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Domanda del giorno: unità nazionale sulla manovra?
Due giorni di crollo delle borse e di attacchi speculativi hanno reso digeribile l’ennesima manovra di tagli alle spese sociali e di privatizzazioni: dal ticket sulle prescrizioni mediche e sul pronto soccorso alla vendita di quote delle società municipalizzate. L’appello di Napolitano all’«unità nazionale» è stato raccolto da quasi tutto l’arco parlamentare. Le opposizioni voteranno contro ma non faranno ostruzionismo, di modo che nel giro di due giorni la manovra di Tremonti sarà approvata. Poi, sostiene il segretario del Pd Bersani, «il governo se ne deve andare», tutto e non solo il ministro dell’Economia. Al suo posto, o un governo «di transizione» per una nuova legge elettorale oppure elezioni subito. Da qui le nostre domande: si tratta di un amaro calice da bere tutto per evitare guai peggiori oppure di una medicina che ucciderà il malato? Una manovra di austerity in linea con quelle di altri paesi europei o c’è un di più di ferocia dovuto al governo Berlusconi? È giusto pensare all’unità nazionale di fronte al rischio default o si tratta dell’ennesimo inciucio bipartisan? In buona sostanza, un governo di centrosinistra avrebbe fatto meglio di Tremonti?
Unità nazionale sulla manovra economica. Opportuna
di fronte al rischio default o l’ennesimo inciucio bipartisan?
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La termoelettrica di Huexca
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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di fpaterno - 26.11.2012 19:11











Abbiamo avuto diminuzione dei servizi in generale, sanitari, scuola, aumento età pensionabile, maggior impatto della manovra, privatizzazioni e quì vanno a nozze i privati o meglio chi vuole spartirsi l'argenteria di famiglia e non vede l'ora che capiti l'occasione.
Ora chi ci garantisce che tra i commensali non ci sia qualche ministro della repubblica, banca, società, che hanno dato uno strattone per mettere le mani nel buono dello stato?
Nessun!
I giornali non lo fanno perchè ci vendono notizie di seconda mano, i controllati controllori non lo possono fare per cui alla "plebe" non resta che ritornare nei ghetti, lentamente, inesorabilmente, sicuramente, con qualche bella pacca sulle spalle del tipo: "l'Italia non è la Grecia, è una nazione solida o l'Italia ce la farà da sola o l'economia italiana è forte!"
Anche l'immagine del presidnte è uscita un pò ridotta, ha spronato a stringere la cinghia ma proteggere "il parco buoi" quando? 13-07-2011 23:51 - Gromyko
L'emendamento propone in pratica, lo smembramento della SNAM Rete Gas dall'ENI e la cessione delle quote relative al mercato.
La rete del gas italiano è una delle più avanzate al mondo. Il comparto Gas è il più redditizio per l'ENI.
Su indicazione di Letta & C., si sta dando il segnale decisivo ai mercati e agli americani: l'Italia sarà interamente privatizzata.
L'Italia abbandona ogni velleità di autonomia energetica.
Ciò che non era risucito del tutto con l'assassinio di Mattei, riesce oggi, su proposta del maggior partito di opposizione....
Poi verranno Poste, Ferrovie, Finameccanica ed Enel, e come assicura Letta, 20.000 partecipate.
Questo è il programma del PD.
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Proposta di Emendamento del PD all' Art. 35 della manovra:
Dopo l’articolo 35, inserire il seguente:
«Articolo 35-bis
(Holding delle reti energetiche)
1. Al fine di garantire gli assetti concorrenziali nel settore della produzione, importazione, distribuzione e vendita del gas naturale, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, in attuazione dell'articolo 2 del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, e dell'articolo 1, comma 2, della legge 14 novembre 1995, n. 481, sono stabilite, tenendo conto dei principi del diritto comunitario, disposizioni volte all’attuazione dell’obbligo di cessione delle quote superiori al 20 per cento del capitale delle società che sono proprietarie e che gestiscono reti nazionali di trasporto del gas naturale controllate direttamente o indirettamente dallo Stato. In ogni caso decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ciascuna società operante nel settore, anche attraverso le società controllate, controllanti, o controllate dalla medesima controllante, e ciascuna società a controllo pubblico, anche indiretto, solo qualora operi direttamente nel medesimo settore, è tenuta a dismettere le quote superiori al 20 per cento del capitale delle società che sono proprietarie e che gestiscono reti nazionali di trasporto di gas naturale.
2. Al fine di contribuire alla costruzione di un mercato interno concorrenziale, alla sicurezza degli approvvigionamenti, allo sviluppo di un mercato unitario dell'energia a dimensione europea, tramite la realizzazione delle necessarie infrastrutture di interconcessione, Cassa depositi e prestiti SpA è autorizzata, ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, ad assumere partecipazioni, anche di controllo, nelle società proprietarie di infrastrutture energetiche nazionali e sovranazionali, anche tramite operazioni di fusione tra le società acquisite e partecipate da CDP S.p.A. stessa.»
FINOCCHIARO, LEGNINI, AGOSTINI, CARLONI, GIARETTA, LUMIA, LUSI, MERCATALI, MORANDO,
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Per approfondimenti:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/01/eni-knight_vinke-colitti.shtml?uuid=34f46096-0d0b-11df-a8e3-e5834f89f27d&DocRulesView=Libero
http://www.megachip.info/tematiche/kill-pil/6464-votare-sagra-paesana.html
http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=9025 13-07-2011 23:16 - Rodolfo Ricci
Naturalmente, trattandosi di finanza più o meno tossica, ovvero di locuste e/o squali pronti a "sbranare" la prossima vittima di turno (vedere al capitolo Grecia e Portogallo, per avere dei riferimenti recenti...), si trattava di pura e semplice "speculazione"!
Contro gli speculatori, così come contro chi ti punti una pistola carica alla tempia, è inutile lamentarsi, fare grandi discorsi, recriminare, protestare, ecc.
Urge, invece, decidere ed agire rapidamente: per una volta tanto, governo ed opposizione hanno fatto la cosa giusta, nei tempi giusti e nei modi giusti; non a caso gli "speculatori", almeno per un paio di giorni, si sono ritirati, prendendosi una bella scoppola sul grugno!!!
Naturalmente, questo non significa che il pericolo è rientrato del tutto: col nostro debito pubblico "monstre" incombente su tutti noi, ci saranno sicuramente altre ghiotte occasioni x azzannare la preda, quando la situazione politica dovesse ingarbugliarsi di nuovo e/o la crisi economica incattivirsi.
Oltre tutto, alla fine si è poi trattato d' anticipare la votazione di misure già note e decise da tempo, quindi nella sostanza poco o nulla cambia!
L' alternativa sarebbe stata di gran lunga peggiore: temporeggiare, gingillarsi in dubbi ed incertezze, ecc. avrebbe solo permesso agli speculatori di fare danni colossali, peggiorando e rendendo solo più draconiane, se possibile, le successive misure che sarebbero state puntualmente richieste dai mercati finanziari per far rientrare l' attacco...
Insomma, non si può andare contro il sistema ed il "mantra" corrente che vogliono i bilanci degli stati in perfetto ordine (...magari solo apparante, in realtà!...), a costo di far pagare il conto della crisi alle classi popolari: chi ci
ha finora provato, con buone o cattive ragioni è abbastanza irrilevante, è stato puntualmente e selvaggiamente punito dai mercati che oggigiorno, come noto, contano di gran lunga di più dei governi, non fosse altro per le colossali cifre "virtuali" che muovono, fatte sì di "carta", di bit elettronici, ecc., ma le cui conseguenze pratiche pesano eccome sulla vita e sulla sorte della gente in carne ed ossa!!! 13-07-2011 20:36 - Fabio Vivian