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FUORIPAGINA
24/05/2011
  •   |   Cristina Piccino
    i registi filmano i segni del cambiamento

    Il titolo ancora non c'è ma i registi milanesi sono già in azione. Obiettivo: un film collettivo su Milano che documenta la settimana prima del ballottaggio fino al giorno delle elezioni. Il progetto, che nasce intorno all'associazione Filmmaker, vede la partecipazione di tutte le generazioni di cinema in città, da Silvio Soldini a Chiara Brambilla, Marina Spada, Bruno Bigoni, Giuseppe Baresi, Paola Piacenza, Alberto Saibene, Carlotta Cristiani e molti altri
    «L'idea ci è venuta di fronte ai risultati del primo turno» dice Bruno Oliviero, filmaker, tra i promotori del progetto. «Mi è sembrato che mostrassero il segno di un possibile cambiamento in tutta Italia, era nostro dovere raccontarlo».
    Le telecamere cercano dunque i luoghi e i protagonisti di questo cambiamento. E anche per questo, piuttosto che i due candidati sindaco, Pisapia e Moratti, più difficilmente disponibili al di fuori dall'agenda istituzionale, il film punta a livello politico su Stefano Boeri, il più votato nella lista pd, e il capogruppo leghista al comune Matteo Salvini, che in caso di vittoria di Moratti dovrebbe essere il vicesindaco. «Ci sembrava che fossero i rappresentanti delle due parti capaci di esprimere posizioni meno ufficiali, al cui interno è più evidente il senso del cambiamento che ci interessa. Boeri ci spiega come si svilupperà la città nei prossimi anni, sia che lui ne sia responsabile che no, Salvini rappresenta il volto nuovo della lega che sta tra istanze estremistiche che piacciono a molti militanti e il realismo del politico che vuole governare».
    Qual è la prima impressione di questi giorni dopo gli attacchi del centrodestra? «La questione della moschea e dell'Islam fa presa, ma alle balle i milanesi non credono più. L'atteggiamento più diffuso a desstra è di chi si sente tradito» dice Oliviero.
    «Non abbiamo in mente un film di propaganda ma una testimonianza - dice Marina Spada - Comunque vada è iniziato un cambiamento perché i milanesi si sentono abusati dalla gestione autoritaria della città di questa classe politica. Con Pisapia si è visto un ritorno del lavoro collettivo. Tante persone che conosco e che avevano abbandonato il fare politica si sono rimboccate le maniche, c'è stato un coinvolgimento importante delle donne, non ricordo una campagna così partecipata da tempo».
    Anche per Marina Spada, regista, docente alla Scuola del cinema di Milano, dove allena e giovani talenti, la scommessa di Milano riguarda l'Italia intera. «Qui sono nati il fascismo, il craxismo, da qui è cominciato il crollo della prima repubblica, e ora speriamo anche della seconda ...».
    Intanto la campagna per Pisapia esce dai confini nazionali. Una lettera aperta in suo sostegno arriva da Amos Gitai: «Guardo con grande partecipazione quando accade a Milano ... Speriamo che riesca a uscire dall'oblio» scrive il regista israeliano, che conosce bene il nostro paese - ha seguito la campagna elettorale di Alessandra Mussolini a sindaco di Napoli nel '93. «Solo con questo cambiamento ci sarà l'ondata in grado di rigenerare l'Italia che amiamo tanto».


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