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Adriana Pollice
La Lega sabota De Magistris
Le agenzie stamattina battono il solito bollettino di guerra: notte di roghi e proteste a Napoli da via Imbriani, la lingua di asfalto che collega collina e centro storico, a via Toledo fino alla lontana Riviera di Chiaia, sul lungomare. C’è chi brucia e chi blocca le strade: a via Bixio e via Speranzella, a salita Tarsia, a piazza Trieste e Trento. In via Umberto Maddalena, vicino l'aeroporto, non si passa ma tanto chi vuole venire a Napoli?
Tutto il centro storico è in apnea nel primo giorno d’estate, qui la situazione è più difficile perché i lavoratori della ditta addetta alla raccolta, la ligure Lavajet, escono a ranghi ridotti, non hanno avuto lo straordinario. Non va meglio a Fuorigrotta, Barra, Ponticelli. Cippi di sacchetti anche ad Acerra, dove bruciano pure due autocompattatori nella zona Asi. I cassonetti sono finiti sui binari, bloccando la circolazione dei treni per un’ora. Si chiama guerriglia, ma dopo diciassette anni ininterrotti si chiama anche esasperazione. Non c’è nessun paese in Campania che si fidi della parola dei politici, una sfiducia contrappuntata da 10mila tonnellate di pattume in giacenza nella provincia partenopea, oltre 2.300 nel capoluogo.
Domani governo, regione e comune sarebbero dovuti volare a Bruxelles per cercare di sbloccare i 150 milioni di euro fermi per la procedura di infrazione, ma dalla Ue fanno sapere che non c’è nessun incontro in calendario, piuttosto ci potrebbe essere dietro l’angolo una nuova procedura di infrazione.
Del resto quale credibilità avrebbero da spendersi se il governo non sblocca l’invio dei rifiuti fuori regione da due settimane: la Lega ha deciso che a furia di antimeridionalismo ottuso (l’assessore all’Ambiente partenopeo, Tommaso Sodano, ha più volte spiegato che per i termovalorizzatori veneti si acquista legname ma non si brucia l’immondizia napoletana) e ministeri al nord si guadagnano voti. Berlusconi, non avendo vinto Gianni Lettieri, non ha interesse ad aprire un fronte con l’unico alleato rimasto, del resto se i napoletani non gli vogliono più bene si arrangiassero.
Nel caos generale, nessuno ricorda alla Lega che la Campania ha ingoiato per decenni i rifiuti delle imprese del nord che non volevano pagare lo smaltimento legale. Nessuno ricorda che innumerevoli commissari di governo hanno speso fiumi di soldi e mai fatto una impiantistica decente, fino al paradosso dei 6 impianti di compostaggio finiti a mai collaudati. Perché? Perché dovevamo cedere all’assedio dei sacchetti e rassegnarci a ospitare cinque termovalorizzatori, una soluzione vecchia ma utile a bruciare rifiuti ben oltre la produzione locale, così le imprese potevano riprendere l’allegro trasporto di scorie verso sud. Queste sì che possono viaggiare libere, con l’etichetta rifiuti speciali, senza la necessità di accordi politici (cioè l’ostacolo che il governo dovrebbe rimuovere per risolvere l’emergenza napoletana). Questo per la Lega però non è uno scandalo.
Mentre il governatore Stefano Caldoro, che ancora insiste con le discariche e i termovalorizzatori, e il presidente della provincia Luigi Cesaro a un tratto hanno smesso di dire che è colpa di Napoli, e invitano tutti a collaborare, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha imparato subito che entusiasmi e proclami in fatto di immondizia sono fuori luogo: aveva annunciato la città pulita in 5 giorni e, alla vigilia della scadenza del termine, siamo punto e a capo. Niente viaggio a Bruxelles ma riunioni notturne in prefettura. Niente discariche ha promesso in campagna elettorale, ma ai siti temporanei di stoccaggio non crede nessuno. E allora la via del fuori regione è l’unica praticabile. Mentre dalla regione si attende da agosto una nuova delibera che sblocchi almeno gli 8milioni e 250mila euro per l’avvio del porta a porta. Ci vogliono sette, otto mesi di sversamento continuo per avviare il ciclo della differenziata e compostaggio.
Sindaco e vicesindaco ieri parlavano di sabotaggio: popolazioni che si mettono di traverso, compattatori dati alle fiamme. I sabotatori però sembrano quelli di Roma. Oggi pomeriggio riunione al comune con i comitati in cerca di una soluzione condivisa che non penalizzi sempre e solo i territori.
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Sicuramente Berlusconi pur di far dispetto non aiuta a risolvere l'emergenza.
Ho sentito il discorso di insediamento di De Magistris: sui rifiuti (e sui sistemi per prevenirne la crescita abnorme) la via è giusta; l'errore del neosindaco è di aver scommesso su tempi assai ridotti sapendo di avere il governo di mezzo.
Ora occorre un gesto di solidarietà da sinistra e credo che la sua politica nel medio periodo comincerà a dare risultati. 21-06-2011 18:20 - pietro
e poi sarebbe la lega a boicottare..... 21-06-2011 15:37 - Woland
Caro De Magistris una cosa è fare il magistrato e/o il politico, un'altra cosa è gestire un comune, un'azienda o un'attività.
Troppo bello fare il demagogo in campagna elettorale (questo vale anche per il suo avversario politico): hai voluto la bicicletta......PEDALA!!!!!! 21-06-2011 15:05 - giusba