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Mario Agostinelli, Luciana Castellina Paul Ginsborg, Emilio Molinari
Caro Presidente, il voto non si neutralizza
Signor Presidente, il governo ha posto la fiducia in parlamento per esercitare, con modalità inedite, una forzatura al fine di far passare un decreto che "neutralizza" il referendum abrogativo della legge che ripropone il nucleare nel nostro paese. Tralasciamo qui ogni considerazione politica sul disprezzo con il quale la sovranità popolare viene umiliata nel nostro paese e non entriamo nel merito delle valutazioni giuridiche in base alle quali la Corte di Cassazione deciderà nella sua autonomia. Ci poniamo invece un problema che, pur nella sua ovvietà fin qui poco considerata, pensiamo sollevi una questione costituzionale.
Noi pensiamo che se il precedente inaugurato dal governo in questa occasione si affermasse, una espressione determinante della sovranità e del potere popolare - il referendum - sarebbe nel nostro paese di fatto liquidato. In una parola, se di fronte ad ogni richiesta di referendum avanzata dai cittadini ed accolta dagli organi istituzionali preposti la contromossa dell'esecutivo fosse un provvedimento a maggioranza di sospensione (per un breve periodo) della legge in questione, verrebbe sospeso anche il potere abrogativo o convalidativo di cui il popolo è titolare qualora si raggiungesse il quorum in regolari votazioni. Se poi il marchingegno per la prima volta introdotto nell'esperienza repubblicana viene addirittura accompagnato dall'intenzione dichiarata di riproporre la legge di cui si è chiesta l'abrogazione in un tempo successivo, quando si «saranno calmate le acque», il referendum diventerebbe un istituto a discrezione della maggioranza parlamentare, che i cittadini non potrebbero mai riprendere nelle loro mani.
Signor Presidente, la domanda non è di poco conto e non riguarda soltanto la sua facoltà di firmare o respingere un provvedimento. La Costituzione riconosce al Popolo italiano un solo mezzo per esercitare la propria volontà di cambiare le leggi espresse durante una legislatura dalla maggioranza dei parlamentari da lui votati. All'istituto del referendum sono stati posti dalla Costituente vincoli che si rivelano più stringenti nella situazione attuale, al punto da rendere il raggiungimento del quorum un fatto di per sé straordinario, se si considera la scarsa informazione che gli italiani residenti e quelli all'estero continuano a ricevere. Ma oggi, con il voto anomalo di sospensione e rimando di un Parlamento costretto alla fiducia, rischia di essere definitivamente "neutralizzato" .
Signor Presidente, noi possiamo rivolgerci solo a Lei, per chiederLe di prendere in esame in tutte le sue implicazioni la prospettiva da noi temuta. Fidiamo in una sua parola e in un suo intervento.
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Te credo che piagne........
Detto questo, l'appello al Presidente e' una formalita', il contenuto dell'appello e la sua circolazione conta.
Ecco: contiamoci :) 28-05-2011 06:20 - shangu
Competente a deciderne è infatti la Corte di Cassazione che dovrà anche stabilire se la eventuale ripresa del progetto nucleare potrà avvenire con un atto amministrativo della Presidenza del Consiglio,ovvero se si renderà necessario un nuovo passaggio parlamentare.
Non vi è dubbio comunque che il Governo si sia mosso per bloccare il referendum sul nucleare temendo una massiccia ed indesiderata partecipazione di massa che ora potrebbe anche non eserci,talchè andrebbero in gloria anche gli altri quesiti tra cui quello sul legittimo impedimento.Berlusconi sa bene infatti che non può rischiare uno smacco popolare in aggiunta ad una possibile sconfitta sul voto amministrativo.E quindi se soltanto pochi mesi fa il cavaliere minacciava il voto anticipato,con sicumera e baldanza,ora egli teme il giudizio dei cittadini,forse sospettando che essi potrebbero essersi risvegliati dal sogno delle favole.Il premier però sa anche che la giustizia lo incalza e che il solo modo per aggirarla è la permanenza a Palazzo Chigi che potrebbe consentirgli anche di mettersi in lista per il dopo Napolitano.
Ed ecco quindi il cambio di strategia,imposto pure dal clamoroso fallimento della campagna elettorale,almeno per il 1°turno.Questa volta Berlusconi ha scelto un contesto internazionale,non solo e non tanto per attaccare la magistratura,quanto per dichiararsi vittima innocente di una ostinata persecuzione giudiziaria.A dirla tutta non è stata una felice idea perchè in ogni altro Paese,e soprattutto negli Stati Uniti,il cavaliere non avrebbe potuto allestire un laboratorio legislativo per paralizzare anche uno solo dei processi,questo perchè altrove,e
vale per tutti,sono soltanto le sentenze che condannano o assovono per cui non è ammesso nè sottrarsi al processo e meno che mai autoassolversi con proclami sgangherati.
La Cassazione potrà anche ritenere non più necessaria la consultazione referendaria,ma su Berlusconi pesa come un macigno l'aver tolto la parola ai cittadini,con il risultato che gli sarà poi difficile continuare ad invocare una sovranità popolare,che la vigente legge elettorale si è già incaricata di cancellare.
Ad horas sapremo se gli aventi diritto al voto si sono presentati al ballottaggio,
lasciando a casa il cervello,come teme Berlusconi.
E se il timore dovesse diventare certezza,può darsi pure che si possa voltar pagina. 27-05-2011 23:52 - antonio
In altre parole la situazione relativa ai quesiti referendari è semplicemente demenziale …..
Siamo in presenza di un presidente del consiglio e di un governo che si dichiarano eletti dal popolo, ma hanno il terrore di essere giudicati dai loro elettori e dal popolo stesso ………
E’ evidente che il boicottaggio dei referendum da parte di berlusconi & C., ha lo scopo di aggirare l’ostacolo, perché gli stessi si propongono, vista la mal parata, di attuare successivamente i loro propositi criminosi, riguardanti nucleare e privatizzazione dell’acqua, nonché di evitare all’attuale premier il giudizio dei rappresentanti della giustizia oltre che dell’intero popolo italiano …….
Oltre a ciò il dibattito riguardante in particolare il nucleare e l’acqua, come si può seguire nei mass media, si presenta come un assurdo tira e molla, dal quale, data la qualità intellettiva della platea che assiste alle dispute, hanno buone possibilità di aggiudicarsi il round, ma non l’intero incontro,
gli eletti da parte di coloro che da essi vengono impunemente sfruttati …… 27-05-2011 22:11 - Un atomo per amor di Dio
Da qulche anno,in Italia si fa del tutto per non far passare i referendum.
Non sarà che anche a lei piaccia un popolo che stia zitto e con la testa nel fango!
Certo che l'impressione che lei ci da è brutta,brutta! 27-05-2011 16:06 - mauriziomariani