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FUORIPAGINA
24/07/2011
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    Domanda del giorno: il vero nemico vien da fuori o è interno?

    Le bombe nel centro della «pacifica» Oslo, la strage nell'isoletta di Utoeya. Benessere, tolleranza, welfare, democrazia scandinava, vocazione pacifista. Miti che crollano. 150 mila immigrati islamici su una popolazione di 5 milioni di abitanti. La quinta colonna. Il nemico interno. Il nemico globale dell'occidente, dell'umanità. Lo scontro di civiltà. Subito dopo gli attentati con strage di venerdì in Norvegia, si è scatenata, sulla stampa italiana ma non solo, una irrefrenabile ondata di islamofobia. Giornalisti, opinionisti, commentatori, analisti, esperti, professori si sono profusi in spiegazioni, definitive, sul come e perché il «terrorismo islamico...», come e perché l'11/9 è sempre lì che incombe su di noi, come e perché al Qaeda anche senza più Osama... Tutto sembrava quadrare perfettamente nel format. Poi è saltato fuori l'aitante Anders Behring Breivik, biondo e occhi azzurri. E lo scenario norvegese ci ha rimandato improvvisamente più a Oklahoma City-1995 e ai gruppi di «suprematisti bianchi» (160 morti) che alle torri gemelle di New York-2001 o ai treni di Madrid-2004. L'islam e l'islamismo sono una causa o un effetto? Sono il cancro interno che ci corrode, interno a ciascun paese, interno all'occidente come sistema di valori?


I COMMENTI:
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  • Bisogna prendere atto che a partire dagli anni 90 nei paesi scandinavi operano legalmente gruppi neonazisti sempre più aggressivi e da parte delle autorità di quei paesi c'è nei loro confronti molta tolleranza.
    Lo stesso per i paesi membri della UE. Le autorità di Bruxelles sono molto solerti quando bisogna richiamare i paesi a rispettare i limiti macroeconomici del debito in ossequio alle nefande politiche liberiste e monetariste ma quando si tratta di reprimere i gruppi neonazisti e fascisti se ne fregano allegramente.
    In ungheria Slovacchia Romania ecc movimenti nazifascisti non solo sono tollerati ma hanno influenza sulle decisioni di diversi governi di destra.
    In Slovacchia si erigono monumenti a monsignor Tiso, un collaborazionista filonazista.
    In compenso si mettono fuori legge sindacati e partiti anticapitalisti.
    E che dire dei paesi baltici.Una vergogna per l'Europa,li la propaganda di gruppi filonazisti è legale e si distruggono addirittura i monumenti ai soldati sovietici. Per non parlare delle politiche razziste verso le minoranze russofone(peraltro cospicue).
    Il tutto senza che l'Unione Europea dica o faccia niente di particolare.
    E questa sarebbe l'Europa Unita?Bella schifezza!Esiste ormai solo per massacrare i lavoratori,i pensionati e i precari e pretendere la privatizzazione coatta di tutto ciò che serve a mantenere un minimo di Stato Sociale. 25-07-2011 12:31 - Lequinio
  • Vale sempre quello che diceva il vecchio Vonnegut: non c'è niente di intelligente da dire a proposito di un massacro. Solo, forse, che il concetto di scontro di civiltà tanto in voga tra i crociati di entrambe le parti andrebbe rivisto. Non ci sono due civiltà che si ammazzano barbaramente a vicenda (noi contro loro) come piacerebbe a Oriana & Osama, ma i vertici, le élites politiche ed economiche di due schieramenti che ammazzano la gente che sta in mezzo. I ragazzini di Beslan sono la fotografia della situazione: presi in trappola tra due follie contrapposte, tirassegno d'allenamento tra due eserciti stupidi e rozzi come soltanto gli eserciti sanno essere. Di qui l'indipendentista aspirante martire e di là lo zar che non cede e mostra i muscoli: in mezzo rimane il ragazzino osseto, stritolato, innocente, effetto collaterale, briciola inevitabile. Questa volta. Le altre volte erano i pendolari madrileni, gli impiegati di New York, i civili di Falluja, i passeggeri degli autobus di Gerusalemme o degli aeroplani russi, i bambini palestinesi bombardati e chiusi dietro un muro, i ragazzini di Kabul. Ecc. ecc, aggiungete a piacere, riempite qualche riga pure voi di gente innocente che ci lascia la pelle, l'elenco della barbarie è infinito. Dalla Cecenia a Guantanamo, è uno scontro di civiltà? Se ammettiamo questa ipotesi bisogna subito aggiungere un corollario: civiltà comandate da teste di cazzo.
    Il (debolissimo) pensiero emergente vorrebbe questo: che si considerasse il mattatoio quotidiano come uno scontro tra occidente e islam, tra buoni che devono difendersi (noi, ovviamente) e cattivi che attaccano (loro). Mentre se si fa la conta dei morti e dei feriti, delle sofferenze e dei traumi, si scopre che ci sono due leadership di pazzi (loro Bush, loro Osama, loro Putin, loro terroristi) contro circa sei miliardi di persone che non c'entrano niente e che temono di finirci in mezzo (noi). Noi che andiamo a scuola o a prendere il treno, o che finiamo per sbaglio sulla traiettoria di un missile o con gli elettrodi attaccati alle palle in una prigione. E' solo un piccolo cambio di prospettiva, uno spostamento della visuale, ma credo che in questo senso sì, sia possibile vedere una reale contrapposizione tra «noi» e «loro»: noi le vittime e loro quelli che sparano, da una parte o dall'altra, circondati da ideologi e consiglieri e affaristi e strateghi della forza furbi come faine, che abitino in una grotta sperduta o in una casa bianca a Washington. Tanto per piccolo esercizio, basta un'occhiata ai manifesti ideologici: i siti più trucidi della Jihad non hanno nulla da insegnare quanto a desiderio di dominio, alle patinate home page dei pensatoi Usa che spiegano e spingono il New American Century. C'è una specularità tra queste due follie, una somiglianza ideologica: da entrambe le parti il pallino è in mano ai falchi, la prevalenza dello stronzo è conclamata in ognuna delle fazioni in lotta. Sei miliardi di moderati guardano attoniti e stanno nel mezzo. Intendo in questo caso per "moderati" tutti quelli che rivendicano come un diritto di non essere ammazzati né da un falco né dall'altro e né da tutti e due come nella scuola di Beslan. Anche altre letture convincono poco. Le democrazie sono sotto attacco, ci dice Mauro su Repubblica. Vero, ma non ci dice quanto virtuali siano queste democrazie. Che se ci fosse stata una vera democrazia in Spagna, in Iraq non ci sarebbero andati, e non avrebbero raccolto duecento cadaveri (nostri!) alla stazione di Atocha. Uguale per l'Italia. Uguale per il Regno Unito di mr. Blair. Se gli americani fossero informati come tutti pensiamo dovremmo essere in una democrazia, saprebbero che Saddam non era Osama e forse si sarebbero opposti alla guerra, chissà, non si sa mai cosa può combinarti la democrazia se per caso ti metti ad applicarla. L'esercizio di cercare chi ha cominciato, che è stato il primo, indagare su chi è stato più stronzo con chi negli ultimi duecento anni, può spiegare molte cose, ma non allontana il mirino da quelli che stanno in mezzo, che siamo noi, parecchi miliardi di scudi umani. Sinceramente, credo che dovremmo cominciare a prenderla proprio come una questione personale, dopotutto è a noi - a noi sei miliardi di ragazzini di Beslan - che queste due bande di stronzi sparano addosso.

    Alessandro Robecchi (Il Manifesto – 5 settembre 2004) 25-07-2011 12:29 - Benno degli Arcimboldi
  • Due attentati hanno colpito la Norvegia venerdì 22 luglio: il primo nel centro di Oslo, secondo la stampa un’autobomba, e, due ore dopo, una sparatoria sull’isola di Utoya. E’ stato arrestato un giovane, Anders Behring Breivik (ribattezzato ABB dalla stampa), di estrema destra, anti-islamico, cattolico ed iscritto ad una loggia massonica.
    Tanti sono i commenti e le cattive informazioni che circolano su questo attentano. Innanzitutto le voci iniziali che attribuivano all’attentato una matrice islamica dando il via agli interventi di diversi capi di stato, tra cui Obama e Berlusconi, contro ogni forma di terrorismo.
    Secondo alcuni esperti, l’idea che a causare l’esplosione nel centro di Oslo, a pochi metri dalla sede del ministero norvegese del petrolio e dell’energia, dall’ufficio del primo ministro Jens Stoltenberg e dalla sede di uno dei quotidiani norvegese più importanti, il Verdens Gang, sia stata un’autobomba, non è credibile in quanto non si è formato un cratere sulla strada mentre ad essere più danneggiati sono alcuni piani alti di un palazzo.
    L’altra ipotesi che va smentita è che Breivik abbia agito da solo e per entrambi gli attentati. Diversi sopravvissuti alla sparatoria hanno testimoniato che a sparare erano più individui, inoltre l’attentato ad Oslo ha richiesto certamente la partecipazione di diverse persone, se non di servizi segreti: questo episodio non è il frutto di un folle estremista ma di una regia molto più potente. Sicuramente si voleva colpire il partito socialista norvegese proprietario dell’isola di Utoya dove si teneva il campus estivo dei giovani laburisti e sicuramente si voleva colpire il primo ministro che sarebbe intervenuto al campus proprio quel giorno, campus dove si trovavano i suoi due figli sopravvissuti alla sparatoria.

    Perchè colpire il primo ministro Jens Stoltenberge e il partito laburista norvegese?
    La Norvegia negli ultimi anni si è resa protagonista di diverse azioni di boicottaggio nei confronti di Israele, rendendosi voce fuori dal coro tra gli stati filosionisti occidentali.
    Nel 2009 il governo socialista norvegese ritira la partecipazione, per motivi etici, di un fondo preidenziale pubblico, uno dei più grandi fondi sovrani al mondo, dalla società israeliana Elbit. Elbit si occupa si sistemi elettronici per radar, aerei, navi ecc. Elbit avrebbe partecipato alla costruzione del muro tra Israele e Cisgiordania e favorisce la colonizzazione dei territori palestinesi. Il ministro delle finanze Kristin Halvorsen (socialista) dichiara che il governo norvegese non vuole partecipare a inizitive che violano il diritto umanitario internazionale.
    Nel settembre del 2009 la banca inglese Blackroll, su pressione delle banche norvegesi, vende tutte le proprie azioni di Africa-Israel Investments Ltd, impegnata in costruzioni israeliane in Cisgiordania.
    Nel 2010 , dopo l’attacco della marina israeliana alla nave Mavi Marvara che causa la morte di 9 civili turchi imbarcati sulla nave della Freedom Flotilla che cercava di forzare il blocco navale israeliano su Gaza, un sondaggio rivela che il 9,5% degli intervistati boicotta già prodotti israeliani, mentre il 33, 5% intende farlo. In quell’occasione il capo del partito socialista norvegese Kristin Halvorsen chiede alla comunità internazionale di boicottare il commercio di armi con Israele esprimendosi contro l’attacco israeliano alla nave Mavi Marvara e chiedendo un’inchiesta internazionale indipendente sull’incidente.
    Nell’ottobre 2010 la Norvegia proibisce a sottomarini israeliani di fabbricazione tedesca, della Howaldtswerke-Deutsche Werft, di esercitarsi in una delle sue basi navali.
    Anche la Coop-Norge, una delle principali catene di alimentari della Norvegia, decide di boicottare i prodotti israeliani.
    Giovedì 21 luglio, il giorno prima della strage, al ministro norvegese agli affari esteri Jonas Gahr Store, recatosi al campus di Utoya, i giovani laburisti chiedevano di riconoscere lo stato palestinese. Probabilmente, anche il primo ministro, il giorno della strage, sarebbe intervenuto su questo argomento al campus di Utoya.

    La Norvegia si è resa negli ultimi anni protagonista di azioni di boicottaggio coraggiose contro una lobby molto potente, quella sionista, che finanzia la costruzione di abitazioni di coloni in territori palestinesi, l’occupazione militare dei territori palestinesi, il blocco dei territori di Gaza che rende più di un milione e mezzo di abitanti ostaggio del governo israeliano. Si tratta di un comportamento coraggioso anche confrontato con quello servile degli altri stati europei, per ultimo della Grecia che ha bloccato la partenza, dai suoi porti, le navi della Freedom Flotilla 2 nei giorni in cui l’unione monetaria europea, controllata dalle banche sioniste, decideva sul prestito allo stato ellenico.
    Certo lo stato di Israele non è uno stato che si fa scrupoli: numerose sono le risoluzioni Onu che condannano gli attacchi israeliani , le occupazioni israeliane e il divieto per i cittadini palestinesi di tornare nelle proprie terre e nelle proprie case.

    Gli attentati in Norvegia sono un chiaro segnale intimidatorio nei confronti della politica antisionista del partito socialista? Nel frattempo aspettiamo che gli Stati Uniti di Obama comincino a combattere il terrorismo, quello vero, quello sionista. 25-07-2011 11:54 - Giovanni Doria
  • I Norvegesi sono discendenti dei Vichinghi. Una volta lessi che le invasioni vichinghe che terrorizzarono l' Europa furono lo sfogo di una crisi da sovrappopolazione in Scandinavia.

    Non dico che la sovrappopolazione sia sempre la causa del Male ; ma quando c'e' crea condizioni molto favorevoli per esso. 25-07-2011 11:35 - bozo4
  • Premesso che il mito, o piuttosto l'ammirazione per la società norvegese per me non è crollato affatto, dato che se qualcuno dà di matto non mi pare geniale buttare a mare un intero paese, la paura dell'islam comincia nella contemporaneità con il regime teocratico komeinista, che oltre a prendersela con l'ambasciata USA impone a forza un modello di società oppressiva e aggressiva in nome di dio che dovrebbe immediatamente spaventare ogni coscienza laica. La sinistra ha molte colpe su questo; invece di prendere le distanze, elaborare e diffondere una critica profonda e costante di simili involuzioni, finisce col giustificare quasi tutto con il relativismo culturale o addirittura lo esalta come antimperialismo più o meno rivoluzionario. Se fosse così, confesso di preferirei di gran lunga vivere sotto l'"imperialismo" (come se gli altri non lo fossero) che in una società islamica, perché alla fin fine mi lascia maggior margine di manovra e di respiro, anche con la taglia 42 (una boutade giustamente provocatoria davvero troppo presa sul serio in casa nostra, non se ne può più). Ma dobbiamo veramente ridurci a simili domande? L'integralismo si diffonde e viene alimentato anche dagli USA (Afghanistan, Bosnia) per decenni, poi nel 2001 diventa il nemico n.1 con il delirio conseguente e il lavaggio del cervello della propaganda al seguito. Nel frattempo la sinistra nostrana continua a (s)ragionare e a condizionare le sue risposte alla questione in termini di immigrati buoni contro i leghisti cattivi, moschee o non moschee, anche perché è molto più facile che parlare di politiche sociali per tutti. Fin troppo facile dire che la questione all'origine di tutto è sociale, dentro e fuori. Ma ciò non assolve nessuno...

    Quanto alle trombe della stampa, a farsi un giro sui giornali stranieri si vedeva ad esempio che un blog di Le Monde pubblicava già nel pomeriggio di venerdì un post sulla pista islamica con motivazioni abbastanza fragili http://bigbrowser.blog.lemonde.fr/2011/07/22/bombe-al-qaida-en-veut-elle-a-la-norvege/ peraltro molto criticato dai lettori, che risultava tradotto da un pezzo del Guardian http://www.guardian.co.uk/world/2011/jul/22/oslo-bomb-suspicion-islamist-militants
    oggi riscritto sotto tutt'altro segno (dispiace non averlo salvato), il che apre la strada a un'interessante prospettiva di filologia ai tempi di internet. Il pezzo britannico, scritto da Peter Baumont, tirava in ballo le opinioni di un analista CIA (giuro, lo so che fa ridere!). Diciamo che magari in buona fede tutto il mondo (il Manifesto no, però) gli è andato dietro, perché dieci anni di condizionamento mediatico anglosassone pesano. Eppure si sarebbe ben potuto pensare con la propria testa: chi stanno attaccando? Gli uffici del premier laburista e un campeggio dei giovani laburisti. Ha un senso? Per capire meglio sarebbe servito però avere un corrispondente a Oslo, o un esperto dei paesi nordici in redazione, o un reporter in loco come la Reuters... insomma, fretta, faciloneria, ignoranza, conformismo fanno il resto della risposta. 25-07-2011 11:27 - Livia
  • Siamo tutti abitanti del villaggio globale e ci beviamo le panzane diffuse dai media. Solo in qualche lontana lamasseria tibetana sopravvissuta all’occupazione cinese forse avranno conservato una parvenza di imparzialità di giudizio. Adesso le masse si bevono tutto quanto. Magari il prossimo attentato sarà attribuito ai Marziani e alla TV e sui giornali si scateneranno polemiche sulle ragioni degli abitanti del pianeta Marte. Non solo dopo la strage di Oslo avevamo già accettato a priori la pista islamica bevendoci tutte le frottole sparate dalla televisione e dai giornali, ma molti dei compagni comunisti duri e puri erano anche pronti a giustificarla, si trattasse di talebani oppure dei palestinesi di Hamas. Adesso tutti stracciano le vesti ed esprimono orrore di fronte alle gesta del giovane nenoazista svedese. La verità è che il terrorismo è sempre stato una cosa schifosa, chiunque lo abbia messo in pratica. Negli anni di piombo le bombe fasciste ed i crimini delle Brigate Rosse et simili erano delitti ugualmente esecrabili e condannabili senza se e senza ma. La stessa cosa deve valere oggi per gli atti di terrorismo. Non ha importanza chi siano i loro mandanti ed i loro autori e per quale causa combattano. Sono solo dei delinquenti che bisogna catturare e mettere in condizioni di non nuocere. Quelli che la pensano diversamente non hanno capito un cazzo, e sono indegni di vivere nel mondo civile, che al giorno d’oggi fino a prova contraria corrisponde al sistema socialdemocratico e capitalista nonostante tutta quella merda che trabocca da ogni parte. 25-07-2011 11:16 - gianni
  • Di fronte ai commenti confusi e volutamente confusionari che leggo su questo blog, resto sconvolta: il male che è in noi, islamismo/socialismo/nazismo xenofobo aggrovigliati insieme!
    Vi volete "limitare" alla strage nazista di Oslo, per favore? Il "male" ha voluto, per sua affermazione, colpire gli attivisti laburisti,colpevoli di propugnare una società aperta e civile.E ci è riuscito dal momento che ha ucciso più di OTTANTA giovani socialisti, su una popolazione di CINQUE milioni, ha distrutto una intera generazione.
    Smettetela di interessarvi all'aria fritta, concentratevi sui fatti e sui numeri. 25-07-2011 11:15 - gianna
  • E certo Gabriele, adesso ci manca che ci leggiamo pure (e bene) le 1500 pagine di questo pazzo furioso, nazista e antiumano.. 25-07-2011 10:57 - giuseppe
  • Per chi ha dimenticato :
    - il nazismo era alleato dei gruppi islamici. Usò i Ceceni contro i Sovietici e aiutò i Paesi Arabia nelle prime guerre contro Israele. Il servizio segreto siriano, il più efficiente tra quelli arabi, fu creato da ex-SS, scappate dalla Germania.

    C'è molta confusione storica nei commenti, come pure nella testa di Anders Behring Breivik, che non era cattolico, come con altrettanta confusione e approsimazione scrive qualcuno del blog. 25-07-2011 09:15 - alvise
  • Che rapporto c'è tra l'Islam, il Cristianesimo, il multiculturalismo e il gesto di imbracciare un'arma d'assalto e sterminare a sangue freddo 90 persone inermi?
    NESSUNO!
    Che rapporto c'è tra la paura di un musulmano, di un gitano, di un ebreo, di un omosessuale, di un disabile, del vicino di casa che cucina cous-cous, di una donna, di tutti coloro che ci mostrano una qualsiasi diversità, e la pulsione di morte che porta a distruggere programmaticamente bersagli irrilevanti rispetto a tutto quello?
    NESSUNO!
    E' normale che si discorra di sociologia nel tentativo di dar senso a eventi mostruosi e di proporzioni imponderabili. Ma in questi discorsi non si troverà alcuna risposta al perché un uomo fagocita disordinatamente idee, fatti di cronaca, nozioni geografiche, opinioni politiche e traduce tutto in una decisione criminale e assassina.
    In questi casi, forse, dovremmo solo rassegnarci all'esistenza del MALE, come forma estrema e isolata di reazione dell'essere umano, che ci appare in tutta la sua oscena banalità nell'immagine di un uomo di insospettabile profilo e che ci rende impotenti tanto davanti all'arma che quell'uomo ha imbracciato, quanto di fronte all'inefficacia di qualsiasi giudizio verrà emesso a suo carico. 25-07-2011 08:05 - Alessandro
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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