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Domanda del giorno: No Tav, il gioco vale la candela?
«Non arretreremo di un centimetro dalle nostre posizioni e difenderemo dignità e territorio con tutti i mezzi disponibili». Tornano i cantieri in val di Susa e riesplode la protesta dei No Tav, determinati a impedire che si faccia il tunnel che dovrebbe portare il treno in Francia. La lotta dei determinati valsusini fa riesplodere tutte le contraddizioni legate alle cosiddette grandi opere. E pone una serie di questioni rilevanti.
Innanzitutto, si tratta di una giusta protesta contro uno scempio ambientale oppure il gioco vale la candela, nel senso che è preferibile sopportare una ferita a un territorio pur di avere un sistema di trasporto veloce, efficiente e tutto sommato meno inquinante dei tir e delle auto che attraversano quotidianamente la valle e intasano le autostrade? Ancora: si tratta di una lotta a carattere generale (contro le grandi opere e l’idea di "sviluppo" che è legata a essa) o di una versione radikal della cosiddetta Sindrome Nimby (non nel mio giardino)?
Alla fine dei conti, chi ci guadagnerà: i cittadini che potranno arrivare più rapidamente in Francia e a Parigi o le imprese che lucreranno per anni sugli appalti? Infine, i No Tav possono essere considerati un esempio virtuoso di democrazia a chilometro zero?
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E' vero: c'e' chi ci lucra sopra, le decisioni sono state prese senza consultare le popolazioni interessate, si investe sulla TAV e non si investe sulle normali linee di trasporto ferroviario...
Ma mi sembra sbagliato combattere la TAV insieme a queste distorsioni.
Certamente, il territorio italiano e' piu' difficile di altri territori, abbiamo una densita' di abitazione alta, anche in zone montane, ma non e' credibile che in tutta europa si possa costruire la TAV e in Italia no.
Geri Steve 29-05-2011 08:59 - Geri Steve
Massima solidarietà ai Valsusini! 28-05-2011 23:34 - luigi
Crediamo veramente che la TAV servirà al trasporto merci (così da decongestionare il traffico su gomma)?
Crediamo veramente che impiegare un'ora in meno per arrivare a Parigi sia motivo sufficiente per devastare un territorio?
La ferrovia che collega Torino alla Francia c'è già: risistemiamola e sfruttiamola al meglio, e vedremo che della TAV possiamo fare tranquillamente a meno. 28-05-2011 23:34 - enzo lanciano