sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
27/05/2011
  •   |   Luisa Betti
    Le donne, vittime ovunque. Amnesty fa mezzo secolo

    Per i suoi 50 anni Amnesty International brinda alla libertà in tutta Italia: sabato 28 e domenica 29 maggio in molte città italiane concerti, spettacoli, reading, daranno vita allo Human Rights Tour 50° per la quinta edizione delle Giornate dell’attivismo di una delle più grandi organizzazioni in difesa dei diritti umani. Le giornate arrivano a ridosso del rapporto annuale che Amnesty ha presentato due settimane fa a Roma su quali siano le condizioni globali riguardo le violazioni di diritti civili, politici, sociali, culturali ed economici con 98 paesi coinvolti in forme di torture e maltrattamento, 54 in processi iniqui, prigionieri di coscienza in 48, limitazioni della libertà d’espressione in 89, e 67 paesi in cui sono state emesse condanne a morte, 23 dei quali hanno dato luogo a esecuzioni.

    Ma scorrendo il pesante volume del 2011 c’è un primato che spetta inequivocabilmente alle donne: per la quasi totalità dei paesi citati nelle 800 pagine è presente la voce che fa riferimento a diritti riproduttivi negati, lesione dei diritti sessuali ma soprattutto a discriminazioni, più o meno gravi, maltrattamenti e violenza contro donne e ragazze.

     

    Con le conferenze internazionali della metà degli anni ’90 la comunità internazionale ha cominciato a valutare lo stupro come crimine contro l’umanità e la violenza sessuale sulle donne è stata riconosciuta come una grave lesione dei diritti umani a livello internazionale, un fatto molto importante che però non ha cancellato i problemi di genere”, dice Christine Weise, presidente della sezione italiana di Amnesty International che si sofferma con noi a parlare di donne, ragazze, bambine, vittime di crimini e abusi gravissimi che non sempre trovano voce sui media e che l’informazione spesso tende a trascurare.

    “Malgrado la situazione legislativa generale sia migliorata – continua Weise - ci sono ancora tantissime donne che vivono in assenza totale di diritti fondamentali e paesi in cui non solo non viene punita la violenza e l’abuso nei confronti delle donne ma dove, in materia di diritto di famiglia, divorzio, istruzione, eredità, salute, le donne sono ancora tagliate fuori. Tutt’oggi in Iran, per esempio, permangono regole rigidissime sull’abbigliamento femminile, in Medio Oriente e in altre parti del mondo rimane il delitto d’onore e il matrimonio forzato, in Indonesia la maggior parte delle donne non accede ai servizi sanitari, in America Centrale e Messico i dati riferiti al femminicidio, molti in seguito a stupri, sono allarmanti, in altri paesi dell’America Latina c’è un’assenza totale della parità riproduttiva: in Nicaragua è stato reintrodotto il divieto di interrompere la gravidanza anche in caso di pericolo di vita della madre o di stupro anche se minorenne”.

     

    Per completare questo agghiacciante elenco ecco alcuni dati del volume: nella Repubblica del Ciad le violenze sessuali continuano a essere perpetrate con larga impunità da membri delle comunità, gruppi armati, forze di sicurezza e nella maggior parte dei casi documentati si tratta di bambine; nella Repubblica Democratica del Congo le donne e le ragazze continuano a essere stuprate in massa da gruppi armati ma anche da forze di sicurezza e polizia nazionale con copertura da parte di ufficiali superiori, e spesso i responsabili individuati sono lasciati fuggire dal personale carcerario; in Guinea Bissau, in aprile, una ragazza di 15 anni è stata picchiata a morte dalle donne del suo villaggio, nella regione meridionale di Tombali, per essersi rifiutata di sposare un uomo molto più vecchio di lei mentre due ragazze nigeriane, che in febbraio erano state fermate e messe in carcere in custodia per un anno, sono state ripetutamente stuprate e sono rimaste incinte durante la detenzione. E se infine ad Haiti continuano gli stupri all’interno e nei dintorni degli accampamenti, ufficiali e non, senza nessuna protezione sulle donne e senza adeguate indagini sui colpevoli, la situazione che più di tutte fa un salto nell’oscurità è quella in Papua Nuova Guinea dove esiste non solo la poligamia e il prezzo della sposa, ma dove le donne possono essere accusate di stregoneria e per questo maltrattate, violentate e uccise: ad aprile un ambulatorio di Lae ha riferito della presenza di 200/300 pazienti vittime di stupri, percosse e aggressioni con coltelli, mentre a settembre, negli Altopiani Occidentali, una madre di 4 figli è stata legata, interrogata, torturata e bruciata viva dopo essere accusata di stregoneria.

     

    Ma i diritti negati nei confronti delle donne non sono una realtà che riguarda solo l’Africa o le sperdute aree asiatiche o l’America Latina, perché anche nella civilissima Europa le donne non sono tutelate: leggendo il rapporto si apprende con sgomento dell’esistenza di una legge che in Danimarca prevede che “se lo stupratore sposa o prosegue la relazione matrimoniale o l’unione viene registrata con la vittima dopo lo stupro, la pena viene ridotta o condonata”; e non è finita perché in questo Paese del Nord Europa solo il “20% degli stupri denunciati arrivano a una condanna mentre la maggioranza dei casi viene chiusa dalla polizia o dal pubblico ministero e non arriva mai a processo”; mentre per esempio in Spagna, secondo il Ministero della Salute, delle Politiche sociali e delle Pari opportunità, si registra un aumento delle donne uccise per mano dei loro partner, in un quadro complessivo europeo (che nel rapporto comprende anche parte dell’Asia centrale) di continuo dilagare della violenza contro donne e ragazze tra le mura di casa “indipendentemente dall’età e dal gruppo sociale d’appartenenza.

    “Il problema delle violenze sulle donne – spiega Weise - è che in molti casi vengono consumate in un ambito nascosto, dove le stesse vittime fanno fatica a denunciare. Anche in Occidente la donna ha paura e stenta a segnalare un marito o un partner violento, e questo succede perché in molti casi si rischia che la vittima diventi a sua volta imputata e quindi emarginata e incompresa. Troppo spesso i casi vengono archiviati e la maggioranza delle donne non riceve giustizia anche in Europa: una prassi che avviene anche dove apparentemente vi è una parità tra i sessi in ambito politico, sociale e anche economico. In questo senso la violenza domestica è un problema in molte parti del mondo, e anche se è vero che la povertà ostacola e rende difficoltoso l’accesso al denaro da parte delle donne, e quindi all’autonomia che evita una dipendenza totale dall’uomo, quello della violenza sulle donne è un fenomeno globale e succede anche nelle famiglie senza problemi economici. L’unico modo di agire, secondo me, è creare un numero sufficiente di centri per le donne, anche straniere, ma soprattutto un accesso facilitato alla protezione e al rispetto dei diritti di genere”.

     

    Qualcosa di nuovo però si è respirato ed è stato durante le rivolte in Medio Oriente, un vento impetuoso dove le donne hanno preso la parola e sono scese in piazza senza paura dimostrando una forza dirompente che ha dato vita a movimenti di massa contro regimi e contro la povertà, e coprendo ruoli decisivi all’interno di dibattiti e riunioni di protesta, tanto che il rapporto di Amnesty dedica un parte esclusiva alla trasformazione in corso in quest’area e soprattutto in Egitto, dove le donne che avevano partecipato attivamente alle rivolte siano state, in un secondo momento, emarginate ed escluse dai processi decisionali: “Nella primavera mediorientale – conclude Christine Weise - le donne che sono scese in piazza dicevano di sentirsi finalmente libere, di essere protagoniste, anche se quello che poi è successo dopo, per esempio in Egitto, sono stati episodi terribili come test di controllo della verginità, con abusi sulla dignità e delle donne. Malgrado questo, credo che queste donne abbiano dimostrato di avere la forza di lottare e di cambiare le cose”.



I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • Sarei per espellere i cretini accompagnati dai furbi, mandandoli su Marte però. 30-05-2011 10:50 - top
  • difatti nell america latina sono aumentati gli omicidi di mariti o uomini da parte di donne 29-05-2011 21:12 - laica
  • bozo4 secondo me o prevochi oppure sei cretino,fumato? non si capisce niente di quelo che hai nel cervello.. 29-05-2011 21:05 - lulu
  • Gli USA stanno riequilibrando le componenti etniche immigranti, più europei e
    meno latinoamericani. Quando in Italia avremo finalmente espulso i clandestini
    avremo comunque, credo, milioni di persone per le quali fermare una donna per
    strada e controllare se è vergine, presumo comunicando il responso al padre o al
    fratello maggiore, è la cosa più normale di questo mondo.

    Non potremmo bloccare la immigrazione da Africa e Medio oriente? Ad eccezione di
    asilo politico per oppositori e donne rigorosamente NON vergini? 29-05-2011 11:10 - bozo4
  • Ci attirano di piu' le storie un po' purulente e trucule per cui gli stupri in un villaggio o la mutilazione del clitoride in una tribu' hanno un eco molto maggiore di una intera nazione "amica", l'Arabia Saudita, che non ha mai ancora permesso alle donne di guidare l'automobile perche' cio' porta vizio e corruzione. 29-05-2011 10:52 - Pingi
  • Caro Ugo,
    "amnesty a volte sbaglia e serve interessi politici, comunque il suo lavoro in generale è meritorio" è quello che dicono tutti. È qual'è il criterio per distinguere? Quando criticano i "nostri"? Ma è proprio l'essere criticata da tutti que fa di Amnesty un gigante.
    A volte mi stupisco nel vedere la sinistra così disorientata. È come se mancassero punti di riferimento. Ma abbiamo Amnesty International, la nostra bellissima Costituzione, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani!! E statisti come Mandela e Lula che hanno unito la nazione intorno a questi Diritti. E sappiamo tutti con quali splendidi risultati!!
    Molto meglio della combriccola di dittatori-massacratori, non è vero??
    W Amnesty International e complimenti per il suo lavoro inestimabile. 28-05-2011 23:47 - mario burgassi
  • @mario: cito testualmente "la Cnn ha annunciato di aver parlato con Eman al Olbeidy la quale ha riferito di essere riuscita a lasciare la Libia e a rifugiarsi in Tunisia grazie all’aiuto di un ex colonnello dell’esercito di Gheddafi. La donna ha lasciato il Paese a brodo di un veicolo militare con un documento da rifugiato ed è stata prelevata da diplomatici europei che l’hanno trasferita in un rifugio a Tunisi. Eman al Olbeidy continua però a temere per la propria vita e spera a questo punto in un aiuto del governo occidentale".
    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Libia-Cnn-fuggita-in-Tunisia-donna-che-denuncio-stupro-ad-opera-militari_311992783119.html 28-05-2011 21:06 - top
  • Cara Tiziana Gamanossi,

    vorrei sapere se gli oppositori a Gheddafi hanno o hanno avuto altrettanta libertà di manifestare. Poi, visto che sei lí, ti spiacerebbe informarti sulla situazione della donna che coraggiosamente andò davanti ai giornalisti a denunciare lo strupo subito dalle milizie di Gheddafi? O magari ci dai la tua parola d'onore che era tutto falso e quella donna era in realtà un agente provocatore (suicida) della CIA. 28-05-2011 17:41 - mario burgassi
  • MANUEL ZELAYA EX PRESIDENTE DELL'HONDURAS STA RIENTRANDO CON UN TRIONFO DI POPOLO PER LE STRADE
    ALL'AEREOPORTO DI TEGUCIGALPA...con la garanzia del presidenti di Colombia Santos e del Venezuela Chavez....SCACCO AI GOLPISTI PROTETTI DAL BUON OBAMA PROTETTORE E BURRATTINAIO DELL'IMPERO DEI FANTOCCI GOLPISTI HONDUREGNI..i golpisti sono ancora al potere ma questo e'un primo passo per spazzare via i mafiosi dell'impero!!!!
    A DIFESA DEI DIRITTI UMANI ORA IN DIRETTA DA WWW.LA RADIODELSUR.COM OPPURE WWW.TELESURTV.NET DALL'HONDURAS 28-05-2011 17:36 - carlos
  • amnesty a volte sbaglia e serve interessi politici, comunque il suo lavoro in generale è meritorio, non fosse che per la quantità di informazioni che ci dà su quanto è terribile il mondo dietro la facciata. 28-05-2011 17:02 - ugo
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI