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Domanda del giorno donne in pensione a 65 anni?
Grande è la confusione sotto il cielo, plumbeo, della manovra economica. Ma su due punti il governo, diviso su tutto, sembra sin d'ora compatto: l'innalzamento del ticket sanitario e l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile per le donne. Sulla "parificfazione" dell'età pensionabile tra uomini e donne il dibattito è acceso da anni. Contrari i sindacati. Contrario tutto il femminismo, e con solidi argomenti: primo, si tratta di una parità truccata, poiché si parifica solo l'uscita dal lavoro ma lascia impari gli stipendi e le carriere. Secondo non si tiene conto dell'enorme mole di lavoro familiare e di cura che viene svolto dalle donne, e che vale ben di più dei cinque anni di vantaggio femminile sulle pensioni. Terzo, si tratterebbe semmai di flessibilizzare l'età pensionabile a seconda delle esigenze di vita e di lavoro. E voi, che ne pensate?
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Dagli anni '80 ad oggi l'economia americana e' raddoppiata in dimensione ma le paghe medie sono rimaste immutate quando corrette per l'inflazione. Tutto le ricchezze prodotte da questa enorme espansione economica sono andate ai ricchi. In quegli anni l'uno percento (1%) della popolazione portava a casa il dieci percento (10%) dei guadagni mentre ora la stessa percentuale di persone porta a casa il venti percento (20%) dei guadagni e possiede il quaranta percento (40%) della ricchezza totale.
Credo che questi dati parlino da se. C'e' stato un continuo travaso di ricchezza dai ceti bassi o medi verso quello ricco che ha visto concentrare nelle sue mani ricchezze inaudite.
Quando si parla di tagli dunque sarebbe facile e logico reperire le risorse necessarie alle bisogna. Invece si va a spolpare chi sempre ha dato e mai preso.
I dati che ho fornito sono facilmente documentabili.
http://robertreich.org/post/6595110483 01-07-2011 14:02 - Murmillus
Infatti, la spesa pensionistica italiana è un moloch che a medio-lungo termine è, nei freddi numeri di spesa, del tutto insostenibile - causa: 1) Invecchiamento della popolazione; 2) Scarso numero di lavoratori che pagano i contributi ai pensionati; 3) Età di pensionamento troppo precoce; 4) Longevità media degli italiani altissima (fortunatamente! Infatti siamo i secondi al mondo, se non erro, dopo i giapponesi); 5) Le follie del passato, quando moltissimi andarono in pensione a 40 / 50 anni; 6) Pensioni d' invalidità "regalate" al sud come forma indebita e truffaldina di ammortizzatore sociale.
ERGO: Qualsiasi misura tagli ora la debordante spesa pensionistica è ben accetta, opportuna e persino necessaria. Oltre tutto, le donne vivono mediamente più a lungo degli uomini.
Non fare ora piccoli aggiustamenti progressivi vorrebbe anche dire doverne fare di molto più gravosi e socialmente duri in futuro... 29-06-2011 13:07 - Fabio Vivian
E' vero, generalmente le donne si impegnano nella cura dei figli ed hanno stipendi più bassi degli uomini, ma è vero anche che hanno una aspettativa di vita di molto superiore agli uomini.
Se si vuole riconoscere il lavoro e l'impegno delle donne non si deve presupporre che tutte le donne siano sfruttate economicamente e che gli uomini non facciano nulla in casa, perché questo giustificherebbe il perdurare delle differenze.
Io che aiuto molto mia moglie e seguo la famiglia perché devo essere considerato un maschilista fannullone e mia moglie una povera sfruttata? Non è così per tutti!
E' giustissimo riconoscere la cura dei figli, bene: anticipiamo di un anno la pensione per ogni figlio a carico. Questo aiuterebbe anche il tasso di natalità, che deve essere innalzato.
Le donne senza figli che diritto in più hanno?
Quanto alla differenza salariale questa potrebbe essere compensata con uno spostamento dei versamenti INPS da parte dei contribuenti di sesso maschile verso le pensioni delle donne, proporzionale alla differenza salariale rilevata dall'ISTAT e decrescente quando le differenze sperabilmente si appianeranno. 29-06-2011 12:37 - Paolo Carboni