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Adriana Pollice
Napoli riattiva gli Stir e invoca San Napolitano
Notte di roghi a Napoli, 30 incendi appiccati ai cumuli di rifiuti. C’è persino chi si attrezza e getta calce, i sacchetti si mummificano ma almeno cessa per un po’ l’odore nauseabondo che si insinua dalle finestre aperte per il caldo estivo. Dai Quartieri Spagnoli ieri sera nuova protesta: gli abitanti hanno spostato l’immondizia su via Toledo: “Tanto lì la raccolgono e da noi non vengono” la spiegazione mentre la polizia faceva da scorta ai compattatori Asia, giunti in forze a liberare la strada. Una mezza buona notizia però è arrivata in serata da Palazzo Santa Lucia, dove avevano passato l’intera giornata in riunione i rappresentati di regione, comune di Napoli e di tutte le provincie campane.
Aspettando la decisione del consiglio dei Ministri, attesa per domani, che potrebbe riattivare i flussi verso i territori italiani, la Campania dovrà fare da sola: come già successo a dicembre, si utilizzeranno gli impianti delle altre province, Stir (quelli cioè che tritovagliano) e discariche, fino al recupero di quanto accumulato in strada nel capoluogo e nell’hinterland. L’obiettivo è arrivare al 15 luglio, quando si pronuncerà il Consiglio di Stato sulla sentenza del Tar del Lazio che ha bloccato i flussi in assenza di accordi politici. Quello in atto, ha spiegato l’assessore regionale Giovanni Romano, «è il tentativo di superamento della prova tecnica di un'intesa istituzionale. Dobbiamo fare in modo di far capire ai cittadini che sta prevalendo il senso di responsabilità istituzionale. Non c'è niente nel piano che possa impensierire o intimorire i cittadini, stiamo continuando a fare quello che già facevamo. Il piano non prevede nuove allocazioni». Il presidente della provincia, Luigi Cesaro, annuncia ricorso contro i comuni di Acerra e Caivano, che con ordinanze hanno bloccato i siti di trasferenza. “Il programma sarà monitorato ogni 24 ore dalle istituzioni coinvolte. L'intesa raggiunta - si legge in una nota - è un estremo tentativo limitato nel tempo che, in assenza del provvedimento del governo ancora sollecitato, non potrà che comportare lo stato di emergenza”.
Il timore delle popolazioni, naturalmente, è che si aprano altre discariche in un territorio martoriato dalle ecomafie, ma i timori sono anche per le istituzioni: il piano sembra semplice ma nasconde molte fragilità, a cominciare dalla resa degli Stir, continuamente ingolfati dalla parte organica che non sono in grado di smaltire, fino al rischi di saturare rapidamente gli sversatoi. Così si continua a guardare a quelle regioni che avevano mostrato la volontà di cooperare, come Puglia, Toscana ed Emilia, ma soprattutto all’estero. Sul tavolo regionale arrivano richieste per la spazzatura napoletana dal nord Europa, ad esempio la Svezia, ma contatti ci sono anche con la Spagna. Questo perché i termovalorizzatori non vanno d’accordo con la differenziata spinta e i paesi che hanno gli impianti poi guardano al mercato per incamerare rifiuti da bruciare.
L’interrogativo resta l’atteggiamento della Lega domani e quanto Berlusconi vorrà spendersi nel giorno dell’ennesima verifica di maggioranza. Il consiglio comunale partenopeo, ieri, ha inviato una supplica a San Napolitano perché faccia prevalere il buonsenso. In calendario un incontro tra Cesaro, parlamentare Pdl, e il premier più Angiolino Alfano, ma probabilmente ci sarà tutta la squadra campana, perché se il governo si tira fuori l’opera di sabotaggio colpirà il sindaco Luigi de Magistris ma anche provincia e regione, targati destra. Da cui il clima di collaborazione cordiale improvvisamente esploso a livello locale. Dietro gli atteggiamenti ondivaghi della politica, che vanno dal risolvo tutto io al fate da soli, il sospetto è che si nascondano le lobby incenitoriste, che in Campania vedevano la nuova terra promessa, l’ultimo territorio in cui aprire mega termovalorizzatori su cui lucrare grazie ai Cip6 nelle bollette della luce degli italiani. Una battaglia campale.
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A NOI LA SCELTA. 23-06-2011 11:05 - ZAC
dobbiamo tutti sostenere il cambiamento e denunciare i boicottaggi.
NAPOLI e MILANO hanno lo stesso primario problema: i rifiuti (anche se a Milano non appare).
Da questo problema si deve cominciare, e in particolare si deve coinvolgere e convincere la popolazione alla raccolta differenziata: un atto di civiltà e una scintilla che può accendere il fuoco della responsabilità civile, della partecipazione del sentirsi di dover dire "MI RIGUARDA" (I care) trasversale alla parte politica.
Il Governo, sconfitto su tutti i fronti, non solo ha tolto ogni supporto ma sta osteggiando in ogni modo questo processo. Una cosa vergognosa, che porterà ancora il malaffare e la camorra a vincere mentre NOI, tutti, PERDEREMO!
Grazie!
PS: alcuni semplici passi per cambiare:
1) incentivare chi collabora decurtando parte della tassa RSU in funzione proporzionale al volume conferito in forma differenziata
2) predisporre delle aree per attrezzare la cernita della frazione secca non differenziata
3) presidiare queste aree contro gli attentati della camorra/mafia
4) firmare accordi con aziende straniere interessate al rifiuto frazionato
5) preparare delle persone che terranno incontri formativi per...
6) spiegare che:
a) differenziare evita l'incenerimento, quindi l'emissione tossica e la infiltrazione della camorra/mafia
b) la cernita (integrativa, indispensabile per arrivare al 100%) richiede mano d'opera, quindi crea occupazione
c) il differenziato è vendibile (quindi rimesso nel ciclo economico e non buttato a distruggere la natura) con ricavi sufficienti a coprire l'occupazione
d) l'abitudine alla differenziata, insieme all'occupazione e reddito, sono il primo passo ad una crescita civica e morale, unico modo per combattere la camorra/mafia
Il passo parallelo è "creare lavoro " e lo si può fare tramite la raccolta, cernita e riciclo dei rifiuti, per togliere la manovalanza alla malavita (o almeno alzarne il prezzo). 22-06-2011 15:10 - fdrk
Come abbiamo visto Obama è né più né meno che l'abbronzato continuatore delle politiche dell'amministrazione di George W. Bush e del PNAC (Project for the New American Century), e infatti è vivo e vegeto, ancora bello, atletico e giovanile, lanciatissimo verso la rielezione dopo avere stanato, ucciso e gettato a mare "Osama Bin Laden" (virgolette volute).
A Napoli il buon De Magistris si trova di fronte a tre possibilità (lui può scegliere la prima, mentre le altre due possono verificarsi in caso contrario, indipendentemente dalla sua volontà):
1) conservare la salute intatta. Gli basta agire come un Bassolino o come una Jervolino qualunque;
2) venire politicamente distrutto, inguaiato in qualche scandalo orchestrato alla bisogna, tradito da ci pensava amico oppure dal prevalere di interessi di Poteri Forti nascosti dietro gruppi criminali, travolto dal fuoco di fila della stampa ostile e dalla fine della sopportazione dei cittadini conseguente all'impossibilità del sindaco di fare alcunché per migliorare la vita e la salute dei napoletani;
3) terminare il mandato guardando i fiori dalla parte delle radici, diventare un "santino" dell'Italia onesta e retta (come Falcone e Borsellino), compianto hombre vertical, magistrato integerrimo e tutto d'un pezzo cui i cattivi mettevano sempre i bastoni fra le ruore, sindaco indeflettibilmente retto ma fatalmente punito perché dava fastidio cercando di combattere le piaghe endemiche della sua città. Targhe, nastri tagliati, vie e scuole intitolate a suo nome, vibranti commemorazioni ("la sua memoria resti di monito..."), uno struggente speciale a "La Storia siamo Noi" di Giovanni Minoli.
Come andrà a finire? Lo scopriremo solo vivendo (noi). 22-06-2011 12:56 - Alessandro B.