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FUORIPAGINA
17/07/2011
  •   |  
    Domanda del giorno: Obama, realista o catastrofista?

    «Troviamo un accordo per evitare l'Armageddon economico». Così Barack Obama, nel suo discorso radiofonico settimanale, si è rivolto ai membri del Congresso e li ha invitati a trovare un'intesa sul debito per evitare l'apocalisse economica. «È semplice - ha detto Obama - serve un approccio equilibrato, sacrifici condivisi e l'intenzione di fare scelte impopolari da tutte le parti. Questo significa spendere meno sui programmi interni, spendere meno per la difesa e prendere le leggi fiscali e tagliare alcuni sgravi e deduzioni degli americani più ricchi. Sono pronto a fare quello che è necessario per risolvere questo problema, anche se impopolare, mi aspetto che i leader del Congresso diano prova della stessa volontà per arrivare a un compromesso». Il discorso del presidente Usa fa venire in mente alcune domande. Sta cedendo troppo ai repubblicani per rimanere in sella, tradendo così le speranze che aveva suscitato la sua elezione, o non può fare altrimenti? L’Armageddon economico è uno scenario possibile o un’arma di ricatto nei confronti dei membri del Congresso per costringerli a digerire le lacrime e sangue? Insomma, realista o catastrofista?


I COMMENTI:
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  • Mi permetto di ricordare ai 'realisti indulgenti' che riguardo al nocciolo della questione (ovvero la fine dei tagli fiscali agli alti redditi, decisi dalla precedente Amministrazione) il nostro eroe optò fin dall'inizio per una sospensione del taglio per tutto il suo primo mandato (a inizio 2013, se ben ricordo).

    La domanda è: perché non ha affondato il bisturi SUBITO, quando, cioè, poteva contare sulla 'luna di miele' e su entrambi i rami del Parlamento (è vero che le maggioranze parlamentari americane non sono quelle europee e che molti democrats sono pro-wealth, ma forse, con l'utilizzo di una base motivata e non ancora delusa, avrebbe potuto fare qualcosa di più); dopo il mid-term è tutto più difficile.
    E la minaccia di default serve più per i titoli di giornale che per gli scafati Reps.
    Questo, si badi, per una banale e ragionevole politica redistributiva (niente di rivoluzionario). Le priorità politiche progressiste del nostro grande Presidente erano altre ? Quali ? La fine delle guerre in corso o il sostanziale dimagrimento della spesa militare ? No (i tagli alla Difesa sono insignificanti se non per il principio). La messa in discussione della 'mostruosa relazione siamese' con Israele ? Manco per sogno (ha fatto peggio di Bush jr.). E si potrebbe continuare. Resta, obbiettivamente, il grande sforzo prodotto sulla Riforma Sanitaria che, però, sembra più un affare per Big Pharma (di qui i costi) che un affare per la middle class; certamente non ha dato agli Usa un civile sistema universalistico europeo.
    A questo punto si offende qualcuno se scrivo, come altre volte, che Grande Capo Obama ha lingua biforcuta ? 17-07-2011 20:34 - almanzor
  • Obama (ed i Democratici)si è giocato la rielezione quando è entrato in rotta di collisione (verbale) con la lobby sionista filoisraeliana, richiedendo il ritiro dai territori occupati. A questo punto non può fare altro che cercare di togliersi (sempre e soltanto verbalmente)qualche sassolino dalla scarpa, come il nostro "picconatore" Cossiga. Inoltre, quando gli stessi democratici liberal lo considerano una delusione... Tant'è che anche Hillary Clinton ha pensato bene di dedicarsi ai nipotini.
    Il Sistema è più grande di qualsiasi sua parte: anche Fidel Castro e Che Guevara come Presidente degli Stati Uniti si comportarebbero così. 17-07-2011 18:54 - Confucius
  • Si tratta di un'affermazione che ha più che un fondo di verità ma da inserire comunque nel contesto di una trattativa dove all'altro lato del tavolo ci sono dei pazzi fondamentalisti. Comunque Obama ha deluso enormemente da subito dopo la sua nomina, non è da ora che tradirebbe la fiducia di chi lo ha eletto. 17-07-2011 17:55 - Stefano Caffari
  • Francamente non capisco quale altra possibile alternativa realistica ed utile avrebbe Obama, di fronte ad una prospettiva di default a breve termine, se non quella d' evocare l' Armageddon, ovvero un cataclisma di proporzioni a dir poco epocali ...

    Perchè è probabile che ci sarebbe proprio questo: un vero disastro economico (... e di conseguenza, anche sociale!...) con effetti immedatiati su tutto il globo terracqueo.

    Nella sostanza, poi, l' accordo sarà negoziato duramente tra le parti fino all' ultimo secondo utile, credo...

    E non è neppure detto che se poi si troverà alla fine ed all' ultimo secondo possibile, tale accordo servirà come spartiacque, per decretare la fine della crisi in cui siamo immersi: di questi tempi tutte le cause della crisi stessa, in primis i titoli finanziari "tossici", sono ancora esattamente dov' erano prima e non sono state minimamente rimosse ne, tanto meno, risolte... 17-07-2011 15:48 - Fabio Vivian
  • "Obama, realista o catastrofista?"

    Realista, evidentemente. Il problema - suo, e anche del resto del mondo - è che sono tutt'altro che realisti GLI ALTRI: a cominciare dalla maggioranza repubblicana della Camera.

    "Persino un economista democratico e moderato come Krugman ritiene che Obama sia in cuor suo un repubblicano."

    Anche se così fosse - e io non lo credo affatto - non vedo dove sarebbe il problema. Sbaglio, o Abraham Lincoln era un repubblicano?

    Il punto non è questo. Il punto è che Obama si trova a dover prendere decisioni dall'interno di un sistema di vincoli veti e controveti talmente intricato, ed essendo sottoposto ad una pressione "ideologica" talmente intensa, da far perdere il sonno anche al cancelliere Bismarck.

    Gli Stati Uniti si trovano, oggi, obiettivamente in una situazione di gravissima crisi: e Obama sta cercando di fare quel che può, stanti le suddette "condizioni al contorno". Non so quanti non avrebbero già buttato la spugna... ;)

    E, in fondo, anche Krugman - del quale ho una stima enorme - è un portatore di "vested interests". I suoi magnifici commenti sul NYT, apparentemente "al di sopra delle parti", sono in realtà il riflesso dell'interminabile scontro che va avanti da oltre quarant'anni nei circoli economici accademici statunitensi, fra Neo-Keynesiani, Keynesiani classici, Chicagoani. Insomma, fra - come dicono loro - "economisti d'acqua dolce" (gli ultra-liberisti delle università vicine ai grandi laghi - Chicago, Northwestern, Minnesota) e "economisti d'acqua salata" (gli "statalisti" - si fa per dire - di MIT, Harvard, Berkeley, Yale).

    Potrebbe dunque darsi che Krugman, spazientito per il fatto che Obama non dà segno di voler ascoltare il saggio premio Nobel, stia cominciando semplicemente ad usare l'arma dell'attacco "ad personam"... ;) 17-07-2011 15:19 - Harken
  • è altamente probabile se non sicuro che non ci sarà nessun default usa; in fondo l'economia non è una scienza esatta ( forse nemmeno una scienza tout-court ) e il sistema per tirarla avanti ancora per un po' lo troveranno.Rimane però nettissima l'impressione che stiamo vivendo una stagione cruciale per la storia del capitalismo, per il suo futuro come sistema dominante: pare proprio che senza lo spauracchio del comunismo questi borghesi prima cannibalizzino i disgraziati come noi e poi si mangino l'un l'altro.Ce la farà la povera gente ad impedire che ci ammazzino tutti? perchè, alla fin fine, qquesto è il dilemma... 17-07-2011 13:48 - antonio
  • Probabilmente catastrofista.
    Le sue affermazioni vanno contestualizzate nel quadro di una trattativa molto dura. 17-07-2011 08:47 - tommaso
  • Baracca Obama,non sta facendo altro che il suo lavoro da presidente dell'impero!
    Cosa credevate,che perche nero e nipote di africani,si sarebbe "sciolto" e avrebbe cambiato il corso della storia capitalista.
    Obama è quello che la borghesia imperialista ha preferito per risolvere la disastrosa situazione economica.
    Al grido di SIAMO RICCHI E POVERI,ha chiesto sacrifici ai suoi fratelli neri.
    I fratelli neri che in Amerika,stavano preparando la grande lotta contro i bianchi imperialisti,hanno sospeso la loro iniziativa per ascoltare questo ciarlatano.
    Per un pò lo hanno creduto e si erano convinti che qualcosa stava veramente cambiando in Amerika.
    Ma ora,dopo le svendite che ha fatto ai repubblicani e alla plutograzia giudaica amerikana,nessuno si sente più sicuro con quella faccia nera, come presidente.
    Da Malcom X si è trasformato nel peggior Zio Tom amerikano.
    Chiede ai neri di chinare ancora di più la testa.
    Ma la testa dei neri,ispanici e asiatici amerikani è arrivata sotto terra e non può andare più in basso!
    Sono contento della situazione,perche ora non potremo che risalire!
    Finito Obama ricomincerà una grande lotta interna negli USA e questa volta non vinceranno i nativi.
    Vedrete! 17-07-2011 07:23 - maurizio mariani
  • Persino un economista democratico e moderato come Krugman ritiene che Obama sia in cuor suo un repubblicano.
    La convinzione di tutta la sinistra americana liberal o meno ritiene Obama praticamente una delusione. Praticamente un venduto. 17-07-2011 02:24 - Murmillus
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