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FUORIPAGINA
17/07/2011
  •   |  
    Domanda del giorno: Obama, realista o catastrofista?

    «Troviamo un accordo per evitare l'Armageddon economico». Così Barack Obama, nel suo discorso radiofonico settimanale, si è rivolto ai membri del Congresso e li ha invitati a trovare un'intesa sul debito per evitare l'apocalisse economica. «È semplice - ha detto Obama - serve un approccio equilibrato, sacrifici condivisi e l'intenzione di fare scelte impopolari da tutte le parti. Questo significa spendere meno sui programmi interni, spendere meno per la difesa e prendere le leggi fiscali e tagliare alcuni sgravi e deduzioni degli americani più ricchi. Sono pronto a fare quello che è necessario per risolvere questo problema, anche se impopolare, mi aspetto che i leader del Congresso diano prova della stessa volontà per arrivare a un compromesso». Il discorso del presidente Usa fa venire in mente alcune domande. Sta cedendo troppo ai repubblicani per rimanere in sella, tradendo così le speranze che aveva suscitato la sua elezione, o non può fare altrimenti? L’Armageddon economico è uno scenario possibile o un’arma di ricatto nei confronti dei membri del Congresso per costringerli a digerire le lacrime e sangue? Insomma, realista o catastrofista?


I COMMENTI:
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  • Quoto murmillus: 'Stato sociale' (espressione alquanto ambigua, quanto la sua genesi e le sue manifestazioni storiche) non ha niente a che fare con uno stato o progetto 'socialista'. Ciò non toglie che il nostro Sistema Sanitario Nazionale sia comunque preferibile alla più costosa e relativamente meno efficiente sommatoria Medicare, Medicaid, più assicurazione/spesa privata. Ma, come ognuno può verificare, in Italia non c'è traccia di repubblica socialista. Almeno gli errori più facili cerchiamo di scansarli. 19-07-2011 18:03 - almanzor
  • Quanta confusione! Qualcuno dice: "L'unica salvezza per lo Stato Sociale Europeo, cioe' per il progetto Socialista, sta in una formula semplice eppure rivoluzionaria: EUROPA SOCIALISTA FUORI DAL WTO".
    non facciamo confusione, prego. In Europa non c'e' nessun progetto "socialista" ma di che blateri? 18-07-2011 18:58 - Murmillus
  • Caro Obama, nel senso di costoso, tentare di salvare gli USA seguendo politiche folli repubblicane è certamente pazzesco, e giullaresco, ma nel tragicamente comico, è seguire i dettami delle lobbyes sioniste di cui fanno parte tanti tuoi sconsiderati consiglieri economici. Dunque, inutile farsi forti colpendo, con manovre preordinate, l'Europa attraverso l'arroganza del dollaro! Anzi l'Europa SOCIALISTA, come Stato Sociale, deve stare fuori dal WTO.
    kiriosomega 18-07-2011 18:49 - kiriosomega
  • Barak Obama ha fatto molti errori sin dal principio, con ogni probabilità anche per colpa dei suoi consiglieri economici. Ha iniziato a pagare le sue sccelte moderate con la sconfitta alle elezioni di midterm, che hanno portato il congresso sotto il controllo repubblicano che ritiene, finora a ragione, di poter spingere le sue richieste fino all'estremo di respingere delle proposte praticamente di destra per andare a vedere l'eventuale rilancio del presidente. Ora, non votare l'innnalzamente del tetto al debito americano sarebbe una follia le cui conseguenze sono imprevedibili (a parte la trasformazione dei bond americani da ultima risorsa supersicura a quasi "spazzatura"). Obama non deve cedere ai ricatti dei repubblicani i quali conoscono benissimo il rischio (fino al possibile defoult dei titoli americani) e non saranno disposti a correrlo. Quanto a noi, attrezziamoci per il peggio: tanto non sarebbe comunque stato un presidente americano a cambiare il mondo! 18-07-2011 18:06 - Paolo Bonazzi
  • La madre di tutti i problemi e' un acronimo di tre lettere, tanto caro sia al Clinton (maschio) quanto al Bush (junior) e, sopratutto, ai cinesi: avete indovinato?
    It's WTO, stupid (no offence).
    E' dai tempi di Clinton che gli USA non vendono piu' un cerino in giro per il mondo. Hanno cercato di plasmare l'intero pianeta sul modello di globalizzazione neo-liberista: le fabbriche in China, i soldi ai miliardari americani, difesi dal piu' potente esercito della Terra. Il progetto, in cui un fine collaterale, ma per nulla insignificante, era quello di fottere lo Stato Sociale Europeo, e' finito a carte e quarant'otto.
    Faceva tenerezza, Obama, quando gli hanno detto che i pannelli solari o le turbine eoliche del suo grandioso progetto di energie verdi (finanziato dalle tasse degli americani) vengono prodotti in PRC.
    La China ha riscoperto che il vero valore aggiunto del processo capitalistico sta in chi produce beni materiali, non in chi si fa le pippe con i futures ed ha fatto le scarpe (nike, probabilmente) agli USA.
    L'Europa e' rimasta stritolata nel mezzo.
    Agli USA non rimane che il mercato delle armi ed e' questa la cosa probabilmente piu' pericolosa dell'intero accrocchio: hanno necessita' di vendere armi, quindi di far scoppiare conflitti in giro per il mondo.
    L'unica salvezza per lo Stato Sociale Europeo, cioe' per il progetto Socialista, sta in una formula semplice eppure rivoluzionaria: EUROPA SOCIALISTA FUORI DAL WTO. 18-07-2011 11:44 - Ahmed
  • Al di là della contesa con i repubblicani circa l’innalzamento del limite di spesa consentito, non mi pare che l’allarme di Obama sia un atteggiamento strumentale né una forzatura propagandistica. E neppure che lo sforamento del tetto di bilancio sia riconducibile esclusivamente a “cause” interne. Non sono passati molti mesi da quando i cultori del PIL auscultavano speranzosi i segni, pur modesti, di “ripresa” provenienti dagli USA, nella convinzione che da lì cominciasse a chiudersi su scala mondiale il ciclo infernale della crisi. E invece eccoci qua a paventare il rischio di collasso della maggiore potenza economica e militare del mondo, con tutte le conseguenze cumulative su scala planetaria che solo in parte riusciamo ad immaginare. La crisi non è affatto finita, sono semplicemente mutati e accresciuti i meccanismi ed i terreni su cui si manifesta. La speculazione sulle materie prime e sui prodotti di prima necessità si è rapidamente coniugata all’attacco ai “debiti sovrani”; il “mercato regolatore” (presunto, nei confronti dell’economia reale) si è tramutato nel suo opposto, la speculazione finanziaria. Queste sono le tensioni, imprevedibili nei tempi e nei modi, cui sono sottoposti i bilanci degli Stati: non è un caso che si avverta l’opportunità, da parte della destra (in Italia, ma anche negli Stati Uniti), di inserire nelle norme costituzionali l’imperativo della parità di bilancio. Vincolo che consentirebbe di rovesciare di volta in volta sulle condizione di sussistenza delle popolazioni i contraccolpi provenienti dai bruschi attacchi speculativi, di fronte ai quali anche il centro dell’economia-mondo può soccombere. Il debito pubblico americano finora ha retto, nonostante le gigantesche spese legate al complesso militare/industriale e ai salvataggi bancari. Ma se ora si mostra debole, come molti paesi europei, agli occhi delle agenzie di rating, , è proprio in conseguenza del fatto che i potenti della Terra, i G20 (tra cui Obama), non hanno voluto fissare regole che recidessero alla base i meccanismi speculativi, che eliminassero ogni forma di “tossicità”, di ricchezza illusoria indotta dalla proliferazione di certi prodotti finanziari. Sono forse stati messi al bando i prodotti tossici, i “derivati” e i credit default swaps (vere e proprie scommesse;, forse sono state anche solo parzialmente nazionalizzate le banche salvate? La “tossicità” della finanza virtuale mette maggiormente in evidenza la debolezza dell’economia reale e la stessa affidabilità dei bilanci pubblici: ci sarà pure un motivo se qualcuno arriva ad ipotizzare il ritorno al sistema aureo. 18-07-2011 09:03 - Giacomo Casarino
  • quello che non capisco, con tutti i problemi che hanno gli americani, devono invitare il Dailalama e rompere i c....... ai cinesi, me lo spiegate? 18-07-2011 08:59 - lia
  • E se dicesse semplicemente come stanno le cose? A volte i politici non mentono. 18-07-2011 06:42 - bozo4
  • infatti non x niente gli appartenenti alla sinistra liberals USA lo hanno soprannominato "BOMBAMA"invece di risolvere i(giganteschi) problemi economici della sua nazione, sta creando il caos sia in Africa(Libia) che nel Medio Oriente(Siria)con il rischio che se tira troppo la corda potrebbe far scoppiare un conflitto regionale,il quale potrebbe anche trasformarsi in una guerra globale nucleare(sperando che ciò non succeda)ma visti i precedenti, non si sa mai!
    alexfaro 18-07-2011 02:24 - alexfaro
  • Lo dico con affetto ma lo dico. Non è che vi state "normalizzando" troppo? Che significa che Obama sta cedendo troppo ai repubblicani? In che cosa la sua politica si era smarcata, prima, da quella dei repubblicani? E' per via della riforma sanitaria? Non mi sembra che sia riuscita benissimo ma è forse l'unico atto coraggioso. Per il resto? Il "nobel per la pace" Obama ha rinvigorito ulteriormente l'azione militare degli Usa nel mondo. Il presidente che voleva moralizzare la finanza mondiale, riscriverne le regole, si è limitato a salvare le banche con i soldi dello Stato. Obama è realista, forse, ma è preso nella logica dell'ideologia unica. E noi? Che cosa proponiamo? Quante volte «il manifesto» si è ritrovato a commentare le "belle" trovate del Pd come se si trattasse di un partito di sinistra? Come Obama, Bersani aderisce all'idea unica liberista, quella che ha prodotto l'ultima manovra. E, beninsteso, il problema della manovra non è che è un salasso e non è neppure soltanto il fatto che colpisce i più poveri... Il problema della manovra è che affosserà sempre più quell'economia che dice di voler salvare. Solo la proposta di un modello diverso potrà salvarci dall'Armageddon. Più spesa sociale e meno spesa militare? Più servizi e meno sprechi? O, come in queste settimane va ripetendo su queste pagine Guido Viale, una rivoluzione tecnologica in senso ecologista? 17-07-2011 23:47 - mariobadino.noblogs.org
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