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Domanda del giorno: No Tav, il gioco vale la candela?
«Non arretreremo di un centimetro dalle nostre posizioni e difenderemo dignità e territorio con tutti i mezzi disponibili». Tornano i cantieri in val di Susa e riesplode la protesta dei No Tav, determinati a impedire che si faccia il tunnel che dovrebbe portare il treno in Francia. La lotta dei determinati valsusini fa riesplodere tutte le contraddizioni legate alle cosiddette grandi opere. E pone una serie di questioni rilevanti.
Innanzitutto, si tratta di una giusta protesta contro uno scempio ambientale oppure il gioco vale la candela, nel senso che è preferibile sopportare una ferita a un territorio pur di avere un sistema di trasporto veloce, efficiente e tutto sommato meno inquinante dei tir e delle auto che attraversano quotidianamente la valle e intasano le autostrade? Ancora: si tratta di una lotta a carattere generale (contro le grandi opere e l’idea di "sviluppo" che è legata a essa) o di una versione radikal della cosiddetta Sindrome Nimby (non nel mio giardino)?
Alla fine dei conti, chi ci guadagnerà: i cittadini che potranno arrivare più rapidamente in Francia e a Parigi o le imprese che lucreranno per anni sugli appalti? Infine, i No Tav possono essere considerati un esempio virtuoso di democrazia a chilometro zero?
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L'atteggiamento pre-scientfico, anzi anti-scientifico ce l'ha chi rimette in discussione delle piccole conquiste dei nostri giorni, come le rivendicazioni dei No-TAV, da cui, a prescindere dai possibili localismi, tutti dovremmo riuscire a trarre insegnamenti nell'opposizione a pratiche politiche ed economiche che passano sulla testa e le vite delle persone senza alcuna giustifcazione reale che non sia il profitto per pochi. Affermare con sicurezza che la terra ruota attorno al sole, scandalizzandosi di fronte a chi rimette in discussione la questione non mi pare essere pre-scientifico. 31-05-2011 23:35 - Mario
Anche solo ipotizzare che ci possa essere una discussione sulla TAV e' blasfemia. Per questa gente la TAV e' il demonio e non bisogna interrogarsi in modo razionale sui costi/benefici. Strano modo di ragionare, lasciatemelo dire, di tipo pre-scientifico. Mi sembra di leggere qualche invasato religioso, solo che al posto di qualche divinita' immaginaria vi sono i demoni dell'intolleranza.
I costi/benefici vanno calcolati sull'insieme della societa', in questo caso europea, e non sulle (poche) conseguenze negative di una valle, con tutto il rispetto per i vallegiani. Inseguire la Lega sul terreno delle Piccole Patrie e' il suicidio della Sinistra. 30-05-2011 08:18 - Ahmed
Saluti. 30-05-2011 08:10 - bruno di+prisco
Comunisto-democrati perbenisti, finite sempre per mandare a fanculo tutto. Avranno trovato i borghesi un altro canile al di fuori del fascismo?
Solidarietá e resistenza! No tav. La libertá non ci fa paura! 30-05-2011 00:01 - alco
Per aggiungere un'idea su questa "montagna di soldi", parliamo di circa 20 miliardi di € solo per i. tunnel: la UE ne darebbe solo 1 di miliardi, gli altri li mettono Francia (circa 4) e Italia (più di 15).
La prima cosa da fare è potenziare la linea attuale, poi valutare davvero se e quando ci sarà la richiesta di trasporto merci prevista.
Ci pensate a che senso abbia spostare merci da Lisbona a Kiev? Ci stiamo battendo per una società "a km 0"!!!
Aggiungo, perché purtroppo le ragioni del NON alla TAV sono su tutti i fronti, che in questi ultimi anni (almeno l'ultima decina, ma credo ancora di più) lo scambio di merci, e non solo attraverso la ferrovia ma in generale, attraverso questa frontiera è diminuito!
Senza dubbio, NO TAV. 29-05-2011 22:10 - Paolo Bravi Mori
In val Susa si è sperimentata per anni una democrazia viva e partecipata, che è stata capace di passare dalle rivendicazioni localistiche ad una visione generale dei problemi che travagliano il territorio italiano, facendo crescere collettivamente un movimento di persone giovani ed anziane che non ha eguali in Italia. Non vi va bene nemmeno così? 29-05-2011 17:56 - massimo