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FUORIPAGINA
23/06/2011
  •   |   Ylenia Sina
    Il terzo settore assedia la Camera

    Continua l’assedio di piazza Montecitorio. Dopo la protesta dei precari, ieri mattina a Roma oltre tremila lavoratori e utenti dei servizi sociali provenienti da tutta Italia hanno invaso il piazzale e la strada antistante alla Camera dei deputati per chiedere di fermare i tagli che si stanno abbattendo sul terzo settore. «Dal 2008 al 2011 si prevede un taglio dell’80% dei finanziamenti che solo tre anni fa ammontavano a 2,5 miliardi di euro mentre oggi sono ridotti a 538 milioni» spiega Lucio Babolin, portavoce della campagna “I diritti alzano la voce” che insieme al Forum del Terzo Settore ha organizzato la giornata di mobilitazione. Una protesta che ieri ha fatto sentire la sua voce nelle piazze di 14 città: con Roma, luogo del concentramento nazionale, anche a Milano, Napoli, Torino, Palermo, «perché oltre al Governo anche gli enti locali devono investire sul sociale».

     

    Obiettivo della giornata, a cui hanno aderito oltre cento sigle, la riforma del welfare, «perché per ora si tratta solo di tagli per far quadrare il bilancio e non di politiche sociali» denuncia un’operatrice, definizione dei “livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali” previsto dall’art.117 della Costituzione. E ancora, finanziamento del Fondo per la non autosufficienza, del Piano Nazionale Infanzia e Adolescenza, delle Politiche Giovanili «che potrebbero essere ricavati, per esempio, dalla lotta all’evasione fiscale» commenta Pietro Barbieri della Federazione Italiana Superamento Handicap. Queste le richieste di una piazza piena di lavoratori «ormai da mesi senza stipendio a causa dei ritardi nei pagamenti», di famiglie con figli disabili sulla carrozzella, di realtà «che vanno avanti solo per la consapevolezza di svolgere un servizio essenziale per i più deboli ma che con i tagli previsti saranno costrette a chiudere definitivamente» conclude Barbieri. Basta pensare che «il 25% dei bambini delle famiglie che fanno richiesta non riescono ad accedere agli asili nido», spiega Annalisa Mandorino dell’associazione Cittadinanza Attiva aderente alla campagna i Diritti alzano la voce.

     

    Tra gli interventi che si sono susseguiti nell’arco della mattinata, molti dei quali tradotti anche nel linguaggio per non udenti, anche quelli di alcuni rappresentanti sindacali (Cgil, Cisl, Uil) e delle forze politiche del centro sinistra da Udc e Pd a Idv, Fds e Sel. Livia Turco, responsabile immigrazione e politiche sociali del Pd ha parlato di «un Governo che con il massacro delle politiche sociali lascia nell’abbandono totale un settore che avrebbe bisogno di più sostegno e tutela». Una situazione che potrebbe aggravarsi con la prossima finanziaria con la quale «ancora una volta, la crisi verrà fatta pagare alle fasce più deboli della società» commenta Paolo Beni Presidente Nazionale dell’Arci. «Queste politiche – conclude – abbandonano a sé stesso il motore della coesione sociale con il rischio di scatenare una guerra tra poveri e aggravare il disagio sociale».


I COMMENTI:
  • in risposta allo squallido messaggio, non firmato, sopra il mio. E se domani ti capita un incidente??? Hai ancora il coraggio di scrivere e pensare quello che hai scritto? VERGOGNATI. 24-06-2011 16:23 - anna
  • che palle aiutare i deboli,non combinano niente e sono solo un peso.e poi ora che si lamentano ce ne passa di tempo.invece produrre, sembrare, apparire, questo conta davvero! 23-06-2011 22:10 - lol
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