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FUORIPAGINA
03/06/2011
  •   |  
    Droghe, l'Onu: "Legalizzare". E ora, che succede?

    Colpo di scena al Palazzo di Vetro dell'Onu. Una commissione internazionale per le politiche sulle droghe formata da personalità di alto livello (tra gli altri ci sono l'ex segretario generale delle Nazioni unite kofi Anna, l'ex segretario generale della Nato e ministro degli esteri Ue Javier Solana, il premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa) ha dichiarato attraverso un documento ufficiale il totale fallimento delle politiche globali improntate al proibizionismo e alla repressione, invitando i governi ad "assumere modelli di legalizzazione delle droghe" con particolare riferimento alla marijuana e all'ecstasy. In modo così da "indebolire il potere delle organizzazioni criminali  e salvaguardare la salute e la sicurezza dei cittadini". Dall'Italia è arrivata subito scontata, ma non meno sconcertante, la risposta del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e capo del Dipartimento delle politiche antidroga che ha liquidato il rapporto come una "baggianata".

     

    La nostra domanda: il documento presentato dalle Nazioni unite cambierà le politiche globali sulle droghe o il tabù proibizionista resterà tale.


I COMMENTI:
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  • W il consumo responsabile di cannabis, purtroppo lo stato probisce anche questo. Legalizzare per dare uno schiaffo a giovanardi che riempie di menzogne questo paese... 03-10-2011 00:29 - hope
  • questa notizia e' Epocale.
    Ora quanti anni ci vorranno per sovvertire la mentalita' di chi ha il cervello inquadrato?

    In Italia alle prossime elezioni chi approfittera'? 06-06-2011 00:50 - vagabondo
  • io dico che forse non e' giusto legalizzare le droghe dove si e' constatato che e' mortale.. ma la marijuana ? e' mai morto qualcuno? perche' non legalizzarla?.. se e' peggio l' alcool? non e' forse giusto generalizzare e legalizzare tutto.. ma su una cosa naturale come la ganja non ci dovrebbero essere proibizionismo.. dato che si e' scoperto che ha anche poteri curativi... 05-06-2011 18:18 - vito
  • in brasile hanno appena creato una droga che costa 2 dollari dopo poche ore l effetto svanisce e ti fa venire una paura tremenda.
    costa poco e accessibile a tutti e ti fa morire dopo un anno.a rio ne stanno parlando tantissimo perche la vendono per extasy ma non lo é..che mondo di merda!! .. 04-06-2011 22:40 - io
  • capisco che si ha contro un mostro con innumerevoli ramificazioni e connivenze, ma è la prima volta che sento una dichiarazione del genere e questo fa ben sperare 04-06-2011 19:54 - dax
  • e ci voleva la commissione internazionale dell'onu deh...bastava chiede a me glielo dicevo "legalizza vai che fa bono'!!" 04-06-2011 18:06 - V
  • PENSATE CHE LA CUPOLA MONDIALE DEL NARCOTRAFFICO PERMETTERA' LA LEGALIZZAZIONE DELLE DROGHE???

    saremmo tutti degli ingenui se pensiamo che l'impero del liberismo dellla guerra e della droga lasciasse questo enorme affare che sorregge le finanze internazionali
    La cocaina in particolare che proviene dalla Colombia E' LA DROGA PERFETTA DI QUESTO OSCURO E VIOLENTO MILLENNIO... serve per distruggere il tessuto sociale,
    la polverina bianca ha invaso come un virus tutti i paesi,in Colombia alcuni parlono da tempo della CUPOLA MONDIALE DEI COSIDDETTI DODICI APOSTOLI una super organizzazione internazionale di cartelli colombiani messicani italiani e soprattuto yanquis e dei governi liberi e dell'est europa.. migliaia di tonnellate di coca e crack (bazuco in Colombia) partono in centinaia di containers per tutto il mondo sotto gli occhi ed i radars degli invincibili investigatori dell'impero..ogni tanto gli stessi narcos regalono qualche centinaio di chili alle polizie od all'esercito...
    La Colombia e' il piu prezioso e fido alleato degli yanquis e degli europei!! che dire per otto anni ha governato
    Narco Uribe..."varito" come lo chiamava Pablo Escobar suo grande sponsor quando la CIA lo iscriveva numero 82 tra i narcos del cartello di Medellin piu potenti nel lontano 1993.
    Poi Varito divenne presidente della Colombia pur essendo mafioso num.1 e presidente di un regime che ha sterminato tra esercito e paramilitari migliaia di colombiani....
    L'occidente del mondo libero ed i difensori dei diritti umani puntellarono con cia e mossad le bande di narcos e paramilitari che comandano ancora in Colombia,miglior alleato dell'impero...
    MENTRE MIGLIAIA E MIGLIAIA DI TONNELLATE DI POLVERE BIANCA impestano il mondo e le finanze dell'impero vanno a gonfie vele....
    intanto questa droga impazza ovunque OVVIAMENTE CREANDO:SOLITUDINE,DISIMPEGNO VIOLENZA,PARANOIA,AGGRESSIVITA,ASOCIALITA' TOTALE ED ONDATE DI STRAGI MORTI FOSSE COMUNI COME IN MESSICO E COLOMBIA ...E PORTANDOSI APPRESSO LA FAMA DI DROGA MALEDETTA MANDATAGLI DAGLI INDIOS DELLE ANDE CHE DA MIGLIAIA DI ANNI BEVONO IL TE ALLA COCA E MASTICANO LA FAMOSA FOGLIA (ne parlo' il mantegazza)E CHE CREDONO CHE LA POLVERE BIANCA PORTA "MALA SUERTE"
    credo che studiando e riflettendo sul disastro della politica mondiale,si possa gia definitivamente capire LA CINICA,SPIETATA E MAFIOSA POLITICA DELL'OCCIDENTE SULLA DROGA....
    OTRO MUNDO ES POSIBLE 04-06-2011 13:48 - carlos
  • La cosa strana è che è considerato più grave fumare una normale sigaretta che drogarsi.
    La cosa non quadra tanto. 04-06-2011 13:19 - Prialo
  • LEGALIZZAZIONE DELLE DROGHE
    L’intuizione profetica del leader radicale – dopo cinquant’anni di diatribe stizzose, milioni di giovani morti e intossicati, di carceri affollate, di centri filantropici (speculativi) per irrecuperabili, di gangsterismo spietato e sanguinario, di finanza foraggiata da un fiume di miliardi “neri” che inquina l’economia mondiale – la droga proibita, finalmente, pare che sia giunta al capolinea: la Commissione ONU esorta i governi a cambiare strategia: liberalizzazione.
    In verità, precisa il profeta Pannella, noi non vogliamo la droga libera: la vogliamo legalizzata. E fa riferimento, ovviamente, al mercato fiorente dell’alcol che miete milioni di vittime in tutto il mondo, ma nessuno si sogna di ritornare al “proibizionismo” del primo dopoguerra statunitense. Roosevelt, se vogliamo, fu il primo a intuire la necessità di legalizzare l’alcol (ventunesimo emendamento della costituzione americana – 1933 – ) sperando che quella legalizzazione, oltre a contrastare l’etilismo dilagante fra tutti gli strati sociali della popolazione americana, insidiasse alla base il gangsterismo che dal “proibizionismo” aveva attinto la sua principale ragion d’essere: miliardi di dollari in nero.
    Ahinoi, non fu così, e le strutture del fenomeno delinquenziale si ramificarono per il mondo come una piaga biblica e l’alcolismo perseguita l’umanità con feroce perseveranza.
    Legalizzando le droghe dovremmo assistere a un ristagno dell’epidemia viziosa e ottenere che la delinquenza organizzata perda il collant economico che rende miliardario il proibizionismo di sostanze stupefacenti. Diciamo che sarebbe miracoloso se potessimo sperare in tanto: allo stesso tempo, “botte piena e moglie ubriaca”. Un sogno!
    Dovremmo capire però perché la società dovrebbe consentire la droga facilitata, a buon mercato, quando, legalizzata o libera che fosse, renderebbe schiavo e zombi l’uomo che ne fa uso. Depenalizzando l’uso delle droghe agevoleremmo lo spaccio di stupefacenti diversificandone la fonte dal monopolio delle mafie al monopolio dello Stato. Una fabbrica di tabacchi monopolizzata dallo Stato che si arricchirebbe immoralmente sulla salute dei consumatori. Sarebbe una proprietà commutativa: invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.
    Direi un po’ poco per chicchiricare l’alba di un nuovo giorno. La tendenza autodistruttiva, ancestrale, della società che tenta l’Hypnos per non cadere preda del gemello Thanatos. Una lotta fra il bene e il male che pare, il male, stravincere in queste condizioni ipnotiche in cui giace la nostra gioventù. Un complesso freudiano che le droghe ottundono per liberarci dagli impulsi distruttivi dell’infelicità e dell’esistenzialismo nobilitato a filosofia.
    Se lo Stato perde questa funzione salvifica (laica ma salvifica), di farsi carico del benessere e della felicità dei propri cittadini, a che si ridurrebbe la funzione governistica dello Stato? Soltanto un esattore arcigno della tassazione fiscale? Non può ridursi a questa stupidata la legittimazione di uno Stato preoccupato dell’ “Ubi consistam” dei propri cittadini: RIFLETTIAMO!
    cf 04-06-2011 13:13 - lectiones
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