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redazione
Troppi uomini per Alemanno. Azzerata la giunta
Come volevasi dimostrare, il Tar del Lazio ha dato ragione a chi ha fatto ricorso contro la composizione della giunta Alemanno, dopo il rimpasto di gennaio in difetto sulle "quote rosa". Più che in difetto: tra i 12 assessori capitolini solo una è donna, Sveva Belviso, alle Politiche sociali. Per questo le consigliere comunali di Roma di Pd e Sel, Monica Cirinnà e Maria Gemma Azuni, e dalle consigliere di Parità della provincia di Roma e della regione Lazio, Francesca Bagni e Alida Castelli e i Verdi di Bonelli avevano presentato ricorso al tribunale amministrativo, puntando il dito sull'articolo 5 del Regolamento del Comune di Roma che prevede "un'equilibarata composizione di uomini e donne".
Una settimana fa la discussione in tribunale, presieduto da Luigi Tosti. I giudici si erano riservati di decidere entro una settimana. Ma chi aveva assistito alla discussione non aveva dubbi: inattaccabii le posizioni dei ricorrenti. Il Campidoglio aveva provato ad argomentare che in Consiglio ci sono pochissime donne, e che soprattutto, la dirigenza del Comune conta quasi il 50% di "rappresentnza" femminile. Dunquem tra dirigenza e assessori, che differenza c'è? C'è, c'è. E infatti, stamattina la sentenza: il Tar del Lazio ha azzerato la giunta Alemanno.
Il sindaco Alemanno ha incassato la botta e ha subito annunciato: "Rosella Sensi entra nella giunta, sarà assessore alle Olimpiadi, un incarico necessario vista la candidatura di Roma". Un annuncio lampo frutto delle febbrili trattative intavolate negli ultimi giorni, poiché in Campidoglio si sapeva benissimo che aria tirasse. Anzi, il sindaco inizialmente aveva anche puntato ad anticipare il verdetto. Ma alla fine l'aveva messa così: "Preferiamo aspettare". In realtà la "quadra" non era semplicissima. Fino a ieri erano due le ipotesi in campo. La prima, appariva poco probabile in un contesto di manovra miliardaria a spese delle famiglie, l'allargamento della giunta comunale a 15 assessori per fare "spazio" a tre donne. Tra l'altro non è che ci sia la fila per fare l'assessore in una giunta in grossissime difficoltà, e con scarse possibilità di riconferma mentre si avvicina un'infuocata campagna elettorale. La seconda ipotesi, più probabile (ma non è chiaro se sia sufficiente) vede il sacrificio del vice sindaco Mauro Cutrufo, che detiene la delega al Turismo. Lui avrebbe dovuto lasciare. Da subito i "boatos" hanno comunicato la disponibilità di Rosella Sensi. Nome più volte citato anche durante il rimpasto invernale, la ex presideete della Roma e attuale vice presidente della Lega Serie A, coltiva ambizioni che vanno ben oltre il calcio. In "lizza" c'è anche l'unica pidiellina Lavinia Mennuni, certo nome meno noto, ma in ogni caso utile politicamente poiché esponente di riferimento della corrente di Rampelli, il quale era rimasto molto male quando - per ragioni politiche - Alemanno aveva fatto fuori l'assessore Laura Marisilio.
Alla fine, come sempre, ha vinto una soluzione di compromesso, che fotografa una volta di più un sindaco debole, ostaggio degli opposti "aut aut". Il potente Cutrufo non ci ha rimesso il posto, e mantiene la sua delega. La giunta non è stata allargata di tre, ma solo di uno, per fare spazio a Rosella Sensi. Certo rimane il dubbio se solo una donna in più sia sufficiente a riequilibrare la rappresentanza femminile. Certamente lo strumento delle quote rosa, per ora, non ne esce esaltato.
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Nessuno si sarebbe mai azzardato a sposarsi quella donna,eppure lui per arrivare su quel "trono",ne ha fatte di tutti i colori.
Alemanno non sopporta la vicinanza femminile.
Mi ricordo,quando era uno squadrista e scorazzava per i quartieri romani,stava sempre vicino ai camerati più grossi e muscolosi.
Lui piccolino e con quella voce da mezzo tono,faceva lo spavaldo solo stando con gli uomini!
Ma quali quote rosa,a lui piacciono solo le quote delle mazzette.
Vecchio marpione...
Nonostante i schiaffi che hai preso hai sempre un buon Cerone. 15-07-2011 18:54 - maurizio mariani