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Brunetta: un incidente o una filosofia al capolinea?
Il ministro Brunetta è convinto di avere un ottimo carattere, «sorride» dei 10.000 post «di insulti, minacce, addirittura pallottole» ricevuti su Facebook e precisa il concetto: «L'Italia peggiore è quella di chi fischia in ogni occasione», dunque non tutta la categoria dei precari ma quei quattro che ieri l'altro avevano osato contestarlo. La pezza però è peggio del buco: il ministro continua ad attaccarla, «la categoria», dividendola in «veri» e «falsi» precari, i primi essendo secondo lui le vittime «di un sistema che non funziona, di sindacati balordi, degli errori dei padri», i secondi «i figli di papà romani» che riescono a guadagnare 1800 euro al mese fra un contratto e l'altro. Per tutti, veri e falsi, vale sempre la sua ricetta di andare a scaricare la frutta la mattina ai mercati generali, se proprio ci tengono a lavorare. Questa sarebbe la meritocrazia sbandierata come ideologia di Stato dal ministro e dal governo. O forse è solo l'isteria di una cricca di pugili suonati che reagiscono alla doppia sberla elettorale e referendaria aggredendo quel «popolo» su cui fino a un mese fa erano certi di poter contare in eterno. Quello di Brunetta è solo un incidente, l'ennesimo, o è l'indice di una filosofia di governo arrivata al capolinea?
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La Somalia va a pesca
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La termoelettrica di Huexca
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Vado contro corrente. Guardate, a me Brunetta fa tenerezza. Ma dico sul serio! Non può mica essere la personificazione del Male uno che, poveretto, è nato disgraziato nel fisico ed è così goffo che, appena raggiunta una posizione di potere (come il giudice della canzone di De Andrè), sfoga la sua frustrazione abusando di un ruolo che gli permette di essere impunemente arrogante con chi è più debole.
Diverso, ad esempio, è Mario Draghi: osannato a destra e a manca come persona autorevole e rispettabile, ma anche (ex?) esponente di una di quelle banche d'affari, la Goldman Sachs, che ha mandato a ramengo le vite di milioni di persone. Ecco, siccome l'indignazione mi costa energia, preferisco indirizzarla nel verso giusto. E Brunetta non la merita, poveretto. Perché solo un povero disgraziato che inveisce contro il "culturame" della "sinistra di merda" perché quando era nel PSI e consulente della CGIL non è stato ammesso nei salotti cui anelava e verso cui ora ostenta disprezzo (la volpe e l'uva), e adesso che finalmente ce l'ha fatta ed è diventato ministro sa bene che tutto il prestigio e il potere della carica che riveste non gli potranno mai restituire quella normalità che la natura beffarda ha voluto negargli. E' un uomo piccino, e sinceramente mi fa anche pena. Non troppa però, perché anche la pena è un sentimento che costa energie che preferisco usare meglio.
Invece per quanto riguarda il governo populista di Berlusconi, quello che si appellava alla "Costituzione materiale" da contrapporre alla lettera della Carta traendo legittimazione dal consenso popolare, mi pare ovvio che nel momento in cui questo consenso viene meno il capolinea è raggiunto. Loro possono anche non prenderne atto, resistere arroccati in Parlamento grazie al voto degli scilipoti, Bossi permettendo (vedremo domani a Pontida ma spesso can che abbaia non morde e a Roma ladrona, con la pancia piena, si sta bene).
A questo punto il crepuscolo berlusconiano potrà essere più o meno lungo, i colpi di coda del Caimano (politicamente) morente potranno essere più o meno feroci, ma è dal PD dell'ing. Carlo De Benedetti (che sta per comprarsi La7 coi soldi di Berlusconi, con la sentenza sul lodo Mondadori) che dobbiamo guardarci.
Il PD è salito all'ultimo sul carro del vincitore referendario ("senti che bel vento") perché ne ha fiutato margini utili di strumentalizzazione politica per provare poi a passare all'incasso dell'orgoglio antiberlusconiano che sta montando nel Paese consumando il matrimonio con l'UdC di Pierferdinando Casini in Caltagirone. L'ipocrisia è ai massimi livelli.
Il grave non è tanto che questi del PD hanno asserito per anni che "con l'antiberlusconismo si perde" (e non era vero), ma quello che concretamente intendono fare, assieme all'UdC, questi affaristi farabutti, i liberalizzatori de' noantri che già hanno l'acquolina in bocca per le multiutility. La legge sull'acqua che ora il PD proverà ad approvare, per esempio, non è così dissimile dall'abrogata Ronchi-Fitto (che a sua volta ricalcava la proposta Lanzillotta) se non per gli slogan: "liberalizziamo, non privatizziamo", come se si potesse "liberalizzare" un monopolio naturale come l'acqua.
Intanto una legge di iniziativa popolare assolutamente coerente con gli intendimenti referendari giace da tempo dimenticata e lì resterà per molto, finché non sarà divorata dai topi.
Per farsi un'idea di quale sia l'idea di bene comune che caratterizza il PD basti vedere cosa sta succedendo in Piemonte, Val di Susa, con la TAV Torino-Lione; i PD Giorgio Merlo e Stefano Esposito, assieme al neo-sindaco Piero Fassino (che non si discosta di una virgola dal predecessore Chiamparino e dall'ex presidente Bresso) sono impegnati in prima linea contro i comitati di cittadini che cercano strenuamente di difendere la loro valle dallo scempio e il Paese dal più immane spreco di denaro pubblico a vantaggio di Caste e Cricche che l'Italia abbia conosciuto. Con la benedizione del PD chi si oppone viene fatto continuamente oggetto di intimidazioni e diffamazioni da parte delle autorità e della stampa asservita che li rappresenta come pochi scalmanati che si oppongono a un'opera "utile a tutti".
Infine qualche parola sulla guerra in Libia, che il presidente Napolitano e il PD tutto (salvo rarissime eccezioni tipo Marino, Sarubbi e Giulietti) hanno accolto con fremiti e gridolini d'orgasmo capaci di oscurare il rumoroso eialalà per i "nostri ragazzi" urlato dal ministro fascista della guerra Ignazio La Russa. Stante l'esistenza di un impiccio nella nostra Costituzione chiamato Art. 11, calpestato più e più volte dai tempi della guerra del Golfo (passando pure per i bombardamenti su Belgrado sotto il governo D'Alema), è errato liquidare l'appello ad una "Costituzione materiale" da far valere sulla lettera della Carta come esclusiva berlusconiana. Si tratta infatti di un espediente diffuso, cui fa spesso e volentieri ricorso anche la sedicente "sinistra" riformista e, quel che è più grave, colui che della Costituzione dovrebbe essere supremo garante, cioè il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Contro la TAV Torino-Lione:
http://www.notavtorino.org/documenti/appello-valsusa-11-06-07.html
Contro l'aggressione alla Libia:
http://www.petizioni24.com/fermare_laggressione_contro_la_libia 17-06-2011 17:17 - Alessandro B.
Nella vostra scarsa comprensione della realtà (che vi accomuna a tutti gli anticomunisti), state sottovalutando Brunetta così come sottovalutate la Lega, che partono da dati di fatto reali che molti conoscono e molti non vogliono ammettere, e poi li usano a loro piacimento per far passare le tesi più antiproletarie che esistano.
Brunetta parte dal dato di fatto che i precari che lui considera "peggiori" sono quelli dell'impiego pubblico, che sono entrati non si sa bene come (e non importa se con concorso o senza concorso, visto che i concorsi non garantiscono nulla), che hanno condizioni di lavoro e di salario generalmente migliori di quelle dei lavoratori privati (tra i quali io ci metto pure gli immigrati), e che continuano nel loro stato di "precarietà" perché prima o poi sperano (sostenendo di averne diritto) finalmente di essere lavoratori pubblici a tutti gli effetti con garanzia del posto a vita.
Questi sono dati di fatto, che non implicano nessun giudizio negativo su questa categoria di precari, ma che è necessario considerare quando si esamina il problema e le sue possibili (o impossibili) soluzioni.
Brunetta va oltre e dà un giudizio negativo, facendo passare il messaggio che i lavoratori che vogliono delle garanzie circa il proprio posto di lavoro sono dei pazzi irresponsabili, e questo messaggio si estende a tutte le categorie di lavoratori, precari e non precari, pubblici e privati che siano.
Allo stesso modo la Lega parte dal dato di fatto che la presenza di immigrati sul territorio italiano aumenta la concorrenza tra lavoratori e pertanto peggiora le condizioni di vita di tutti i lavoratori, sia gli immigrati (di cui la Lega non si cura) sia gli italiani (di cui parimenti la Lega non si cura, ma fa finta di curarsene), ma va oltre e dichiara che il problema non è la concorrenza tra lavoratori, che è connessa alla forza lavoro come merce, ma semplicemente il fatto che ci sono troppi immigrati.
A tutto ciò si può rispondere solo con la lotta di classe, riconoscendo che i lavoratori, precari o non precari, pubblici o privati, immigrati e italiani, sono tutti proletari, altrimenti (ed è quello che fate voi anticomunisti) lasciate spazio a Brunetta e alla Lega che continueranno ancora a lungo a comandare. 17-06-2011 16:28 - Alessandro comunista
http://selacapo.net/new/la-voce/2011/06/15/il-mini-stro-brunetta-contro-i-precari-e-il-web-2-0/ 17-06-2011 16:23 - Raffaele
Il prossimo incarico? Ministro alla derattizzazione lagunare. 17-06-2011 15:57 - anselmo