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redazione
Massacro a Oslo, 90 morti. Fondamentalista cristiano è l'unico autore?
La capitale norvegese Oslo è stata investita ieri pomeriggio da un duplice attacco terrorista, una potente bomba esplosa vicino alla sede del governo e una sparatoria contro la folla a un meeting politico. Sette i morti accertati nel primo episodio, 84 le vittime del secondo, in maggior parte ragazzi. Il bilancio del massacro ha continuato a crescere per tutta la notte. Secondo la polizia un uomo, un norvegese di 32 anni arrestato sul luogo della sparatoria, sarebbe il responsabile di entrambe le stragi, probabilmente in complicità con altri. Si chiama Anders Behring Breivik e sarebbe un militante di un gruppo di estrema destra definito "fondamentalista cristiano".
La bomba, a quanto pare di grande potenza, ha provocato un'esplosione che ha devastato tre edifici: la sede degli uffici del primo ministro laburista Jens Stoltenberg (il quale non è stato colpito), il ministero del petrolio che sta di fronte e la sede del giornale popolare VG, pochi metri più in là. La polizia non ha ancora chiarito dove esattamente si trovasse la bomba: si è accennato a un'autobomba, ma in realtà non è certo che l'ordigno non si trovasse invece all'interno di uno degli edifici. Una vasta area del centro di Oslo è stata trasformata in una sorta di zona di guerra, con vetri, carte, mobili e frammenti di materiali vari sparsi nelle strade. Secondo i dati forniti dalla polizia, il bilancio di questo attentato sarebbe di sette persone uccise e moltissime ferite tra cui due gravemente.
Poco dopo l'esplosione della bomba, un uomo vestito da poliziotto si metteva a sparare contro la folla che stava partecipando a un raduno giovanile del partito laburista a Utoeya, un'isoletta nel fiordo di Oslo a pochi chilometri dal centro. Le vittime di questo secondo attacco, stimate inizialmente in una decina, sono poi continuamente aumentate via via che venivano ritrovate in giro per l'isola, che il killer ha percorso continuando a spare e a uccidere. L'ultimo bilancio parla di 84 morti, quasi tutti ragazzini. Sull'isola il killer è stato arrestato: è Anders Behring Breivik, norvegese, 32 anni, a quanto pare legato a gruppi dell'estrema destra religiosa. Secondo la polizia è responsabile anche dell'attentato in centro, non si sa ancora se da solo o insieme a dei complici. Una vasta ricerca è in corso e fin da ieri pomeriggio la polizia - che aveva già preso Breivik - ha bloccato le stazioni ferroviarie e l'aeroporto della capitale, isolando tutto il centro che ora è presidiato dall'esercito.
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Anders Behring Breivik
come alias ne ha questo:
Andrew Berwick
Come mai lo si identifica con il secondo cognome BREIVIK e non con il primo BEHRING ??
Sarebbe come chiamare SILVIO BERLUSCONI , SILVIO BOSSI ?
Qualcuno ha una spiegazione valida? 26-07-2011 10:14 - alessandro
CLAP CLAP CLAP!!!
Il tema dei temi: ovvero, il dito nella piaga.
Da anni si legge e si sente dire che l'epoca dei "media" classici è finita, perché ormai chiunque può "prodursi" le notizie da sé, cercando in giro, in questa cornucopia che sarebbe il Web, e "assemblando" e mettendo insieme in totale libertà d'azione il proprio giornale.
Su questa - a mio parere, farneticante - teoria, ci sarebbe da discutere per mesi. Ma comunque, possiamo quanto meno provare a figurarci come staremmo messi il giorno in cui quest'incubo dovesse materializzarsi: e, insomma, i vari New York Times, Corriere della Sera, Bild Zeitung e - perché no? - il manifesto dovessero sparire per venire soppiantati dal "web-giornalismo democratico".
Staremmo, è del tutto evidente, NELLA MERDA. Perché giornalisti non ci s'improvvisa: e perchè la prima cosa che un buon giornalista, con anni di mestiere sulle spalle, sa di dover fare è CONTROLLARE LE FONTI!
Qui, invece, in ventiquattr'ore si è letto di tutto: a cominciare dai vaneggiamenti di chi, più o meno sulla scorta del solito buon vecchio principio secondo cui "chi semina vento raccoglie tempesta", si è immediatamente precipitato ad abboccare alla "rivendicazione" islamista (MA QUANDO MAI, IN QUESTI ULTIMI VENT'ANNI, SI SONO VISTI JIHADISTI ED INTEGRALISTI ISLAMICI FARE IL TIRO AL BERSAGLIO SULLE FOLLE, DA DIETRO IL CALCIO DI UN FUCILE AUTOMATICO?!?! Anzi: a quanto pare, il nazifascista ariano che ha massacrato gli ottanta giovani laburisti a Utoya è accesamente anti-islamico!), ovviamente col nobile scopo di portare acqua al mulino delle proprie personali campagne anti-occidentali (oppure ad altre "campagne", non meno personali)...
Insomma: figuriamoci se ci si potrebbe informare anche solo vagamente, il giorno in cui non restasse altro che il "giornal(ett)ismo web-democratico" dei vari blogger, siti di "controinformazione" e di "documentazione", e affini. Quel giorno ci troveremmo, invece, letteralmente nel caos e nel delirio: e, in aggiunta al danno, dovremmo pure sorbirci il definitivo gaudio e giubilo di chi, da sempre, vuole e tenta a tutti i costi di far sì che il popolo sia meno informato possibile, perché meno informato è, meno è in grado di decidere. NO, GRAZIE!!
Lunga vita, dunque, ai giornali SERI fatti da SERI E PREPARATI giornalisti professionisti (a patto, ovviamente, che facciano SCRUPOLOSAMENTE il proprio mestiere ;) ). Le web-chiacchiere, personalmente, le lascio volentieri a chi ama l'aria fritta.
E questa, signori miei, è l'unica "lezione" che mi riesce di estrarre dalla tragedia di Oslo... 23-07-2011 22:23 - Harken
OSLO 22 LUGLIO 2011– NEW YORK 11 ETTEMBRE 2001
Osama bin Laden è defunto (ucciso nella notte fra l’1 e il 2 maggio 2011 dai “Navy SEAL” statunitensi, in Pakistan, ad Abbottabad, vicino a Islamabad), ma al-Qa’ida colpisce ancora con la stessa ferocia con la quale i mujaheddin impongono il jihad contro tutto il mondo occidentale e non. La fatwa dell’emiro saudita colpisce anche dall’Aldilà, dove sta a godersi il paradiso delle uri. È una guerra feroce che, dall’Afghanistan invasa dall’URSS, 1979, procede sanguinosissima e costosissima per l’Occidente. Oslo è sommersa da cumuli di rovine, centinaia di morti e feriti, quale guerra orribile per la libertà dobbiamo ancora combattere per liberarci di questa sanguinosa iattura? Ancora vittime sacrificali per un ideale astruso? Bisogna domandare per chi suonerà, domani, la campana?
Poco male: sono i costi della democrazia, matrice di tutte le libertà. Paradossalmente matrice anche della ribellione talebana che reagisce con il terrorismo spietato all’imposizione democratica (un ossimoro politico) dell’Occidente come può e dove può. Se dovessimo dimenticarlo la Libia è sotto i bombardamenti libertari dei cacciabombardieri NATO: s’impone ai libici la libertà e la democrazia. Nemmeno Hitler fu così tracotante.
L’arma più micidiale che rende temibilissima la “carboneria” di al-Qa’ida è il suicidio terroristico. Terroristi suicidi sono gli shahid e le shahidkì (donne terroriste), che si offrono alla morte gloriosa pur di annichilire il nemico dell’Islam: l’Occidente ateo, laico e cristiano. È una guerra impari, la nostra cultura di occidentali non concepisce la morte come prezzo del nulla, se il soggetto che si sacrifica non può godersi i frutti del sacrificio, a che vale sacrificarsi? Eppure è proprio questo fanatismo mistico che ci fa vittime consapevoli di una guerra che non potremo mai vincere. La nostra morale di uomini civili e liberi c’impedisce “l’occhio per occhio dente per dente” (ma nessun occidentale si offrirebbe a fare il Pietro MIcca della situazione), noi, armata del bene, abbiamo le bombe intelligenti che sanno scegliere fior da fiore.
Non so quale sia il traguardo verso il quale corriamo imperterriti, so certo che da oltre un ventennio questa guerra con le ombre sta divorando la nostra civiltà e le risorse economiche. Miliardi di euro, di dollari, vengono profusi là dove necessità di altro genere incombono urgenti e lo spreco delle risorse consuma il nostro benessere e il nostro futuro. Qui prodest?
Risponderebbe il solito Sherlock Holmes: “Cui prodest scelus, is fecit”. Naturalmente la risposta è un ripiego paradossale per non ammettere d’essere noi dei Don Chisciotte che se ne vanno per il mondo alla ricerca della soave Dulcinea. Purtroppo il sangue che bagna la capitale norvegese non sgorga da ferite d’amore altruistico, filantropico, è l’odio tremendo che arma gli shahid eccitati dal fanatismo islamico aizzato contro la nostra civiltà.
Ma noi, occidentali, siamo così sicuri di essere ambasciatori dell’euangélion (buona novella)? È davvero la democrazia che c’impone certe efferatezze libertarie?
Possibile che la LIBERTÁ debba alimentarsi di tanto sangue? Non sarebbe opportuno che ogni popolo o razza restasse libero, veramente libero, di conservarsi la cultura che l’ha visto nascere? Noi liberi nella nostra libertà, loro liberi nel loro fanatismo: anche se è difficile per noi civilizzati (?) comprendere le ragioni di tanto oscurantismo.
Celestino Ferraro 23-07-2011 17:40 - lectiones