-
|
Domanda del giorno: accettare i tagli per l'eurozona?
Tra deputati bloccati all’esterno del parlamento, violentissimi scontri e uno sciopero che ha paralizzato il paese per 48 ore, la Grecia ha approvato il maxi-piano di austerity per tentare di salvarsi dal default e far sbloccare il prestito europeo. Ora sarà condannata a un’altra serie di tagli alla spesa pubblica e al welfare, a un’ulteriore prelievo dalle tasche dei lavoratori, a non poter dare un futuro ai propri giovani e a un ulteriore giro di privatizzazioni. Il governo socialista è ai minimi storici di popolarità ma alla fine è stato costretto ad approvare la manovra. L'approvazione del piano di risanamento lacrime e sangue apre ora la strada alla concessione di nuovi aiuti Ue-Fmi e rassicura sulla stabilità dell'eurozona, tanto che la cancelliera tedesca Angela Merkel si è subito felicitata per il voto di Atene. Da qui le nostre domande: si tratta di un voto obbligato, sia pure con il cappio al collo, per salvare la Grecia (al prezzo di un ulteriore impoverimento dei cittadini) o è meglio che i cittadini facciano saltare il banco? Meglio una regressione di salari e diritti acquisiti oggi che il crack economico domani? O non sarà proprio il salasso di oggi a provocare il crack di domani?
- 30/06/2011 [9 commenti]
- 30/06/2011 [31 commenti]
- 30/06/2011 [14 commenti]
- 30/06/2011 [5 commenti]
- 29/06/2011 [5 commenti]
- 29/06/2011 [2 commenti]
- 29/06/2011 [13 commenti]
- 29/06/2011 [12 commenti]
- 29/06/2011 [10 commenti]
- 29/06/2011 [20 commenti]
- 28/06/2011 [8 commenti]
- 28/06/2011 [9 commenti]
- 28/06/2011 [0 commenti]
- 28/06/2011 [48 commenti]
- 28/06/2011 [2 commenti]
- 27/06/2011 [37 commenti]
- 27/06/2011 [1 commenti]
- 26/06/2011 [1 commenti]
- 26/06/2011 [43 commenti]
- 25/06/2011 [6 commenti]
- 25/06/2011 [7 commenti]
- 25/06/2011 [13 commenti]
- 24/06/2011 [15 commenti]
- 24/06/2011 [6 commenti]
- 24/06/2011 [2 commenti]
- 24/06/2011 [1 commenti]
- 23/06/2011 [2 commenti]
- 23/06/2011 [10 commenti]
- 23/06/2011 [3 commenti]
- 22/06/2011 [33 commenti]
- 22/06/2011 [1 commenti]
- 22/06/2011 [8 commenti]
- 22/06/2011 [4 commenti]
- 22/06/2011 [6 commenti]
- 21/06/2011 [9 commenti]
- 21/06/2011 [24 commenti]
- 21/06/2011 [1 commenti]
- 21/06/2011 [6 commenti]
- 21/06/2011 [4 commenti]
- 20/06/2011 [25 commenti]
- 20/06/2011 [8 commenti]
- 20/06/2011 [1 commenti]
- 20/06/2011 [3 commenti]
- 20/06/2011 [30 commenti]
- 20/06/2011 [1 commenti]
- 19/06/2011 [14 commenti]
- 19/06/2011 [0 commenti]
- 19/06/2011 [92 commenti]
- 19/06/2011 [6 commenti]
- 18/06/2011 [10 commenti]
- 18/06/2011 [4 commenti]
- 18/06/2011 [7 commenti]
- 17/06/2011 [24 commenti]
- 17/06/2011 [0 commenti]
- 17/06/2011 [2 commenti]
- 17/06/2011 [12 commenti]
- 17/06/2011 [17 commenti]
- 16/06/2011 [8 commenti]
- 16/06/2011 [19 commenti]
- 15/06/2011 [13 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Fanaticolandia 2
di luca celada - 13.02.2013 07:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











So bene che il discorso sarebbe vasto e lungo e che l'argomentazione richiederebbe maggiori approfondimenti rispetto a quanto possibile in questa sede, ma ritengo giusto porre la questione. Specialmente a sinistra. 30-06-2011 19:12 - Alessandro B.
Ritengo che la questione centrale da dibattere sia l'Europa per come è stata costruita. Dopo un decennio di moneta comune mi pare assodato che le meravigliose opportunità che l'Europa avrebbe dovuto dischiudere non si sono viste; che, invece, tanti sono i sacrifici imposti alle persone per rispettare gli assurdi parametri dei tecnocrati di Bruxelles e Francoforte; che l'UE, nel modo in cui è stata concepita, non offre ombrelli protettivi ai suoi cittadini ma, al contrario, li espone a ulteriori insidie.
Oltre un decennio fa ci spiegarono che un consistente mercato europeo, regolato da una moneta unica, era necessario per evitarci di restare piccoli e divisi, col pericolo di trovarsi poi schiacciati dalle economie dell'area nordamericana e asiatica.
Ci spiegarono anche che la moneta unica avrebbe avuto, quale principale vantaggio per gli Stati membri, una drastica riduzione degli interessi sul debito pubblico, odiosa tassa occulta che sottrae risorse ai cittadini. Ciò perché gli interessi corrisposti dai Paesi dell'area Euro sarebbero stati livellati su quelli dell'economia più forte, la Germania del Marco.
Invece ci ritroviamo oggi con un paio di generazioni cui è stato rubato il futuro, con sempre minori diritti, esposti alla concorrenza (basso costo della manodopera, assenza di tutele) della Cina e di altri Paesi emergenti anche dell'est europeo, e con in tasca poche monetine e banconote che, strada facendo, hanno via via perso il loro potere d'acquisto. Da tempo non è più un fatto solo italiano, dovuto alla non-gestione della transizione Lira-Euro che il governo Berlusconi decise per vellicare una parte della sua base elettorale, ma una caratteristica intrinseca dell'Euro, che nel tempo perde valore d'acquisto "by design".
In compenso lo spread fra gli interessi pagati sui titoli di Stato dalla Germania e quelli dei Paesi economicamente più deboli dell'area Euro va aumentando vertiginosamente.
A dispetto di ciò che ci raccontarono, facendoci pagare con entusiasmo un'eurotassa straordinaria, abbiamo solamente devoluto gran parte della nostra sovranità nazionale a organismi decisionali composti da burocrati non democraticamente eletti (tra cui la BCE è il più impattante), col paravento di un Parlamento di Strasburgo avente funzione pressoché decorativa. E quando si sarà davvero afferrato cosa comporta il Trattato di Lisbona sarà sempre troppo tardi.
In un recente articolo ( http://tinyurl.com/66a64hg ) Giorgio Cremaschi scriveva: "Perché i lavoratori, i cittadini, il popolo greco dovrebbero impiccarsi alla corda degli strozzini di tutta Europa? Perché la Grecia dovrebbe rinunciare a stato sociale, diritti, regole, sicurezza; vendere all’incanto i propri beni comuni, a partire proprio dall’acqua, per far quadrare i conti delle grandi banche europee e americane? [...] Si dice che i debiti devono essere sempre pagati, e così quello pubblico della Grecia. Tuttavia quando due anni e mezzo fa le principali banche occidentali rischiavano il fallimento, i governi stanziarono da 3.000 a 5.000 miliardi di euro, secondo le diverse stime, per salvare le banche private ed i loro profitti. Oggi si nega alla Grecia da un trentesimo a un cinquantesimo di quella cifra, se non vende tutto".
Vi prego di riflettere sugli ordini di grandezza. Agli speculatori che hanno generato la crisi sistemica che noi stiamo soffrendo vanno "iniezioni di liquidità" in misura trenta-cinquanta volte maggiore rispetto a quanto basterebbe per non infliggere a un intero Paese misure socialmente e economicamete letali, pur di forzare una privatizzazione generalizzata. E la Grecia non è altro che il laboratorio su cui la finanza internazionale (che detiene le redini della politica) sta sperimentando il nostro futuro, il cui destino dovrebbe essere segnato per inevitabile reazione a catena.
Se il mito del PIL, del pareggio di bilancio e della "crescita" (che implica un modello di sviluppo insostenibile) non si coniuga con il diritto alla dignità dei cittadini ma uccide le loro speranze, il loro presente e il loro futuro, il problema non può essere delle persone ma del mito, dell'ideologia che lo ha prodotto. Si tratta della folle, perversa "utopia" neoliberista sposata dogmaticamente dal PD e tutta l'attuale opposizione parlamentare. Essa non risponde a una legge naturale (come invece la vita o la morte) ma è frutto dell'"ingegno" umano.
Urge invece pensare a un modello di sviluppo più realistico, umano e sostenibile, fondato sulla decrescita e sulla perequazione delle risorse. E ovviamente sulla Pace, realizzando che non vi è più alcuna comunanza di interessi fra noi europei e gli USA (un Paese che da tempo è tecnicamente fallito anche se tutti fingono di non vederlo, come dimostra la storia dei 20 miliardi di dollari in "veri falsi" tioli di Stato americani sequestrati a due giapponesi a Ponte Chiasso nel giugno 2009).
Perché poi non prendere atto che l'Islanda, con decisioni del tutto diverse, sta uscendo da un default (anch'esso cagionato dall'avere seguito alla lettera i dettami liberisti del FMI) molto meglio della Grecia dell'Euro, che si sta ammazzando per riuscire ad evitarlo? 30-06-2011 18:52 - Alessandro B.
carlo edoardo rocca 30-06-2011 16:23 - carlo edoardo rocca
Esattamente come in Italia.
I greci stanno dando una dimostrazione, l'ennesima (ricordate il '48" e l'intervento NARO?).
Purtroppo queste misure di "austerita", voglio vedere se diminuiranno i lussi dei ricchi, sono destinate ad avvitare ancora piu' profondamente la crisi dato che i consumi, anima del'economia capitalista, si contrarranno ulteriormente. E gli avvoltoi della finanza si stanno muovendo per comprare i beni greci a prezzi di "favore". 30-06-2011 13:33 - Murmillus
Perchè infatti dare ricchezza a chi non sà che farsene?
Che fare?
Bè una buona febbre si sà uccide i patogeni e rafforza l'organismo, o prendere il vaccino giusto in tempo! 30-06-2011 13:32 - Gromyko