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Appello: la Tav questione nazionale
I referendum del 12 e 13 giugno hanno cambiato lo scenario politico ponendo al centro dell’attenzione pubblica i beni comuni e il bene comune. Di fronte a noi – ai milioni di donne e uomini che hanno contribuito al successo referendario – sta ora l’obiettivo di costruire una agenda politica in grado di mettere in campo un nuovo progetto di società, di sviluppo e di partecipazione democratica.
Di questa prospettiva c’è oggi un banco di prova non eludibile: lo scontro tra istituzioni e popolazione locale sull’inizio dei lavori di costruzione, in Val Susa, di un cunicolo esplorativo in funzione preparatoria del tunnel di 54 km per la progettata linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione. Per superare la situazione di stallo determinata da tale scontro si prospetta un intervento di polizia (o addirittura militare) che rimuova le resistenze in atto. Sarebbe una soluzione sbagliata e controproducente.
Ci possono essere opinioni diverse sulla necessità di potenziare il trasporto ferroviario nell’area e sulle relative modalità ma una cosa è certa. La costruzione della linea ad alta capacità Torino-Lione (e delle opere ad essa funzionali) non è una questione (solo) locale e l’opposizione delle popolazioni interessate non è un semplice problema di ordine pubblico. Si tratta, al contrario, di questioni fondamentali che riguardano il nostro modello di sviluppo e la partecipazione democratica ai processi decisionali.
Per questo, unendoci ai diversi appelli che si moltiplicano nel Paese, chiediamo alla politica e alle istituzioni un gesto di razionalità: si sospenda l’inizio dei lavori e si apra un ampio confronto nazionale (sino ad oggi eluso) su opportunità, praticabilità e costi dell’opera e sulle eventuali alternative. In un momento di grave crisi economica e di rinnovata attenzione ai beni comuni riesaminare senza preconcetti decisioni assunte venti anni fa è segno non di debolezza ma di responsabilità e di intelligenza politica.
26 giugno 2011
Paolo Beni, Marcello Cini, Luigi Ciotti, Beppe Giulietti, Maurizio Landini, Alberto Lucarelli, Ugo Mattei, Luca Mercalli, Giovanni Palombarini, Valentino Parlato, Livio Pepino, Carlo Petrini, Rita Sanlorenzo, Giuseppe Sergi, Alex Zanotelli
per aderire: appellotav@ilmanifesto.it
Hanno aderito:
Elisabetta Bazzani, Ray Accardi, Gianni Marotta, Ernesto Barberini, Pier Luigi Barberini, Simona Barberini, Cesira Taranto, Lia Barberini, Roberto Faustini, Teresa Scolamacchia, Irene Abati, Marco Brignoli, Federico Zilio,Vittorio Giordano, Maria Pia Palombaro, Nicholas Tomeo, Lucia Coccia, Carlo Carlucci, Vittorio Silvello, Marco Bernardi, Simone Lepore, Patrizio Tressoldi, Edoardo Del Bello (Comitato referendario 2sì Valcavallin BG), Carmen Cordaro, Alice Cavaglià, Manlio Marcelli, Daniele Piersanti, Daniele Leardini, Alberto Giovanni Biuso, Paolo Scarcelli, Raffaele Tomaiuolo, Rocco Albanese, Fabio Falci, Flavio Gregori, Riccardo Antoniucci, Enrico Monzatti, Angelantonio Minafra, Luca Ronchetti, Claudia Bortolozzo, Tommaso Bonfiglioli, Piccola Roma, Giuseppe De Alteriis, Alessandro Bragaglia, Maria Teresa Tomaselli, Francamaria Bagnoli, Annamaria Molin, Giacomo Casarino, Umberto Lucarelli,
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la redazione: Può firmare scrivendo una mail a appellotav@ilmanifesto.it
Negli ultimi giorni si è parlato molto di Napoli forse anche per spostare l'attenzione dalla Val di Susa. Eppure a Napoli come in piemonte, il problema è sempre l'ambiente. La Tav è un progetto approvato "tripartisan" e quindi è molto difficile intervenire per la gente comune. Resta il dubbio che lo scempio a cui è stato sottoposto l'ambiente negli ultimo secolo, i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti sotto forma di disastri e calamità naturali sempre piu' gravi ed imprevedibili, abbia sortito l'effetto di una sorta di assuefazione del tipo " tanto ormai non si puo' fare piu' nulla quindi si va avanti con questo sistema..". Ma forse non è mai troppo tardi per cambiare.. 01-07-2011 08:22 - bore2001