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FUORIPAGINA
12/06/2011
  •   |   Marina Forti
    Morto in Messico Matteo Dean

    Matteo Dean, giornalista indipendente e nostro collaboratore, è morto per un incidente stradale in Messico, paese in cui viveva da oltre dieci anni. E' successo nella notte tra sabato e domenica: a bordo della sua moto Matteo era in attesa a un casello dell'autostrada Toluca-Città del Messico quando, secondo la ricostruzione della polizia, è stato travolto da un grosso camion apparentemente senza freni. Matteo Dean viveva in Messico da oltre dieci anni; insegnava italiano a Città del Messico e lavorava come ricercatore presso il Centro de Investigación Laboral y Asesoría Sindical, un centro di ricerca legato al movimento sindacale. Nelle sue corrispondenze ci parlava con grande passione del paese in cui aveva scelto di vivere. Nei giorni scorsi in particolare stava seguendo una Carovana per la pace che partita da Cuernavaca ha raggiunto Ciudad Juarez, al confine con gli Usa - una grande marcia contro la violenza che insanguina il paese americano, e su cui Matteo si riprometteva di scrivere, come aveva fatto tante volte in passato. Raccontava di lotte ambientali e per la giustizia, dei movimenti sociali,  di migrazioni, tema di cui era in particolare esperto: brevi note per la rubrica terraterra, segnalazioni su battaglie in corso che inviava a noi e per molti siti e riviste, in Italia e in Messico, o raccoglieva nel suo blog (http://matteodean.info). Ci mancheranno quelle note da un mondo in movimento. Il manifesto abbraccia sua moglie Sol Patricia Rojo Borrego, i suoi compagni e i molti amici che Matteo lascia sui due lati dell’oceano.


I COMMENTI:
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  • Oggi apprendo della la morte di tuo fratello nel portare le tue ceneri sul Montasio.....che dire, destino, disegno, chiamalo come vuoi. Mi ricordo quelle volte a casa tua a pranzo con tua madre, quasi 20 anni fa. Mi ricordo il viaggio in autostop per l'italia. Io cattolico e tu ateo. Mi ricordo le discussioni i confronti e la tua inquietudine. La tua grande voglia di fare, ho dei ricordi splendidi dei momenti passati assieme. Hai sempre seguito quello che ti ha fatto ardere in gioventù. Sei stato molto più coraggioso e concreto di molti di noi. Nei 15 anni che non ti ho visto. spero tu abbia trovato pace alle tue ansie prima di andartene. Ti porto come ricordo indelebile di FATTI della mia vita. ciao DIN DIN 03-08-2011 15:12 - Cristiano Ciuffi
  • Continuo a pensare a quanto ha insegnato e scritto Matteo, dacchè lo conosco. I suoi articoli e le sue lezioni formano ora un meraviglioso mosaico dal quale fuoriescono le parole libertà e volontà. Libertà di pensiero e parola, volontà nel credere che sia possibile lottare per la verità e per gli altri. Matteo, con il tuo scivere, con il tuo insegnare, ma anche fisicamente, sei sempre stato presente nel momento del bisogno. 14-06-2011 09:09 - Marco Galeotti
  • MATTEO DEAN
    Quando mi arrivó una sua mail, anni fa, in cui mi chiedeva se non mi dispiacesse condividere pagine sul Messico per il manifesto, gli risposi che no, che non mi dispiaceva affatto. Anzi, che le pagine a più firme mi sembravano più interessanti (se poi c’è spazio per un boxetto con interviste fatte in giro, ancora meglio). Da allora, ne abbiamo fatte parecchie di pagine insieme (sempre con la sapiente regia di Maurizio Matteuzzi, Marina Forti o Geraldina Colotti), dalla febbre porcina, che si ridusse a “un’epidemia di Tamiflu”, all’ultima, sulla marcia per la pace dell’8 maggio a Città del Messico e San Cristóbal.
    Con Matteo ci siamo visti l’ultima volta a Cancún nel dicembre scorso, dove eravamo tutti e due per seguire la Cumbre Climática, ma ci siamo conosciuti negli anni ’90 a San Cristóbal de Las Casas, dove lui, come molti altri giovani in quegli anni, si scaldava al calore dello zapatismo. Con Matteo condividevamo una stessa passione politica, la medesima voglia di informare, la fede in un altro mondo possibile e un profondo amore per il Messico, il grande paese da cui oggi siamo tutti e due esclusi. Lui, purtroppo, definitivamente.
    Gianni Proiettis 14-06-2011 05:33 - gianni proiettis
  • Una vicenda davvero triste, una morte stupida. Leggevo sempre le sue corrispondenze e avevo scoperto da poco il suo blog. 13-06-2011 22:52 - Enrico Marsili
  • Adiós Mateito, per sempre nei nostri cuori e nelle nostre azioni. Ci vediamo. 13-06-2011 20:54 - Guillaume
  • La morte non è importante.
    Quando una persona muore,cessa di vivere e quindi cessa di subire o di imporre cose.
    Un morto è come uno straccio che rimane inanimato per terra.
    Quello che è stato Matteo e da discutere.
    Quello che ha subito Matteo è da vedere.
    Quello che gli uomini hanno fatto in vita rimane scolpito nel nostro immaginario.
    Matteo ha scritto la sua vita sul marmo e le sue parole rimarranno scolpite per anni e anni.
    Cosa ben diversa,sono le parole di Ferrara che ha scritto su un FOGLIO di carta igienica e le sue parole se ne sono già andate con lo scarico del cesso!
    Matteo ha vissuto con i poveri del mondo e dai poveri ha appreso tanto.
    Cosa ben diversa è il povero VESPA,che ha scodinzolato nei salotti dei ricchi e anche se grasso e pieno di pedicelli grassosi,scrivendo su ossi e sotterrati,rimane come il cane dell'informazione.
    La voce del padrone!
    La lingua più vischiosa e umida del pianeta.
    Volete mettere la vita di un uomo con la vita di questi insetti?
    La morte di Matteo è pesante come una montagna!
    La futura morte di Minzolini,sarà legera come una piuma! 13-06-2011 17:32 - mariani maurizio
  • Matteo era una bravo insegnante de Italiano e anche una bravissima persona!!. Ogni sabado ci vediamo nel instituto alle 9 mattina sempre con un sonriso per tutti noi, un scherzo ogni lezione di la sua mancanza di capelli e supratutto ogni lezione lasciaba una insegnaza della vita!. Mi mancherai tantissimo Matteo :( 13-06-2011 16:55 - Caro Balseca
  • Noi qui in Messico siamo ancora sotto choc per la morte di Matteo. Siamo increduli e molto addolorati, oggi lo veglieremo. Matteo era un compagno con molti ideali e qui in Messico lo apprezavamo molto per i suoi articoli sulla migrazione, tema di cui era esperto. Era un bravo giornalista e certamente non approverebbe l'inesattezza con cui la nota del Manifesto informa del suo decesso. Matteo non stava "seguendo la caravana per la pace che avrebbe raggiunto Ciudad Juarez" (Tra l'altro la Caravana è già a Juerez da vari giorni!!!) Matteo è deceduto al ritorno dall' Incontro Nazionale di Italianisti che si è tenuto a Toluca, dove aveva appena partecipato con una conferenza sull'unificazione italiana. Coerente fino all'ultimo, aveva esposto la sua visione polemica sull'annessione del Sud all'Italia. È stato travolto al casello dell'autostrada da un gigantesco camion rimasto senza freni. Provo rabbia e fastidio in un momento come questo nel leggere la trascuratezza e superficialità della nota della giornalista che scrive un trafiletto senza degnarsi di verificare gli avvenimenti. Dobbiamo alla memoria di Matteo la giusta rettifica sulla sua assurda morte. 13-06-2011 16:09 - Rossella Bergamaschi

    la redazione: Il trafiletto è stato scritto in gran fretta appena appresa la notizia e senza possibilità di compiere verifiche più accurate. L'alternativa era non dare affatto la notizia: noi crediamo sarebbe stato peggio, la puntigliosa lettrice evidentemente no.
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