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FUORIPAGINA
25/05/2011
  •   |   redazione
    Un appello. Lasciateci entrare nei Cie

    Fora dai ball, giornalisti compresi. In Italia è di nuovo censura. Dal primo aprile una circolare del ministero dell'Interno (prot. n. 1305 del 01.04.2011) vieta alla stampa l'ingresso nei centri di identificazione e espulsione (Cie) e nei centri di accoglienza per richiedenti asilo politico (Cara). Il pretesto giuridico è la dichiarazione dello stato di emergenza per gli sbarchi. Un salto indietro di diversi anni, quando la direttiva Pisanu stabilì che nei centri di espulsione, che allora si chiamavano Cpt, nessun giornalista poteva entrare, se non al seguito di qualche delegazione parlamentare. Anzi pure peggio, perché oggi la stampa non può entrare nemmeno con i parlamentari. Chiediamo pertanto al governo di rispettare il diritto di cronaca e l'articolo 21 della Costituzione, che sancisce la libertà di stampa. La censura non può essere istituita con una circolare del Viminale. I cittadini hanno il diritto di essere informati. E la stampa di monitorare quello che succede nei centri dove in queste ore sono detenuti migliaia di cittadini tunisini in attesa del rimpatrio forzato.

     

    Guarda le foto di Andrea Sabbadini

     

    Primi firmatari

     

    Giovanni Maria Bellu, L'Unità

    Raffaella Cosentino, freelance (si è vista rifiutare l'accesso al Cie di Roma, vedi articoli su Redattore Sociale e Repubblica)

    Gabriele Del Grande, freelance, curatore di Fortress Europe (si è visto negare l'accesso al cie di Trapani e Brindisi e al Cara di Mineo)

    Stefano Galieni,Liberazione

    Cinzia Gubbini, il manifesto

    Alessandro Leogrande, autore fra l'altro di Uomini e caporali

    Stefano Liberti, il manifesto (ha chiesto l'accesso al Cie di Roma e al Cara di Mineo)

    Antonello Mangano, autore fra l'altro di Gli africani salveranno l'Italia

    Marco Rovelli, autore fra l'altro di Lager Italiani

     

    Hanno aderito


    Vilma Mazza e Sarah Castelli, Global Project (hanno chiesto l'accesso al Cie e al Cara di Gradisca)
    Nicola Grigion, Melting Pot Europa, (ha chiesto l'accesso al Cie e al Cara di Gradisca)
    Orsola Casagrande, il manifesto (ha chiesto l'accesso al Cie e al Cara di Gradisca)
    Ilaria Sesana e la redazione di Terre di Mezzo (hanno chiesto l'accesso al Cie di Milano)
    La redazione di Volontari per lo Sviluppo
    Radio Popolare Network

     

     


I COMMENTI:
  • ABBIAMO DIMENTICATO LE ATROCITA' COMMESSE DALL'UOMO BIANCO....................LA STORIA NON SERVE A NULLA ...MA PUNISCE TUTTI QUELLI CHE NON LA CONOSCONO............. 27-05-2011 09:34 - sergej
  • sono d'accordo nel permettere a tutti gli indignati speciali che hanno firmato l'appello di entrare nei centri di raccolta.
    Però, non vi faccio più uscire! 26-05-2011 22:20 - giovanni L.
  • La colpa è di quelli che fanno 7 figli e di quegli italiani che favorendo il
    restare di clandestini causano l' arrivo di molti altri.

    Il problema di fondo dei CIE è che sono troppo pieni, si risolve unendo le forze
    a livello europeo drenando i clandestini dal territorio UE ed espellendoli
    subito: questo abbasserà i flussi in ingresso e i CIE si svuoteranno, possiamo
    chiedere consulenza agli Svizzeri che devono prevenire clandestini italiani e
    tedeschi. Buona la idea di abolire Schengen o di far entrare i giornalisti nei
    CIE. 26-05-2011 21:53 - bozo4
  • Ma fatemi capire,cosa vanno a fare i giornalisti nei CIE.Forse quando c'era Hitler,si poteva entrare nei campi di concentramento?
    O si può entrare a Guantanamo?
    Come non è per i giornalisti sapere quanti morti hanno fatto le bombe alleate in Libia.
    Questi ficcanaso,vadano a ficcare i loro nasoni nelle case del Grande Fratello.
    Che si impiccino del terribile morbo del Punteruolo rosso, che tanti danni fa alle nostre palme.
    Perche devono entrare in posti dove stranieri approdati senza invito e abusivi,sono in soggiorno oblicato.
    Cosa vanno a interessarsi degli affari altrui!
    Quelli sono problemi del governo leghista e dei stati che li hanno fatti scappare!
    Non vi impicciate dei profughi,loro hanno i loro stati e fanno bene i nostri gendarmi a segrecarli come dei criminali!
    A quando affonderemo le loro barchette? 26-05-2011 19:59 - mauriziomariani
  • Salve!!!
    Vorrei farvi una proposta: considerato che non vi permettono di entrare nei centri di raccolta, perché non venite a casa mia? Intendiamoci, Io sono itliano; un italiano che ha iniziato la sua carriera lavorativa ancora prima dei diciotto anni, anche se per alterne vicende non ho potuto pagare i contributi regolarmante. Adesso, a sessant'anni compiuti e tre di disoccupazione alle spalle, senza alcun sussidio dallo stato, se c'è qualcuno tra di voi disposto a spendere una parola buona, vorrei essere recluso insieme agli immigrati, se non altro almeno un piatto di minestra mi sarà garantito.
    Ma no; lo capisco bene, di noi non ve ne frega una benemerita minchia, non facciamo notizia e siamo spariti nel diementicatoio. Per i mezzi di informazione i più disperati sono i cassintegrati e gli immigrati, noi non esistiamo nemmeno; alla salute! 26-05-2011 19:15 - Carlo
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