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FUORIPAGINA
14/07/2011
  •   |   Cinzia Gubbini
    Aziz, altri sei mesi per avere giustizia

    Aziz Amiri era arrivato in Italia da neanche due mesi, raggiungendo il fratello che da anni vive e lavora in Italia, e una sera è morto per uno sparo dei un carabiniere. il suo caso è quello che il Rapporto annuale sui diritti umani nel mndo, realizzato dal Dipartimento di Stato americano, definì "controverso". E' notizia di ieri che il gip incaricato del caso, Bianca Maria Bianchi, ha deciso una proroga delle indagini di sei mesi. Il pm, Maria Mocciaro, aveva invece chiesto l'archiviazione per il carabiniere indagato.

     

    Questa storia comincia il 6 febbraio 2010 a Mornico sul Serio, in provincia di Bergamo. Aziz Amiri ha 18 anni, e solod a due è arrivato in Italia dal Marocco, la sua città natale è Ben Oualik. Quella sera si trova in macchina con un connazionale, e nella macchina c'eranoa nche 30 grammi di cocaina. Vengono fermati da due carabinieri in borghese. Il guidatore, che non è Aziz, ingrana la retromarcia e sperona la macchina. Di qui in poi comincia una storia che ha convinto il pm, tanto da aver chiesto la archiviazione, ma che oggettivamente presenta degli aspetti quanto meno "strani" o "controversi" per utilizzare il temrine del Dipartimento di Stato americano. Infatti il carabiniere - che pare avesse anche una calibro 9 non di ordinanza - non intima ai due passeggeri di uscire, bensì dopo una breve colluttazione, e una caduta fa partire per errore un colpo di pistola che centra in pieno il giovane Aziz. Uno sbaglio. Questa la giustificazione del carabiniere e quanto riferito al fratello dalle istituzioni. "Ma uno sbaglio non può portare via una vita umana", dice a BgReport chiedendo giustizia.

     

    In effetti il quadro della vicenda è ancora molto confuso: c'è anche un testimone, la cui ricostruzione si può ascoltare sempre su BgReport, che addirittura parla di tre spari e non di uno solo, come sostenuto dal carabiniere. E poi l'elemento che salta di più agli occhi: come è possibile che il guidatore dell'auto - dunque l'unico altro testimone oculare oltre ai carabinieri - dopo uno sparo, un morto, sia riuscito a scappare a piedi? E mai più rintracciato?

     

    Comunque ora il pm avrà altri sei mesi di tempo per cercare di colmare i buchi di questa vicenda. Il giudice Bianchi non è convinto né dall'ipotesi della collutazione - la posizione del carabiniere che teneva una mano sul suolo al momento dello sparo è infatti incompatibile con la traiettoria del colpo che, secondo i Ris, infatti, sarebbe partito all'intreno dell'abitacolo, dall'altezza dello specchietto retrovisore. Il gip ritiene inoltre necessario riconvocare i testimoni oculari.


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