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FUORIPAGINA
15/06/2011
  •   |  
    Domanda del giorno: per l'acqua qual è il modello?

    La prima regione ad adeguarsi al referendum è stata la Puglia, che ha ripubblicizzato l’Acquedotto pugliese, il più grande d’Europa. O meglio: ha trasformato la Spa a capitale già interamente pubblico (ma soggetta al diritto privato) in un ente di diritto pubblico, come chiedevano i comitati. Il «modello toscano» già in vigore, esempio di gestione pubblico-privato, è quello che il Pd gradirebbe per il futuro. In un’intervista al manifesto il presidente della Regione Enrico Rossi ha paventato l’ipotesi della trasformazione di Publiacqua in una public company, o ancora forme di azionariato popolare. È la «seconda via» di una regione rossa, diversa da quella vendoliana. I comitati chiedono qualcosa di più e di diverso, esplicitato in una legge di iniziativa popolare presentata nel 2006 con oltre 400 mila firme raccolte. In buona sostanza, oltre alle trasformazioni delle Spa in enti di diritto pubblico (come avvenuto in Puglia), propongono forme di partecipazione e di controllo dei cittadini e la garanzia di 50 litri al giorno di acqua gratuiti, oltre i quali si paga progressivamente. Da qui la nostra domanda: quale modello vi sembra il migliore? Le ipotesi toscana e persino quella pugliese vi sembrano in linea con l’esito del referendum o ne stravolgono il senso?


I COMMENTI:
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  • Diritto pubblico, certamente! il modello toscano finisce per diventare luogo di sistemazione per faccendieri della politica e politici trombati. Non che questo non possa accadere anche nel pubblico, ma le partecipate sfuggono meglio ai controlli, per esempio dei consigli comunali. In passato al grido: "alleggeriamo il comune" sono stati creati una serie di organismi soggetti solo al controllo politico. 17-06-2011 10:37 - roberto bonaiuti
  • La Legge aprovata dalla Regione Puglia ripubblicizza la gestione del servizio idrico, nel senso che abolisce l'Spa e affida il servizio ad un Ente pubblico (mantenendo la dimensione regionale della gestione).

    Ci sono due aspetti su cui bisogna aprire una discussione, anche nel movimento dell'acqua..., per precisare come attuarli concretamente:

    1) l'erogazione gratuita di 40 litri... la Regione Puglia dice che non è possibile perchè avrebbe un costo di 70 milioni di euro (a carico della regione) e quindi è stata sostituita - mi sembra di aver capito - con un fondo che interviene a sostegno delle famiglie più povere.
    A mio parere non si tratta di difendere una richiesta - i 40 litri gratis a tutti - che può essere demagogica, ma di chiedere un sistema tariffario giusto, calcolato sulla composizione del nucleo familiare di ogni utenza (cioè sui consumi di ogni singola persona), con tariffe basse per il consumi di necessità (100 litri al giorno a persona?), con una tariffa più alta per i consumi sopra la necessità (da 100 a 150 litri al giorno a persona?) e poi con tariffe a crescere e penalizzanti per i consumi considerabili come spreco (sopra 150 litri al giorno a persona e con tariffe anche molto alte per colpire lo spreco sopra 200 litri al giorno a persona): in un sistema tariffario così... le tariffe basse (per i consumi di necessità) vengono compensate (per far tornare i conti) dalle tariffe alte che penalizzano lo spreco.

    Un altro aspetto che è da approfondire riguarda il COME si realizza la partecipazione ed il controllo dei lavoratori e dei cittadini nei confronti di un'azienda di dimensioni regionali che gestisce i servizi idrici: mi sembra evidente che non è possibile tramite forme di spontaneismo assembleare.
    Chi rappresenta i lavoratori dell'azienda e chi rappresenta i cittadini, per esercitare un controllo e per fare conseguenti proposte, a mio parere, deve essere eletto dai lavoratori e dai cittadini e deve essere eletto scegliendo tra una rosa di persone che hanno la capacità professionale per svolgere questo ruolo (e per svolgerlo non come volontariato, ma retribuito e per un periodo limitato a due o tre anni). 17-06-2011 10:19 - Giuliano Ciampolini
  • L’acqua è un bene d’importanza primaria come il pane ………….
    L’unica, l’unica cosa giusta è farla pagare il meno possibile ….....… 16-06-2011 23:41 - Acqua in bocca
  • ahò, avete vinto questi referendum, e non vi basta? ancora a rompere con quest'acqua che non si sa perché deve essere pubblica, proprio l'acqua e tutto il resto no? ma che avete paura di morire di sete? ci deve essere un'epidemia di paranoia... 16-06-2011 23:41 - Alessandro comunista
  • IL POPOLO E SOVRANO , ma di cosa? se non riesce neanche di poter scegliere i suoi rappresentanti sia politici e amministrativi quindi subirà scelte non condivise e pagherà per queste , non si e ancora spento l'eco della vittoria che già ci si accapiglia sul da farsi naturalmente gattopardesco perche tutto cambi per non cambiare nulla ,in tal misura continueremo vedere che a Firenze il grande Renzi fa pagare l'acqua al prezzo della benzina ,viceversa a Milano se la sono bevuta gratis ,il bidè lo fanno con il Don Perignon 84 colline basse .Andate nei vs Comuni fatevi sentire, fate vedere questa peggiore Italia che chiede i suoi DIRITTI ,e dite al vs Sindaco che e un suo dovere imperativo rispettare la volontà referendaria ,atrimenti SARA DURA . 16-06-2011 21:31 - veleno
  • La Regione Toscana non ha voluto fare un Referendum sull' acqua pubblica per il quale avevano firmato 43.000 cittadini. Per me che giudico dai fatti, non si e' ricreduta, per il vostro corrispondente toscano si. Sbaglio sicuramente io, aspetto quindi che la Regione Toscana si ricreda anche sulla privatizzazione Toremar, la liberalizzazione che ha prodotto un monopolio Moby sulle linee dell' Arcipelago Toscano. 16-06-2011 15:59 - marco p.
  • Ci sono due aspetti da tenere in considerazione. Il primo è di contenuto.
    La legge proposta dal PD sostanzialmente va contro la chiara indicazione degli italiani ovvero fuori il mercato dall'acqua. La legge ammette, infatti, la possibilità di cedere ai privati il servizio idrico integrato.

    La Legge approvata dalla giunta Vendola non è stata ancora resa pubblica nella sua versione definitiva, ovvero dopo gli emendamenti presentati dal PD e nonostante gli innumerevoli appelli dai comitati che chiedevano, anche durante la votazione, di rimandare di qualche giorno la sua approvazione per aver il tempo di capire meglio in che modo i cambiamenti avrebbero sconvolto il progetto creato con fatica insieme agli stessi movimenti. Se avete notizie in più che corroborano la tesi indicata nella vostra domanda per favore pubblicatele.

    La proposta di Legge di Iniziativa popolare dei movimenti è stata discussa in pubblico, è stata firmata nelle vie di questo paese da 420 mila persone. E' una legge che
    stabilisce i 50 litri garantiti al giorno per persona (fatto che non c'è nella legge di Vendola nè in quella del PD) e indica di modo INEQUIVOCABILE la gestione assolutamente pubblica senza se e senza SPA e prevede forme di partecipazione della società civile, formula assente anche nella legge Vendola.

    Il che ci rimanda al secondo aspetto, cioè, il metodo con il quale queste proposte di legge sono state elaborate. Nel primo caso (PD) è stata costruita dentro le stanze, in accordo con le lobby industriali dell'acqua. Nel caso della Puglia è stata votata con il vecchio metodo degli accordi politici e solo per poter sfruttare mediaticamente il voto referendario.
    Il terzo caso rispecchia totalmente la domanda di partecipazione attiva della società italiana (che sorprende solo chi la società ha messo di ascoltarla). Una forza che il potere non deve più continuare ad ignorare, trasversalmente.
    La macchina delle sberle è ancora accesa.

    Quindi, fatevi la domanda e datevi la risposta.

    Astrid Lima 16-06-2011 12:05 - A.L.
  • Anche io ho firmato per la legge di iniziativa popolare. Quindi per me non ci sono dubbi che la strada da seguire è quella dei comitati. Quel che è presente in Puglia è un primo passo nella direzione giusta. Quello che si fa in Toscana, invece, stravolge in buona parte il risultato del referendum e apre la strada all'ingresso dei privati. Per me la Toscana non è una regione rossa. Caso mai rosa. 16-06-2011 11:48 - Simone
  • Come si fa a far funzionare le infrastrutture in modo corretto in uno stato mafioso... Non nascondiamoci dietro il dito, la realtà è questa; la mafia è compenetrata in tutte le istituzioni e nel modo di essere delle persone e in pochi riescono a scandalizzarsi dell'andazzo perchè ormai ci siamo assuefatti a questo modello di inciviltà. Nel nostro modello non contano le capacità, né i diritti, ciò che importa è a chi ti sei affiliato e se costui è abbastanza influente per farti andare avanti. Quanto deve costare l'acqua? Ilprezzo deve essere ricavato dal costo complessivo della gestione onestaa, perchè gli acquedotti devono essere costruiti con le risorse che vengono imposte attraverso l'irpef, l'iva, l'irap e tutte le altre che sono state introdotte negli anni, senza migliorare mai i conti dello stato. I conti non torneranno mai finché non ci libereremo di quella banda di ladroni a cui abbiamo dato fiducia fino ad ora, di destra e di sinistra; bisogna trovare il modo di rendere il meno possibile apettibile la carriera politica, solo in questo modo le cose torneranno a posto. 16-06-2011 10:14 - Carlo
  • Non ci sono modelli da imitare!! L'acqua, un bene che ogni Comune deve gestire: possibilmente al meglio.Gli sprecchi bisogna eliminarli mah!!Prima bisogna eliminere il menefreghismo,curando e facendo in modo l'acqua non fuoriesca dalla rette colabrodo lasciando giorni e giorni certe perdite.Poi dare al cittaino la possibilita' di bere l'acqua dal rubinetto,(cosa che in molti Comuni e' impossibile,facendo un favore alle case che imbottigliano l'acqua :pagando niente e guadagnando tanto!!!) 16-06-2011 10:05 - Giuseppe
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