Trama di Terre è un'associazione di donne per le donne che da anni, ormai, è impegnata non soltanto nella creazione di percorsi di accoglienza e di protezione per donne vittime di violenza, ma anche nella sperimentazione di percorsi di formazione per le donne che vivono in città e dintorni. Questi spazi - inevitabilmente - sono diventati luoghi di presa di parola politica e di coscienza.
    Le iniziative di Trama diventano così sempre più tese a mettere le mani nelle questioni più scottanti e difficili da affrontare, ma necessarie per instaurare un reale e non ipocrita ponte di dialogo tra le culture che si incontrano e si scontrano sul territorio, senza dimenticare mai la declinazione del genere che per queste donne è diventata una "originale" (solo perché poco praticata) bussola.
    La voglia di capire meglio e di confrontarsi ha portato Trama a pensare di invitare al convegno di venerdì anche associazione di donne native e migranti di altri paesi come le Southall Black Sisters dall'Inghilterra, l'Adfm (Association democratique des femmes du Maroc) e Insat - pour femmes vicitmes des violence e mères célibataires dal Marocco.

     

    La ricerca:  Sarà l'occasione per presentare e discutere i risultati di una ricerca che Trama di Terre ha condotto nel 2008 sui matrimoni forzati in Emilia Romagna. Sono stati indagati i casi di 33 vittime, per la maggioranza donne, fatta eccezione per tre ragazzi. Il campione afferisce alle comunità pachistana, bangladesha e magrebina, quelle in cui più frequente è il ricorso al matrimonio imposto. "L'incidenza quantitativa del fenomeno epr ora non è grandissima - si legge nella ricerca - ma la prospettiva è quella di un suo aumento nel tempo con l'occultazione progressiva dei figli e delle figlie di immigrati alla facoltà di scelta del coniuge che caratterizza la cultura diffusa in Emilia Romagna attualmente, così come è avvenuto in paesi di più antica immigrazione come la Gran Bretagna o la Germania".
    Dunque più passerà il tempo, più i figli dei migranti vivranno in  un contesto di emancipazione, più esploderanno i conflitti in famiglia in cui non va dimenticato il ruolo delle madri, "figure centrali nelle famiglie che migrano e che rimangono schiacciate sotto l'enorme peso che le vuole educatrici-custodi di tradizioni e che le espelle e le colpevolizza se appoggiano le scelte di libertà delle figlie", si legge nella presentazione del convegno.

     

    Cosa fare?:  Se ne discuterà venerdì a Imola. Ma intanto le pratiche e la politica di Trama di Terre hanno permesso di individuare alcune problematicità nell'affrontare il tema dei matrimoni imposti da parte di enti e luoghi - pubblici e privati - che potrebbero svolgere un ruolo positivo, addirittura di prevenzione. Emerge, da parte degli operatori intervistati, una critica molto forte sia al taglio delle spese sociali che alla riorganizzazione dei servizi ("lo sportello unico è una genialata: l'assitente sociale che prima veniva dagli anziani piuttosto che dai minori, quindi specializzata, adesso si occupa di tutto"). Ma emerge anche la mancanza, soprattutto nello spazio del dibattito pubblico, di una maggiore informazione sul tema delle libertà femminili, che sia diretta anche alle seconde generazioni e alle madri delle famiglie migranti. Queste sonolo alcune delle riflessioni messe sul piatto da Trama di Terre.
    Per chi volesse approfondire, non resta che andare a Imola.


I COMMENTI:
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  • bozo4 ancora tu? c e qualcuno che conosce le tradizioni mussulmane,il corano ,o siamo tutti ignoranti?che palle..
    giusto mandiamo piu americani in afganistan, iraq, pakistan ecc,w le rivolte spontanee, soros il finanziere.. ma come siamo bravi o fessi...ue e la pena di morte negli usa? ma fammi il piacere...(parole in liberta) 30-05-2011 22:05 - gina
  • Sposa curda venduta in Germania a 15.500 Euro ?

    http://www.yidio.com/rtl-spiegel-tv---14-jhrige-kurdische-braut-verkauft-fr-15500-euro-/id/2325947692

    ma quante storie era solo dote dice la didascalia ... allora sarà per il casino
    scoppiato nei media tedeschi così a corto di prospettiva cosmopolita che i due
    non stanno più insieme ... però ... il padre della sposa sembra una persona
    tanto ammodo ... ed è impressionante come i reclami dello sposo somiglino a
    quelli di un qualsiasi consumatore tedesco questa sì che è integrazione ... la
    ragazza porta male i suoi 14 anni vero ? In fondo si sa le mediterranee
    raggiungono presto la maturità sessuale ... un ottimo spunto per una leggina
    italiana che abbassa da 18 a 14 anni il limite legale per sesso con donne
    giovani ... forse piacerà anche a Confindustria sempre in cerca di limoni da
    spremere scommetto che chi può fare sesso deve anche essere pronto per la catena
    di montaggio ... tanto per accoglienza alle identità culturali immigrate,
    svecchiare questo Occidente sclerotizzato dalla sua stessa arroganza ... 26-05-2011 12:51 - bozo4
  • Mi stupisce molto che nel convegno non sia prevista la partecipazione di organizzazioni delle comunità straniere locali, non necessariamente tutte laiche, che hanno preso una forte posizione contro i matrimoni imposti e le tragedie che ne derivano. Vi incollo il link al video fatto da Crossing http://www.crossingtv.it/video/generazioninazione/episodio-174-per-shenaz-e-nosheen alla fiaccolata tenutasi l'8 ottobre dell'anno scorso a Novi di Carpi, vicino Modena, quindi nella stessa regione in cui ha luogo il convegno. La fiaccolata a cui hanno partecipato 700 persone, la maggioranza pakistani, inclusi uomini, donne, ragazze e ragazzi, era stata organizzata dai comuni vicini e da organizzazioni pakistane in solidarietà con Nosheen Butt, ragazza pakistana che rifiutava un matrimonio opposto ed era stata brutalmente aggredita dal fratello e per la madre Begm Shnez, uccisa a sprangate dal marito per essersi schierata con la figlia. Un convegno che non prenda in considerazione le voci di comunità che si sono schierate contro questi atti criminali mi sembra molto incompleto perché non dà il dovuto peso alle spinte che esistono dal basso in queste situazioni e cerca di convogliare il tutto verso una gestione dello stato e delle culture "superiori" occidentali, come evocato in molti dei post precedenti 25-05-2011 23:55 - Pina Piccolo
  • Dai ragazzi smettiamola di raccontarcela per motivi ideologici. Il multiculturalismo ha fallito. Ha tentato, ha perso con onore, ma ha perso. Fine. Se non vogliamo bosnizzare l'Europa (guarda caso islamici di mezzo anche lì) dobbiamo espellere dal continente una gran massa di persone e blindare parzialmente le frontiere. Poi aiutare i bisognosi a casa loro con aiuti ed investimenti il loco. Vorremmo tutti un mondo migliore, ma questa è l'unica realtà perseguibile, le altre sono favole per bambini che portano al disastro. 25-05-2011 18:23 - Fabio
  • complimenti a bozo4 e al manifesto: sono questi i lettori tipo del vostro giornale? ma come siete caduti in basso! 25-05-2011 17:55 - asclepiadea
  • Signori miei dobbiamo finirla con questi politici del c...., se non covidiamo le loro idee o siamo comunisti o fascisti. Pensano solo a criticarsi tra loro e il nostro bel paese va in rovina. Extracomunitari che fanno quello che vogliono, magistrati che pensano di risolvere il problema ammorbidendo le pene, così tutti i deliquenti possono fare quello che vogliono. Non siamo stufi di queste persone che ci governano!!!!! mandiamoli a quel paese...... 25-05-2011 15:41 - tony
  • E Pisapia gi vuole pure dare il voto. Così i politici eviteranno di difendere le
    donne senò questi qua votano per la destra. 25-05-2011 14:52 - bozo4
  • Non si capisce che senso abbia oggi la parola "sinistra". In tutto il fanatismo
    pro invasioni migratorie propagandato dai media, i DIRITTI UMANI non sembrano
    fra gli scopi. Diversamente non si capirebbe il quasi silenzio dei media sull'
    osceno sostegno che lo sgozzamento di quella ragazza asiatica colpevole di stile
    di vita estraneo a quella identità culturale ha ricevuto dalla comunità di
    appartenenza. Sono diventati troppi ora fanno come gli pare. 25-05-2011 14:28 - bozo4
  • E' un argomento molto interessante. Ancora di più se ci fosse un breve accenno alla forzatura, inconscia o meno, di tanti matrimoni (o coppie) italiani.
    Cosa si è disposti a sacrificare per un briciolo di sicurezza? E' comunque per forza e non per amore 25-05-2011 14:17 - Anna
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