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Roberto Tesi
E il futuro sarà peggiore
Il sistema previdenziale è in equilibrio e le pensioni delle giovani generazioni non sono a rischio: parola di Antonio Mastrapasqua. Ma nel Rapporto annuale presentato ieri dal presidente dell'Inps c'è la conferma che l'equilibrio non si coniuga con l'equità e che milioni di persone sono a rischio di povertà: oltre la metà delle pensioni (il 50,8%) erogate dall'Inps, infatti, non arriva a 500 euro al mese. La quota sale al 79% se si considera la soglia dei 1.000 euro lordi mensili. Al di sopra di questa cifra c'è un 11,1% che incassa tra i 1.000 e i 1.500 euro mensili e al top un 9,9% il cui assegno mensile supera i 1.500 euro.
Come al solito a stare peggio è la popolazione femminile in generale con pochi anni di lavoro e retribuzioni mediamente più basse di quelle maschili. I dati Inps, infatti, segnalano che per quanto riguarda le pensioni da 500 a 1.000 euro mensili, continuano a prevalere le pensioni femminili con il 30,5% rispetto al 24,9% delle pensioni maschili. Ovviamente tutta altra musica per le pensioni di importo più elevato: le pensioni dei titolari maschi presentano pesi percentuali nettamente più significativi: il 18,9% tra i 1.000 e i 1.500 euro mensili (contro il 5,6% per le donne) e il 20,2% con importi superiori ai 1.500 euro mensili a fronte di appena il 2,6% per le pensioni erogate alle donne.
Dai numeri del rapporto emerge una crescita del 73% per quanto riguarda le pensioni di anzianità per le quali lo scorso anno sono stati liquidati 174.729 trattamenti a fronte dei 100.880 registrati nel 2009. La causa di questa esplosione delle pensioni di anzianità è semplice: la crescita ha seguito un anno, il 2009, nel quale a causa del passaggio dei requisiti da 58 a 59 anni a fronte di 35 di contributi il numero di pensioni di anzianità era stato molto basso. In pratica nel 2010 si è recuperato il «blocco» del 2009. Per quest'anno, invece, in presenza di un nuovo «scalino» con l'elevazione da 59 a 60 anni dell'età minima, ma anche per l'entrata in vigore della finestra mobile l'Inps prevede una nuova flessione. Secondo il governo, l'età di pensionamento per anzianità deve seguitare a salire anche se lo scorso anno l'età media dei nuovi pensionati è salita a 58,3 anni per i lavoratori dipendenti e a 59,1 per gli autonomi.
Accanto ai numeri più significati del Rapporto, da segnalare la dichiarazione di Mastropasqua secondo il quale «l'equilibrio e la stabilità raggiunte dal sistema non sono stati conseguiti a scapito delle giovani generazioni. La pensione ci sarà - ha sostenuto - anche per i giovani. Ma la qualità della loro pensione di domani si costruisce oggi, agganciata sempre più al destino del sistema paese». Ma anche il presidente dell'Inps ha lanciato un grido di allarme: la crescita economica è troppo bassa e in queste condizioni le pensioni future non saranno un granché. Mastropasqua ha anche lanciato un secondo messaggio: è necessario ribadire ai giovani e ai meno giovani che bisogna lavorare più a lungo e andare in pensione più tardi. Come ha specificato, la fuga dal lavoro è un approccio incompatibile con l'allungamento dell'età anagrafica. Poi ha aggiunto: «non è mai troppo presto per pensare alla pensione ma non è mai troppo tardi per lasciare il lavoro, anche quando è discontinuo e flessibile». Insomma, accontentatevi di bassi salari perché quando andrete in pensione starete ancora peggio. Non a caso il ministro del lavoro Maurizio Sacconi, intervenendo alla Relazione annuale della Covip, la Commissione di vigilanza sui Fondi pensione, che pure si è svolta ieri, ha sottolineato che «è sempre più importante, se non necessaria, per le giovani generazioni» la costruzione di una pensione integrativa. Ma ha evitato di spiegare come milioni di giovani possano costruirsela con gli stipendi di fame attualmente pagati.
Infine, dal Rapporto Inps emerge che nel 2010 sono cresciuti del 2,9% gli assegni di invalidità civile e complessivamente la spesa «in termini di pensioni, assegni e indennità» è stata «pari a 16,570 miliardi di euro» lo 0,7% in più dell'anno precedente.
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Vorrei che tutti i democratici e i cristiani di questo paese,con la collaborazione anche dei mussulmani e di tutti quelli che credono in DIO,invece di battersi il petto e pregare,si mettano a mettere in pratica la parola di DIO.Ogni chiesa dice che siamo tutti uguali.
Tutti i credenti sono fedeli alla parola di DIO.
Allora com'è che usciti dalle chiese,sinagoghe,moschee, si torna a essere i soliti menefreghisti?
Affermate le vostre religioni mettendo in preatica la parola di DIO!
Certo che se fosse per questi ipocriti,nessuno crederebbe in DIO!
Questo anche per quelli di sinistra.
Se veramente credete che essere di sinistra vuole dire,concordia,ugualianza,fraternità laica e atea,allora anche voi fate in modo di non essere come quel nano che vive come un faraone in una casa di cento stanze,in una Milano di pensionati a 500 euro al mese!
Agli altri,non ho nulla da dire,tanto non li cambia nessuno! 26-05-2011 17:55 - mauriziomariani
La proposta COBAS – INPDAP.
Miliardi e miliardi di euro concentrati nelle mani di una esigua minoranza di individui, esponenti di categorie molte volte improduttive rispetto ai bisogni della collettività: dirigenti pubblici e privati, manager, giornalisti, ufficiali delle Forze Armate, professori universitari assenteisti, politici … che ricevono stipendi e pensioni da favola senza produrre alcuna utilità per la società.
Illustriamo qui due proposte per ottenere una più giusta ripartizione del reddito, per recuperare le risorse finanziarie necessarie ad una società solidale ed attenta ai bisogni comuni.
Due proposte molto semplici e di immediata attuabilità per riprendere la ricchezza sperperata dagli speculatori finanziari, ed impedire che l’agiatezza di pochi sia costruita sulla disoccupazione, sulla povertà, sull’emarginazione. 26-05-2011 17:10 - ettore
ci sono pensioni da 10.000 a 90.000 euro mensili e riguardano circa due milioni di persone, per esempi il governatore dell banca d'italia o il signor Geronzi
se si fanno i conti sulla spesa previdenziale complessiva il 40% della spesa viene assorbito da quesi 2milioni di privilegiati.
se si proporrebe un tetto massimo di 5.000€ al mese ci sarebbe un risparmio di circa 30miliardi di € l'anno.
se vi sembra poci? 26-05-2011 16:58 - ettore
Noi vecchietti che abbiamo lavorato manualmente,ma senza mai rubare o usare le mani per attingerle nelle tasche del popolo.
Noi che siamo al minimo e che facciamo della nostra vecchiaia una tribolazione,diventando peggio di Tremonti, nel tagliare le spese familiari.Noi che per arrivare a sera,dobbiamo fare dei salti mortali con piroletta,peggio dei funamboli del circo Togni.
Noi che abbiamo sempre fame,anche quando ci riempiamo la pancia di latte da 50 centesimi e biscotti economici del discaunt.
Noi che non facciamo il Bunga Bunga,neanche con le nostre vecchie signore.
Noi che abbiamo un pacchetto di soldi da venti al mese e li dobbiamo dare via entro lo stesso giorno.
Noi siamo un pò incazzati e pentiti di aver lavorato una vita,per questa ricompensa.
Pensiamo che era meglio che morivamo da piccoli,che vivere una vita di merda DA VECCHI! 26-05-2011 16:27 - mauriziomariani
mi sembra che i sindacati europei hanno iniziato a fare qualcosa,qualcuno sa dare notizie? 26-05-2011 14:31 - kuntakinte