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Marina Forti
Morto in Messico Matteo Dean
Matteo Dean, giornalista indipendente e nostro collaboratore, è morto per un incidente stradale in Messico, paese in cui viveva da oltre dieci anni. E' successo nella notte tra sabato e domenica: a bordo della sua moto Matteo era in attesa a un casello dell'autostrada Toluca-Città del Messico quando, secondo la ricostruzione della polizia, è stato travolto da un grosso camion apparentemente senza freni. Matteo Dean viveva in Messico da oltre dieci anni; insegnava italiano a Città del Messico e lavorava come ricercatore presso il Centro de Investigación Laboral y Asesoría Sindical, un centro di ricerca legato al movimento sindacale. Nelle sue corrispondenze ci parlava con grande passione del paese in cui aveva scelto di vivere. Nei giorni scorsi in particolare stava seguendo una Carovana per la pace che partita da Cuernavaca ha raggiunto Ciudad Juarez, al confine con gli Usa - una grande marcia contro la violenza che insanguina il paese americano, e su cui Matteo si riprometteva di scrivere, come aveva fatto tante volte in passato. Raccontava di lotte ambientali e per la giustizia, dei movimenti sociali, di migrazioni, tema di cui era in particolare esperto: brevi note per la rubrica terraterra, segnalazioni su battaglie in corso che inviava a noi e per molti siti e riviste, in Italia e in Messico, o raccoglieva nel suo blog (http://matteodean.info). Ci mancheranno quelle note da un mondo in movimento. Il manifesto abbraccia sua moglie Sol Patricia Rojo Borrego, i suoi compagni e i molti amici che Matteo lascia sui due lati dell’oceano.
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Aspettiamo i fatti per capire meglio la dinamica di un tragico incidente. 14-06-2011 20:08 - Fabrizio Lorusso
http://www.gennarocarotenuto.it/15936-dubbi-sulla-morte-di-matteo-dean/ 14-06-2011 09:20 - Gennaro Carotenuto
Quando mi arrivó una sua mail, anni fa, in cui mi chiedeva se non mi dispiacesse condividere pagine sul Messico per il manifesto, gli risposi che no, che non mi dispiaceva affatto. Anzi, che le pagine a più firme mi sembravano più interessanti (se poi c’è spazio per un boxetto con interviste fatte in giro, ancora meglio). Da allora, ne abbiamo fatte parecchie di pagine insieme (sempre con la sapiente regia di Maurizio Matteuzzi, Marina Forti o Geraldina Colotti), dalla febbre porcina, che si ridusse a “un’epidemia di Tamiflu”, all’ultima, sulla marcia per la pace dell’8 maggio a Città del Messico e San Cristóbal.
Con Matteo ci siamo visti l’ultima volta a Cancún nel dicembre scorso, dove eravamo tutti e due per seguire la Cumbre Climática, ma ci siamo conosciuti negli anni ’90 a San Cristóbal de Las Casas, dove lui, come molti altri giovani in quegli anni, si scaldava al calore dello zapatismo. Con Matteo condividevamo una stessa passione politica, la medesima voglia di informare, la fede in un altro mondo possibile e un profondo amore per il Messico, il grande paese da cui oggi siamo tutti e due esclusi. Lui, purtroppo, definitivamente.
Gianni Proiettis 14-06-2011 05:33 - gianni proiettis
Quando una persona muore,cessa di vivere e quindi cessa di subire o di imporre cose.
Un morto è come uno straccio che rimane inanimato per terra.
Quello che è stato Matteo e da discutere.
Quello che ha subito Matteo è da vedere.
Quello che gli uomini hanno fatto in vita rimane scolpito nel nostro immaginario.
Matteo ha scritto la sua vita sul marmo e le sue parole rimarranno scolpite per anni e anni.
Cosa ben diversa,sono le parole di Ferrara che ha scritto su un FOGLIO di carta igienica e le sue parole se ne sono già andate con lo scarico del cesso!
Matteo ha vissuto con i poveri del mondo e dai poveri ha appreso tanto.
Cosa ben diversa è il povero VESPA,che ha scodinzolato nei salotti dei ricchi e anche se grasso e pieno di pedicelli grassosi,scrivendo su ossi e sotterrati,rimane come il cane dell'informazione.
La voce del padrone!
La lingua più vischiosa e umida del pianeta.
Volete mettere la vita di un uomo con la vita di questi insetti?
La morte di Matteo è pesante come una montagna!
La futura morte di Minzolini,sarà legera come una piuma! 13-06-2011 17:32 - mariani maurizio
la redazione: Il trafiletto è stato scritto in gran fretta appena appresa la notizia e senza possibilità di compiere verifiche più accurate. L'alternativa era non dare affatto la notizia: noi crediamo sarebbe stato peggio, la puntigliosa lettrice evidentemente no.