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FUORIPAGINA
16/07/2011
  •   |   Maurizio Matteuzzi
    Libia, tutto il potere agli insorti


    Il quarto tentativo del Gruppo di contatto di liberarsi di Gheddafi e risolvere la rognosissima crisi libica ha preso il via ieri a Istanbul. Presenti i rappresentanti di una quarantina fra paesi e organizzazioni, spiccavano il segretario di stato Usa Hillary Clinton, il segretario della Nato Rasmussen e la responsabile esteri della Ue, l'inglese Catherine Ashton (allora esiste!). Assenti invece Russia e Cina che per quanto invitate hanno di nuovo declinato, in quanto estremamente critiche sull'interpretazione data alla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza.
    Il Gruppo di contatto e la Clinton hanno fatto il passo annunciato da tempo: il riconoscimento del Cnt, il Consiglio nazionale transitorio di Bengasi, quale unico rappresentante legittimo della nuova Libia che sarà (ma ancora non è), un passo formale dagli effetti concreti molto consistenti in quanto consentirà lo sblocco in favore degli insorti degli asset libici ( congelati dalla risoluzione dell'Onu. 


    Gongolante e frivolo l'italiano Frattini, si è felicitato per il riconoscimento del Cnt di cui l'Italia si è fatta «attiva promotrice», poi ha garantito «entro pochi giorni» al numero due del Cnt, Mustafa Jibril, la concessione di 100 milioni di euro e poi di una seconda tranche per altri 300 milioni (garantiti dai beni libici bloccati in Italia). Almeno il ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu ha proposto di sbloccare 3 miliardi di dollari dei fondi libici per fornire «aiuti umanitari» da distribuire «in parti uguali» alla popolazione civile della Tripolitania e della Bengasi. Ma ormai la strada è presa e la coalizione internazionale dei volenterosi e degli umanitari non può tornare indietro perché lo smacco che subirebbe dal «beduino» Gheddafi sarebbe troppo grande. 
    Dalla riunione di ieri è venuta fuori anche quella che è stata definita «una road map» in 5 punti: 1) Gheddafi deve lasciare il potere, 2) un cessate il fuoco sotto controllo Onu, 3) una conferenza nazionale che «comprenda i capi tribù e rappresentanti di Tripoli», 4) una nuova costituzione, 5) elezioni parlamentari «per fondare una democrazia».

     

    A presentare questo pacchetto al Colonnello sarà il rappresentante Onu, il giordano al-Khatib, che stando a Frattini sarà «il negoziatore esclusivo con Tripoli e con Bengasi» (e così l'Unione africana, che sta cercando da mesi una soluzione negoziata, è tagliata fuori: come ai vecchi tempi ai problemi dell'Africa ci pensano gli «altri»).
    Frattini, che ha il terrore che l'avventura si concluda con la divisione della Libia in due - Cirenaica e Tripolitania -, dice (per quel che conta) che «il processo di transizione» deve essere «inclusivo» e possa vedere anche «esponenti del precedente governo, esclusi coloro che si sono resi responsabili delle violenze contro i civili» (un bel problema, che ne sarà di molti dei massimi esponenti degli insorti, tipo il leader del Cnt Jalil e il «ministro della difesa» Younes, ex ministri gheddafiani della giustizia e degli interni, piu volti «ricordati» da Amnesty?).


    La Turchia, per bocca del ministro Davutoglu, propone una sorta di terza via: una defenestrazione soft per Gheddafi («un porto sicuro» dove possa riparare e senza essere arrestato e spedito alla Corte penale internazionale), un consiglio paritetico di governo ad interim (due di Tripoli, due di Bengasi che dovrebbeo eleggere un quinto, il presidente transitorio, tutti reciprocamente accettabili). Ma non è aria.
    Nessuna tregua neanche per il Ramadan, che comincia l'1 agosto. L'ha detto il Cnt («anche il profeta Maometto ha combattuto durante il Ramadan») e l'ha ripetuto Juppè («i rappresentanti di parecchi paesi musulmani ci hanno indicato che non ci sono controindicazioni»).
    Per ora tutti discorsi e road-maps che fanno i conti senza l'oste. Che è ancora l'ostinato Gheddafi (che fra tante sollecitazioni ad andarsene ha ricevuto il caloroso incoraggiamento del venzuelano Chavez («Forza Gheddafi, forza Libia»). Rivolgendosi a decine di migliaia di suoi sostenitori riuniti a Zlitan, ha respinto il riconoscimento internazionale del Cnt e ha incitato la folla a «mettersi questi riconoscimenti sotto i piedi».


I COMMENTI:
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  • egregio Casarino se non credi a me puoi benissimo controllare da solo, in rete, circolano moltissime foto e filmati della manifestazione del 1° Luglio, svoltasi a Tripoli, in favore del colonnello Ghrddafi.(insieme a tantr altre)
    fonti; qui:
    http://libyanfreepress.wordpress.com
    o anche qui:
    www.youtube.com
    (voce manifestazione pro Gheddafi a Tripoli(01/07/2011)
    comunque x essere più precisi, il n°2.188.000<2009>( si riferisce SOLO alla città di Tripoli(compreso l'agglomerato urbano)mentre la popolazione totale della Tripolitania è molto più numerosa,
    x quanto poi riguarda l'attendibilità delle cifre anche in Italia, in attesa del prossimo censimento(che guarda caso si farà proprio quest'anno!)x aggiornare le cifre sia demografiche che economiche si usano, sovente delle stime, le quali dopo tanti anni di esperienza sono abbastanza attendibili(o vuoi mettere in dubbio la professionalità di geografi e tecnici statistico-demografici, che lavorano x le istituzioni internazionali o x le case editrici geografiche?
    un saluto
    alexfaro 19-07-2011 18:13 - alexfaro
  • Gent.mo alexfaro, mi interessa relativamente mettere in dubbio i suoi dati aggiornati, tratti da una fonte così autorevole.Faccio solo notare che quella relativa all'agglomerato urbano di Tripoli è una mera stima (opinione), che ha grosso modo la stessa attendibilità di un sondaggio. Comunque sia, la possibilità che TUTTA la popolazione della Tripolitania, ma proprio TUTTA (vogliamo escludere almeno gli infanti, i vecchi, i malati, gli storpi, gli ospedalizzati, larga parte delle donne: saranno i 500.000 mancanti all'appello?), partecipi ad una manifestazione è, anche solo da un punto di vista probabilistico, pari a zero. Se, per assurdo, corrispondesse alla verità, significherebbe un livello di controllo sociale e di TOTALITARISMO che neppure il nazismo era riuscito a mettere in campo.Poiché io non sono avvezzo ad insolentire, Le porgo i miei più distinti saluti. 19-07-2011 07:32 - Giacomo Casarino
  • x il forumista che si firma Giacomo Casarino, caro mio ti vedo un pò disinformato sulla Libia;
    prendi nota;LIBIA: sup.1.775.500Kmq
    pop.6.420.000 abitanti(stima 2009, sicuramente x difetto vista la prolificità degli arabi)
    capitale TRIPOLI; 1.065.500 ab.(2006)aggl. urbano 2.188.000 ab.(stima 2009)
    fonte qui:
    www.deagostinigeografia.it
    ora con ca 2.200.000 abitanti in Tripoli(ed anche qualche decina di migliaia fatti arrivare da altre zone,secondo te non si potrebbe arrivare, in una manifestazione alla cifra di 1,7 milioni di persone?
    x favore informati di più prima di sparare cazzate, grazie;
    ps
    la fonte è di proprietà del ns "caro Cainano"attuale pres del cons, quindi direi "quasi insospettabile"non trovi?
    alexfaro 18-07-2011 02:05 - alexfaro
  • @alexfaro: la Libia ha una popolazione (molto sparsa sul territorio) che raggiunge appena i sei milioni di abitanti. Per quanto fervidamente amata (la Guida), si può immaginare, una manifestazione a Tripoli che veda radunati attorno a Gheddafi quasi un terzo degli abitanti totali? Almeno su questo punto, su questo dato obiettivo la propaganda di guerra risulta patente: basta documentarsi su atlanti o, più modestamente, su una "garzantina". 16-07-2011 22:23 - Giacomo Casarino
  • Come volevasi dimostrare. Alla faccia degli pseudodemocratici al napalm. 16-07-2011 18:25 - Murmillus
  • ma questi pagliacci del cd"gruppo di contatto" x la Libia, ci fanno o ci sono? secondo le notizie(vere e non quelle falsità che ci propinano i ns cd media asserviti al potere economico-politico capitalistico-occidentale)le truppe fedeli al LEGITTIMO GOVERNO di TRIPOLI(che NON è guidato da Gheddafi il quale NON ha nessun ruolo istituzionale,ma i velinari di cui sopra, non lo dicono mai)sono saldamente attestati ben oltre la città di Brega con il suo terminal petrolifero, e controllano a sud una vasta fascia di territorio, fino quasi alla città di Agedabia,mentre come dicevo il Fezzan è in gran parte nelle mani delle truppe governative, e la Tripolitania,(a parte una piccola zona di Misurata) è quasi totalmente fedele al governo di Tripoli(vista anche la grande manifestazione svoltasi nella capitale a favore di Gheddafi il 1° luglio la quale ha visto la partecipazione di 1.700.000 persone)ma sui media occidentali silenzio di tomba vero?
    x concludere(altrimenti scrivo un romanzo)dopo ben 120 giorni di bombardamenti aerei e missilistici contro le installazioni governative(ed anche molte civili)e con moltissime vittime(i famosi "danni collaterali")i "pagliacci"(il più rappresentativo è senz'altro quell'imbecille di Frattini)di cui dicevo all'inizio non sanno più che pesci prendere(visto anche che molte nazioni si sono defilate dopo "l'entusiastico"inizio!)e il signor Obama ha altre gatte da pelare(Afganistan e Pakistan)sia politiche che economiche,
    a questo punto sarebbe d'obbligo, stipulare una tregua con il seguito di una soluzione diplomatica(detta in soldoni dovrebbero dialogare solo i 2 contendenti, senza interferenze esterne)ma siccome questa soluzione sarebbe uno smacco totale con relativa perdita della "faccia" x la NATO e x tutte le nazioni partecipanti, la vedo molto dura,un'altra soluzione sarebbe l'invasione via terra(ma le risoluzioni dell'ONU lo vietano esplicitamente)e con quali conseguenze(cioè, moltissime vittime sia militari che civili)è facile immaginare.
    alexfaro 16-07-2011 18:17 - alexfaro
  • Continua la sporchissima guerra neo coloniale secondo un copione ampiamente prevedibile già quattro mesi orsono. Le "Brigate Internazionali" proteggeranno i civili anche durante il Ramadan (chissà che sollievo per quelli che, non pochi come è ormai evidente, appoggiano l'attuale governo).

    L'unico lato positivo è che ormai gli 'interventisti umanitari', quelli del 'non si può non ...!' (o almeno chi di loro conosce il significato del termine 'decenza'), hanno il buon gusto di rimanere in silenzio. Certo potrebbero fare anche meglio: ammettere di essere stati quanto meno ingenui e un po' precipitosi. 16-07-2011 18:05 - almanzor
  • 100 milioni di euro? Cioé più della manovra che riduce i lavoratori dipendenti e i pensionati al pezzentismo?
    E tutto per aiutare questi quattro avventurieri pagati da Sarkozy e da Obama che se non ci fosse stato l'intervento della Nato sarebbero già dimenticati da tutti? 16-07-2011 17:07 - laura
  • In effetti, la lettrice Luisa ha ragione a chiedersi: "...e questi insorti ?chi sono'?" Poiché la memoria dei più è notoriamente labile, bisogna ricordare che per tutto il mese antecedente l'intervento militare ONU, anche per il Manifesto questi rivoltosi erano "buoni", così come quelli tunisini ed egiziani, di cui a nessuno sarebbe venuto in mente (e neppure oggi gli viene) di chiedere chi fossero e di fargli l'esame del sangue. La vittoria di questi ultimi, legata al mancato intervento repressivo dei rispettivi eserciti, esonerava, almeno per il momento, dal domandarsi "chi c'era dietro", chi tirava le fila. Riflesso di sospetto/complotto che è immediatamente scattato (non dico del tutto a torto) non appena l'ONU risponde, dopo quasi un mese di tergiversazioni, alla richiesta di aiuto da parte dei ribelli libici, che rischiavano la sopraffazione e l'eliminazione sotto l'incalzare di un apparato militare tecnologicamente incomparabile rispetto ad un armamento da guerriglia. Perché di questo tipo di armamento si trattava, almeno in origine: e qui bisogna sfatare il luogo comune, caro a qualche pacifista, secondo cui gli oppositori libici avrebbero preso le armi e iniziato una guerra civile "per partito preso", diventando "cattivi", rifiutando la "non-violenza", cioè il massacro. Circa il Consiglio nazionale di transizione (31 membri, di 13 dei quali solamente si conosce l'identità: do you remember le la lotta clandestina?), la sua composizione è nota e si può trovare in rete. Si vedrebbe che non sono tutti schegge transfughe del regime gheddafiano, tanto che tra loro almeno due (dei tredici) hanno goduto le delizie delle prigioni del rais ("Repubblica" a suo tempo ne aveva pubblicato i nomi, il Manifesto no). Oltre al segretario generale al-Jalil, e al vicesegretario al-Hafiz Ghoga, vi compaiono due rappresentanti della municipalità di Al Butnam, due di Bengasi, uno di Derna, uno di Gubba, uno di Misurata, un rappresentante dei prigionieri politici, uno delle forze armate, più due, rispettivamente dei giovani e delle donne. 16-07-2011 16:29 - Giacomo Casarino
  • Gli insorti sono quelli della Cirenaica e quelli che in Libia ci hanno lavorato per anni.
    Quando hanno diviso il Nord Africa e il Medio Oriente,gli imperialisti lo hanno fatto con delle linee rette,non tenendo conto delle differenze di popoli.
    Gheddafi e i suoi figli,dopo che hanno frequentato quelli della Lega italiana,hanno imparato a odiare quelli che non erano della sua razza e così....
    Ecco il risultato!
    Non era più il Gheddafi antimperialista,con Berlusconi e Bossi è diventato altro.
    Se la Libia è in una guerra civile è anche grazie alla politica internazionale di questo governo! 16-07-2011 16:24 - maurizio mariani
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