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Privilegi della casta, cosa occorre per ridurli davvero
Sull’onda delle polemiche sulla cosiddetta «casta», il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli presenta una riforma di legge costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari e agganciare gli stipendi alla presenza in Aula. A prescindere dai contenuti della legge e dalle sue vere finalità (contiene il Senato federale, tra le altre cose), l’approvazione della manovra finanziaria da 79 miliardi in tre anni ha fatto esplodere ancora una volta la questione dei costi della politica. Per l’ennesima volta, infatti, sono saltati i tagli alla «casta» e altre misure, come l’abolizione delle Province, che avrebbero inciso sulla spesa pubblica destinata al mondo della politica e alle sue burocrazie. E così a pagare rimangono sempre e solo i cittadini meno abbienti e il ceto medio.
Le domande che si pongono sono più di una. Innanzitutto, la proposta di Calderoli è solo fumo negli occhi oppure, dietro il paravento della riduzione dei costi della politica, nasconde altri intenti più ideologici (tipo avviare la divisione dell’Italia, cambiando la Costituzione)? Poi c’è la domanda di fondo: è illusorio pensare che la «casta» si autoriduca i propri privilegi oppure un movimento dal basso potrebbe costringerli a farlo?
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Francamente, considerando i tempi e le complesse procedure parlamentari che sarebbero richieste x attuare questa cosiddetta “riforma”, non credo sia illogico concludere che si tratti dell’ ennesima presa per i fondelli del popolino becero e bue, da parte di questa sciagurata classe politica!
D’ altra parte, basterebbe osservare come hanno votato le varie forze politiche in occasione del recente “blitz” di Di Pietro contro le province… Sarà stata forse una proposta mal scritta (…d’ altra parte, da Di Pietro cosa si potrebbe pretendere??? Basta sentirlo parlare x capire che è in perenne conflitto con la lingua italian…), mal congegnata e pure maldestra, portata avanti da una forza politica populista e qualunquista come l’ IdV (che a me francamente fa semplicemente orrore!) ma, comunque, se qualcuno si fosse aspettato un segnale da parte di “lor signori” (PD compreso!), ebbene quel segnale c’ è stato eccome, molto forte e molto chiaro: un bel calcio nel sedere ai comuni cittadini, per altro severamente tassati e vessati dall’ ennesima bastonatura dall’ altisonante nome di “manovra di stabilità finanziaria” o similia…
D’ altra parte, però, pretendere che la “casta” emendi se stessa, a me sembra abbastanza illusorio; come misura minima di trasparenza, allora, si dovrebbe almeno pretendere che gli stipendi, i rimborsi, TUTTE le varie spese e gli innumerevoli “benefits” di cui godono i nostri politici fossero resi pubblici, magari mettendoli a disposizione di tutti su internet: se non altro il “palazzo” assomiglierebbe un po’ di più ad una “casa di cristallo” ed un po’ meno al famoso “porto delle nebbie” (…sebbene questo termine fosse riferito a suo tempo, credo se ricordo bene durante gli anni della prima Repubblica, alla Procura di Roma, alquanto “distratta” nelle sue indagini contro la cricca industriale / politica dell’ epoca…).
Infine, mi piacerebbe sapere e capire se un’ eventuale sforbiciata ai compensi degli “Onorevoli” (???) non si porterebbe dietro una salutare “potatura” anche agli esorbitanti emolumenti di certi funzionari statali (dirigenti di prima e seconda fascia, funzionari statali, managers (???) del settore pubblico, alti magistrati e/o giudici, ecc.) il cui lavoro, quanto a produttività ed utilità (???), poco hanno da invidiare alla nostra sopra menzionata “Banda Bassotti”, ovvero la nostra classe politica, spesso travestita da persone perbene: credo che in questo caso i risparmi, per il bilancio statale, sarebbero tutt’ altro che simbolici… 19-07-2011 21:06 - Fabio Vivian
La linea viene definita un "political vanity project" e "a recipe for disaster".
Credo che quando la nostra casta di non/eletti prende certe decisioni, ci sono in mezzo interessi mafiosi e vanita' (basta pensare a Rutelli!).
http://www.guardian.co.uk/uk/2011/jul/19/hs2-rail-plans-recipe-disaster 19-07-2011 18:26 - Murmillus
Qualora tagliassero la politica, dovrebbero riguardare gli introiti del Signoraggio. 19-07-2011 17:55 - Angelo
questo quotidiano "comunista" e tutti i suoi lettori diventano sempre più noiosi... 19-07-2011 17:20 - Alessandro comunista
ancora sperate che la "casta" (ma il concetto di classe ve lo siete dimenticato?) si autolimiti...
ma se non cominciate voi ad auspicare una rivoluzione chi cazzo lo deve fare in questo paese?
non vi sembrano tempi maturi per provare a cambiare davvero?
voi siete solamenti pavidi borghesi intellualoidi benpensanti, o peggio, la quinta colonna del potere nell'autocoscienza del popolo 19-07-2011 16:58 - claudio
Romano Prodi, qualche anno fa, ha altrettanto giustamente detto che la classe politica italiana non è peggiore della sua popolazione generale.
Dunque:
-la proposta Calderoli è ovviamente strumentale e di puro stampo propagandistico;
- i privilegi del ceto politico italiano sono gli stessi, pur su diversa scala, di quelli cui aspirano le centinaia di corporazioni in cui si costituiscono in Italia tutte le forme di azione sociale (ordini professionali, sindacati, associazioni padronali, gruppi di opinione, partiti politici, ecc.);
- nessuna proposta realistica di autolimitazione potrà venire dagli stessi che godono di qualche forma di privilegio;
- specie in tempi di crisi, i gruppi di potere tendono a rafforzare i loro confini e a mantenere i loro privilegi;
- l'unica soluzione plausibile, anche se di medio-lungo periodo, mi pare potrà nascerà da una presa di coscienza collettiva dei vantaggi e dei costi diffusi delle varie forme di abuso di potere e di distribuzione di privilegi, dal comprendere senza ipocrisia le molteplici linee di collegamento occulte tra le parti apicali (ceto politico) e quelle basali (cittadini), dallo smascherare l'omertà di chi accetta i privilegi di qualcun'altro fintanto che ne raccoglie le briciole a terra.
Insomma, un'azione pedagogica e civica vera e propria, che dovrebbe coinvolgere anche le scuole di ogni ordine e grado.
Forse una soluzione poco realistica, visti i tempi e la mentalità corrente. Ma, per piacere, basta con inviti protorivoluzionari e giudizi sparati a zero sulle colpe di qualcun altro. E’ sempre colpa di qualcun altro… 19-07-2011 15:07 - Alessandro
Ridurre stipendi e privilegi non sanerà i conti pubblici, ma di certo sarebbe un segnale importante e avrebbe un effetto "moralizzatore". Chi di noi non sarebbe attratto dall'idea di fare il parlamentare con quelli stipendi e quelle pensioni?
Personalmente credo che un politico debba guadagnare abbastanza, ma la pensione non la capisco.
Poi bisogna eliminare le comunità (non) montane e le province. Tutto il risparmio andrebbe speso per recuperare il patrimonio storico-artistico e quindi creare posti di lavoro dal loro sfruttamento. 19-07-2011 12:44 - Vito A.
La soluzione sta nel fare piazza pulita e stabilire un tot al mese uguale per tutti. 19-07-2011 12:32 - antonio -+caserta