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FUORIPAGINA
18/06/2011
  •   |   Adriana Pollice
    L'acqua di Napoli, «modello Parigi»

    «Napoli sarà il primo comune italiano, dopo il referendum, a procedere verso la ripubblicizzazione dell'acqua». Il neoassessore ai Beni comuni, Alberto Lucarelli (tra gli estensori dei due quesiti sulle risorse idriche) si è presentato ieri in sala Giunta con la delibera approvata ad appena cinque giorni dallo spoglio delle schede. Nelle premesse si cita il Forum mondiale dell'acqua del 2006 con il richiamo alla «gestione partecipativa», gli utenti coinvolti «nella definizione delle politiche» e poi il Parlamento europeo: «La gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme di mercato interne». L'orizzonte dell'amministrazione diventa quello del Forum dei movimenti dell'acqua, e così l'Arin spa, ente in house del comune che gestisce il servizio idrico integrato, da società di capitali tornerà a essere soggetto giuridico di diritto pubblico «con le caratteristiche di azienda improntata a criteri di economicità, efficienza, trasparenza e partecipazione».


    L'Arin era già un'azienda speciale, prima che l'innamoramento per il mercato diventasse una fede assoluta. Ma la novità sta nel punto che anticipa Lucarelli: «Introdurremo il modello pubblico che si sta seguendo anche a Parigi, i movimenti entreranno nella governance e anche nei comitati di controllo. Il percorso giuridico verrà costruito con il Forum dell'acqua» ma anche con la consultazione di esperti, a partire però dall'assunto che si tratta di un diritto umano universale, da sfruttare secondo i criteri di «solidarietà e nel rispetto degli equilibri ecologici». Consultazione e condivisione si struttureranno anche attraverso l'utilizzo del web. A dare maggior peso alle affermazioni la presenta in sala di padre Alex Zanotelli, come rappresentante dei comitati che in anni di lotte hanno costruito la vittoria referendaria, e dell'assessore Riccardo Realfonzo, a cui spetterà costruire il bilancio. Al tavolo anche il sindaco per introdurre altri aspetti legati al tema: apertura di almeno 10 beverini di acqua, refrigerata e addizionata di anidride carbonica, per disincentivarne l'acquisto in bottiglia, politica di riduzione dei bicchieri in plastica negli esercizi pubblici a favore di quelli in vetro.
    Niente bicchieri usa e getta, perché il problema più grande resta quello dei rifiuti.

     

    Il vicesindaco Tommaso Sodano è l'ultimo a prendere la parola, nella giornata in cui i parlamentari campani del Pdl hanno provato a fare la voce grossa contro la Lega, che si mette di traverso all'invio dei rifiuti napoletani in altre regioni. Ennesimo paradosso italiano: la regione preme per uscire dalla crisi con la costruzione di megatermovalorizzatori, mentre le amministrazioni venete preferiscono acquistare legname da bruciare nei loro impianti piuttosto che guadagnare con i rifiuti campani. Dal summit in prefettura è venuta fuori una lista di siti in cui sistemare momentaneamente la spazzatura per liberare gli impianti Stir di tritovagliatura e, passato il vento di Pontida, rimandare fuori i rifiuti. Per l'ultima volta, si spera: a breve verranno sbloccati da Palazzo Santa Lucia gli 8.250 milioni di euro per estendere entro 90 giorni la differenziata. La prossima settimana governo, regione e comune saranno a Bruxelles per cercare di sbloccare anche i 150 milioni di euro, fermi per la procedura di infrazione. Il governatore si presenterà con la sua idea sull'impiantistica e la necessità di altre discariche (quelle esistenti hanno appena 6 mesi di vita), l'assessore Sodano con idee opposte: niente sversatoi, differenziata spinta e impianti di compostaggio.
    Braccio operativo l'Asìa, municipalizzata addetta al servizio, al centro però di una nuova polemica a causa della riconferma come ad di Daniele Fortini, convinto inceneritorista. Dal comune rassicurano: sarà il garante solo della parte gestionale. Ma i movimenti ormai sui rifiuti hanno un know how che hanno imparato a mettere a valore anche da soli: «Al corso Vittorio Emanuele - spiega Gianni Morra - è già operativo un progetto costato 3 euro a famiglia per l'acquisto di una compostiera da 120 euro, che sta dando grandi risultati visto che il materiale conferito è circa il 40% dei rifiuti prodotti. Basta estendere questa buona pratica al maxi condominio della città di Napoli».


I COMMENTI:
  • tranquilli napoletani è arrivato De Magistris ora tutto quello che viene fatto è giusto di default!
    vedremo martedi 21 allo scadere dei 4 giorni come si presenterà la meravigliosa napoli, se ancora invasa dai rifiuti o miracolata e ripulita. Una cosa però è certa, se non sarà pulita sarà colpa del Governo che ha impedito a De Magistris di ottemperare alle promesse... 19-06-2011 14:46 - riccardo
  • Perchè la nuova giunta non finisca male, i napoletani dovranno diventare la vera scorta dell'innovazione. La camorra e le forze ad essa collaterali si opporranno alle novità ma se la gente sarà sempre presente Napoli potrà veramente cambiare. Non bisogna correre il rischio adesso di delegare le decisioni all'amministrazione ma dovranno essere supportate con lo stesso risveglio civico che si è visto durante la campagna elettorale e che ha fatto vincere De Magistris. 19-06-2011 12:27 - Mario LORENZO
  • caro o caralulu, ai rifiuti ci stanno pensando e come, non hai letto i giornali e guardato la televisione o vedi solo il Tg 1 e Porta a Porta
    ? 19-06-2011 03:34 - Maria
  • Giustissimo! Ma non c'è solo l'acqua da pubblicizzare. Non vorrei che facessimo come i cavalli di monsignor Perrella: li facevano bere acqua purissima e morirono di fame. Il monsignore se ne dolse: "Prorpio quando si erano abituati a digiunare, son morti".Dovrei credere che il pane è un bene che può essere mercanteggiato. Un po' grottesca la faccenda. 18-06-2011 22:33 - lectiones
  • Bravo De Magistris. E' un ottimo inizio, ma qualcosa mi dice che, se continuerà su questa strada, il sindaco di Napoli finirà male (cioè lo faranno finire male, anche solo politicamente), ne ha già avuto un assaggio quando era magistrato e si è piccato di riuscire a portare avanti l'inchiesta "Why Not?". Già sulla monnezza il governo gli sta mettendo i bastoni tra le ruote (e B. aveva già fatto capire che sarebbe successo se a vincere non fosse stato Lettieri), ma il problema di fondo è che il Vero Potere non tollera indipendenza di pensiero e scelte politiche che mettono avanti agli affari delle lobby il bene comune e l'interesse dei cittadini. E il Vero Potere non è né di destra né di sinistra (piuttosto sa assumere entrambe le sembianze), ma credo si possa far coincidere con quel "Cerchio Sovrastrutturale" cui accennava Rinaldo Arpisella nella telefonata intercettata con Nicola Porro. Chissà come mai delle allusioni contenute in quella telefonata i media si sono occupati così poco e hanno dimenticato tanto in fretta (ovviamente è solo una domanda retorica). 18-06-2011 19:01 - Alessandro B.
  • inizino a pensare anche ai rifiuti 18-06-2011 14:00 - lulu
  • Togliere l'acqua alle leggi del mercato e'musica per le mie orecchie. Stesso deve essere per le risorse alimentari; ma poiche'Homo Sapiens e'un egoista che si riproduce alla velocita'dei conigli, e'anche necessario evitare migrazioni di massa e altre rapine di risorse vitali. Altrimenti sara' sovrappopolazione, fame guerra e anche mercato coi suoi lupi & furetti. 18-06-2011 13:46 - bozo4
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