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Cinzia Gubbini
Campagne anti-pregiudizi, elezioni a parte
Prima spendiamo i soldi – circa 1 milione 400 mila euro - per promuovere una campagna che mira a proteggere le minoranze rom dalla discriminazione, in particolare dal linguaggio inferiorizzante e denigratorio utilizzato dai media e dalla politica. Poi arrivano le elezioni e i partiti della maggioranza di governo si tuffano a pesce nei peggiori stereotipi contro i rom. Un anno fa, il 7 giugno del 2010, c’era il ministro alle Pari Opportunità Mara Carfagna in persona a presentare la campagna “Dosta!” – che in lingua rom significa “Basta!” - promossa dal Consiglio d’Europa e che impegna tutti i paesi membri (e non solo l’Italia, per chi si starà già mettendo le mani nei capelli scoprendo che spendiamo dei soldi per migliorare la qualità della comunicazione nei confronti dei rom) a promuovere una visione dei rom più vicina alla loro realtà quotidiana e meno basata su stereotipi e pregiudizi.
Poi con le campagne elettorali città come Milano vengono tappezzate con manifesti con su scritto “Milano diventerà una Zingaropoli”, e a quanto si racconta – c’è persino un esposto in Procura – vengono assoldati figuranti travestiti da persone sporche a imitazione del peggiore stereotipo sui rom, che distribuiscono volantini pro-Pisapia.
Proprio per questo il presidente della Commissione diritti umani, Pietro Marcenaro, ha deciso di non stare a guardare e di prendere provvedimenti: oggi consegnerà un corposo dossier sulla campagna elettorale in corso nelle mani del vice segretario generale del Consiglio d’Europa Maud de-Boer Buquicchio che si trova a Roma per l’incontro delle Corti supreme dei paesi membri del Consiglio. Lo stesso verrà fatto con il presidente della Commissione diritti umani Thomas Hammaberg che arriverà in Italia domani. Insieme al dossier sulle elezioni, Marcenaro consegnerà anche quello sulla condizione dei rom e sinti in Italia. “La violenza di certe espressioni determina danni che non finiranno con i ballottaggi di domenica prossima – spiega Marcenaro - si vanifica un lavoro, come quello della Commissione diritti umani, che ha cercato di proporre su questo tema un terreno costruttivo e di confronto. Senza contare che si viene a contraddire lo stesso impegno che il governo aveva assunto con il lancio della campagna Dosta”. Un’altra “bella figura” internazionale.
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Durante le elezioni, poi, i più populisti puntualmente agitano lo spettro dei vari presunti indesiderabili e non integrabili, tra cui i rom stanno in cima alla lista...
Pertanto, tutto vero dunque...
Però è anche vero che i rom stessi fanno veramente pochissimo, in concreto, per "riabilitarsi" e migliorare la propria "immagine" (?!?), di fronte all' opinione pubblica!
Insomma, finchè continueranno a comportarsi come sempre, saranno sempre in cima alla lista dei "brutti, sporchi e cattivi" e permetteranno al solito ed immancabile razzista di turno, con qualche pur minima ragione - tutto sommato, di portarli ad eterno esempio negativo...
Isomma, è il classico esempio di "gatto che si morde la coda", per così dire: fintanto che le cose rimarranno come sono ora, assisteremo alle immancabili, ma quasi inevitabili - direi, accuse più o meno velatamente razziste verso di loro... 26-05-2011 18:31 - Fabio Vivian
incoscenti estremisti.
La tolleranza è la cosa più importante del mondo ma l' essere umano medio ha in
questo campo capacità limitate chiedergliene di più sortisce l' effetto
contrario, proprio per rafforzarla noi dobbiamo servirlo per quello che è oggi
non per quello che sarà fra 1000 anni.
Già i politici non riescono a curare una economia occidentale malata di AIDS
finanziario, e come risultato l' Europa spaventata diventa più razzista. Già
gli Stati occidentali devono sudare 7 camicie per cercare di evitare che gli
Ugandesi introducano la pena di morte per l' omosessualità; questo sforzo irrita
le suscettibilità africane, ci accusano di colonialismo culturale. Negli USA
sette cristiane appoggiano la invasione migratoria di Israele in
Cisgiordania. In Nigeria fanatici musulmani uccidono cristiani bruciandogli un
copertone al collo.
È una situazione delicata ed esplosiva e quale è la idea delle elite economiche
e religiose in tutto questo ? Milioni di emigranti africani verso l' Europa,
missionari cristiani in Africa, e moschee a Milano o in Svizzera. Come buttare
benzina sul fuoco della paura.
Una nuova Moschea a Milano o una nuova Chiesa cristiana al Cairo hanno sull'
indigeno medio lo stesso effetto: si sente come quando il dito del proctologo
gli entra nel sedere; anche quando è ateo, non fatevi illusioni! È un fenomeno
antropologico non possiamo farci nulla se non evitare di esagerare.
Ci vuole un accordo fra i popoli delle due sponde del Mediterraneo: nessuno
tenterà la invasione demografica o culturale; e chi se ne frega della crescita
economica, la vera fonte di ricchezza è non fare 7 bambini a famiglia. Solo così
la invasione militare (non migratoria! non religiosa!) della Libia appoggiata
dal Presidente Napolitano assumerà, come fu per l' Italia nel 1944, la valenza
libertaria e democratica che tutti ci auguriamo. 26-05-2011 16:43 - bozo4
si augura Moschee. È un combinaguai, vuole mettersi a fare il Robespierre ?
Io non sento la mancanza di Moschee a Milano o Chiese cristiane al Cairo, la mia
impressione è che queste cose piacciono ai padroni perché sperano di farsi ancor
più i loro porci comodi mettendo zizzania fra i popoli.
Il pianeta è già abbastanza complicato da permettere a lupi & furetti di
muoversi molto molto bene. Ma questo l'uomo della strada lo sa, sia a Milano
che al Cairo la gente non vuole troppa invasione culturale. E con buon motivo,
spesso per paura dell' altro i popoli per reazione si mettono a figliare come
conigli e fare massacri.
Vi rendete conto di quanti voti perde Pisapia per colpa dell' Accoglienza? Con
le elezioni Bersani in TV si vergogna delle fesserie che gli fanno predicare da
anni.
Io non capisco perché tutti noi che vogliamo toglierci dalle palle quel
mangiapane a tradimento di Berlusconi dobbiamo invece essere felici di avere fra
le palle gente che sistematicamente insegna ai figli a rubare o a far l'
elemosina invece di mandarli a scuola. O la smettono ... oppure tutto questo è
necessario alla loro sopravvivenza culturale ... beh allora non possono smettere
e la richiesta dell'ONU di tenerceli non è legittima.
Io mi sento simile agli zingari, per certi versi mi affascinano e credo che da
loro possiamo imparare. Ma sono come le tigri me li guardo su National
Geographic vicino casa non li voglio. 26-05-2011 14:15 - bozo4
Almeno i zingari quando rubano si limitano alle ruote delle macchine o a piccoli oggetti lasciati incustoditi.Quando operano gli abitanti di Berluscopoli,si fregano anche l'acqua.
I zingari sono ladri accattoni,che rubacciano per vivere nelle baracche e nei fossati.
Invece i berlucopolini,con quello che ci prendono,vivono in ville lussuose e si spartiscono miliardi...
Un mondo perfetto sarebbe senza berlusconi e zingari,ma questo è morto con Tito!
Dobbiamo accettare di vivere con capre puzzolenti,dato che abbiamo accettato il gioco democratico.
Quindi cari zingari,mettetevi l'animo in pace e fate posto anche ai berluschini che non possiamo metterli nelle camere a gas.
Non è democratico! 26-05-2011 13:17 - mauriziomariani