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Cinzia Gubbini
Antirazzisti a Cecina, per incontrarsi fuori dai luoghi comuni
La scelta del nome dice tutto sul crinale che ci troviamo ad attraversare in questo momento, tra rivoluzione e stagnazione: "Luogo Comune". Così si presenta quest'anno il Mia, il meeting antirazzista di Cecina, organizzato dall'Arci e promosso dalla regione Toscana e dagli enti locali della provincia di Livorno, che quest'anno si svolgerà dal 25 giugno al 2 luglio. I luoghi comuni sono quelli che sbarrano la strada al rinnovamento sociale e politico del nostro paese, quelli che vengono scientemente spolverati sulla testa delle persone che attraversano una crisi economica difficile e capace di travolgere i legami di solidarietà tra simili. Ma ci sono anche i luoghi comuni "buoni", quelli nati per mettere insieme voci, persone, esperienze, comunità, in modo da provare a creare quegli anticorpi che, lo abbiamo visto proprio in questi giorni, sono capaci di abbattere vecchi paradigmi e crearne nuovi.
L'immigrazione è certo il terreno più difficile su cui costruire ponti, obnubilati come siamo da propaganda e disinformazione. Ma il Mia è giunto al diciassettesimo anno di vita, sprizza energia come ogni adolescente che abbia avuto un battesimo di piazza epocale: le rivolte delle primavere arabe che potrebbero inaugurare, a volerle guardare dal verso giusto, una nuova era di relazioni tra le due sponde del Mediterraneo.
E' proprio su questa nuova carta, che intreccia consolidati rapporti tra movimenti, che Cecina quest'anno decide di puntare. Con una tre giorni di Forum (qui il programma completo, e qui dove pernottare) dal 27 al 29 giugno che vedrà discutere e dibattere reti e movimenti europei con reti e movimenti provenienti dal Maghreb, ma anche dal Mashrek.
Se il Forum "Il Vento del cambiamento" è la spina dorsale dell'incontro, sono tantissimi gli ospiti che si passeranno il testimone nel corso della settimana. Soprattutto personalità del mondo della cultura: l'antropologa Anna Maria Rivera organizza anche quest'estate la Unidea (l'università d'estate antirazzista) uno spazio che inevitabilmente sarà decisamente virato sull'analisi delle rivolte nordafricane a partire dalla smentita dell'"eccezionalismo arabo". Ma ci saranno importanti appuntamenti teatrali - tra cui Paolo Hendel e Dario Vergassola - presentazioni di libri che saranno spunto per dibattere sul pregiudizio e sulla condizione degli stranieri in italia - tra gli altri Simonetta Agnello Hornby presenta il suo "Un filo d'olio" e Amara Lakhous con "Un pirata piccolo piccolo". E ancora la musica: su tutto spicca il concertone iniziale la sera del 25 con il rapper tunisino El General - che è diventato una delle voci della rivoluzione tunisina - Assalti Frontali e Frankie Hi-Nrg presentati da Andrea Rivera.
Nello spirito dell'Arci, che da sempre ha un occhio speciale per le giovani generazioni - e per la verità è l'unica grande associazione laica che contende questo "posto" alle realtà cattoliche - lo spazio per i bambini è una delle parti più curate. Non soltanto con laboratori e spazi gioco a loro dedicati, ma anche con l'invito ai partecipanti "illustri" a misurarsi con gli "under 12". Lo faranno gli "Assalti Frontali" che terranno un laboratorio di rap sulla Costituzione, ma anche lo scrittore Amara Lakhous che avrà un momento di incontro con i più piccoli.
"Le nuove generazioni sono un punto focale, di partenza e di rilancio, come ogni anno - ci spiega il responsabile Immigrazione dell'Arci, Filippo Miraglia, colui che ogni anno si mette alla regia del Meeting che richiama centinaia di persone - e per la prossima stagione vogliamo impegnarci in particolare sui figli degli immigrati. Si tratta di un lavoro serio e delicato, mi interessa ragionare sulle gabbie che questi ragazzi si trovano a vivere e devono imparare a spezzare con le loro forze. Da parte nostra, come organizzazione civile, il compito di stargli accanto, organizzare spazi di aggregazione e di riflessione". Un compito importante, anzi fondamentale. Certo più importante degli "spiccoli" della poltiica. Però osserviamo che nel programma di quest'anno mancano le grandi personalità dei partiti, una scelta? "Non è che ci siano grandi interlocutori - ammette Miraglia - diciamo, però, che non è mai stata la nostra principale preoccupazione. Abbiamo sempre sostenuto, e le ultime vicende politiche del paese sembrano darci ragione, che la politica non è sovrapponibile ai partiti ma la fa la società civile che si muove, si organizza, si interroga, come facciamo ogni anno a Cecina. Certo, non vogliamo mollare l'interlocuzione con le istituzioni, e quest'anno lo faremo soprattutto a partire dalle realtà locali".
E' un fatto però che il momento più "politico" è l'Assemblea dei migranti che chiude Cecina: "Per noi è un momento chiave - dice Miraglia - durante il quale ci vogliamo interrogare sul perché ogni volta che si lancia una campagna nazionale sui temi dell'immigrazione mancano gli interlocutori dal mondo migrante. Ci sono tantissime persone, ovviamente, che in questi anni si sono formate e fanno politica attivamente, ma non hanno strumenti per avere volto e voce". La famosa, e mai risolta, diatriba sulla necessità di avere un'organizzazione nazionale che in qualche modo "rappresenti" (tra mille virgolette) il mondo dell'immigrazione. Istanza che si scontra - ovviamente - con il fatto che la categoria "immigrati" è creata da chi guarda chi arriva, non viceversa. Ma ci sarà occasione di parlarne, a Cecina, dove c'è anche un bel mare e la volontà del Mai di essere addirittura "formato famiglia", cioè il più accogliente possibile per tuti quelli che vorranno partecipare. Davvero, non un luogo comune.
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