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Domanda del giorno: Obama, realista o catastrofista?
«Troviamo un accordo per evitare l'Armageddon economico». Così Barack Obama, nel suo discorso radiofonico settimanale, si è rivolto ai membri del Congresso e li ha invitati a trovare un'intesa sul debito per evitare l'apocalisse economica. «È semplice - ha detto Obama - serve un approccio equilibrato, sacrifici condivisi e l'intenzione di fare scelte impopolari da tutte le parti. Questo significa spendere meno sui programmi interni, spendere meno per la difesa e prendere le leggi fiscali e tagliare alcuni sgravi e deduzioni degli americani più ricchi. Sono pronto a fare quello che è necessario per risolvere questo problema, anche se impopolare, mi aspetto che i leader del Congresso diano prova della stessa volontà per arrivare a un compromesso». Il discorso del presidente Usa fa venire in mente alcune domande. Sta cedendo troppo ai repubblicani per rimanere in sella, tradendo così le speranze che aveva suscitato la sua elezione, o non può fare altrimenti? L’Armageddon economico è uno scenario possibile o un’arma di ricatto nei confronti dei membri del Congresso per costringerli a digerire le lacrime e sangue? Insomma, realista o catastrofista?
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non facciamo confusione, prego. In Europa non c'e' nessun progetto "socialista" ma di che blateri? 18-07-2011 18:58 - Murmillus
kiriosomega 18-07-2011 18:49 - kiriosomega
It's WTO, stupid (no offence).
E' dai tempi di Clinton che gli USA non vendono piu' un cerino in giro per il mondo. Hanno cercato di plasmare l'intero pianeta sul modello di globalizzazione neo-liberista: le fabbriche in China, i soldi ai miliardari americani, difesi dal piu' potente esercito della Terra. Il progetto, in cui un fine collaterale, ma per nulla insignificante, era quello di fottere lo Stato Sociale Europeo, e' finito a carte e quarant'otto.
Faceva tenerezza, Obama, quando gli hanno detto che i pannelli solari o le turbine eoliche del suo grandioso progetto di energie verdi (finanziato dalle tasse degli americani) vengono prodotti in PRC.
La China ha riscoperto che il vero valore aggiunto del processo capitalistico sta in chi produce beni materiali, non in chi si fa le pippe con i futures ed ha fatto le scarpe (nike, probabilmente) agli USA.
L'Europa e' rimasta stritolata nel mezzo.
Agli USA non rimane che il mercato delle armi ed e' questa la cosa probabilmente piu' pericolosa dell'intero accrocchio: hanno necessita' di vendere armi, quindi di far scoppiare conflitti in giro per il mondo.
L'unica salvezza per lo Stato Sociale Europeo, cioe' per il progetto Socialista, sta in una formula semplice eppure rivoluzionaria: EUROPA SOCIALISTA FUORI DAL WTO. 18-07-2011 11:44 - Ahmed
alexfaro 18-07-2011 02:24 - alexfaro