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FUORIPAGINA
17/06/2011
  •   |  
    Brunetta: un incidente o una filosofia al capolinea?

    Il ministro Brunetta è convinto di avere un ottimo carattere, «sorride» dei 10.000 post «di insulti, minacce, addirittura pallottole» ricevuti su Facebook e precisa il concetto: «L'Italia peggiore è quella di chi fischia in ogni occasione», dunque non tutta la categoria dei precari ma quei quattro che ieri l'altro avevano osato contestarlo. La pezza però è peggio del buco: il ministro continua ad attaccarla, «la categoria», dividendola in «veri» e «falsi» precari, i primi essendo secondo lui le vittime «di un sistema che non funziona, di sindacati balordi, degli errori dei padri», i secondi «i figli di papà romani» che riescono a guadagnare 1800 euro al mese fra un contratto e l'altro. Per tutti, veri e falsi, vale sempre la sua ricetta di andare a scaricare la frutta la mattina ai mercati generali, se proprio ci tengono a lavorare. Questa sarebbe la meritocrazia sbandierata come ideologia di Stato dal ministro e dal governo. O forse è solo l'isteria di una cricca di pugili suonati che reagiscono alla doppia sberla elettorale e referendaria aggredendo quel «popolo» su cui fino a un mese fa erano certi di poter contare in eterno. Quello di Brunetta è solo un incidente, l'ennesimo, o è l'indice di una filosofia di governo arrivata al capolinea?


I COMMENTI:
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  • Ormai siamo alla frutta. Anzi: al Fernet ¬¬ 19-06-2011 19:46 - Harken
  • caro dialektische uhrebumper, è difficile leggere insieme tante castronerie, prova a ragionare sulle scemenze che scrivi, come quella sul tipo psicologico degli italiani, una specie di residuato junghiana adattato alla tua salsa imbecille, e ti accorgerai della estrema cretineria di quel che scrivi 19-06-2011 09:39 - martino
  • Alessandro comunista, io semplicemente non ho fiducia nell'intelligenza degli italiani, basta guardarsi intorno e sentire cosa dice la gente per comprenderlo.
    E non è colpa mia se tantissimi italiani la pensano come Brunetta.
    La caduta del governo di centro destra è un altro discorso, ha le sue ragioni contingenti; ma la vox populi è la stessa che ha votato Berlusconi per quindici anni. 18-06-2011 12:46 - dialektische materialismus
  • dialektische materialismus, perché ti firmi così, quando i tuoi discorsi sono la negazione del materialismo dialettico? adesso il problema è il tipo psicologico degli italiani, che sono ignoranti, e si risolve demolendo gli assurdi sterotipi... ma per favore! In confronto a te Brunetta è un profondo pensatore marxista! 17-06-2011 23:42 - Alessandro comunista
  • Il comportamento arrogante di Brunetta rispecchia un potere che non tollera dissenso e che è incapace di abbandonare i propri proclami propagandistici per confrontarsi con i cittadini. 17-06-2011 21:42 - Morlock
  • Brunetta è semplicemente un brutto essere, come ha già detto qualcuno: la più brutta faccia del socialismo. 17-06-2011 18:20 - fabio emanuele+roda
  • Il governo di centrodestra si sta rivelando per quello che è: una struttura assolutamente inconsistente, un partito privo di organizzazione e senza alcun contenuto eccetto quello dell'insulto e del tirare avanti guardando all'interesse immediato.
    Tuttavia la filosofia di Brunetta non è al capolinea perché in Italia, purtroppo, tantissime persone la pensano come lui.
    Perciò io credo che il lugubre canto del cigno di Brunetta e del Pdl non debba destare preoccupazione; i ministri vanno e vengono, ma gli elettori restano, e dato che la "filosofia" Brunetta continuerà a sopravvivere al ministro prevedo tempi bui per il Paese. E' vero che se il centrodestra continuerà a sottovalutare le esigenze degli italiani continuerà a perdere consenso. Ma al tempo stesso se noi continueremo a sopravvalutare l'elettorato italiano dopo le vittorie alle amministrative e ai referendum commetteremmo un gravissimo errore.
    E' meglio rendersi conto che il berlusconismo non è finito soltanto a causa di ragioni sociali, ma perché è imploso su se stesso.
    Sotto questa implosione, il tipo psicologico dell'italiano (che Berlusconi è riuscito a comprendere e che è stato la ragione del suo successo) rimane sempre lo stesso.
    Passata la sbornia referendaria, dobbiamo sforzarci di capire che gran parte degli italiani (anche di quegli elettori che hanno reso possibile queste ultime vittorie contro il governo) la pensa esattamente come Brunetta.
    Purtroppo, Brunetta dà solo voce ad un sentimento diffuso, perché molta gente è ignorante.
    Per ogni Brunetta in meno ci saranno tre persone in più che la penseranno come lui; bisogna quindi impegnarsi prima di tutto a demolire questi assurdi stereotipi. 17-06-2011 17:58 - dialektische materialismus
  • Purtroppo questo tipo di "filosofia" sociale è tutt'altro che arrivata al capolinea. Magari lo fosse. 17-06-2011 17:49 - Stefano Caffari
  • c'è la possibilità che non sia una filosofia di governo arrivata al capolinea, ma un intero sistema. Brunetta non è così scemo come vorreste farlo passare voi: riferirsi ai precari con <<papà romani>> è usare quel linguaggio che sa parlare alla pancia degli italiani di cui Berlusconi è un indiscutibile maestro. Qui assistiamo a un potenziale conflitto tra socialdarwinismo neoliberista ("andate a scaricare la frutta", perchè, è implicito "non abbiamo più bisogno di voi") e ideologia del <<capitale umano>>, a declinazione neokenesianeggiantea, la quale elude la questione dell'improduttività del lavoro cognitivo. Prevedibilmente Il Manifesto, quotidiano keynesianeggiante, prende posizione semplicisticamente contro Brunetta in virtù delle sue affinità col precariato diffuso: come scriveva giorni fa Norma Rangeri, via Berlusconi poi tutti al mare. Che tradotto significa, vieni sinistra e salda tutti i nostri debiti, ovvero, vieni sinistra e dai un impiego fisso a noi precari che "abbiamo studiato e abbiamo il pezzo di carta". Questo, nella società della disoccupazione di massa non ha però possibilità di realizzarsi. Il rischio è che se Il Manifesto non trascende l'obiettivo minimo dell'antiberlusconimo si renderà ricattabile e dovrà vendersi sostenendo in qualche modo le inevitabili misure draconiane proposte da un governo postberlusconiano futuro. D'altronde l'assenza di un minimo (incalzante) approccio critico che investa lo stesso mondo della sinistra (politica e sindacale) non è un incidente di percorso di questo quotidiano ma è il prodotto di quel grigio tran tran, del "tiramo a campà" orientato "post-ideologicamente" al mercato da cui anche la realtà de Il Manifesto non sa, e probabilmente non vuole, uscire. 17-06-2011 17:45 - Acci
  • Brunetta mi ha dato la impressione di un uomo pieno di sogni che sfugge dalla
    propria disperazione, di una crisi di nervi davanti ad una ragazza che col solo
    qualificarsi precaria ha in un solo attimo sfasciato i sempre più grotteschi e
    traballanti faccioni di cartapesta e polistirolo messi in piedi della retorica
    del "Governo del Fare". 17-06-2011 17:44 - bozo4
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