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FUORIPAGINA
29/06/2011
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    Domanda del giorno: accettare i tagli per l'eurozona?

    Tra deputati bloccati all’esterno del parlamento, violentissimi scontri e uno sciopero che ha paralizzato il paese per 48 ore, la Grecia ha approvato il maxi-piano di austerity per tentare di salvarsi dal default e far sbloccare il prestito europeo. Ora sarà condannata a un’altra serie di tagli alla spesa pubblica e al welfare, a un’ulteriore prelievo dalle tasche dei lavoratori, a non poter dare un futuro ai propri giovani e a un ulteriore giro di privatizzazioni. Il governo socialista è ai minimi storici di popolarità ma alla fine è stato costretto ad approvare la manovra. L'approvazione del piano di risanamento lacrime e sangue apre ora la strada alla concessione di nuovi aiuti Ue-Fmi e rassicura sulla stabilità dell'eurozona, tanto che la cancelliera tedesca Angela Merkel si è subito felicitata per il voto di Atene. Da qui le nostre domande: si tratta di un voto obbligato, sia pure con il cappio al collo, per salvare la Grecia (al prezzo di un ulteriore impoverimento dei cittadini) o è meglio che i cittadini facciano saltare il banco? Meglio una regressione di salari e diritti acquisiti oggi che il crack economico domani? O non sarà proprio il salasso di oggi a provocare il crack di domani?


I COMMENTI:
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  • Mi permetto ancora di proporre uno spunto di riflessione forte, anche perché si tratta di un tema fino ad ora di quasi esclusivo appannaggio della destra, al quale tuttavia prima o dopo non potremo sottrarci: si tratta della SOVRANITÀ MONETARIA. È tempo che anche a sinistra se ne cominci a parlare, come obiettivo necessario a realizzare una società veramente democratica, svincolata dall'intollerabile giogo del debito che pervade le vite di ciascuno di noi, dove la dignità delle persone sia riconosciuta come un diritto inalienabile.
    So bene che il discorso sarebbe vasto e lungo e che l'argomentazione richiederebbe maggiori approfondimenti rispetto a quanto possibile in questa sede, ma ritengo giusto porre la questione. Specialmente a sinistra. 30-06-2011 19:12 - Alessandro B.
  • Beh una cosa chiara e' che i nostri governanti di dx e di sx dentro e fuori d Italia non hanno curato pareti divisorie fra il banking serio (quello per le bollette e le pensioni per indenderci) e il porcile della finanza d'azzardo. Solo per questo dovrebbero stare direi 10 anni in carcere invece l' hanno passata liscia. 30-06-2011 19:10 - bozo4
  • Sulla Grecia mi limito a riprendere, quasi copia-incollandoli, alcuni stralci pertinenti di un mio più lungo commento a un precedente articolo ( http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/06/articolo/4930/ ) che verteva sulla manovra economica italiana
    Ritengo che la questione centrale da dibattere sia l'Europa per come è stata costruita. Dopo un decennio di moneta comune mi pare assodato che le meravigliose opportunità che l'Europa avrebbe dovuto dischiudere non si sono viste; che, invece, tanti sono i sacrifici imposti alle persone per rispettare gli assurdi parametri dei tecnocrati di Bruxelles e Francoforte; che l'UE, nel modo in cui è stata concepita, non offre ombrelli protettivi ai suoi cittadini ma, al contrario, li espone a ulteriori insidie.
    Oltre un decennio fa ci spiegarono che un consistente mercato europeo, regolato da una moneta unica, era necessario per evitarci di restare piccoli e divisi, col pericolo di trovarsi poi schiacciati dalle economie dell'area nordamericana e asiatica.
    Ci spiegarono anche che la moneta unica avrebbe avuto, quale principale vantaggio per gli Stati membri, una drastica riduzione degli interessi sul debito pubblico, odiosa tassa occulta che sottrae risorse ai cittadini. Ciò perché gli interessi corrisposti dai Paesi dell'area Euro sarebbero stati livellati su quelli dell'economia più forte, la Germania del Marco.
    Invece ci ritroviamo oggi con un paio di generazioni cui è stato rubato il futuro, con sempre minori diritti, esposti alla concorrenza (basso costo della manodopera, assenza di tutele) della Cina e di altri Paesi emergenti anche dell'est europeo, e con in tasca poche monetine e banconote che, strada facendo, hanno via via perso il loro potere d'acquisto. Da tempo non è più un fatto solo italiano, dovuto alla non-gestione della transizione Lira-Euro che il governo Berlusconi decise per vellicare una parte della sua base elettorale, ma una caratteristica intrinseca dell'Euro, che nel tempo perde valore d'acquisto "by design".
    In compenso lo spread fra gli interessi pagati sui titoli di Stato dalla Germania e quelli dei Paesi economicamente più deboli dell'area Euro va aumentando vertiginosamente.
    A dispetto di ciò che ci raccontarono, facendoci pagare con entusiasmo un'eurotassa straordinaria, abbiamo solamente devoluto gran parte della nostra sovranità nazionale a organismi decisionali composti da burocrati non democraticamente eletti (tra cui la BCE è il più impattante), col paravento di un Parlamento di Strasburgo avente funzione pressoché decorativa. E quando si sarà davvero afferrato cosa comporta il Trattato di Lisbona sarà sempre troppo tardi.
    In un recente articolo ( http://tinyurl.com/66a64hg ) Giorgio Cremaschi scriveva: "Perché i lavoratori, i cittadini, il popolo greco dovrebbero impiccarsi alla corda degli strozzini di tutta Europa? Perché la Grecia dovrebbe rinunciare a stato sociale, diritti, regole, sicurezza; vendere all’incanto i propri beni comuni, a partire proprio dall’acqua, per far quadrare i conti delle grandi banche europee e americane? [...] Si dice che i debiti devono essere sempre pagati, e così quello pubblico della Grecia. Tuttavia quando due anni e mezzo fa le principali banche occidentali rischiavano il fallimento, i governi stanziarono da 3.000 a 5.000 miliardi di euro, secondo le diverse stime, per salvare le banche private ed i loro profitti. Oggi si nega alla Grecia da un trentesimo a un cinquantesimo di quella cifra, se non vende tutto".
    Vi prego di riflettere sugli ordini di grandezza. Agli speculatori che hanno generato la crisi sistemica che noi stiamo soffrendo vanno "iniezioni di liquidità" in misura trenta-cinquanta volte maggiore rispetto a quanto basterebbe per non infliggere a un intero Paese misure socialmente e economicamete letali, pur di forzare una privatizzazione generalizzata. E la Grecia non è altro che il laboratorio su cui la finanza internazionale (che detiene le redini della politica) sta sperimentando il nostro futuro, il cui destino dovrebbe essere segnato per inevitabile reazione a catena.
    Se il mito del PIL, del pareggio di bilancio e della "crescita" (che implica un modello di sviluppo insostenibile) non si coniuga con il diritto alla dignità dei cittadini ma uccide le loro speranze, il loro presente e il loro futuro, il problema non può essere delle persone ma del mito, dell'ideologia che lo ha prodotto. Si tratta della folle, perversa "utopia" neoliberista sposata dogmaticamente dal PD e tutta l'attuale opposizione parlamentare. Essa non risponde a una legge naturale (come invece la vita o la morte) ma è frutto dell'"ingegno" umano.
    Urge invece pensare a un modello di sviluppo più realistico, umano e sostenibile, fondato sulla decrescita e sulla perequazione delle risorse. E ovviamente sulla Pace, realizzando che non vi è più alcuna comunanza di interessi fra noi europei e gli USA (un Paese che da tempo è tecnicamente fallito anche se tutti fingono di non vederlo, come dimostra la storia dei 20 miliardi di dollari in "veri falsi" tioli di Stato americani sequestrati a due giapponesi a Ponte Chiasso nel giugno 2009).
    Perché poi non prendere atto che l'Islanda, con decisioni del tutto diverse, sta uscendo da un default (anch'esso cagionato dall'avere seguito alla lettera i dettami liberisti del FMI) molto meglio della Grecia dell'Euro, che si sta ammazzando per riuscire ad evitarlo? 30-06-2011 18:52 - Alessandro B.
  • tassiamo i redditi spropositati di molti e basta !!!!!!! 30-06-2011 17:48 - roberto
  • la manovra finanziaria è stato un passaggio obbligato per impedire alla Grecia di avere un'inflazione a due cifre con conseguenze inimmaginabili per le classi meno protette. Premesso che la crisi deve essere risolta all'interno e non dai contribuenti e lavoratori di altre nazioni, il punto è un altro: chi deve pagare? Io avrei preferito vedere una tassa patrimoniale ( ad esempio del 5% a salire fino al 10%) sui patrimoni superiori ad un milione di euro piuttosto che l'aumento della tasse indirette ed il taglio dei servizi pubblici. Pensiamo al fatto che la Grecia ha i più ricchi armatori d'europa, che il patrimonio immobiliare privato non solo ad Atene ma nelle meravigliose isole dell'egeo è assolutamente cospicuo. Lì io avrei colpito e duramente anche perchè l'evasione fiscale in Grecia è superiore a quella italiana e non è un bel primato.
    carlo edoardo rocca 30-06-2011 16:23 - carlo edoardo rocca
  • Ho letto solo il commento di Stefano Caffari (anche perchè ormai è diventato per me troppo faticoso star dietro a tante sollecitazioni), ma mi sembra che nella sua concisa ed efficace essenzialità esso colga perfettamente nel segno e dica tutto, per cui lo condivido in pieno. Carlo Pussig 30-06-2011 15:18 - Carlo Pussig
  • Non è possibile accettare questi tagli per un motivo molto semplice: i motivi che hanno portato alla crisi non sono stati minimamente toccati. L'economia ultraliberista e totalmente in balia dei giochi finanziari è ancora lì. E se tagliamo tutto ora, alla prossima crisi, che ci sarà a breve perché NULLA è cambiato, cosa si taglierà per salvare le banche? Le vene? 30-06-2011 14:07 - Stefano Caffari
  • L'uscita dall'euro comporta scenari che nessuno sa realmente interpretare, inutile chiedere al Manifesto di analizzare tale ipotesi. E' indiscutibile che la politica che si sta perseguendo adesso è un patetico tentativo di buttare la palla avanti, poi si vedrà quando si ripresenterà il problema nelle medesime condizioni. Perchè è chiaro che la Grecia sta avviando una politica ultra-depressiva con sicuro peggioramento del rapporto debito/pil, dato che il pil si inabisserà. Da un punti di vista "liberale", o l'Europa fa un passo nella direzione di diventare una entità veramente unita, con conseguenti politiche fiscali e finanziarie unite, o c'è il grosso rischio che il banco salti, con esiti imprevedibili ma sicuramente duri per tutti. In tale ipotesi dovremo farci trovare pronti, può darsi che ci sia un'occasione per cambiare il mondo. 30-06-2011 13:40 - Paolo Bonazzi
  • La scelta della moneta unica e' stata fatta esculivamente per ragioni commerciali, non certo per favorire i popoli che, al contrario sono stati salassati con l'innalzamente speculativo dei prezzi. Chi l'ha fatta ha commesso errori madornali quali la impossibilita' di svalutare senza che in cambio ci sia stato una unita' politica a dimostrazione della improvvisazione con cui vengono fatte le cose dai guru che non pagano mai per i loro errori. Improvvisatori. Adesso vogliono far pagare la crisi ai lavoratori, quelli che hanno sempre pgato le tasse. Mai coinvolgere quelli che le tasse non le pagano. Come in Italia.
    Esattamente come in Italia.
    I greci stanno dando una dimostrazione, l'ennesima (ricordate il '48" e l'intervento NARO?).
    Purtroppo queste misure di "austerita", voglio vedere se diminuiranno i lussi dei ricchi, sono destinate ad avvitare ancora piu' profondamente la crisi dato che i consumi, anima del'economia capitalista, si contrarranno ulteriormente. E gli avvoltoi della finanza si stanno muovendo per comprare i beni greci a prezzi di "favore". 30-06-2011 13:33 - Murmillus
  • Anche l'Italia è sulla buona strada, con i vari CCT, BT; BOT e via dicendo consegnati nelle mani di chi in qualsiasi momento (lo stà già facendo) può battere cassa e chiedere sacrifici a chi li ha sempre fatti, certo ci pagano con il "avete goduto", se è vero io non me ne sono mai accorto, mi sono accorto invece che le fonti d'informazione parlano di corruzione che la stessa fà costare le opere pubbliche tre-quattro volte quello che costano in altri paesi, che si stà più anni a realizzarle e che dopo magari a fine collaudo collassano, che la sanità privata è fatta con i soldi pubblici mentre le strutture sanitarie sono sotto utilizzate o mal utilizzate, che la scuola privata è meglio di quella pubblica perchè "crea discriminazione" tra i cittadini, che il bene pubblico generalmente deve produrre deficit perchè così o presto o tardi deve entrarci un privato che basta che paghi un piccolo obolo e può tenersi il tutto, anzi è opportuno per diminuire il debito pubblico dare via tutto ciò che è ricchezza pubblica quindi spogliare un popolo, una nazione.
    Perchè infatti dare ricchezza a chi non sà che farsene?
    Che fare?
    Bè una buona febbre si sà uccide i patogeni e rafforza l'organismo, o prendere il vaccino giusto in tempo! 30-06-2011 13:32 - Gromyko
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
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  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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