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FUORIPAGINA
13/07/2011
  •   |  
    Domanda del giorno: unità nazionale sulla manovra?

    Due giorni di crollo delle borse e di attacchi speculativi hanno reso digeribile l’ennesima manovra di tagli alle spese sociali e di privatizzazioni: dal ticket sulle prescrizioni mediche e sul pronto soccorso alla vendita di quote delle società municipalizzate. L’appello di Napolitano all’«unità nazionale» è stato raccolto da quasi tutto l’arco parlamentare. Le opposizioni voteranno contro ma non faranno ostruzionismo, di modo che nel giro di due giorni la manovra di Tremonti sarà approvata. Poi, sostiene il segretario del Pd Bersani, «il governo se ne deve andare», tutto e non solo il ministro dell’Economia. Al suo posto, o un governo «di transizione» per una nuova legge elettorale oppure elezioni subito. Da qui le nostre domande: si tratta di un amaro calice da bere tutto per evitare guai peggiori oppure di una medicina che ucciderà il malato? Una manovra di austerity in linea con quelle di altri paesi europei o c’è un di più di ferocia dovuto al governo Berlusconi? È giusto pensare all’unità nazionale di fronte al rischio default o si tratta dell’ennesimo inciucio bipartisan? In buona sostanza, un governo di centrosinistra avrebbe fatto meglio di Tremonti?

     

    Unità nazionale sulla manovra economica. Opportuna
    di fronte al rischio default o l’ennesimo inciucio bipartisan?


I COMMENTI:
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  • Un golpe può essere fatto anche senza l'uso delle armi, nell'immediato è meno cruento...
    i morti li lascia nel percorso....

    I referendum che si sono tenuti pochi mesi fa in Italia e che hanno suscitato molte simpatie in buona parte d'Europa sono stati derubricati con la manovra finanziaria di Tremonti col beneplacito dell'opposizione parlamentare...il popolo decide di andare in una direzione e i governi pilotati dai mercati finanziari operano nella direzione opposta...che cazzo di democrazia è mai questa?

    Gianfranco 14-07-2011 12:20 - Gianfranco Frascione
  • Mio padre mi raccontava,che al tempo del fascismo c'era la guerra del grano,la guerra alle mosce e la raccolta del ferro e dell'oro per la patria!
    Lui era un fascista come tutti e andava casa per casa gridando con gli altri camerati:
    Siamo ricchi e poveri!
    SIAMO RICCHI E POVERI!
    Si staccavano i cancelli e i recinti di ferro e si sostituivano con staccionate di legno.
    Quello che sta facendo oggi il governo e l'opposizione raggionevole è identico a quello che già aveva fatto il capoccione!
    Fra poco chiederanno anche le fedi d'oro per mantenere l'esercito di "pace"in mezzo mondo!
    Uno slogan per il governo, potrebbe essere questo:
    SIAMO RICCHI E POVERI!
    VE LO IMMAGGINATE VELTRONI E BERLUSCONI IN CAMICIA NERA!
    io si! 14-07-2011 11:48 - maurizio mariani
  • Chiamiamoli col loro nome : usurai finanziari, non speculatori. Ricordandoci che forse lo siamo anche noi, nostro malgrado. 14-07-2011 11:34 - bozo4
  • La Nazione è profondamente disunita, basti pensare a temi capitali come
    immigrazione-sovrappopolazione, TAV, guerra in Libia, Federalismo. Ed è sotto
    attacco degli usurai di , diciamo, Wall Street. Che vogliono arricchirsi con un
    calo del nostro tenore di vita.

    Questo suggerisce una momentanea unità di tutti gli Italiani; un ostacolo in tal
    senso è la quinta colonna di soldati dell'usura che abbiamo in grembo, reclutati
    come Bambini Africani dai Lords dell usura: ad occhio e croce tutti quelli fra
    noi che, dopo anni di mantra di finta privatizzazione, direttam. o
    indirettam. dipendono dalle rendite della finanza usuraia. Temo che si tratti di
    milioni di Italiani, anche a causa di anni di amministrazione sbagliata da parte
    dei politici del pianeta.

    Il maledetto problema è che forse abbiamo permesso che fra gli usurai
    speculatori ci siamo anche noi: ecco perché passano le leggi vampiro.

    PS Caro Manifesto non potreste dare un paio di giorni in piu' al brainstorming prima di archiviare? Proponete temi enormi e ci date si' e no 48 ore per discutere ,,, 14-07-2011 11:32 - bozo4
  • La finanziaria è solo la conferma che,l'Italia è un paese occupato militarmente e politicamente,i rappresentanti"del poppolo"sono delle marionette costosissime in mano alla potenza occupante.
    E'finita un'epoca dopo il comunismo è caduto il capitalismo.Viviamo una nuova era Cattocomunismacapitalista.
    In Italia il delegato a governare è la chiesa cattolica.
    Pace e bene a tutti. 14-07-2011 11:06 - ALBERTO
  • Un governo di centrosinistra avrebbe fatto una manovra nella sostanza equivalente a quella di Tremonti, poche storie.
    E non si tratta soltanto della sinistra di questo nostro martoriato paese, ma di tutta la sinistra continentale, che si è evidentemente per troppo tempo accomodata nei consigli di amministrazione delle banche per avere ancora la capacità intellettuale ed il coraggio di elaborare un progetto politico ed economico all'altezza dell'epoca di crisi che stiamo vivendo. E non da ora, nemmeno dal fatidico autunno 2008. Da 20 anni almeno, se non di più, i partiti di sinistra hanno semplicemente smesso di credere nelle loro idee e nella loro storia. Sono scesi dalle spalle dei nostri giganti, e si sono fatti cullare dalle dorate ideologie dei pugili a pagamento. Gli anni a seguire saranno sempre più costellati da retorica di unità nazionale, di svendita al ribasso del patrimonio pubblico e di quel briciolo di stato sociale che ci resta. La finanza internazionale, dopo essere stata salvata dai bilanci pubblici, passerà con carrello della spesa a far man bassa dei saldi e quando tutto sarà passato si ritroverà con banche ricapitalizzate, e corporation risanate dal business dei beni e servizi (non più) pubblici. Le proposte del manifesto, di sbilanciamoci, dei pur moderati keynesiani americani e degli ancor più moderati e flebili keynesiani europei cadranno inascoltate. Come ha scritto Ugo Mattei oggi, sta a noi attrezzarci. Loro sono disposti a farci guerra pur di salvare il loro mondo. Noi cosa siamo disposti a fare per cambiarlo. 14-07-2011 10:20 - Paolo Bonazzi
  • Sarà una coincidenza, ma a pensare male spesso non si sbaglia: certamente, a spingere all’appesantimento della manovra (tickets, obbligo fatto agli enti locali di privatizzare i servizi pubblici ecc.) sarà stata la consapevolezza delle scarse garanzie offerte nell’immediato alla voracità dei mercati e alle valutazioni delle agenzie di rating, sarà pure stata l’ispirazione confindustriale espressa dagli economisti Perotti e Zingales; però è un dato di fatto che l’annuncio di queste misure, per così dire, più strutturali è avvenuto dopo i colloqui di Tremonti con l’opposizione, dopo che l’opposizione aveva concordato un minimo di emendamenti per lasciar passare (in tempi brevissimi e, dunque, senza ostruzionismi di sorta) tutta l’operazione. Possiamo dire che in questo modo abbiamo avuto l’assaggio di che cosa potrebbe propinarci un governo più forte, “del Presidente” o di unità nazionale; in presenza, per l’aggiunta, di un sindacato che mostra di agitarsi ma che col nuovo modello contrattuale sega i rami dell’albero su cui stava seduto e rinuncia completamente alla sua autonomia. Del resto (e non sarà un caso) i governi socialisti europei (spagnolo, ma soprattutto quello greco - questo secondo sottoposto ai diktat dell’Unione Europea -) non hanno reagito in maniera sostanzialmente diversa, socialmente più equa, rispetto a come si è comportata la compagine berlusconiana. La manovra finanziaria è anche, indirettamente, uno strumento di distribuzione della ricchezza: chi e quali regole consentirebbero ad un volenteroso governo di centro-sinistra una seria imposta sui grandi patrimoni (o sui loro redditi), impedendo nel contempo che tali ricchezze prendessero il volo verso sicuri paradisi fiscali? Mi paiono ottime e astrattamente convincenti le proposte di Mario Pianta sul giornale di oggi: ma egli stesso è costretto ad usare sempre il condizionale (”sarebbero”, “potrebbero”), il che sottintende e tradisce un periodo ipotetico dell’irrealtà (“se l’Europa politica esistesse”). Ed invece è talmente inesistente che ormai da mesi continua a traccheggiare sulla crisi greca, che pure sa essere a rischio di contagio. Il fatto è, come sostiene Guido Viale, che “è la finanza internazionale che fa le politiche economiche” e che la “crescita” è un miraggio agitato dinnanzi all’opinione pubblica, quando viceversa alla finanza internazionale interessa ormai ben altro: “se non c’è [la crescita], poco male: per lo meno finché restano pensioni, salari, welfare, servizi pubblici e beni comuni da saccheggiare”. 14-07-2011 10:04 - Giacomo Casarino
  • Mai che salgono le borse quando c'è una manovra, quando costano le banche alla società, gli intermediari finanziari, le commissioni, la banca europea, d'talia, le istituzioni finanziarie, gli agenti di borsa,etc.etc, ho letto che fanno aumentare il costo dei prodotti fino al 45% e se si abolissero non staremmo tutti meglio. 14-07-2011 08:59 - Giancarlo
  • La manovra è stata dilazionata e uqesto non aveva un senso. O meglio un senso ce l'aveva: manlevare Tanto il governo quanto l'opposizione per la responsabilità politica della manovra. Questa ennesima slealtà istituzionale posta in essere dal premier è stata avallata da tutti, a partire dal Capo dello Stato per arrivare alle opposizioni.
    A domanda diretta la risposta è ennesimo inciucio bipartisan. 14-07-2011 08:14 - tommaso
  • 1) Gli eventi degli anni scorsi hanno sperimentalmente confutato le misure analoghe prese in Grecia, Portogallo e Italia. Non si tratta più di opinioni contrapposte a opinioni, ma di fatti contrapposti a dogmi reiterati e messi in atto esclusivamente in base alla pura forza.

    2) La Grecia è ormai in default tecnico, il Portogallo, dopo il 'salvataggio', ha visto precipitare tutti gli indicatori economici. Si sta avviando l'Italia verso la stessa strada. Perchè? e da parte di chi?

    3) Il perchè è diventato molto chiaro. Le privatizzzioni. fatte pure in fretta e furia. Altro che risanamento, rilancio, e altre panzane. Lo scopo è di mettere la mani su tutto quello che è comune, aumentare il controllo sulla vita dei singoli, arrivare al punto da deciderne la vita e la morte con un click del computer.
    . Molto liberale, davvero.

    4) Se si guarda agli autori di queata manovra, c'è da sentirsi male: un governo di ladri, incompetenti - Tremonti è un economista? Uno che continua a sfornare provvedimenti autolesionisti? - secessionisti, delinquenti; una maggioranza parlamentare di mafiosi, venduti, inquisiti; gente eletta con il bel sistema che sappiamo, e che appartiene per lo più a partiti o all'alta borghesia, totalmenta slegata dalla realtà vissuta della stragrande maggioranza.
    In Italia, questa spazzatura legifera, amministra, decide per 60 milioni di persone; e prospera unita in simbiosi con i mercati, la finanza internazionale, suoi veri punti di riferimento, mica gl'italiani o l'Italia.

    5) L'unità nazionale? Mi viene da ridere. La stessa balla che hanno raccontato a mio nonno che si è fatto la Grande Guerra, e poi 20 anni di fascismo; a mio padre, 40 anni nei carabinieri, e una pensione da fame. Ora tocca a me. Mi dispiace. Io con questa Italia di lerci e schifosi truffatori, di politicanti avvezzi a favorire il potente e derubare il povero, a schiacciare qualsiasi forma di opposizione, e che non sopporta alcuna critica, convinta com'è della propria intrinseca superiorità, non voglio avere nulla a che fare. E penso che il tanto bistrattato Asor rosa avesse ragione. Ci aveva proprio preso. Non si combatte chi deliberatamente e coscientemente assassina la democrazia con il buon senso e la ragione. Gentaglia simile deve stare in galera.
    Saluti. 14-07-2011 08:05 - bruno di prisco
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