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redazione
En plein: vincono Pisapia, De Magistris, Zedda. E' festa
Aggiornamento:
Milano ha un nuovo sindaco, è Giuliano Pisapia. Dopo 17 anni la "capitale del nord" torna ad essere nelle mani del centrosinistra. E di un centrosinistra che non ha "specchi nazionali". L'avvocato ha vinto le primarie sconfiggendo il candidato del Pd Stefano Boeri. Ma in questi mesi di campagna elettorale i due hanno lavorato in tandem e l'avvocato Pisapia è riuscito a tenere insieme un centro sinistra che, evidentemente, vive nelle persone anche se non nei partiti.
Pisapia si attesta al 55,1%. Letizia Moratti e la sua campagna al veleno restano al palo: uno sconfortante 44,89%, meno che al primo turno. C'è da giurare che a destra è già cominciata la resa dei conti.
Ma intanto per i supporter di Pisapia, per la città di Milano che ha creduto nell'avvocato e nella sua "forza gentile", è entusiasmo, festa, gioia. Il teatro Elfo Pucci è di nuovo vestito di arancione come durante il primo turno, ma la felicità è alle stelle: dopo quindici giorni passati a tenere tutto sotto controllo finalmente è il momento della festa. Tra pochi minuti Pisapia andrà in teatro a dire qualche parola. Poi tutti in piazza Duomo, dove è stato allestito un maxi schermo. Avvistati al teatro dell'Elfo: Roberto Vecchioni, Paolo Rossi, don Colmegna, Susanna Camusso. LA FESTA IN PIAZZA DUOMO (da youreporter.it)
Napoli: Le prime parole del magistrato che ha conquistato Napoli: "Sono emozionato ma ero sicuro di stravincere". Il dato non è ancora definitivo perché siamo metà dello scrutinio, ma Luigi De Magistris avrebbe battuto Gianni Lettieri con un distacco di dieci punti, attestandosi sul 65%. Un risultato incredibile, considerando che De Magistris è sceso in campo da solo, nel suo caso il Pd aveva lasciato in campo anche un "contendente" (il prefetto Mario Morcone) e che in questi quindici giorni di campagna elettorale, nonostante le dichiarazioni ufficiali del Pd, si è sempre sussurrato che non tutto il partito di centrosinistra si sarebbe recato volentieri a votare per De Magistris. Dall'altra parte, poi, Gianni Lettieri era un avversario temibile: imprenditore, uno con le "mani in pasta" sul territorio, e secondo le voci "delfino" del potente (e inquisito) Nicola Cosentino. I napoletani hanno detto no alle scorciatoie e hanno gridato al paese la loro voglia di cambiamento, di novità, mettendo il destino della città - certo una città complessa - in mano a una persona emblema - non soltanto per i suoi proclami, ma per la sua biografia - della legalità. De Magistris ha anche ricevuto una telefonata dal presidente della Repubblica giorgio Napolitano, cittadino illustre di Napoli, in cui il neosindaco ha ribadito il suo impegno per uan rinascita della città. LE SPERANZE DI NAPOLI
Cagliari: Altra città sotto ai riflettori era Cagliari, sia per l'improtanza che ricopre ma anche perché enlla città sarda era andata in scena la stessa identica dinamcia di Napoli e Milano. il giovane Massimo Zedda, 35 anni, dirigente di Sel aveva battuto alle primarie il candidato del Pd, creando molti malumori a sinistra. Ma, di nuovo, il resposno delle primarie è stato vincente: a sezioni quasi scrutinate Massimo Zedda è il nuovo sindaco di Cagliari e batte l'avversario Massimo Fantola, sostentuo dal Pdl, di ben 17 punti: lui si è attestato al 59,42%, mentre Fantola si è fermato al 40,57%. Zedda ha già ricevuto la telefonata di congratulazioni di Fantola.
Trieste: Ma anche a Trieste è stato battuto Antonione, vittima delle divisioni interne della destra - dove al primo turno Lega e Pdl hanno corso separati - Roberto Cosolini (ex assessore della giunta regionale Illy) ha vinto con il 57,51%. Anche la Provincia di Trieste va al centrosinistra, ma si tratta di una riconferma: Maria Teresa Bassa Poropat, candidata del centrosinistra, è stata riconfermata alla guida della provincia di Trieste, con il 58,67%. Battuto lo sfidante del centrodestra Giorgio Ret, che ha raggiunto il 41,33%.
Novara: Andrea Ballarè sostenuto da tutto il centriosinistra espugna con il 52,9% un bastione della destra. A Novara perde il candidato della destra che si ferma al 47,1%.
Gallarate:
Anche qui una vittoria incredibile, perché Gallarate è un po' il simbolo della supremazia della destra, soprattutto della Lega, tant'è che Edoardo Guenzani, il nuovo sidnaco , ha detto: "Saranno possibili delle aperture alla Lega, perché una forza che ha preso il 30% di voti al primo turno è giusto abbia una visibilità in città".
Si è votato in 88 comuni di cui 13 capoluoghi di provincia: Milano, Novara, Varese, Rovigo, Rimini, Grosseto, Napoli, Cosenza, Crotone, Trieste, Pordenone, Cagliari e Iglesias. Per eleggere i presidenti di sei amministrazioni provinciali si è tornati al voto nelle province di Vercelli, Mantova, Pavia, Trieste, Macerata e Reggio Calabria. Si è votato invece al primo turno in Sicilia per eleggere i sindaci in 27 comuni; unico capoluogo coinvolto è Ragusa. Gli elettori coinvolti sono 397.001. Dalle 15, concluse le operazioni di voto, è iniziato lo scrutinio. Immediatamente pubblicati i risultati degli "intention polls", i sondaggi dell'ultimo momento realizzati da Digis per Sky tv il 27 e 28 maggio: dai dati risulterebbe un vantaggio di Pisapia a Milano e di De Magistris a Napoli, con un margine di 3-4 punti percentuali. Ma, come detto, per avere una conferma occorre aspettare quantomeno le proiezioni e poi i risultati reali.
Riflettori accesi sulle due "sfide" più importanti: Napoli e Milano, i cui risultati avranno un sicuro effetto nazionale. Ma c'è anche un'altra sfida importante: quella di Cagliari, dove il giovane Zedda potrebbe ridare speranze alla sinistra sardaCi siamo, da stamattina alle 8 sono aperti i seggi per il ballottaggio che segue il primo turno delle amministrative di due settimane fa. Mai, o almeno chissà da quanto tempo, elezioni amministrative sono state seguite con tanto interesse. Chiaro che la "volata" la tirano i ballottaggi di Napoli e Milano. Nella "capitale del sud" si sfidano l'imprenditore Gianni Lettieri (per il Pdl) e l'ex magistrato Luigi De Magistris (per il centrosinistra). Nella "capitale del nord" il sindaco uscente Letizia Moratti (Pdl) dovrà recuperare sette punti sul candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia. In molti ritengono che se in queste due città - ma la partita, è bene ricordarlo, è ancora aperta - dovesse prevalere il centrosinistra, il segnale sarebbe chiarissimo: il "ciclo" berlusconiano è ormai finito. Ma c'è anche un'altra città il cui risultato elettorale è sicuramente interessante: Cagliari. Qui a sfidare Massimo Fantola, del Pdl, c'è il giovane dirigente di Sinistra ecologia e libertà Massimo Zedda. che al primo turno ha avuto una vertiginosa affermazione personale.
Ma è giusto ricordare che non esistono solo Napoli e Milano. Sono 6.605.806, cioè poco più del 10% degli italiani (gli aventi diritto al voto in Italia sono circa 48 milioni), gli elettori che dovranno scegliere il proprio sindaco, o il proprio presidente di Provincia. Si vota in 88 comuni di cui 13 capoluoghi di provincia: Milano, Novara, Varese, Rovigo, Rimini, Grosseto, Napoli, Cosenza, Crotone, Trieste, Pordenone, Cagliari e Iglesias. Per eleggere i presidenti di sei amministrazioni provinciali si torna al voto nelle province di Vercelli, Mantova, Pavia, Trieste, Macerata e Reggio Calabria. Ma c'è anche chi va, invece, solo al primo turno. Succede in Sicilia, dove la tornata elettorale non è stata giocata "in sincrono" con il resto del paese. Qui si vota per eleggere i sindaci di 27 comuni; unico capoluogo coinvolto è Ragusa. Gli elettori coinvolti sono 397.001. I seggi rimarranno aperti fino alle ore 22 e riapriranno domani alle ore 7 fino alle 15. Dopodiché cominceranno gli scrutini. E a sera sarà piuttosto chiaro - salvo inceppi - chi avrà conquistato il posto di sindaco.
Ultimi fuochi a Milano: Mentre a Napoli la giornata di ieri è stata una vera giornata di silenzio elettorale a Milano, dove nelle ultime settimane abbiamo assistito a una serie di colpi veramente bassi (Pisapia ha presentato un esposto contro la segnalazione di figuranti vestiti da rom - nel senso di male e sporchi, come nel migliore die pregiudizi - o di gente apparentemente ubriaca 'assoldata' da qualcuno per volantinare a suo favore), non sono mancati gli ultimi tentativi di infangamento. Ovviamente ad aprire la bocca a sproposito è stata la sindaca uscente Letizia Moratti. Moratti ha infatti accusato Pisapia di non aver rispettato il silenzio elettorale, perché l'ufficio stampa del candidato di centrosinistra aveva diffuso un comunicato per ricordare la morte di Walter Tobagi, ammazzato dalle Br il 28 maggio 1980 proprio a Milano. Una ricorrenza molto sentita in città, inoltre Pisapia - come è noto - si è persino dovuto difendere dall'accusa di fiancheggiare "i terroristi". Subito dopo il comunicato Moratti ha diramato una nota, costruita ad hoc per cercare di montare il caso: "Di questa evidente violazione delle regole e dei comportamenti da tenersi nella giornata di 'silenzio elettorale' - ha dichiarato la candidata di centrodestra - intendo informare il Capo dello Stato Giorgio Napolitano auspicando le garanzie istituzionali affinchè la competizione elettorale in corso si concluda serenamente e nel rispetto delle norme della convivenza civile. Di questo ho già informato il Prefetto di Milano per quanto di sua competenza diretta". Strategia di comunicazione scopertissima. Moratti tenta di indossare - all'ultimo minuto - la casacca del rispetto delle regole, quella che finora è appartenuta esclusivamente a Pisapia, che è dovuto ricorrere pure al questore per denunciare "il clima di tensione e il tentativo di infangare il mio nome". Ma il bello è che il rispetto delle regole deve essere una cosa che riesce proprio difficile a Mpratti e ai suoi, persino riconoscerle. Infatti, mentre l'ex sindaco rampognava Pisapia, lei se ne andava - ovviamente senza parlare di politica - in giro per oratori e teatri. In una di queste visite era anche stata contestata, perché quella sì che è un'evidente violazione delle regole elettorali. Come ha sottolineato il portavoce di Pisapia: "Letizia Moratti dovrebbe conoscere l'articolo 9 della legge 212 del 4 aprile 56, e successive modificazioni, che regolamenta il silenzio elettorale. Se lo avesse letto non avrebbe disturbato né il Prefetto né tanto meno il Capo dello Stato e viceversa avrebbe evitato di girare la città tra teatri e oratori nel giorno in cui sono vietate come recita il comma 1 dell'articolo citato, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta in luoghi pubblici o aperti al pubblico".
La sfida dei due Massimi: in Sardegan Massimo Fantola (Pdl) e Massimo Zedda (centrosinistra) si contendono il municipio di Cagliari. Una partita improtante, perché qui, in una terra che sta scontando gravemente la crisi economica, con un centro sinistra finito a carte quarant'otto dopo la sconfitta di Soru e l'elezione a presidente della Regione del ragioniere di Berlusconi Ugo Cappellacci, il giovane Massimo Zedda ha riacceso una luce di speranza. Zedda ha trent'anni, è un dirigente di Sel e ha stravinto le primarie superando di ben 12 punti il candidato del Pd, il senatore Antonello Cabras. Ma non solo, al primo turno il giovane Zedda ha superato anche se di pochissimo il potente candidato della destra (45,15 contro 44,71) ma soprattutto ha confermato la sua consacrazione personale, superando del 15% la sua coalizione. Ha insomma dimostrato che anche chi non vuole più votare i partiti, magari alle urne si reca per esprimere appoggio a una persona che sappia conquistare la fiducia, rappresentando - anche, e forse soprattutto, a sinistra - una faccia e un linguaggio nuovi. Oggi e domani si disputa insomma una partita importante. Determinanti saranno i voti non soltanto degli astenuti al primo turno, ma anche di Fli (5%) che ha lasciato libertà di voto e degli indipendentisti di Sardinia Natzione, che hanno guadagnato al primo turno il 2,54%. Dura la posizione del partito indipendentista: "Invitiamo gli elettori ad astenersi - ha detto - entrambi i candidati sono la stessa faccia di un potere nazionale che ci vuole sudditi".
Lo speciale del manifesto (clicca QUI): In attesa di conoscere il responso delle urne vi proponiamo uno speicale sui ballottaggi di Napoli e Milano: trovate interviste a Annamaria Testa, Giovanni Cesareo che parlano di Milano e della campagna "sporca" della destra, a Antonio Latella, Maurizio de Giovanni e Enrica Amaturo, sulla campagna elettorale di Napoli, sulle speranze riposte in De Magistris e sulle promesse di Lettieri. Inoltre articoli e approfondimenti. ma anche video per entrare nel cuore di una tornata elettorale che potrebbe esser storica per l'Italia.
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Link: http://selacapo.net/new/la-voce/2011/05/30/pisapia-e-de-magistris-non-deludete-i-vostri-elettori/ 30-05-2011 17:38 - Raffaele
che col loro ripopolamento fascista della penisola vogliono sprofondarci in un
Medioevo neoliberista. 30-05-2011 17:32 - bozo4
La gente vuole cambiare e vuole fare politica. Fare politica, non gironzolare senza prospettive. Speriamo che i due nuovi sindaci di Milano e Napoli siano all'altezza e le cariatidi del PD spazzate via. Un'onda lunga non si ferma facilmente. 30-05-2011 17:15 - Murmillus
Link: http://selacapo.net/new/la-voce/2011/05/30/pisapia-e-de-magistris-non-deludete-i-vostri-elettori/ 30-05-2011 16:49 - Raffaele
Io dico che anche questa volta, troppi italiani sono corsi al seggio per votare!
Ma se lo sono meritato,questo voto?
Ma siamo contenti di questa classe politica di destra e di sinistra che nel paese litiga solo per il loro potere?
In un paese dove c'è una Milano del futuro al centro e una Milano di morti di fame in periferia!
Ma se lo meritano che i napoletani,vadano ancora a votare,invece di prendere per il collo Berlusconi Iervolino e tutta quella accozzaglia di delinguenti che li fanno navigare nella monnezza?
Il voto è un diritto.
Ma non è meglio che una strada pulita sia un diritto?
Avere delle idee politiche è sintomo di democrazia,ma non è ancora più indice di democrazia che queste idee siano frutto dell'espressione del popolo,che nessuno vuol far parlare.Vedi lo scippo dei referendum!
Parlano di democrazia,ma i greci antichi,se vedessero le strade piene di disoccupati,le scuole abbandonate e l'arte violata da un ministro che fa solo pessime poesie,cosa direbbero di questa democrazia?
I giovani fanciulli venivano traviati da Socrate!
Oggi le giovani fanciulle vengono traviate da ben altri Socrate! 30-05-2011 10:40 - maurizio mariani
Bisogna rispettare il silenzio elettorale, ma allora si può commentare l’articolo?
Nell’indecisione resto a bocca chiusa e scrivo solamente (in silenzio) …….
Mi sembra che quei politici milanesi destrorsi, più che politica stiano facendo qualcos’altro e che quel qualcos’altro non sia un qualcosa di molto lecito o che comunque non dovrebbe esserlo : vediamo (in silenzio) ….. 29-05-2011 19:52 - Arci stufo