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Domanda del giorno: gusti politici e musicali coincidono?
A sostegno dei vari candidati impegnati nei due principali ballottaggi scende in campo la musica. O meglio sarebbe dire che i comitati elettorali di Moratti e Pisapia a Milano, come quelli di Lettieri e De Magistris a Napoli, arruolano cantanti capaci di esercitare un certo appeal sull'elettorato, per i concerti conclusivi delle rispettive campagne. Talvolta l'ingaggio avviene a insaputa degli stessi artisti, come dimostra il caso di Saba Anglana, che si è ritrovata suo malgrado nel cartellone della serata per Letizia Moratti ed è stata costretta a smentire energicamente («sono per l'accoglienza, io») la sua presenza. D'altro canto è difficile capire cosa c'entri Kid Creole, annunciato nello stesso programma, con il sindaco uscente di Milano. Più probabile che sia stato assoldato da un'agenzia e che ignori la causa per la quale dovrà spendersi. Assai più «naturale» e motivato l'impegno di Gigi D'Alessio a destra e quello di Roberto Vecchioni a sinistra. Ma se invece che di politica si parlasse di musica, la scelta di campo sarebbe altrettanto automatica? Ovvero, è così scontato che un elettore di PIsapia o di De Magistris debba preferire le canzoni di Vecchioni a quelle di D'Alessio?
Orientamenti politici e retroterra culturali a parte, meglio Vecchioni o meglio Gigi D'Alessio?
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vedo che mi hai, affettuosamente, tirato in ballo sulla domanda posta dal Manifesto "volete voi D'Alessio o Vecchioni." La domanda è perspicace e mica d apodo, nasconde implicazioni assai più profonde del gioco che può sembrare. Non è un caso che poi leggendo i commenti dei lettori si cade nello sconforto abituale in cui versa un povero disgraziato che pensa che nonno Marx ha ancora qualcosa da insegnarci.
E' impressionante il numero di commenti che parte dal presupposto che D'Alessio, ad esempio, non ha nulla a che vedere ne con la musica ne con l'arte, ed ovviamente non può assolutamente partecipare ad una competizione con un maestro della poesia come Vecchioni.
C'è il piccolo problemino che D'Alessio rappresenta un esercito di cameriere, bariste, lavandaie, sciampiste, commesse che hanno molto a che vedere con buonanima mia madre e molto poco, ad esempio, con una principessina (Carelli Caracciolo….) entusiasta sostenitrice del candidato di sinistra e che su fessbuk mi aggrediva perché io sono astensionista.
Ancora più impressione fanno tutti quelli che se la prendono con i neomelodici, per loro semplicemente estensione musicale della camorra. perché volgari e feccia di Napoli. Sfugge a questi illuminati "compagni" che buona parte del proletariato del sud (i neomelodici se li ascoltano fino a Palremo) si identifica in testi che parlano di gravidanze a 17 anni e latitanze, o di fratelli in galera. Difficile in ogni caso che si possano identificare in un testo di Jovanotti o di Vecchioni.
Quindi devo dedurre che la compagneria di oggi è disinteressata a quello che un avvolta chiamavamo cultura di classe, o popolare, devo trarre le conclusioni che la compagneria è convinta che il cambiamento, la rivoluzione la debbano fare principesse, magistrati e industriali che giustamente hanno il buongusto di ascoltare Capossela e guardare Moretti.
De Martino è praticamente vissuto per nulla.
Ora fa specie che però, mentre il dibattito Vecchioni-D'Alessio ha riempito le pagine dei quotidiani e delle bacheche di fessbuk, altrettanto non sia accaduto riguardo alla questione che Cesare Romiti e Alessandro Profumo sostengono Pisapia, e a Napoli l'ex presidente di Confindustria D'Amato sostiene De Magistris. Non una parola, non una domanda, non un punto interrogativo.
Posto che la compagneria, nel 2011, ancora non ha imparato dal passato che non esistono poteri buoni, mi chiedo, ma almeno la musica la sa ascoltare? Conosce Tarantella Guappa di Freddi Scotti? esche quando parla di neomelodici qualche rapporto con la cultura popolare di sempre lo dovrebbe fa….
Ma forse è troppo impegnata a chiedere scusa ad Obama per le figuracce del nostro Silvio nazionale, se vai sulla bacheca fessbukiana del governo americano è un fiorire di "Sorry, Mr President, Silvio don't speck in my nane", tutte faccine con i quattro si al referendum o "voto Pisapia", qualcuna addirittura con la kefir. Lisciano lo stesso tizio che l'altro ieri schiaffeggiava i Palestinesi e oggi bombarda Tripoli.
Ah, già, Tripoli, argomento che non ha l'appeal delle orgiaste di Silvio o delle campagne amministrative.
Ma il succo del problema è questo: io a ventanni mi facevo illuminare da Demetrio Stratos o da Claudio Lolli sulla strategia politica? E Oreste Scalzone o Pietro Ingrao si facevano vedere abbracciati a Piero Ciampi per far capire qual era il loro programma politico? 28-05-2011 19:58 - daniele
Fiumicino 28 maggio 2011, h. 1.46 am. Mario R. Zampella 28-05-2011 01:48 - mario r. zampella
Se si Murolo e Gragnaniello cosa sono? 27-05-2011 23:12 - Alfonso.S.
E la domanda è posta malissimo: non state chiedendo; Vi piace di più la Roma o la Lazio ma ciò che rappresenta l'uno o l'altro.
Perchè niente più della musica rappresenta una idea.
Come scrive un altro lettore Wagner in Israele si o no, e il Country?
E il tip tap che nasce dagli schiavi negri in catene?
Niente più della musica esprime dolore, rabbia o speranza, concetti banali e superficiali o il niente di adesso.
Donatella Castellucci 27-05-2011 22:48 - donatella castellucci
Infatti, la domanda che mi sorge subito spontanea è la seguente: chi usa chi? Ovvero, è il politico che cerca di manipolare il cantante ed appropriarsi dei suoi successi, per propinare la solita razione di mezzi di “distrazione di massa“ (ovvero: “panem et circenses”) al popolino più retrivo e sprovveduto? Oppure, magari, è il cantante stesso, a sua volta in cerca di pubblicità e di notorietà riflessa, che sarebbe pronto a tutto, persino a dichiararsi “supporter” di quella certa fazione / partito per cui poi sale sul palco – quando magari della politica non gliene potrebbe fregare di meno!, pur di esserci e poter così avere un palcoscenico molto più ampio di quello cui potrebbe normalmente ambire?
Per me un cantante si valuta indipendentemente dalla sua posizione politica; ci sono ottimi cantanti “impegnati”, ma anche numerosi bidoni che salgono agli onori delle cronache più per appoggi, comparsate e concerti para-simil-elettorali, per l’ appunto, che non per meriti propri.
Allo stesso modo, ci sono anche cantanti e canzoni ritenuti, a torto o ragione, molto più “leggeri” che però sono comunque apprezzabili lo stesso.
Insomma, ho sempre ammirato le varie forme d’ arte, musica leggera compresa, molto più per quello che sono e rappresentano genuinamente c non per i possibili risvolti culturali / simbolici / politici, che pure potrebbero sottintendere e suggerire…
Nel caso in specie, poi, non è che entrambi mi entusiasmino particolarmente: mi sembra infatti che ci sia in giro molto di meglio, sia di Vecchioni che di Gigi D’ Alessio.
Se dovessi buttarne giù uno dalla torre, sceglierei sicuramente D’ Alessio, che veramente conosco poco e quel poco mi dice ancor meno…
Infine, io non andrei mai ad un concerto “elettorale”del genere, ma trovo tristissimo ed assurdo che si arrivi a dover annullare un concerto per minacce, insulti ad altre “amenità” simili… Sebbene si tratti di una vicenda del tutto minore (ma, spesso, si può capire moltissimo anche dalle piccole cose…) anche questo è un altro chiaro sintomo di malessere, declino, accanimento ed impazzimento generale: “mala tempora”… 27-05-2011 20:21 - Fabio Vivian
Sembra un sondaggio del tg1, o uno scherzo. E se è uno scherzo: (a) non fa ridere (b) almeno sul manifesto mi aspetto di leggere qualcosa di serio, non barzellette (anche se vanno di moda...).
Siccome adesso mi girano un pochino... chiudo tutto...e metto su la 5a di Mahler. 27-05-2011 20:17 - A
Il grande Rino Gaetano, durante la sua troppo breve esistenza terrena, era guardato con sufficienza dalla sinistra perché ritenuto poco impegnato, anzi scanzonato. Invece più lo conosci e più ti accorgi che era il più profondo, il più dissacrante e coraggioso della sua epoca, tanto che impiegheremo ancora parecchio prima di trovare, riconoscere, comprendere tutti i messaggi in bottiglia che ci ha lanciato nei versi delle sue canzoni.
Quanto a D'Alessio come musicista non lo considero proprio e mi astengo dal commentare. Semplicemente è il più affermato tra i neomelodici, i cantautori della camorra: come chiamereste altrimenti uno che mette come co-autore di un suo brano un boss, per pagargli il pizzo via SIAE? 27-05-2011 17:39 - Alessandro B.