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FUORIPAGINA
28/05/2011
  •   |  
    Domanda del giorno: No Tav, il gioco vale la candela?

    «Non arretreremo di un centimetro dalle nostre posizioni e difenderemo dignità e territorio con tutti i mezzi disponibili». Tornano i cantieri in val di Susa e riesplode la protesta dei No Tav, determinati a impedire che si faccia il tunnel che dovrebbe portare il treno in Francia. La lotta dei determinati valsusini fa riesplodere tutte le contraddizioni legate alle cosiddette grandi opere. E pone una serie di questioni rilevanti.

     

    Innanzitutto, si tratta di una giusta protesta contro uno scempio ambientale oppure il gioco vale la candela, nel senso che è preferibile sopportare una ferita a un territorio pur di avere un sistema di trasporto veloce, efficiente e tutto sommato meno inquinante dei tir e delle auto che attraversano quotidianamente la valle e intasano le autostrade? Ancora: si tratta di una lotta a carattere generale (contro le grandi opere e l’idea di "sviluppo" che è legata a essa) o di una versione radikal della cosiddetta Sindrome Nimby (non nel mio giardino)?

     

    Alla fine dei conti, chi ci guadagnerà: i cittadini che potranno arrivare più rapidamente in Francia e a Parigi o le imprese che lucreranno per anni sugli appalti? Infine, i No Tav possono essere considerati un esempio virtuoso di democrazia a chilometro zero?


I COMMENTI:
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  • Si la domanda è posta in maniera imperfetta. Per un'ora risparmiata di trasporto possiamo tranquillamente forare e devastare un territorio. Abbiamo anche troppo devastato il nostro ex Bel Paese. Ne abbiamo dei disastri ambientali a cui porre mano. Sviluppo come è stato inteso fino ad oggi ( e Bersani è più o meno uguale agli altri) ci ha regalato questo mondo. Dobbiamo cominciare a porvi rimedio o perire. Pd e la destra sono oramai acciecati. 29-05-2011 09:01 - carlo carlucci
  • Io credo che sia sbagliato associare necessariamente alla TAV la mala gestione della cosa pubblica.

    E' vero: c'e' chi ci lucra sopra, le decisioni sono state prese senza consultare le popolazioni interessate, si investe sulla TAV e non si investe sulle normali linee di trasporto ferroviario...
    Ma mi sembra sbagliato combattere la TAV insieme a queste distorsioni.

    Certamente, il territorio italiano e' piu' difficile di altri territori, abbiamo una densita' di abitazione alta, anche in zone montane, ma non e' credibile che in tutta europa si possa costruire la TAV e in Italia no.

    Geri Steve 29-05-2011 08:59 - Geri Steve
  • Il Manifesto ha una grande voglia di essere accolto tra i figliol prodigo pentiti che tornano nella casa madre del giornalismo dei ben pensanti Naturalmente moderati e di destra Complimenti!! 29-05-2011 08:41 - pietro ancona
  • secondo me, dopo avranno la tav, i tir e le auto. 29-05-2011 08:10 - angelo
  • perche e stata impostata male la domanda? 29-05-2011 06:48 - silvia
  • In un momento di restrizioni, che senso ha, spendere tanti soldi per un opera inutile. Visto che c'e'un binario esistente.Per ricuperare qualche minuto non si bada a spese!!!Ai valsusini la mia solidarieta',TENETTE DURO!!!!!!!!! 29-05-2011 06:40 - Giuseppe
  • Nessuno dice che i soldi li darebbe l'UE e che non facendo la TAV perdiamo sia i soldi, sia il lavoro nei cantieri. E in questo momento farebbero comodo entrambi. La differenza con le osteggiate discariche nel napoletano è che lì le alternative ci sono, mentre l'asse ferroviario TAV o passa per Susa o non si fa. Prendiamone atto, gli italiani, al nord o al sud, sono tutti uguali. 29-05-2011 01:23 - turigen
  • spero stiate scherzando...OVVIO che è una lotta che vale la pena fare. I Valsusini non stanno difendendo solo sè stessi ma tutto il paese: da un modello di sviluppo folle, da un'opera costosissima che rischia di portare le finanze del paese al tracollo, da un'opera inutile che va a scapito del molto più necessario (per la popolazione) trasporto locale.
    Massima solidarietà ai Valsusini! 28-05-2011 23:34 - luigi
  • La domanda è messa male. Quella giusta, a mio avviso, sarebbe: la TAV è necessaria oppure no?
    Crediamo veramente che la TAV servirà al trasporto merci (così da decongestionare il traffico su gomma)?
    Crediamo veramente che impiegare un'ora in meno per arrivare a Parigi sia motivo sufficiente per devastare un territorio?
    La ferrovia che collega Torino alla Francia c'è già: risistemiamola e sfruttiamola al meglio, e vedremo che della TAV possiamo fare tranquillamente a meno. 28-05-2011 23:34 - enzo lanciano
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