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FUORIPAGINA
29/06/2011
  •   |  
    Domanda del giorno donne in pensione a 65 anni?

    Grande è la confusione sotto il cielo, plumbeo, della manovra economica. Ma su due punti il governo, diviso su tutto, sembra sin d'ora compatto: l'innalzamento del ticket sanitario e l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile per le donne. Sulla "parificfazione" dell'età pensionabile tra uomini e donne il dibattito è acceso da anni. Contrari i sindacati. Contrario tutto il femminismo, e con solidi argomenti: primo, si tratta di una parità truccata, poiché si parifica solo l'uscita dal lavoro ma lascia impari gli stipendi e le carriere. Secondo non si tiene conto dell'enorme mole di lavoro familiare e di cura che viene svolto dalle donne, e che vale ben di più dei cinque anni di vantaggio femminile sulle pensioni. Terzo, si tratterebbe semmai di flessibilizzare l'età pensionabile a seconda delle esigenze di vita e di lavoro. E voi, che ne pensate?


I COMMENTI:
  • Sono una impiegata del ministero della difesa, ho tre figli un marito con seri problemi di salute e mi chiedo, e lo chiedo a tutti voi, come puo' l'attuale governo decidere che noi donne dobbiamo lavorare fino a sessantacinque anni, la nostra e' una vita dura ma sicuramente non si puo' spiegare a chi non capisce niente di sacrifici e difficolta', e' ora di protestare sul serio e di mandare a casa questa banda di pagliacci. 03-07-2011 23:19 - Emilia Amandonico
  • Credo che vada fatta una premessa a tuto questo. La tendenza di cui parla l'articolo e' simile in tuto il mondo a capitalismo avanzato. per cio' faccio l'elempio degli USA che sono il fronte avanzato di questo sistema.
    Dagli anni '80 ad oggi l'economia americana e' raddoppiata in dimensione ma le paghe medie sono rimaste immutate quando corrette per l'inflazione. Tutto le ricchezze prodotte da questa enorme espansione economica sono andate ai ricchi. In quegli anni l'uno percento (1%) della popolazione portava a casa il dieci percento (10%) dei guadagni mentre ora la stessa percentuale di persone porta a casa il venti percento (20%) dei guadagni e possiede il quaranta percento (40%) della ricchezza totale.
    Credo che questi dati parlino da se. C'e' stato un continuo travaso di ricchezza dai ceti bassi o medi verso quello ricco che ha visto concentrare nelle sue mani ricchezze inaudite.
    Quando si parla di tagli dunque sarebbe facile e logico reperire le risorse necessarie alle bisogna. Invece si va a spolpare chi sempre ha dato e mai preso.
    I dati che ho fornito sono facilmente documentabili.
    http://robertreich.org/post/6595110483 01-07-2011 14:02 - Murmillus
  • La domanda è fuorviante a mio avviso e la riproporrei così: Qual'è la giusta età pensionabile? Perchè la vera discriminazione c'è fra categorie non fra generi. Il problema sta tutto qui. A seconda del lavoro l'età dovrebbe variare e magari sincronizzarsi fra uomo e donna nelle professioni non usuranti. Diverso sarebbe il discorso per i lavori nell'industria pesante, dove sarebbe giusta una disparità. E comunque quello dell'innalzamento dell'età pensionabile (che sarebbe comunque da evitare) è un aspetto secondario rispetto all'idea di riforma del sistema previdenziale. Da subito necessiterebbe una riforma nel campo del welfare e nel campo del lavoro partendo dall'abolizione della legge 30 e dalla rimodulazione dei contribuiti dei contratti precari che dovrebbero essere necessariamente più alti proprio per la loro incerta natura. 29-06-2011 20:55 - prometeo
  • E' la casa piu' semplice da fare.Tanto nessuno si oppone!!! Da quando il Maroni buon'anima disse Che l'Europa ci chiedeva L'inalzamento dell'etta'pensionabile,(lo scalone). Non e' che abbia detto alla UE,che gli operai del resto d'Europa vivono una vitta lavorattiva piu' trancuilla della nostra.(Via!! 60 e40).Poi una timida correzione del governo Prodi.Dulcis in fundo,e' arrivato quello che c'e' adesso(non voglio nominarlo:mi rivolta lo stomaco)Questo e' tutto il rispetto per la gente che lavora!!! Sentire poi l'inalzamento per le donne a 65, dopo tutto quello che fanno un bel premio ci vuole!!!!!!!!Speriamo che questi politici da strapazzo, non arrivino a prendere il PRIMO stipendio pensionistico o vitalizio che sia!!!!!!!! 29-06-2011 16:49 - Giuseppe
  • da un branco di buffoni,non poteva che uscire una finanziaria:ridicola!!. cosi' e' stato,mi spiace da morire per i miei nipoti,ai quali,questa banda di inetti ha,,rubato,,il futuro,garantendo debiti e poverta' per gli anni a venire. 29-06-2011 16:02 - piergatti
  • Le "quote rosa" vanno bene, è la perequazione giusta fra maschi e femmine. Quando si parla di pensioni però, sembra, che la perquazione sia un po' ostica. Eppure è fisiologicamente dimostrato che la longevità premia il sesso femminile più di quanto meriterebbe: è giusto? W il machismo! 29-06-2011 15:33 - lectiones
  • La coperta pensionistica è enormemente corta, da qualunque parte la si voglia guardare.

    Infatti, la spesa pensionistica italiana è un moloch che a medio-lungo termine è, nei freddi numeri di spesa, del tutto insostenibile - causa: 1) Invecchiamento della popolazione; 2) Scarso numero di lavoratori che pagano i contributi ai pensionati; 3) Età di pensionamento troppo precoce; 4) Longevità media degli italiani altissima (fortunatamente! Infatti siamo i secondi al mondo, se non erro, dopo i giapponesi); 5) Le follie del passato, quando moltissimi andarono in pensione a 40 / 50 anni; 6) Pensioni d' invalidità "regalate" al sud come forma indebita e truffaldina di ammortizzatore sociale.

    ERGO: Qualsiasi misura tagli ora la debordante spesa pensionistica è ben accetta, opportuna e persino necessaria. Oltre tutto, le donne vivono mediamente più a lungo degli uomini.

    Non fare ora piccoli aggiustamenti progressivi vorrebbe anche dire doverne fare di molto più gravosi e socialmente duri in futuro... 29-06-2011 13:07 - Fabio Vivian
  • Io penso che non sia giusto essere contrari in linea di proncipio.
    E' vero, generalmente le donne si impegnano nella cura dei figli ed hanno stipendi più bassi degli uomini, ma è vero anche che hanno una aspettativa di vita di molto superiore agli uomini.
    Se si vuole riconoscere il lavoro e l'impegno delle donne non si deve presupporre che tutte le donne siano sfruttate economicamente e che gli uomini non facciano nulla in casa, perché questo giustificherebbe il perdurare delle differenze.
    Io che aiuto molto mia moglie e seguo la famiglia perché devo essere considerato un maschilista fannullone e mia moglie una povera sfruttata? Non è così per tutti!
    E' giustissimo riconoscere la cura dei figli, bene: anticipiamo di un anno la pensione per ogni figlio a carico. Questo aiuterebbe anche il tasso di natalità, che deve essere innalzato.
    Le donne senza figli che diritto in più hanno?
    Quanto alla differenza salariale questa potrebbe essere compensata con uno spostamento dei versamenti INPS da parte dei contribuenti di sesso maschile verso le pensioni delle donne, proporzionale alla differenza salariale rilevata dall'ISTAT e decrescente quando le differenze sperabilmente si appianeranno. 29-06-2011 12:37 - Paolo Carboni
  • Nel pubblico è già così. Ve la immaginate un'insegnante di scuola materna a 65 anni? Ve la immaginate un'infermiera 65enne del reparto oncologico malati terminali(ho un'amica che lo è e so cosa vuol dire muovere un corpo umano in quelle condizioni)?. Sappiamo tutte, noi ultra cinquantenni cosa significa tenere nipoti e curare i genitori e lavorare. Questi sono stronzi, punto e basta. Sarei felice di vederli tutti sulla Salerno -Reggio calabria ad asfaltarla, giù la schiena e zitti, almeno farebbero qualcosa di buono per il nostro Paese 29-06-2011 12:32 - daniela
  • L'accanimento sulle pensioni è una politica disgraziata e criminale contro i lavoratori, che si accanisce contro i più deboli (lavoratori di basso livello che svolgono lavori pesanti, nocivi e mal retribuiti, le donne che anche in età avanzata si prendono cura degli anziani con riduzione del reddito) inoltre blocca il ricambio generazionale della forza lavoro e genera crisi. Basta lamentarsi! Bisogna lottare.E questo l'opposizione non lo vuole fare. Anche all'interno del sindacato non è permesso dissentire. Le pensioni presenti e future sono il vero fronte di lotta sociale e generale strettamente legato al lavoro e allo sviluppo possibile. Apriamo un fronte di dissenso e lotta prima che la rassegnazione ci sconfigga. 29-06-2011 11:59 - Marilena Guadagno
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