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Droghe, l'Onu: "Legalizzare". E ora, che succede?
Colpo di scena al Palazzo di Vetro dell'Onu. Una commissione internazionale per le politiche sulle droghe formata da personalità di alto livello (tra gli altri ci sono l'ex segretario generale delle Nazioni unite kofi Anna, l'ex segretario generale della Nato e ministro degli esteri Ue Javier Solana, il premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa) ha dichiarato attraverso un documento ufficiale il totale fallimento delle politiche globali improntate al proibizionismo e alla repressione, invitando i governi ad "assumere modelli di legalizzazione delle droghe" con particolare riferimento alla marijuana e all'ecstasy. In modo così da "indebolire il potere delle organizzazioni criminali e salvaguardare la salute e la sicurezza dei cittadini". Dall'Italia è arrivata subito scontata, ma non meno sconcertante, la risposta del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e capo del Dipartimento delle politiche antidroga che ha liquidato il rapporto come una "baggianata".
La nostra domanda: il documento presentato dalle Nazioni unite cambierà le politiche globali sulle droghe o il tabù proibizionista resterà tale.
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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di fpaterno - 26.11.2012 19:11











Il "proibizionismo" è stato secondo me la più colossale e assurda follia della storia umana, una "soluzione" enormemente più dannosa del
problema che voleva risolvere.
L'uso di "droghe" a scopi terapeutici, cerimoniali, e anche voluttuari ha accompagnato l'umanità per almeno gli ultimi 8000 anni. Marco Aurelio oggi sarebbe considerato un "oppiomane", eppure è stato sicuramente il migliore e il più saggio degli imperatori romani.
In realtà. finché le "droghe" sono state socialmente accettate e usate apertamente, per i motivi e secondo le regole approvate dalla comunità, non c'è mai stato nessun problema rilevante. E' solo dal momento in cui si è deciso di "proibirle" (inizio '900) che sono nati i veri problemi.
Solo per citare i maggiori:
1) la produzione e il commercio delle "droghe" sono diventati monopolio delle varie mafie, anzi hanno stimolato la nascita e lo sviluppo della grandi organizzazioni criminali.
Stranamente, questo "effetto perverso" fu subito capito per il Proibizionismo americano
sull'alcool (Al Capone & C), che infatti fu rapidamente abrogato, ma nonostante i molti
autorevolissimi interventi, non lo si volle mai capire per le altre "droghe".
Oggi il mercato illegale della droga (stime ONU) ha un valore non molto diverso da quello del
mercato del petrolio: miliardi di euro esentasse, gentilmente offerti alle mafie del narcotraffico per corrompere governi, eserciti e polizie, e per infiltrarsi nell'economia legale.
2) piccola ma non trascurabile aggiunta, non si può ignorare il fenomeno della microcriminalità legata alla droga, che - a parte rapine, furti, prostituzione e altri reati - ha generato paura e insicurezza nella popolazione
generale.
3) il proibizionismo ha stimolato l'immissione sul mercato di sempre nuove droghe, che poi a loro volta sono state proibite, in un terribile
circolo vizioso. Per capirci meglio: a inizio '900 furono proibite 4 sostanze, nel 1995 si arrivò a 282, e oggi nessuno può dire a che numero siamo arrivati.
4) il frutto proibito "droga" è diventato una forte attrattiva soprattutto per i giovani. A inizio '900, praticamente nessun giovane andava nella farmacia sottocasa a comprarsi (senza ricetta) oppio, morfina, eroina, cocaina o cannabis.
Queste sostanze erano viste come farmaci, e lasciate ai vecchi malati: e chi è giovane non si sente "malato"!!!
Quando le "droghe" sono state proibite, sono a poco a poco diventate un elemento costitutivo della "ribellione giovanile", fino a costruire una vera, e deleteria, "cultura della droga", o peggio ancora una "cultura dello sballo" fine a se stesso.
5) la "droga proibita" è inevitabilmente prodotta
in condizioni non controllate, e quindi è di pessima qualità, impura, potenzialmente infetta,
ed è inoltre distribuita in dosaggi imprecisi (le droghe sono tecnicamente "farmaci", e i milligrammi sono importanti!!!).
6) Per dimostrare con un esempio la follia della
proibizione, faccio il caso più emblematico, quello dell'eroina. Praticamente tutte le morti "da eroina" sono in realtà dovute non all'eroina
in sè, ma a infezioni batteriche o virali (epatiti,
endocarditi, AIDS), a sostanze "da taglio" dannose, o a errori di dose perché non si può sapere quanti milligrammi di eroina si stanno prendendo. Invece l'eroina pura, come tutti gli oppioidi, pur avendo un'alta "tossicità acuta" (è
pericolosa e anche mortale se si sbaglia dose) ha una bassissima "tossicità cronica" ("gli oppioidi di per sè sono sorprendentemente non tossici anche se usati quotidianamente ad alte dosi per molti anni" - Cecil Textbook of Medicine, 20th ed. 1996, p. 52-3). E' solo la proibizione ad averla trasformata in una sostanza letale per migliaia di persone ogni anno.
(((Comunque, su questo punto NON SI PUO' GENERALIZZARE: quasi tutte le droghe, anche
se purissime e di qualità farmaceutica, hanno una elevata tossicità "acuta": sono pericolose se usate male o in dosi sbagliate (eccezioni sono la cannabis e l'LSD per cui non
sono noti casi di morte per "overdose"); TUTTE le
droghe possono essere fortemente controindicate in certe persone o situazioni;
molte droghe - prime fra tutte, alcool e tabacco, ma anche amfetamine e cocaina - hanno una severa tossicità "cronica", cioè se sono usate regolarmente ad alte dosi possono avere gravi conseguenze dannose, anche irreversibili, per
l'organismo, fino anche ad abbreviare significativamente la vita; infine anche gli
oppioidi come l'eroina, pur avendo una bassa tossicità cronica, hanno diversi effetti collaterali indesiderabili, e se usati quotidianamente
determinano un adattamento dell'organismo che oggi chiamiamo "dipendenza", per cui può essere difficile smettere di usarli)))).
7) effetto gravissimo e ingiustamente trascurato del proibizionismo, l'uso di massa delle "droghe" proibite ha spesso portato a un atteggiamento di disprezzo verso tutto ciò che è
"Legge": cioè al disprezzo del vero fondamento dell'ordine sociale e della democrazia.
8) infine, sottolineo l'assoluta INEFFICACIA di queste leggi impossibili da applicare. Le droghe oggi sono disponibili per chiunque le
voglia, in tutto il mondo, 24 ore su 24. Senza nessuna regola se non il profitto e, come
dicevamo sopra, senza nessun controllo sulla qualità, sui prezzi, sul dosaggio.
Il proibizionismo è stato solo un enorme spreco di risorse umane e finanziarie, e un enorme danno diretto o indiretto per milioni di persone.
La "droga proibita" ha portato a guerre, ribellioni, terrorismo e interventi militari di ogni genere, oltre a vere e proprie guerre fra "cartelli" rivali di trafficanti e fra trafficanti e polizie. La Birmania, la Colombia, il Messico, l'Afghanistan sono solo alcuni esempi.
I nostri governi buttano letteralmente dalla finestra ogni anno migliaia di miliardi
nell'impossibile tentativo della repressione dei traffici illeciti. Incarceriamo ogni anno milioni di persone e roviniamo la vita di altri milioni. Facciamo morire migliaia di poliziotti nelle
operazioni antidroga e migliaia di "drogati" per overdose. Criminalizziamo milioni di poveri contadini che coltivano, per sopravvivere, piante
dichiarate illegali dai governi del "mondo dei ricchi", e se li becchiamo, li condanniamo alla
fame, alla deportazione, al carcere e anche alla morte. Devastiamo terreni preziosi e inquiniamo le acque dei fiumi con i diserbanti e con le
sostanze chimiche usate illegalmente per la
"prima raffinazione" in loco. Facciamo distruggere preziose e insostituibili foreste per trasformarle in coltivazioni.
(...)
Non è tutto qui, ma spero che basti. Anche se non basterà una proposta firmata da un Kofi
Annan che improvvisamente si è svegliato da un lungo sonno dogmatico per cambiare le cose. 04-06-2011 11:55 - Claudio Cappuccino
La legalizzazione libererebbe molte nazioni dalla schivitù verso i narco trafficanti. A cominciare dal Messico.
Come sosteneva padre Arrupe il capitalismo non ha interesse che i giovani perdano questa possibilità di perdizione. Senza droga potrebbero pensare alla rivoluzione, non sia mai!Qmq 04-06-2011 10:10 - pietro ancona