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FUORIPAGINA
30/05/2011
  •   |   redazione
    Napolitano: "Unità e indivisibilità della Repubblica"

    «È motivo di viva soddisfazione il fatto che tali celebrazioni siano caratterizzate da una straordinaria e calorosa partecipazione di cittadini, a conferma dell'esistenza di un forte e diffuso sentimento di unità nazionale, prezioso per suscitare quel nuovo grande impegno collettivo di cui il Paese ha bisogno nell'attuale difficile situazione economica». Los crive il rpesidente della Repubblica giorgio Napolitano ai prefetti italiani, in occasione del 2 giguno, festa della Repubblica.

     

    Unità (contro il federalismo): "L'unità e l'indivisibilità della Repubblica sono punti di riferimento essenziali", sottolinea il presidente. Che da diversi mesi ormai, facilitato ovviamente dalla ricorrenza del 150enario dell'unità d'italia, va sottolineando quel "sentimento" diffuso, che coinvolge moltissimo le giovani generazioni complice anche l'impegno delle scuole per la ricorrenza dei 150 anni, e che - ma questo il presidente non lo dice, ci mancherebbe - rappresenta nei fatti anche una distanza "popolare", al nord e al sud, contro il cavallo di battaglia ideologico della Lega: il federalismo.il federalismo resta invece il progetto che la Lega deve protare a casa per continuare a giustificare l'appoggio al governo Berlusconi, mentre anche Draghi nel suo discorso alla Banca d'Italia ha lanciato un monito alla troppo facile "digregazione" del paese: «Il federalismo fiscale può aiutare - afferma - responsabilizzando tutti i livelli di governo, imponendo rigidi vincoli di bilancio, avvicinando i cittadini alla gestione degli affari pubblici. Due condizioni sono cruciali: che i nuovi tributi locali siano compensati da tagli di quelli decisi centralmente e non vi si sommino; che si preveda un serrato controllo di legalità sugli enti a cui il decentramento affida ampie responsabilità di spesa».

     

    Napoli e Milano: Il tutto mentre le elzioni amministrative non hanno soltanto decretato la fine di un ciclo berlusconiano, ma simbolicamente, e anche sostanzialmente, hanno unito il paese da nord a sud: Milano in mano a giuliano Pisapia, Napoli in mano a Luigi De Magistris. Due personaggi diversi per biografia, storia e profilo personale. Ma inevitabilmente "collegati" da un'avventura che ha avuto moltissimi tratti comuni. Che certo ha chiamato un voto contro Berlusconi, ma che potrebbe anche rappresentare un'alternativa alle scorciatoie facili del federalismo leghista.


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