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Privilegi della casta, cosa occorre per ridurli davvero
Sull’onda delle polemiche sulla cosiddetta «casta», il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli presenta una riforma di legge costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari e agganciare gli stipendi alla presenza in Aula. A prescindere dai contenuti della legge e dalle sue vere finalità (contiene il Senato federale, tra le altre cose), l’approvazione della manovra finanziaria da 79 miliardi in tre anni ha fatto esplodere ancora una volta la questione dei costi della politica. Per l’ennesima volta, infatti, sono saltati i tagli alla «casta» e altre misure, come l’abolizione delle Province, che avrebbero inciso sulla spesa pubblica destinata al mondo della politica e alle sue burocrazie. E così a pagare rimangono sempre e solo i cittadini meno abbienti e il ceto medio.
Le domande che si pongono sono più di una. Innanzitutto, la proposta di Calderoli è solo fumo negli occhi oppure, dietro il paravento della riduzione dei costi della politica, nasconde altri intenti più ideologici (tipo avviare la divisione dell’Italia, cambiando la Costituzione)? Poi c’è la domanda di fondo: è illusorio pensare che la «casta» si autoriduca i propri privilegi oppure un movimento dal basso potrebbe costringerli a farlo?
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possa smuovere e costringere la politica a fare i conti con questa anomalia, penso sia il momento di agire e fare della politica il vero strumento del cambiamento, perche' solo cosi' i cittadini partecipano alla costruzione di una vera alternativa, smettiamola di lamentarci e muoviamoci non contro la politica ma per la politica con la P maiuscola.. 19-07-2011 12:22 - massimo
Tutto però rimane uguale al passato.
Bisogna ridurgli i mandati max 2 e discontinui e questo sarebbe un'ingiustizia per colui che veramente lavora per il bene del paese, ma vallo a pigliare oggi.
Passare alle vere preferenze, far decadere dai privilegi una volta esaurito il mandato, fali dedicare il periodo di mandato esclusivamente ad esecuire il loro incarico e non che continuano a fare il loro lavoro magari per il primo ministro mentre i ministri sono costrettia ascegliersi il collaboratore fuiori dai canali ufficiale e magari un pò stagionato nelle patrie galere.
E' un controsenzo alla decenza ed al senso di giustizia e decoro istituzionale.
Questa potrebbe essere una traccia sempre integrabile! 19-07-2011 08:18 - Gromyko
Per quanto concerne i sacrifici, la politica, non può sottrarsi a quegli oneri che essa stessa impone al paese.
Oltre a ridurre gli emolumenti dei parlaamentari e il loro numero, occorre limitare i costi in generale (province, privilegi concessi dalle regioni etc).
Gli italiani che direttamente o indirettamente vivono di politica sono circa un milione e novecentomila - un pò troppi -
Non da ultimo, va ripristinata una adeguata progressività fiscale, non per sovvertire il sistema, ma per limitare eccessi che soltanto l'abitudine ed una falsa cultura possono indurci a sopportare. 18-07-2011 22:26 - tommaso