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Luca Kocci
Avanza il nuovo partito di dio
Quello di ieri in un albergo romano, promosso da alcune associazioni cattoliche, è stato l'ultimo di una serie di incontri, sia pubblici che privati, con un obiettivo preciso: ricostruire un soggetto politico centrista che si faccia interprete dei desiderata ecclesiastici e che nel futuro possa guidare o perlomeno orientare le scelte di un centro-destra post-berlusconiano.
A prendere la parola, ieri, è stato il Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro - di cui fanno parte, fra gli altri, Compagnia delle Opere (il braccio economico di Comunione e Liberazione), Cisl, Acli, le cooperative bianche di Confcooperative, Movimento cristiano lavoratori, Coldiretti -, ma i veri registi di tutta l'operazione sono le gerarchie ecclesiastiche: la Conferenza episcopale italiana e soprattutto la segreteria di Stato vaticana del cardinale Tarcisio Bertone, in queste settimane attivo su molti fronti, a partire dal tentativo di salvataggio del San Raffaele di don Verzè. Aderiamo «con convinzione e determinazione all'appello del papa e dei vescovi per un impegno dei cattolici» in politica, hanno detto le associazioni che hanno presentato il loro Manifesto per la buona politica e il bene comune - che godrebbe anche del favore di Tremonti - in cui sono espressi i punti fondamentali di un programma in linea con le direttive ecclesiastiche, che si richiama esplicitamente alla dottrina sociale della Chiesa e alle encicliche papali: difesa della persona «nella nascita, nella salute e nella malattia», ovvero i cosiddetti valori non negoziabili cari alle gerarchie; sostegno economico alle famiglie; miglioramento del sistema di istruzione «valorizzando la pluralità delle offerte formative», ovvero scuola privata; sussidiarietà «per un welfare moderno», fatto di meno intervento statale e più mercato. Tutti temi che verranno approfonditi durante il tradizionale meeting agostano di Cl, in attesa dei prossimi appuntamenti autunnali del Forum.
A scendere in campo, nei giorni precedenti, era stato il segretario di Stato vaticano Bertone, da sempre interventista nelle vicende politiche italiane, suscitando persino l'irritazione della Cei, spesso scavalcata da quando il cardinal Ruini ha lasciato la presidenza. Bertone non ha agito in prima persona ma ha incaricato un suo fedelissimo, monsignor Mario Toso, segretario del Pontificio consiglio Giustizia e Pace, che ha animato una serie di incontri, riservati e no, a cui hanno partecipato, con l'eccezione dell'area cattolico-democratica di Rosi Bindi e dei Cristiano sociali, politici centristi di entrambi gli schieramenti (Buttiglione, Fioroni, Binetti, Cesa, Pisanu, Pezzotta, Bobba, Sarubbi) e rappresentanti dell'associazionismo cattolico (Acli, Azione Cattolica, Rinnovamento dello Spirito, Cisl, Compagnia delle Opere, Confcooperative, Movimento dei Focolari) e ha incoraggiato esplicitamente la rinascita di un partito cattolico: è finito il tempo della Dc ma anche quello della diaspora - ha detto monsignor Toso durante un incontro lo scorso 14 luglio nella sede di Confcooperative -, bisogna «elaborare nuovi codici e programmi di partito», che trasformino in «progettualità politica il Compendio della dottrina sociale cattolica», perché non basta più la sola «unione morale degli intenti», ma è necessaria una vera e propria unità partitica, capace di superare i «partiti personali». Insomma rifondare il centro e il centro-destra, senza Berlusconi, traduce l'agenzia cattolico-progressista Adista. Inoltre, aggiunge Toso, «c'è bisogno di una nuova generazione di politici cattolici», ma anche «di una paternità o maternità» da parte della Chiesa, ovvero di preti e religiosi «che sappiano accompagnare i politici».
Sebbene schiacciata da Bertone, pure la Cei è in movimento, in una sorta di competizione fra strutture ecclesiastiche. Subito dopo la sconfitta alle amministrative del centro-destra, il segretario generale, monsignor Crociata, ha tenuto la relazione di apertura al convegno «Cattolici e cattolici a confronto». Presente tutto l'arco parlamentare cattolico - da Buttiglione a Pisanu, da Binetti a Fioroni - ad interrogarsi sulla domanda fondamentale: «Unità sui valori o partito unico?».
I tempi non saranno brevi. Ma, come hanno sintetizzato in perfetto ecclesialese l'opusdeista Paola Binetti e il ciellino Buttiglione a margine di uno di questi incontri, "c'è prima la semina, poi la crescita, infine arriverà la raccolta".
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In questo periodo storico in cui si stanno domandando il dopo Berluscini, è evidente che qualcuno pensi che un coalizzare tutti i cristiani dietro a un S Pietro redento potrebbe essere buona cosa, magari visto il declinare dell'economia indirizzato da Bon-Dartagnan, sovente presente alla mensa dei cardellini, prepararsi al dirigere l'homo schiavis in cultura fin dalla nascita per fargli vedere l'opportuna libertà è d'obbligo per uno che crede in dio.
Tutti sono ovviamnte liberi anche di credere in dio, quello che però è impensabile è che un supremo possa volere un uomo schiavo, servo, lobizzato che faccia quello che và bene a certi e non a se stesso ed a tutti.
La religiosità sovente ci ha fatto vedere l'uso impropio di dio ridotto ad essere i colori dipinti da uno o dell'altro per i quali scannarsi, ed un dio del genere non può che essere un dio che doverosamente và scritto in minuscolo perchè anche lui è sfruttato e si lascia sfruttare e certamenmte non è quello che si augurano molti! 20-07-2011 19:18 - Gromyko
2. non capisco i commenti. a parte una reazione anticlericale primaria,cosa dicono? nulla. I nostri avversari si organizzano trovano dei punti di intesa, provano a creare una nuova fase politica in accordo con le loro idee. e allora? è quello che dovremmo fare noi ma non riusciamo e per questo siamo marginali. basta pensare alla FDS: da tre anni dovrebbe fondersi in un solo partito e agire conseguentemente; invece è ancora allo stadio embrionale, che ha un minimo di visibilità solo se riesce ad apppoggiarsi a delle lotte spontanee (es. Valdisusa). Non ricordo più se Gramsci o Lenin diceva che il partito deve essere un passo davanti alle masse,e noi siamo dieci metri indietro. Peggio, siamo cosi' sciocchi che invece di imparare dai nostri avversari preferiamo insultarli e restare marginali, se possibile divisi.
Onestamente io invidio i cattolici, perchè hanno una stampa che non commenta solo ma che martella su quello che ritiene importante e dei politici che cercano di creare nuove egemonie per il dopo berlusconi. e noi? 20-07-2011 12:46 - franco
Che ci riesca e che possa vincere prossime elezioni è da vedere, quello che a mio avviso probabilmente farà , sarà di accoppiarsi a quanto Montezemolo e Soci riusciranno a raccattare.
Di sicuro dovrà essere un cambio di classe dirigente, altrimenti fallirebbe in partenza.
Uomini come : Buttiglione, Fioroni, Binetti, Cesa, Pisanu, Pezzotta, Bobba, Sarubbi... non le gioveranno, ma oggi le servono per ripartire.
Davanti "ai nuovi" temo che figure come Maroni, Bersani, Vendola, Fini, non susciteranno grandi passioni.
La gerarchia eccl. vince perchè pensa su tempi lunghi, mentre la politica italiana, anche quella di sinistra , è per tempi molto stretti.
In queste condizioni non può che perdere ! 20-07-2011 11:01 - alvise
Eccone un altro che si butta a capofitto nella "piscina"della politica ormai svuotata d'acqua popolare.
Tutti generali, stanno uscendo da quel mendicicomio che è la tribuna parlamentare.Tutti scemi che non hanno ancora capito che è ora di andare via!
Siamo alla vigilia di una grande rivoluzione,che ci attraverserà orizzontalmente.Siamo tutti incazzati.Quelli di Libero e del Giornale lo hanno capito e corrono anche loro a fare i "gruppettari" di destra.
Ma come i socialisti monarchici dei giorni che sconvolsero il mondo,ogni volta che si inchinano,il popolo vede attaccati al fondo dei pantaloni i blasoni di un sistema decaduto!
Vecchi,marci.
Preti che non vengono più ascoltati dai fedeli.
Politici che banchettano e si rubano la carta igenica di Montecitorio,mentre fuori ci sono mille delegazioni che protestano.
Fuori dal "tempio"tutti protestano.
Dentro il "tempio" tutti comprano e vendono quello che non hanno più
Scilipodi,ma chi lo vota più quello scemo...
Rutelli,ma dove trova un romano che gli da di nuovo il voto.
Forse Mastella,resiste,ma solo fino a quando potrà offrire qualche cosa in cambio!
D'Alema è convinto che i scariolanti della Romagna,dopo che lo hanno visto viaggiare sul suo panfilo,gli ridanno il voto?
Magari cuociono salsicce per finanziare il suo giornale.
Fassino con le sue banche...
Berlusconi con i figli scemi che gli fanno perdere soldi e potere?
Bossi con i suoi,alti e bassi.
Non si capisce più dove cazzo va sta Lega!
Padania?
Ma che padania.Appalti,è questo lo slogan che tutti i comuni del Nord Est,gridano ora.APPALTI!
Ma siamo diventati matti!
Ora viene anche il prete,in odore di polvere da sparo,che vuole un centro cattolico.
Totò Rina sta in galera e non ha più i santini da bruciare!
Ma cosa vogliono questa gentaccia?
Vi siete mangiati le nostre pensioni,le liquidazioni,il nostro futuro e ora venite a chiedere che?
Questa volta la rabbia popolare,non la contiene più nessuno.
Nemmeno i sermoni del presidente sono più capaci di fermare la MAREA MONTANTE!
Ma non vedete che siamo tutti incazzati.
E Basta! 20-07-2011 10:21 - maurizio mariani